Pdf dall'Università sul ruolo del settore sanitario nelle politiche urbanistiche, enfatizzando prevenzione e promozione della salute. Il Materiale esplora concetti di stewardship, advocacy, gestione dei rifiuti solidi urbani e smaltimento dei reflui, con tabelle di valutazione per permeabilità dei suoli e rischio geologico, utile per l'Educazione ambientale.
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definiti. Occorre sviluppare, quindi, alleanze e convergenze che favoriscano fin dall'inizio una
programmazione condivisa e partecipata, sviluppando conoscenza reciproca, linguaggi comuni, sintonia
di intenti. Riconoscendo la salute come un diritto da tutelare da parte di tutti, è necessario che,
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nell'attuare politiche e interventi, siano considerati la centralità della persona, i suoi diritti, le sue scelte
e il suo contesto di vita, identificando, in primo luogo, ruoli e responsabilità dei diversi settori coinvolti.
3.2 Ruolo e responsabilità del settore Sanitario
Il ruolo del Servizio Sanitario nel campo delle politiche urbanistiche è diventato, nel tempo,
sempre più rilevante e diversificato, prevedendo non solo la ricerca e il monitoraggio degli effetti, ma
anche un'importante e indispensabile azione di stewardship e advocacy che si deve esplicare in tutte le
attività svolte dai Dipartimenti di Prevenzione: dalle valutazioni preventive, alle analisi d'impatto sulla
salute delle trasformazioni territoriali e delle nuove attività, fino alle più tradizionali attività di vigilanza
e controllo sul territorio.
Nel campo della Sanità Pubblica, il concetto di stewardship è stato definito nel World Health
Report 2000 dell'OMS come "l'accurata e responsabile gestione (governance) del benessere della
popolazione". Lo sviluppo del ruolo di steward della prevenzione e della promozione della salute da
parte del Servizio Sanitario ai suoi diversi livelli, attraverso azioni di mediazione (advocacy) con i
diversi portatori di interesse, è stato un obiettivo prioritario del PNP 2014-2019 confermato, peraltro,
nel PNP 2020-2025 (Intesa Stato Regioni 6 agosto 2020).
L'advocacy rappresenta, infatti, un'importante modalità di lavoro per gli operatori che partecipano
ai percorsi intersettoriali per la pianificazione territoriale (urbanistica e mobilità). Per esercitare tale
modalità di lavoro occorre passare da un atteggiamento esclusivamente prescrittivo, di valutazione dei
progetti presentati, a un ruolo di interlocutori, in cui si interagisce costantemente con i titolari delle scelte
politiche al fine di difendere la causa della Sanità Pubblica riportando la progettualità e l'impegno a una
dimensione di salute quale bene comune, non solo individuale, in un'ottica intersettoriale.
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Il ruolo dei Dipartimenti di Prevenzione, nella fase storica che stiamo vivendo, attraverso la
partecipazione ai processi, alle fasi di concertazione richieste e alle valutazioni in sede di Conferenza
dei servizi, può risultare molto importante per la pianificazione e il governo del territorio.
Aderire con determinazione al ruolo di promotori della salute nelle tematiche dell'Urban Health
significa anche costruire una posizione attiva e di confronto, attraverso la costruzione di una rete di
soggetti che favorisca una formazione continua anche con sperimentazioni sul campo, l'attivazione di
pratiche di confronto per sviluppare nuove forme di azioni sul territorio (ad esempio, costituzione di
tavoli tecnici su incidentalità stradale, formazione a scuola, ecc .. ), la definizione di un Piano dei Servizi
per un'osservazione del territorio volta a capire, ad esempio, quali siano i servizi di comunità necessari
(specie dopo la pandemia in corso), quale il livello di accessibilità, i bisogni assolti, affrontare il tema
delle disuguaglianze e il disagio abitativo, ecc.
Fondamentale è il confronto tra le parti (istituzioni, professioni, associazioni, cittadini, ecc.) per
trovare soluzioni atte a migliorare le città del futuro, definendo nuovi standard e indicatori di salute
urbana.
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Il primo strumento strategico di pianificazione nazionale in un'ottica intersettoriale è stato
rappresentato dal Programma "Guadagnare salute: rendere facili le scelte salutari" (DPCM 4 maggio
2007) con il quale l'Italia ha adottato, in accordo con le Regioni e le Province autonome, una strategia
nazionale volta a promuovere la salute attivando le responsabilità di settori extra-sanitari.
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L'approccio intersettoriale è stato, quindi, negli anni, criterio guida dei diversi Piani Nazionali di
Prevenzione, compresa la nuova pianificazione 2020-2025. Quest'ultima, in particolare, ha dato
continuità ai percorsi intrapresi con quella 2014-2019, rinforzandone la sostenibilità attraverso la
definizione di Programmi Predefiniti, comuni a tutte Regioni e finalizzati al raggiungimento di macro-
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ansobiettivi. Tali Programmi, partendo dalle migliori evidenze di efficacia e/o da buone pratiche validate,
sviluppano, in chiave sistematica, interventi di prevenzione basati su processi di promozione della salute
e mirati al raggiungimento dei risultati attesi. Le Regioni, pertanto, con i rispettivi Piani Regionali di
Prevenzione (PRP), programmano, in chiave intersettoriale e orientata all'equità, tali processi e i relativi
interventi/azioni, intercettando tutte le fasce di popolazione (approccio life-course) nei diversi contesti
di vita (setting: scuola, luoghi di lavoro, luoghi del tempo libero, quartieri/città/comunità locali, ambienti
sanitari e sociosanitari).
In tale contesto, accanto a interventi che si collocano nell'ambito tradizionale della prevenzione
primaria e secondaria, i PRP includono azioni/interventi che dipendono in modo rilevante da
attori/istituzioni esterni al Servizio Sanitario Regionale e, pertanto, lo sviluppo di alleanze e reti
intersettoriali per promuovere cambiamenti negli ambienti di vita al fine creare condizioni favorevoli
all'adozione di comportamenti salutari da parte degli individui.
Anche il tema della Urban Health, in coerenza con i LEA 2017 (DPCM 12 gennaio 2017), è tra
gli elementi centrali del PNP 2020-2025, con un forte orientamento operativo, per la Sanità Pubblica, a
considerare la dimensione di salute nella sua complessità nella valutazione preventiva dei piani
urbanistici. L'attenzione va rivolta, in particolare, alla costituzione e partecipazione a "tavoli tecnici
inter-istituzionali", alle attività di progettazione/rigenerazione urbana orientate alla promozione di stili
di vita favorevoli alla salute, alla produzione e diffusione di linee guida tecniche utili ai progettisti (ad
esempio, tossicità e allergenicità delle specie vegetali), al supporto alla definizione dei Piani Urbani di
mobilità sostenibile (PUMS), ecc ..
Nella programmazione regionale dei PRP risulta, comunque, di primaria importanza il ruolo dei
Dipartimenti di Prevenzione. Se, infatti, tradizionalmente, l'igiene pubblica si è occupata di agire per
allontanare le cause patogene di natura fisica, chimica e biologica dagli ambienti di vita e di lavoro,
introducendovi, ove necessario, anche i relativi elementi protettivi, lo sviluppo delle conoscenze sui
determinanti di salute, sulla fisiopatologia delle malattie croniche e sui meccanismi con cui si generano
gli incidenti ha anche messo in luce il ruolo importante rivestito dallo spazio urbano quale induttore dei
comportamenti, sia positivi sia negativi, degli individui.
Vi è, infatti, ormai una crescente mole di dati che evidenzia come, nella progettazione di macro e
micro aree urbanizzate, si giochino importanti determinanti di salute e come questo ambito sia rilevante
nell'enfatizzare o ridurre le disuguaglianze di salute. Inoltre, i nuovi problemi che il mutamento
climatico in atto introduce a ritmo serrato e l'analisi epidemiologica dei determinanti delle patologie
croniche sottolineano l'esigenza che i parametri tradizionali di igienicità siano integrati in una più attuale
e completa visione programmatica di "abitato", che favorisca uno stile di vita e abitativo adeguato a una
situazione mutata, anche alla luce di quanto emerso con l'emergenza COVID-19 in tema di
distanziamento fisico, esigenze abitative, ecc .. Gli interventi attuali sono, nella maggior parte dei casi,
orientati verso il recupero, la trasformazione, i cambi d'uso e il riuso, con ambiti di rigenerazione urbana
nei quali gli aspetti sociali e gestionali assumono un ruolo determinante per il successo dell'operazione.
In alcuni casi, le normative più recenti, regionali/comunali, raccolgono maggiormente le sfide
dell'ambiente consolidato, ma necessitano di un supporto di conoscenze e studi per cui è fondamentale
il confronto con l'Università e con gli Istituti di ricerca, come, ad esempio, l'Istituto Superiore di Sanità.
Agire su tale complessità richiede un importante riorientamento delle attività dei Dipartimenti di
Prevenzione verso i processi di advocacy e intersettorialità. Nel contesto dei Dipartimenti di
Prevenzione, in particolare, i dirigenti e i tecnici dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica sono chiamati a
supportare i Comuni nel delicato rapporto tra salute e pianificazione urbanistica secondo le indicazioni
della normativa vigente e in base alle migliori evidenze scientifiche. L'obiettivo principale del supporto
fornito è quello di garantire agli organi decisori le conoscenze, i dati e le indicazioni di carattere igienico-
sanitario, utili a individuare le scelte corrette e a interpretare le azioni volte a tutelare e promuovere la
salute della popolazione, a salvaguardare la stessa dai fattori di inquinamento e a migliorare la qualità
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della vita anche attraverso l'adozione di adeguati comportamenti, dando, così, attuazione al mandato del
LEA "Prevenzione collettiva e Sanità Pubblica" per quel che riguarda la valutazione della pianificazione
urbanistica.
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Attività del settore Sanitario secondo un approccio di Urban Health
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3.3 Ruolo e responsabilità del settore Ambiente
Azioni per una mobilità sostenibile nelle aree urbane sono state individuate dal Ministero
dell'Ambiente della Tutela del territorio e del Mare (MATTM) fin dall'emanazione del cosiddetto
Decreto Ronchi (D.M.27/03/98). Inoltre, numerose sono le programmazioni in atto per la promozione
di azioni volte a ridurre l'impatto ambientale della mobilità nelle aree urbane, attraverso programmi di
finanziamento e la definizione di atti normativi di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti, in attuazione di normative nazionali e comunitarie coerenti con la strategia europea Avoid -
Shift - Improve (ASI). Tale strategia definisce gli obiettivi di riduzione degli spostamenti resi non più
necessari grazie, ad esempio, all'utilizzo di servizi on-line (Avoid), al cambiamento delle abitudini
incrementando l'utilizzo di modalità di trasporto a basso o nullo impatto ambientale (Shift), al
miglioramento dell'efficienza dei motori e lo sviluppo di carburanti a ridotto impatto ambientale
(Improve).
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L'attività del MATTM si sviluppa anche attraverso convenzioni con enti di ricerca e la
predisposizione di specifici "Tavoli Tecnici" per l'approfondimento di tematiche pertinenti quali, ad
esempio, la distribuzione delle merci, la valutazione dei progetti di spostamento casa-lavoro, la messa a
punto di linee guida e l'individuazione dei benefici ambientali connessi alla gestione della domanda di
mobilità sostenibile nonché in merito all'efficienza delle tecnologie applicate ai trasporti.
Attualmente, inoltre, sono in via di realizzazione progetti finanziati dal "Programma sperimentale
nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro", rivolto al finanziamento di attività
predisposte da uno o più enti locali e riferite a un ambito territoriale con popolazione superiore a 100.000
abitanti. Il programma incentiva iniziative di pedibus, car-pooling, car-sharing, bike-pooling e bike-
sharing, la realizzazione di percorsi protetti per gli spostamenti, anche collettivi e guidati, tra casa e
scuola, a piedi o in bicicletta, di laboratori e uscite didattiche con mezzi sostenibili. Sono, inoltre,
contemplati programmi di educazione e sicurezza stradale, di riduzione del traffico, dell'inquinamento
e della sosta degli autoveicoli in prossimità degli istituti scolastici o delle sedi di lavoro, nonché la
cessione a titolo gratuito di "buoni mobilità" ai lavoratori che usano mezzi di trasporto sostenibili.
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