Documento dall'Università Politecnica delle Marche su Progettare e Valutare nel Sociale. Il Pdf esplora i concetti chiave della progettazione sociale, gli approcci metodologici e le fasi del ciclo progettuale, inclusa l'ideazione e la pianificazione operativa.
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Riassunto Progettare E Valutare NEL Sociale Progettazione e valutazione dei sistemi sociali (Università Politecnica delle Marche) StuDocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da Simona Pozzato (simona.pozzato1@tin.it)PROGETTARE E VALUTARE NEL SOCIALE
Il concetto di progettazione non è sempre appartenuto al mondo delle politiche e degli interventi sociali. Deriva da culture altre, come dall'ingegneria e dall'architettura. La PROGETTAZIONE potremmo definirlo come una prefigurazione dettagliata di quello che sarà , che viene elaborato ex ante, per poterne assicurare la realizzazione e darvi fondamento. Nell'azione sociale la progettazione è tesa a diventare un cambiamento. In Italia si è iniziato a parlare di progettazione sociale intorno alla fine degli anni '80 con i primi piani di lungo periodo,a livello nazionale e regionale, in materia sanitaria. In seguito è progressivamente cresciuta sia teoricamente che sulla pratica a fronte di 4 fenomeni : STRUTTURA, INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE,BISOGNI CRESCENTI che hanno spinto una ricerca strategica, NUOVE TECNICHE di direzione aziendale. In anni precedenti abbiamo assistito a varie fasi di sviluppo,come la legge 285/97 sull'infanzia. La parola PROGETTAZIONE SOCIALE deriva dal latino e significa gettare avanti, immaginare qualcosa che non c'è. In ambito mitologico,possiamo rifarci al mito di Prometeo, ossia colui che pone il suo sguardo avanti. Pertanto la progettazione è la speranza umana di migliorare la propria condizione grazie all'uso del proprio intelletto. BOUTINET dice che la progettazione prevede e identifica le strategie adeguate al raggiungimento di un cambiamento. Altri autori interpretano la progettazione come un operazione di ricerca.
Esistono vari approcci :
La cosa negativa del primo approccio è l'eccesso di semplificazione. Per il secondo è il dominio dell'indefinitezza. Secondo uno schema di Thomson- Tuden, è possibile cercare di identificare dove è possibile applicare questi approcci. Ci sono due elementi dove è possibile scegliere l'approccio più adeguato : il livello di conoscenza e la condivisione del problema su cui si vuole agire e la condivisione delle strategie. Quando i problemi sono poco conosciuti e anche le strategie, ha più efficacia l'approccio dialogico. Viceversa , laddove il problema è conosciuto siamo in un contesto in cui si utilizza di più l'approccio razionale.
E' importante capire chi fa parte del progetto sociale.
Ricercare più finanziatori porta però a una precarizzazione del sociale : è fondamentale progettare bene , presentare progetti a più finanziatori possibili e partecipare a più bandi . Tutto ciò porta a una frustrazione nell'idealità del lavoro sociale degli operatori, che fanno sempre più fatica a riconoscere una correlazione fra l'immaginato progettuale e la realizzazione del progetto stesso. In un contesto come quello attuale, in cui i diversi soggetti del welfare si trovano di fronte a una progressiva contrazione delle risorse a disposizione, la pratica progettuale dovrà vedere rafforzate alcune competenze come nella ricerca e nell'attivazione di risorse This document is available free of charge on StuDocu.com Scaricato da Simona Pozzato (simona.pozzato1@tin.it)alternative a quelle pubbliche e competenze nel governo e nella connessione tra i diversi soggetti coinvolgibili intorno al tema di interesse.
A partire da esperienze concrete , diversi contributi della letteratura scientifica hanno concorso alla declinazione di possibili passaggi metodologici. IL PCM Il PCM o ciclo di progetto, rappresenta l'articolazione del processo di progettazione in una sequenza di fasi e costituisce il riferimento metodologico utilizzato ormai nella maggior parte dei contesti di promozione della progettazione. Introdotto nella seconda metà degli anni '90 con lo scopo di migliorare la qualità della progettazione,è stato elaborato dalla Commissione OECD di assistenza allo sviluppo a fronte di una serie di problematiche riscontrate nell'esperienza abituale di progettazione. Venivano evidenziati i seguenti limiti : difficoltà dei progetti a collocare le proprie proposte all'interno di un contesto chiaro e preciso, progettazione focalizzata sulla definizione delle attività da realizzare, declinazione di risultati non sempre verificabili, visione progettuale limitata al breve termine, elaborati documentali non sempre coerenti tra loro. Definendo il processo di progettazione in fasi consequenziali, il PCM propone l'assunzione di una logica sistemica attenta a ricercare e presidiare la coerenza fra una fase e l'altra. E' un modello fondato sulla ricerca di rapporti di causazione interna tra risorse impiegate, attività realizzate, etc. Il PCM si concentra sull'analisi del contesto, progettazione per obiettivi e non per attività, sostenibilità nel tempo, etc. L'elemento di innovazione è il PERSEGUIMENTO DI UNA MAGGIORE ADEGUATEZZA RISPETTO AI BISOGNI. Il ciclo di vita di un progetto è così :
Per Programmazione si intende la fase a monte di un percorso progettuale, ossia quella delle decisioni politiche che identificano le macroaree di intervento su cui si chiede di attivare la progettazione. E' il macro-obiettivo. Per Identificazione si intende la fase di declinazione dell'idea-progetto specifica in cui si comincia a sviluppare l'idea progettuale, anche se non ancora dettagliata sul piano operativo. La formulazione è la fase in cui la proposta progettuale assume la sua forma definitiva, si ha la descrizione nel dettaglio. Poi si ha il Finanziamento, ovvero il momento in cui c'è chi eroga le risorse per la sua attuazione. A seguire si ha la fase di realizzazione e infine della valutazione. C'è stata una rielaborazione delle prime fasi del ciclo da parte di Leone e Prezza, si articolano le fasi iniziali da capo come : IDEAZIONE, ATTIVAZIONE E PROGETTAZIONE OPERATIVA. Le prime due fasi sono focalizzate a cercare l'oggetto di progettazione si approfondisce il fine della questione. La terza fase è dedicata alla definizione delle modalità di attuazione, cioè sul come. LE TECNICHE Nel tempo si sono sviluppate diverse tecniche e procedure operative nella logica del PCM, in particolare le tecniche della GOPP e il FLA. Esse rappresentano le uniche tecniche che valorizzano l'aspetto partecipato. L' UE ha iniziato a utilizzare questo tipo di strumenti e li ha introdotti in alcune iniziative comunitarie. Si tratta di tecniche di gestione partecipata alle diverse fasi del ciclo di progetto che facilitano la definizione dei differenti passaggi all'interno di un contesto multi attore. Il GOPP coinvolge dei portatori di interesse nelle fasi più significative del progetto. LE FASI DEL CICLO PROGETTUALE La prima fase è l' IDEAZIONE, essa non nasce da un vuoto, ma da un contesto. Il primo passaggio metodologico è quello di analizzare tale contesto per mettere a fuoco le implicazioni,vincoli e opportunità. La domanda da cui nasce la progettazione comprende delle valenze di tipo professionale, personale e politico, che influenzano il percorso progettuale. Il primo passaggio è quello di riconoscere queste valenze e significa mettere a fuoco alcuni elementi : chi chiede, cosa chiede,quali vincoli e quali opportunità scegliere. Una corretta analisi porterà al gruppo a trovare le condizioni migliori.