Documento sul tessuto connettivo e muscolare. Il Pdf esplora la funzione meccanica e trofica del tessuto connettivo, la sua classificazione e le componenti del tessuto muscolare, inclusi i filamenti di miosina e actina, per lo studio universitario di Biologia.
See more8 Pages


Unlock the full PDF for free
Sign up to get full access to the document and start transforming it with AI.
Il tessuto connettivo ha una funzione meccanica che garantisce la connessione del tessuto epiteliale sovrastante con i tessuti sottostanti, ed una funzione trofica, in quanto il tessuto connettivo ha la capacità di garantire il rapporto di nutrienti ai vari tessuti sovrastanti, ovvero ai tessuti epiteliali, in quanto essi non avendo vasi sanguigni, non possono autoalimentarsi e garantire la vita delle cellule. Ciò determina il fatto che il tessuto connettivo viene spesso chiamato anche tessuto trofomeccanico. Una caratteristica del tessuto connettivale a differenza degli altri tessuti è il polimorfismo, ovvero la capacità di assumere delle forme, delle strutture, delle caratteristiche totalmente varie e differenti a seconda di dove ci troviamo e quale organo andiamo a studiare; ciò dipende dalle componenti del tessuto connettivo stesso.
Tutti i tessuti connettivi hanno origine dal mesenchima, il tessuto embrionale per eccellenza che, a seguito dei processi differenziativi, tende a differenziarsi in un determinato tipo di tessuto connettivo piuttosto che in un altro. Sono costituiti da cellule e da una abbondante sostanza intercellulare.
Possiamo classificare i tessuti connettivi in tre categorie principali:
23La componente amorfa e la componente fibrillare Collagene Cellule endoteliali Adipociti 10 Pericito Fibroblasto Macrofagi Plasma- cellule Fibre elastiche Mastocita
Tutti i tessuti connettivi, a differenza degli altri tessuti, sono costituiti da cellule; una abbondante sostanza extracellulare, caratterizzata da una "matrice amorfa" o "sostanza fondamentale"; e da fibre extracellulari.
Le componenti amorfa e fibrillare fanno parte dello spazio extracellulare, esse sono importantissime in quanto conferiscono al tessuto la capacità di resistere, rispettivamente alle forze di compressione (componente amorfa) e alle forze di trazione (componente fibrillare).
La componente amorfa ha un aspetto gelatinoso ed è costituita da acqua, in cui sono dispersi elettroliti e sali, e da una miscela di enzimi e glicoproteine.
La componente fibrillare è costituita da un materiale in grado di resistere efficacemente alla trazione. È costituita da macromolecole filamentose organizzate in:
25IL TESSUTO MUSCOLARE Il tessuto muscolare ha una proprietà particolarmente accentuata che è quella della contrattilità. In realtà la contrattilità è tipica di tutte le cellule poiché esse hanno a loro interno il citoscheletro che, garantisce la contrattilità della cellula. Nel tessuto muscolare la contrattilità diventa una specializzazione delle cellule, e la contrattilità delle cellule muscolari andrà a tradursi nella contrazione del muscolo. Il tessuto muscolare a differenza degli altri tessuti presenta degli elementi che stanno alla base di questo processo di contrazione.
Le cellule muscolari vengono chiamate miociti, ed in base all'organo che andremo a studiare, prenderanno una denominazione differente. I miociti hanno al loro interno delle miofibrille che stanno alla base del processo di contrazione, a seconda del tipo di tessuto muscolare che andremo a considerare, si distribuiranno spazialmente all'interno della cellula in maniera differente. In particolare, le membrane cellulari risultano essere particolarmente eccitabili. L'eccitabilità dipende, naturalmente, dal sistema nervoso, che esercita fondamentalmente un'eccitabilità sulla membrana che si traduce in una differenza di potenziale elettrico, determinando un innesto all'interno dell'attività metabolica cellulare, a cui segue una contrazione della cellula muscolare.
Le fibre muscolari scheletriche dipendono da una cellula che si 7 forma durante lo sviluppo embrionale, detta cellula mesenchimale (anche i tessuti connettivi derivano dal mesenchima che è un tessuto embrionale). A capo della formazione delle fibre muscolari scheletriche abbiamo quindi le cellule mesenchimali. Queste cellule formano inizialmente un promioblasta, ovvero, una cellula che precede la fibra cellulare scheletrica. Il promioblasta va incontro a proliferazione (mitosi continue) portando le cellule a differenziarsi. Compiuto questo processo, le cellule tendono a fondersi tra di loro, portando alla formazione di una cellula gigante. In particolare, si fonderanno le membrane plasmatiche ed il citoplasma, mentre gli organuli rimarranno delle entità individuali all'interno di questa mega cellula. Anche i nuclei non si fonderanno, ma noteremo che dalla parte centrale si sposteranno in prossimità della membrana plasmatica, che nel caso della cellula muscolare viene chiamata sarcolemma. Nel processo differenziativo notiamo che alla fine si verranno a formare queste bande chiare-scure che sono date proprio dalla formazione dei sarcomeri e delle miofibrille. Alla fine, avremo quindi una cellula gigante, allungata con più nuclei disposti vicino al sarcolemma con le striature della fibra.
Le miofibrille sono costituite da miofilamenti, più o meno spessi, la cui unione determina la formazione delle miofibrille, che a loro volta unendosi danno vita al sarcoma. I miofilamenti che compongono le miofibrille sono i filamenti di miosina e di actina. 27