Documento dal Centro di Torino su Collezioni e iter del libro III. Il Pdf esplora l'organizzazione delle biblioteche, la gestione delle collezioni e il processo del libro, con un focus sulle tecniche di catalogazione e riferimenti normativi come il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
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MATERIALE DIDATTICO ALLIEVI Corso: TECNICO DEI SERVIZI DI BIBLIOTECA Codice Corso: B3-342-2024-0 Dispensa: Collezioni e iter del libro III Unità Formativa: Tecniche di catalogazione
le collezioni e l'iter del libro L'organizzazione della biblioteca: le collezioni e l'iter del libro
Modulo 1: biblioteca, biblioteconomia, patrimonio Modulo 2: gestione della collezione corrente Modulo 3: fondi speciali e donazioni Modulo 4: iter del libro Modulo 5: monitoraggio e revisione
Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio - D.Lgs.42/2004 e s.m.i. Art. 101 - Istituti e luoghi della cultura
"Le biblioteche contribuiscono a garantire che il maggior numero possibile di persone acceda al diritto all'istruzione e alla partecipazione alla società della conoscenza e alla vita culturale della comunità." "biblioteca pubblica come forza viva per l'educazione, la cultura, l'inclusione e l'informazione, come agente essenziale per lo sviluppo sostenibile e per la realizzazione individuale della pace e del benessere spirituale attraverso le menti di tutti gli individui." "La biblioteca pubblica è il fulcro locale dell'informazione, che mette prontamente a disposizione degli utenti ogni tipo di conoscenza e di informazione."
È la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa il 13 ottobre 2005 e aperta alla firma degli Stati membri a Faro (Portogallo) il 27 ottobre dello stesso anno. È stata ratificata dall'Italia il 23 settembre 2020. Si fonda sul presupposto che la conoscenza e l'uso dell'eredità culturale rientrino pienamente fra i diritti umani; definisce il "patrimonio culturale" come l'insieme delle risorse ereditate dal passato, riflesso ed espressione di valori, credenze conoscenze e tradizioni, in costante evoluzione, e la "comunità patrimoniale" quale insieme di persone che attribuiscono valore a quel patrimonio; rimarca il valore del patrimonio culturale come risorsa per lo sviluppo durevole e per la qualità della vita e individua il "diritto al patrimonio culturale", riconoscendo la responsabilità individuale e collettiva nei confronti del patrimonio culturale e sottolineando l'importanza della sua conservazione ed il suo ruolo nella costruzione di una società pacifica e democratica.
Appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti; i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia; le opere destinate alla difesa nazionale. Fanno parimenti parte del demanio pubblico, se appartengono allo Stato, le strade, le autostrade e le strade ferrate; gli aerodromi; gli acquedotti; gli immobili riconosciuti di interesse storico, archeologico e artistico a norma delle leggi in materia; le raccolte dei musei, delle pinacoteche, degli archivi, delle biblioteche; e infine gli altri beni che sono dalla legge assoggettati al regime proprio del demanio pubblico.
Art. 823 I beni che fanno parte del demanio pubblico sono inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi che li riguardano. Art. 824 I beni della specie di quelli indicati dal secondo comma dell'art. 822, se appartengono alle province o ai comuni, sono soggetti al regime del demanio pubblico.
Art. 10 c.1 Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico.
Art. 10 c. 2 Sono inoltre beni culturali: c) le raccolte librarie delle biblioteche dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente e istituto pubblico, ad eccezione delle raccolte che assolvono alle funzioni delle biblioteche indicate all'articolo 47, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616.
Il concetto moderno di scienze librarie viene fatto risalire alla prima pubblicazione di un manuale professionale per bibliotecari Handbuch der Bibliothekswissenschaft ad opera di Martin Schrettinger nel 1834. Il termine «biblioteconomia» venne coniato poco dopo in Francia da parte di Léopold Auguste Constantin Hesse nell'opera Bibliothéconomie, instruction sur l'arrangement, la conservation et l'amministration des bibliothèques (Paris, Techner, 1839). Il termine Biblioteconomia è un composto di biblioteca ed economia: nella sua etimologia si possono riconoscere le parole greche (biblíon, "libro", "opera"), ß IßAíO V θήκη νό μς (theke, "scrigno", "ripostiglio") e o ("nomos", "legge, norma").
Attualmente con il termine «Biblioteconomia» si intende la disciplina che studia l'organizzazione di una biblioteca nelle sue diverse articolazioni:
Le cinque leggi della biblioteconomia di S. R. Ranganathan:
Per approfondimenti: S.R. Ranganathan, The Five laws of library science, Madras, The Madras Library association, London, E.Goldston, 1931
Le biblioteche si possono distinguere anche in base al patrimonio e all'utenza:
L' Anagrafe delle biblioteche italiane dell'ICCU* attualmente censisce circa 13.000 biblioteche in Italia fra statali del MIC (46); di enti territoriali (quasi 7.000); delle Università statali (oltre 1.300); di enti ecclesiastici (oltre 1.100). Le restanti 3.500 appartengono a istituti scolastici pubblici e privati, ad enti di ricerca, istituti culturali, associazioni, fondazioni, personalità giuridiche senza scopo di lucro; ad altri enti pubblici (ad es. biblioteche carcerarie, della Camera, del Senato e degli altri organi costituzionali, della Rai e di altre aziende parastatali); a privati (non solo quelle personali, ma anche aziendali, di associazioni professionali e di categoria, di sindacati e partiti politici, di banche, enti assicurativi e previdenziali, ecc.). *consultabile alla pagina: https://anagrafe.iccu.sbn.it/it/
Le collezioni delle biblioteche sono formate da diverse risorse:
Finite/Continuative Manoscritti/Incunaboli/Libri antichi a stampa/Libri moderni/Periodici stampati Carte geografiche Spartiti e musica a stampa Audiovisivi Risorse elettroniche
La Biblioteca è un organismo in crescita La crescita dell'albero-biblioteca è da considerarsi non nel mero aumento quantitativo del patrimonio bibliografico, ma nei termini dell'aumento di capacità di risposta alle esigenze formative e culturali della comunità e nella sua capacità di tramandare l'eredità culturale. Ogni biblioteca pubblica è parte di una rete che costituisce il patrimonio bibliografico nazionale.
«Le raccolte sono complementari ai servizi e non vanno considerate fine a se stesse, a meno che il loro scopo primario e dichiarato sia la conservazione dei documenti per le generazioni future. Grandi raccolte non significa buone raccolte, soprattutto nel mondo digitale di oggi. L'adeguatezza delle raccolte ai bisogni della comunità locale è più importante della loro consistenza. Le dimensioni di una raccolta sono determinate da molti fattori, tra cui lo spazio, le risorse finanziarie, il bacino d'utenza della biblioteca, la vicinanza di altre biblioteche, il ruolo delle raccolte a livello regionale, l'accesso a risorse elettroniche, la valutazione dei bisogni locali, i tassi di acquisizione e di scarto e la politica di scambio di raccolte con altre biblioteche.»* *International Federation of Library Associations and Institutions, Il servizio bibliotecario pubblico: linee guida IFLA/Unesco per lo sviluppo preparate dal gruppo di lavoro presieduto da Philip Gil per la Section of Public Libraries dell'IFLA edizione italiana a cura della Commissione nazionale Biblioteche pubbliche dell'AIB, Rom. Associazione italiana biblioteche, 2002
La valutazione di una biblioteca non è data dalla stima patrimoniale nè dal valore economico delle singole unità bibliografiche. Il valore quantitativo si ricava dalla misurazione della sua consistenza e quindi della sua dimensione in temini di volumi posseduti e di riviste in abbonamento, sostanzialmente indicato dal numero inventariale. La valutazione qualitativa riguarda la copertura bibliografica e l'aggiornamento delle pubblicazioni che riesce a garantire, rispetto alle aree disciplinari cui la biblioteca è dedicata. Pertanto, la progettazione in questo ambito non può prescindere dall'adozione di un sistema di monitoraggio della fruizione e della copertura documentaria delle raccolte e dall'individuazione di un modello per il loro sviluppo, solitamente individuato nella Carta delle Collezioni.
La Carta delle collezioni è lo strumento fondamentale per la gestione delle raccolte e per il loro futuro:
Ogni biblioteca risponde a una vocazione informativa, formativa, culturale ed è situata al crocevia fra produzione, conservazione e circolazione del sapere.