La distinzione tra 'essere' e 'dover essere' nel diritto è fondamentale per comprendere come le norme regolano la società. Queste norme, che possono essere comandi, permessi o autorizzazioni, derivano la loro validità oggettiva da una norma superiore. Il processo legislativo e l'intenzione degli atti volitivi sono cruciali per la formazione di norme giuridiche vincolanti e riconosciute da un osservatore esterno.
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La Distinzione tra Essere e Dover Essere nel Diritto
Il diritto regola la società attraverso norme che prescrivono, permettono o autorizzano determinati comportamenti. È cruciale distinguere tra la norma, che rappresenta un "dover essere" (Sollen), e l'atto di volontà che ne esprime il senso, il quale è un "essere" (Sein) concreto. Questa distinzione riflette un principio fondamentale della coscienza umana: non è possibile derivare un obbligo normativo (dover essere) dalla mera esistenza di un fatto (essere), né il contrario. Tuttavia, esiste una relazione tra i due: un fatto può essere conforme a un obbligo normativo, e un obbligo normativo può descrivere come un fatto dovrebbe essere.
La Norma come Senso di Atto Volitivo e la sua Oggettività
Una norma è il significato normativo attribuito a un atto di volontà e ha una dimensione soggettiva, poiché è intenzionalmente diretta a influenzare il comportamento altrui. Tuttavia, non ogni atto di volontà si traduce in una norma oggettiva. Una norma diventa oggettiva quando è riconosciuta come valida non solo dall'autore dell'atto, ma anche da un terzo imparziale. Ciò si verifica quando l'atto di volontà è sostenuto da una norma superiore che ne conferisce validità e forza vincolante. Ad esempio, un ordine emesso da un funzionario fiscale è oggettivamente normativo perché si basa su una legge tributaria, mentre un ordine di un criminale non ha tale fondamento normativo.
La Produzione di Norme attraverso Atti Diversi
Le norme possono essere generate da una varietà di atti, inclusi gesti, simboli e parole, sia scritte che orali. Questi atti possono veicolare comandi, permessi o autorizzazioni, ma il loro contenuto non è descrittivo di una realtà fattuale, bensì prescrittivo di un dover essere. Per esempio, una legge che stabilisce "Il furto è punito con la reclusione" non descrive un fatto ma impone una norma che autorizza la punizione del furto. Il processo legislativo è composto da una serie di atti che, collettivamente, assumono il significato di norme giuridiche.
Il Senso Soggettivo e Oggettivo delle Norme
È essenziale differenziare tra il senso soggettivo e quello oggettivo di una norma. Il senso soggettivo si riferisce all'intenzione dell'autore dell'atto di volontà che mira a influenzare il comportamento altrui. Invece, il senso oggettivo di una norma emerge quando essa è riconosciuta come vincolante anche da un osservatore esterno. Questo senso oggettivo persiste oltre la durata dell'atto di volontà originario, a patto che la norma superiore che lo ha autorizzato rimanga in vigore e continui a conferirgli validità.
La Validità Oggettiva delle Norme e il Ruolo delle Norme Superiori
La validità oggettiva di una norma è condizionata dalla sua conformità a una norma superiore. Un atto legislativo diventa una norma valida e oggettivamente vincolante quando è in accordo con la costituzione, che ne autorizza il senso normativo. Analogamente, un appello all'aiuto assume un carattere normativo oggettivo solo se esiste una norma generale che impone di aiutare il prossimo, come quella promulgata dal fondatore di una religione. Tale norma è oggettivamente valida solo se si accetta il principio che si debba agire in conformità agli insegnamenti del fondatore della religione in questione.
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