Documento da Asso Frigoristi su guida alla gestione delle bombole di gas compressi (refrigeranti). Il Pdf fornisce dettagli su stoccaggio, manipolazione e trasporto, utile per la formazione professionale in Formazione professionale, con schemi esplicativi e testo discorsivo.
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ASSO FRIGORISTI Book GUIDA ALLA GESTIONE DELLE BOMBOLE GAS COMPRESSI 1 5812 US GAL (refrigeranti) La gestione del magazzino bombole dal cliente, in sede ed il trasporto "Una nave nel porto è al sicuro, ma non è per questo che le navi sono state costruite". (John Augustus Shedd)SASSO FRIGORISTI
Progetto realizzato con la sponsorizzazione di: PF PROGETTOFREDDO REFRIGERANTI&COMPONENTI Progetto Freddo S.r.l. Via del Lavoro 10/F 20874 Busnago (MB) Tel. Mobile +393345896833- +393484012853 www.progettofreddo.net info@progettofreddo.net
SCOPO: Predisporre una procedura accettata e capita sull'uso, lo stoccaggio e la manipolazione delle bombole conte- nenti gas refrigeranti utile per le aziende associate ad Assofrigoristi, utile per omogeneizzare i criteri e la qualità delle procedure di sicurezza. La guida contiene anche elementi utili per la comprensione delle problematiche del trasporto, che saranno trattate compiutamente in altro e-book. Serie e-Book, Le Guide di Assofrigoristi. Maggio 2017. Realizzate dalla Direzione con l'avallo e la supervisione del CTS-Comitato Tecnico Scientifico. Grafica, impaginazione e coordinamento editoriale: AFG & Partners Consulting Via A. Manzoni 46 - 20089 Rozzano (MI) e-mail: afgmilano@gmail.comBASSO FRIGORISTI
PREMESSA Abbiamo deciso di realizzare questa prima versione della guida sullo stoccaggio e la ges- tione (con accenni al trasporto) delle bombole di gas compressi, quali sono i refrigeranti, in occasione dell'assemblea nazionale di maggio 2017, per dare un ulteriore segnale di at- tenzione alla sicurezza ed al rispetto delle norme che fanno del socio Assofrigoristi un sog- getto di valore per l'intero sistema della filiera della refrigerazione e della climatizzazione. Si tratta di aspetti che, sino ad oggi, son stati in qualche modo gestiti con "sufficienza" e approssimazione, ma che oggi, per i cambiamenti ai quali stiamo andando incontro, non possono più esser ritenuti secondari. La gestione di refrigeranti dalle peculiari caratteristiche quali l'infiammabilità, la tossicità, le elevate pressioni impone al professionista una nuova attenzione alla materia. Di questi giorni la notizia dell'esplosione di una "semplice" bombola di azoto, che ha cat- turato l'attenzione dei colleghi e che ci ha catapultato nella realtà: un magazzino, il tra- sporto o l'uso di bombole di gas compressi non può essere improvvisato. L'uso improprio di bombole contenenti gas compresso può essere origine di incidenti gravissimi; oltre al rischio, sempre presente, connesso alla manipolazione di un apparec- chio a pressione, è necessario sempre considerare i rischi dovuti al tipo di gas contenuto. La valutazione dei rischi associati all'errato stoccaggio o manipolazione dei contenitori di gas compressi e la loro gestione devono essere cura del frigorista sia presso il proprio magazzino, sia durante il trasporto che nel magazzinaggio temporaneo presso le strutture dei clienti. Dicevamo del trasporto. L'attenzione delle autorità si è molto alzata in relazione all'intro- duzione sul mercato dei nuovi refrigeranti. La Guardia Costiera, in molti porti della peniso- la, ha verificato vettori che imbarcavano con la descrizione "miscellanea" per il contenuto del cassone; ad una attenta verifica, hanno trovato bombole di gas refrigerante compres- so infiammabile che ha determinato (oltre alla pesante sanzione per il trasportatore) un innalzamento del livello di guardia proprio sul nostro settore. Passando in cantiere, ricordiamo che con sentenza della Cassazione Penale, (Sez. 4, 28 no- vembre 2014), n. 49731/2014 è stato ricordato che la ditta appaltante è tenuta a fornire le informazioni necessarie in ordine ai rischi specifici e alle misure da adottare in relazione all'attività da svolgere. La ditta appaltante e quella appaltatrice devono, come da indica- zione dei giudici, cooperare all'attuazione delle misure di prevenzione e protezione per i rischi inerenti all'esecuzione dell'opera appaltata quali anche il rischio da esplosione. Insomma, c'è poco da fare. Nel "mestiere", già complesso di per sé, se ben operato, rientra anche una buona conoscenza dei temi legati alla gestione dei refrigeranti al di fuori della loro "sede operativa" (l'impianto) ed una seria valutazione del loro utilizzo in ogni ambito. La guida si propone anche di poter essere utilizzata come istruzione operativa per le pro- cedure interne legate ai rischi per la sicurezza del lavoro. Buon lavoro. Marco Masini Direttore OperativoSASSO FRIGORISTISASSO FRIGORISTI
SOMMARIO
CARATTERISTICHE E/O LA CLASSIFICAZIONE DEI GAS TECNICI TECNICI. In base alle loro proprietà chimico-fisiche i gas possono essere suddivisi in:
In base alle loro proprietà tossicologiche i gas possono essere suddivisi in:
Anche se normalmente, ed anche noi per semplicità procederemo in questo modo, si parla per questi gas di gas compressi non tutti sono presenti in questo stato all'interno dei recipienti con cui vengono commercial- izzati. Più precisamente i fluidi contenuti nei recipienti denominati bombole possono essere allo stato di gas compresso (es. ossigeno), liquefatto (es. ammoniaca) o disciolto (es. acetilene). In particolare vengono definiti:
Usualmente tutti i recipienti contenenti gas compressi, liquefatti o disciolti sono denominati impropriamente bombole, le norme prevedono invece la seguente classificazione dei recipienti:
Le bombole sono essenzialmente costituite da (vedi figura): 1. collare filettato 2. corpo cilindrico 3. piede d'appoggio 4. cappellotto di protezione DIN (a vite o a tulipano) che racchiude la valvola di erogazione e gli eventuali sta- di di riduzione; deve rimanere sempre avvitato, tranne quando il recipiente è in uso. Al suo posto può essere presente altra idonea protezione. NB: le bombole più piccole, che non sono dotate di tulipano e su cui non è possibile montare il cappellotto devono essere riposte in appositi tubi contenitori che garantiscono la protezione della valvola 5. fondo superiore (ogiva) 6. fondo inferiore 4. cappellotto 1. collare filettato 5. fondo superiore (ogiva) 2. corpo cilindrico 6. fondo inferiore 3. piede d'appoggio
I gas in bombola possono essere comburenti (ad es. aria, ossigeno, protossido di azoto: facilitano e attivano la combustione delle sostanze combustibili), combustibili (ad es. propano, metano, idrogeno, acetilene, ecc .: bruciano in presenza di aria o ossigeno se miscelati in certe proporzioni), inerti (ad es. azoto, elio, anidride carbonica, ecc .: non bruciano e non consentono la combustione).BASSO FRIGORISTI
IDENTIFICAZIONE GAS, ETICHETTATURA ADR, NUOVA COLORAZIONE DELLE BOMBOLE. Le bombole di gas compresso, liquefatto o disciolto devono essere messe in uso solo se il loro contenuto risulta chiaramente identificabile. Il contenuto viene identificato nei modi seguenti:
Con Decreto 7 gennaio 1999 il Ministero dei Trasporti, ravvisando l'opportunità di uniformare le colorazioni distintive delle bombole nei Paesi CE, ha disposto l'applicazione della norma UNI EN 1089-3 che prevede un sistema di identificazione delle bombole con codici di colore delle ogive diverso da quello fino ad allora usato in Italia. Il nuovo sistema di identificazione è divenuto obbligatorio per le bombole nuove il 10 agosto 1999 mentre dal 30 giugno del 2006 è diventato obbligatorio anche per le bombole già in circolazione. Tale normativa è valida per le bombole di gas industriali, tecnici e medicinali ma non si applica alle bombole di GPL (gas di petrolio liquefatto) e agli estintori. La colorazione dell'ogiva nel nuovo sistema non identifica più il gas ma la natura del pericolo associato al gas è quindi possibile risalire al pericolo anche a distanza quando l'etichetta non è ancora leggibile. Solo per i gas più comuni sono previsti colori specifici. Allo stesso tempo, sulle stesse è fatto anche l'obbligo dell'apposizione di una etichetta contenente tutte le informazioni di sicurezza relative al gas contenuto Su tale etichette devono essere riportate le seguenti informazioni:
La stessa normativa, che ha recepito la norma UNI EN 1089-3 prevede anche un sistema di identificazione delle bombole con codici di colore delle ogive diverso da quello in uso in Italia fino al 30 giugno 2006. In generale la colorazione dell'ogiva della bombola, con le nuove regole, non identificherà più il tipo di gas contenuto, ma solo il rischio principale associato al gas. Infatti la colorazione dell'ogiva permette adesso di riconoscere la "natura del pericolo" associato al gas trasportato, anche quando a causa della distanza l'etichetta non dovesse essere ancora leggibile. La norma è valida per le bombole di gas industriali e medicinali e non si applica alle bombole di GPL (gas di 9