Giovanni Pascoli: biografia, decadentismo e analisi de Il gelsomino notturno

Documento su Giovanni Pascoli, la sua biografia e l'analisi della sua produzione poetica. Il Pdf, utile per la scuola superiore, esplora gli elementi decadentisti e le innovazioni stilistiche di Pascoli, con un focus sulla poesia "Il gelsomino notturno".

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Giovanni Pascoli (1855-1912)
Biografia
Nasce a S. Mauro di Romagna nel 1855.
Nel 1867 morirà il padre Ruggero, assassinato nel suo carro, sulla strada del ritorno
verso casa. Mai scoperti gli autori di tale reato, solo alcune supposizioni. Il padre era
un amministratore di ricchezze dei principi di Torlonia.
Questo evento lascerà un segno indelebile nel pensiero pascoliano, andando ad
influenzare inevitabilmente tutta la produzione del poeta.
Di a poco succederà la morte della madre, accompagnata da quella dei due fratelli
e di una sorella: Pascoli tenterà così di ripristinare la parvenza di una famiglia
andando a vivere con le due sorelle Ida e Maria.
A questo proposito il loro rapporto farà molto discutere.
Sulle orme di queste relazioni ambigue nasceranno anche gli interessi di critici e
psicologi, i quali sonderanno le intime vicende di casa Pascoli, intrise di rapporti
equivoci e morbosi.
Da molte poesie di Pascoli emerge anche la visione turbata della sessualità del
poeta.
Dopo la morte del padre, si avvicina a circoli anarco-socialisti. A 24 anni viene
coinvolto in una manifestazione e finisce in carcere.
Prosciolto grazie alla testimonianza di Carducci, perse la borsa di studio. Porta
avanti gli studi, ma con enormi difficoltà.
Dopo l'esperienza del carcere, chiude per sempre con l'attivismo politico, ma non
smette di avere un suo pensiero politico.
Quello di Pascoli non è mai un socialismo radicale, ma riformista. Prova ne è il suo
elogio dei piccoli proprietari terrieri in un mondo che va verso la grande speculazione
proprietaria.
In una fase più avanzata della sua vita, si avvicina al nazionalismo colonialista
italiano. Pascoli giustifica il colonialismo italiano in Libia del 1911-12 (muore proprio
nel 1912), perché convinto che i paesi che non sono grandi potenze hanno diritto e
sono legittimati a colonizzare.
Elementi di decadentismo in Pascoli
Anche per Pascoli il poeta è un veggente.
Per pascoli, come per i decadenti, la poesia è uno strumento di conoscenza intuitiva
della realtà.
Il linguaggio della poesia non è un linguaggio razionale, è simbolico (simbolismo),
metaforico, analogico.
Il poeta coglie i legami segreti e misteriosi tra i vari aspetti della realtà attraverso
l'analogia e la sinestesia.
Sinestesia = Percepire insieme
Importanza che Pascoli alla musicalità del verso.
Pag. 203, il Fanciullino
In ognuno di noi c'è un fanciullino, un residuo di infanzia, cui però solo il poeta riesce
a dar voce.
La poesia per pascoli non deve essere moralizzatrice, ma può essere socialmente
utile diffondendo messaggi di pace e di fratellanza (lo stesso messaggio presente
nella Ginestra di Giacomo Leopardi)
Pascoli e Leopardi sono accomunati dal pessimismo sulla condizione umana, ma
Pascoli valore alla sofferenza umana come strumento di elevazione dell'uomo.
Diversamente, Leopardi denuncia una natura maligna che ci ha creato infelici e
sofferenti, e non vede possibilità di elevazione.
Caratteristiche stilistiche e formali di Pascoli
Le innovazioni stilistiche e formali in Pascoli aprono alla letteratura e alla poesia del
Novecento. Quali innovazioni?
1. Linguaggio analogico (ad esempio, gelsomino notturno - coppia di sposi) e
uso sistematico dell'analogia;
2. Fonosimbolismo. I suoni delle parole sono essi stessi portatori di significato;
3. Uso insistito dell'onomatopea. Importanza fondamentale del suono, prima che
del legame tra parole;
4. Sintassi frantumata. Frasi brevi e paratassi (i legami di coordinazione) che
prevale sull'ipotassi (sulla subordinazione);
5. Plurilinguismo. Mescola codici linguistici differenti;

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Giovanni Pascoli (1855-1912)

Biografia

Nasce a S. Mauro di Romagna nel 1855. Nel 1867 morirà il padre Ruggero, assassinato nel suo carro, sulla strada del ritorno verso casa. Mai scoperti gli autori di tale reato, solo alcune supposizioni. Il padre era un amministratore di ricchezze dei principi di Torlonia. Questo evento lascerà un segno indelebile nel pensiero pascoliano, andando ad influenzare inevitabilmente tutta la produzione del poeta. Di lì a poco succederà la morte della madre, accompagnata da quella dei due fratelli e di una sorella: Pascoli tenterà così di ripristinare la parvenza di una famiglia andando a vivere con le due sorelle Ida e Maria. A questo proposito il loro rapporto farà molto discutere. Sulle orme di queste relazioni ambigue nasceranno anche gli interessi di critici e psicologi, i quali sonderanno le intime vicende di casa Pascoli, intrise di rapporti equivoci e morbosi. Da molte poesie di Pascoli emerge anche la visione turbata della sessualità del poeta. Dopo la morte del padre, si avvicina a circoli anarco-socialisti. A 24 anni viene coinvolto in una manifestazione e finisce in carcere. Prosciolto grazie alla testimonianza di Carducci, perse la borsa di studio. Porta avanti gli studi, ma con enormi difficoltà. Dopo l'esperienza del carcere, chiude per sempre con l'attivismo politico, ma non smette di avere un suo pensiero politico. Quello di Pascoli non è mai un socialismo radicale, ma riformista. Prova ne è il suo elogio dei piccoli proprietari terrieri in un mondo che va verso la grande speculazione proprietaria. In una fase più avanzata della sua vita, si avvicina al nazionalismo colonialista italiano. Pascoli giustifica il colonialismo italiano in Libia del 1911-12 (muore proprio nel 1912), perché convinto che i paesi che non sono grandi potenze hanno diritto e sono legittimati a colonizzare.

Elementi di decadentismo in Pascoli

Anche per Pascoli il poeta è un veggente. Per pascoli, come per i decadenti, la poesia è uno strumento di conoscenza intuitiva della realtà. Il linguaggio della poesia non è un linguaggio razionale, è simbolico (simbolismo), metaforico, analogico. Il poeta coglie i legami segreti e misteriosi tra i vari aspetti della realtà attraverso l'analogia e la sinestesia. Sinestesia = Percepire insieme Importanza che Pascoli dà alla musicalità del verso.

Il Fanciullino

Pag. 203, il Fanciullino In ognuno di noi c'è un fanciullino, un residuo di infanzia, cui però solo il poeta riesce a dar voce. La poesia per pascoli non deve essere moralizzatrice, ma può essere socialmente utile diffondendo messaggi di pace e di fratellanza (lo stesso messaggio presente nella Ginestra di Giacomo Leopardi) Pascoli e Leopardi sono accomunati dal pessimismo sulla condizione umana, ma Pascoli dà valore alla sofferenza umana come strumento di elevazione dell'uomo. Diversamente, Leopardi denuncia una natura maligna che ci ha creato infelici e sofferenti, e non vede possibilità di elevazione.

Caratteristiche stilistiche e formali di Pascoli

Le innovazioni stilistiche e formali in Pascoli aprono alla letteratura e alla poesia del Novecento. Quali innovazioni?

  1. Linguaggio analogico (ad esempio, gelsomino notturno - coppia di sposi) e uso sistematico dell'analogia;
  2. Fonosimbolismo. I suoni delle parole sono essi stessi portatori di significato;
  3. Uso insistito dell'onomatopea. Importanza fondamentale del suono, prima che del legame tra parole;
  4. Sintassi frantumata. Frasi brevi e paratassi (i legami di coordinazione) che prevale sull'ipotassi (sulla subordinazione);
  5. Plurilinguismo. Mescola codici linguistici differenti;
  6. Mette al centro gli oggetti. Gli oggetti diventano simboli, servono per esprimere un significato recondito (ad esempio l'aratro abbandonato in mezzo al campo che indica una condizione di abbandono e solitudine).
  7. Democrazia degli oggetti. Nella poesia Pascoli immette una quantità di oggetti che non erano mai stati considerati dal linguaggio poetico, ampia i confini del poetabile (ad esempio, facendo riferimento a immagini non classiche della poesia, come la gallina, la polenta, l'aratro, ecc.).

Myricae

Titolo di raccolta di poesie che richiama all'umiltà (il titolo richiama al nome latino della pianta delle tamerici, una pianta molto diffusa e comune). La stessa umiltà presente nella poetica del fanciullino. Centrale nella raccolta poetica è il tema della morte, come richiamo esplicito alla morte del padre (X agosto), ma anche trattato in modo molto più sotterrato ed elusivo (L'assiolo). Ne L'assiolo, il tema centrale è l'angoscia della morte. Il titolo richiama a un rapace notturno, che emette un verso malinconico. La poesia è composta in versi novenari, a rime alternate, e ogni strofa si compone di otto versi. L'intera poesia è la descrizione di un notturno lunare.

  1. Cielo notturno che precede l'apparire della luna;
  2. Descrizione delle stelle e dei rumori del bosco e del mare;
  3. Descrizione degli alberi illuminati dal chiarore della luna e scossi da un vento leggero.

In ogni strofa, i primi quattro versi propongono immagini serene. La seconda quartina, invece, propone immagini inquietanti.

Il lampo

La poesia descrive un paesaggio illuminato da un lampo all'improvviso, mostrando l'aspetto sconvolto di cielo e terra. E cielo e terra si mostrò qual era: la terra ansante, livida, in sussulto; il cielo ingombro, tragico, disfatto: bianca bianca nel tacito tumulto una casa apparì sparì d'un tratto;come un occhio, che, largo, esterrefatto, s'aprì si chiuse, nella notte nera. E. L'incipit con una congiunzione copulativa è da porre in relazione con il titolo. Mostrò. Il verbo è al singolare. Conferisce unità al soggetto: cielo e terra sono qui una cosa sola. la terra ansante, livida, in sussulto; il cielo ingombro, tragico, disfatto: I due versi sono in perfetto parallelismo. La terra e il cielo all'inizio del verso e seguono i tre aggettivi caratterizzanti, posti in climax ascendente (seppur peggiorativo). Bianca bianca. Richiama al candore e al linguaggio dei bambini che descrivono attraverso un superlativo assoluto connotato da una ripetizione Tacito tumulto. Ossimoro. Richiama alla contraddittorietà sconvolgente della natura. Apparì sparì. Allitterazione, i due verbi sono legati a segnalare il passaggio pressoché immediato dall'uno all'altro. Come un occhio. L'occhio che si apre e si chiude nella notte nera è l'occhio del padre di Pascoli. In senso più ampio è comunque il segno di un'immagine tragica. Nella notte nera. La notte nera del temporale, ma anche la morte. Con l'immagine terribile di una casa (la casa familiare) che viene sprofondata nelle tenebre. Il lampo diventa simbolo del dolore che abita il mondo. Per comprendere la poesia, Pascoli indica questa poesia come metafora degli ultimi momenti di vita del padre.

Il tuono

E nella notte nera come il nulla, a un tratto, col fragor d'arduo dirupo che frana, il tuono rimbombò di schianto: rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo, e tacque, e poi rimareggiò rinfranto, e poi vanì. Soave allora un canto s'udì di madre, e il moto di una culla. Lo schema delle rime è ABCBCCA, tipico di componimenti poetici come Il Lampo cui Il tuono si riallaccia attraverso la congiunzione copulativa iniziale. Il componimento si fonda sull'opposizione Nulla-Culla, dove il nulla evoca l'oscurità, il male presente nel mondo, mentre la culla simboleggia la vita, l'amore materno e la sua bellezza. L'autore isola l'espressione La notte nera come il nulla proprio per sottolinearne l'importanza all'interno del componimento.

Canti di Castelvecchio

Definiti da Pascoli come una continuazione di Mirycae, sono componimenti più complessi, dove il simbolismo di Pascoli risulta più accentuato: i legami simbolici tra significato e significante non sono sempre facilmente decifrabili. Da un punto di vista tematico siamo nel solco di Mirycae: tornano le immagini della natura e della vita di campagna. La natura non è mai descritta solo come realistica, ma assume sempre una dimensione simbolica (stati d'animo del poeta). Presente anche il tema del mistero della vita dell'uomo in contrapposizione con la logica scientifica dei positivisti. Torna anche il tema del nido come unico luogo di protezione dal mondo esterno. Ma è un nido familiare ricostruito, dopo che la sorella ha "tradito" sposandosi e lui rimane da solo con l'altra sorella a Castelvecchio. Ma ci sono anche riferimenti al primo nodo, prima della tragedia della morte del padre. Il tema della morte diventa quindi più frequente, segno ne è che questa raccolta è dedicata alla madre, morta prematuramente (mentre Mirycae è dedicata al padre). Entrambe le raccolte vengono descritte nelle relative prefazioni come canti di uccelli che si sono posati sulla tomba dei genitori. La morte viene vista come un rifugio, una regressione nel grembo materno. La morte come ritorno alla madre. Un esempio ne è la poesia della Cavallina Storna. Torna il tema della democrazia degli oggetti. Pascoli richiama oggetti non tipicamente poetici, come l'aratro e la tovaglia. Presente anche il tema del rapporto erotico. L'eros viene vissuto con un misto di fascinazione e repulsione.

Il gelsomino notturno

È il più famoso epitalamio della letteratura italiana. Epitalamio = Componimento celebrativo delle nozze di qualcuno e rientra nel genere della poesia d'occasione La poesia celebra le nozze di un amico di Pascoli. Ma è solo dalle note al testo e non dal testo stesso che capiamo che si tratta di un epitalamio. Nella poesia si racconta la prima notte di nozze di questo suo amico neosposo, e del concepimento del suo primo figlio. Ma anche questo lo capiamo solo dalle note al testo. Apparentemente la poesia parla di un fiore, ma i temi realmente trattati sono l'eros e la morte. Presenti molte analogie e sinestesie che rendono il componimento pienamente decadente e simbolista. Si sovrappongono e si compenetrano immagini di vita e di morte, immagini di natura e di umanità. La complessità tematica e contenutistica del testo, enigmatico e simbolico, viene però contraddetta da una metrica musicale. E s'aprono i fiori notturni, nell'ora che penso ai miei cari. Sono apparse in mezzo ai viburni le farfalle crepuscolari. Da un pezzo si tacquero i gridi: là sola una casa bisbiglia. Sotto l'ali dormono i nidi, come gli occhi sotto le ciglia. Dai calici aperti si esala l'odore di fragole rosse. Splende un lume là nella sala. Nasce l'erba sopra le fosse. Un'ape tardiva sussurra trovando già prese le celle. La Chioccetta per l'aia azzurra va col suo pigolio di stelle. Per tutta la notte s'esala l'odore che passa col vento. Passa il lume su per la scala; brilla al primo piano: s'è spento ... È l'alba: si chiudono i petali un poco gualciti; si cova, dentro l'urna molle e segreta, non so che felicità nuova.

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