Documento dalla Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli (LUISS) su Profili di informatica giuridica. Il Pdf esplora le normative italiane sul Codice dell'Amministrazione Digitale e vari strumenti di comunicazione digitale, come chat e social network, per studenti universitari di Diritto.
Mostra di più62 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Information Technology Management
Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli (LUISS)
61 pag.
Document shared on www.docsity.com
Downloaded by: damiano-di-giovanni-1 (damianodigiovanni1011@gmail.com)
Negli ultimi mesi si è molto lavorato sulla revisione del Codice dell'Amministrazione Digitale.
La versione pubblicata sulla G.U. del 13/09, riporta diverse norme che vanno nella direzione della formazione di un diritto all'uso della tecnologia. In particolare ne abbiamo visti tre:
Lo Stato e i soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, promuovono iniziative volte a fornire la diffusione della cultura digitale tra i cittadini con particolare riguardo alle categorie a rischio di esclusione, anche al fine di favorire lo sviluppo di competenze di informatica giuridica e l'utilizzo dei servizi digitali delle pubbliche amministrazioni con azioni specifiche e concrete, avvalendosi di un insieme di mezzi diversi.
Le pubbliche amministrazioni nella predisposizione dei piani di cui all'articolo 7-bis, del D.Lgs. 30/3/2001n. 165, e nell'ambito delle risorse finanziarie previste dai piani medesimi, attuano anche politiche di formazione del personale finalizzate alla conoscenza e all'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
1-bis Le politiche di formazione di cui al comma 1 sono altresì volte allo sviluppo delle competenze tecnologiche, di informatica giuridica e manageriali dei dirigenti.
Le pubbliche amministrazioni garantiscono l'attuazione delle linee strategiche.
1-ter Il responsabile dell'ufficio di cui al comma 1 è dotato di adeguate competenze tecnologiche, di informatica giuridica e manageriali e risponde, con riferimento ai compiti relativi alla transizione alla modalità digitale, direttamente all'organo di vertice politico.
Così, oggi conoscere l'informatica giuridica deve considerarsi un obbligo stabilito dalla legge, soprattutto, per ognuno di noi al fine di meglio gestire il quotidiano cambiamento del nostro mondo.
Document shared on www.docsity.com
Downloaded by: damiano-di-giovanni-1 (damianodigiovanni1011@gmail.com)
"Diritto" e "Informatica" si incontrano negli anni '50 con due grandi linee di sviluppo.
Dalla prima deriva la cosiddetta Informatica Giuridica e dalla seconda il cosiddetto Diritto dell'informatica.
L'informatica giuridica è disciplina scientifica che si occupa di banche dati giuridici, automazione nelle pubbliche amministrazioni, ... insomma, come l'informatica è utile alla professione del giurista.
Il diritto dell'informatica, invece, è la disciplina che si occupa delle norme che regolano la tutela dei dati personali, la tutela giuridica del software e delle banche dati, il commercio elettronico, ... insomma, i problemi giuridici che solleva l'uso delle nuove tecnologie.
La prima può essere lasciata agli operatori del diritto, che nel conoscerla raggiungono un miglior modo di svolgere la propria professione, l'altra, oggi deve essere conosciuta da chiunque utilizzi le nuove tecnologie, quindi da tutti.
L'informatica giuridica, comunque, ha sicuramente un ruolo anche nel consentire una miglior comprensione dello stesso diritto dell'informatica. Anzi, è più corretto considerare l'informatica giuridica una materia unica, che ha due settori:
L'informatica giuridica non è una disciplina informatica, ma giuridica; una disciplina destinata a essere studiata e applicata più dai giuristi che dai tecnici dell'informatica.
Lo studio presuppone una serie di nozioni proprie della scienza dell' elaboratore, ma finalizzate all'applicazione giuridica. Si tratta, infatti, di ricercare i modi migliori di utilizzazione di essi nel campo del diritto.
L'informatica giuridica è, dunque, un compito proprio del giurista per il quale costituisce nello stesso tempo un'occasione e un dovere.
Un dovere in quanto l'utilizzazione dell' elaboratore nel campo del diritto non può essere lasciata ai tecnici dell'informatica e neppure a pochi giuristi specializzati, ma deve essere compito di ciascun giurista nell'ambito della propria materia.
Document shared on www.docsity.com
Downloaded by: damiano-di-giovanni-1 (damianodigiovanni1011@gmail.com)
L'informatica giuridica nasce negli anni '40 in USA, nell'immediato dopoguerra, grazie a diversi fattori e ricercatori:
Negli anni '60 si diffonde anche in Europa, e quindi in Italia, l'idea di utilizzare l'elaboratore elettronico nel campo del diritto.
Document shared on www.docsity.com
Downloaded by: damiano-di-giovanni-1 (damianodigiovanni1011@gmail.com)
A metà degli anni '60, un giovane magistrato della Corte di Cassazione venne mandato in America a vedere la presentazione di un grande elaboratore elettronico da parte della società IBM per risolvere il problema della gestione delle massime e delle sentenze della Suprema Corte. Tornato da questo viaggio, Renato Borruso scrive uno dei primi saggi in materia di informatica giuridica, e si lancia il progetto CED della Corte di Cassazione e il sistema Italgiure Find.
Negli anni '70, quindi, l'incontro tra informatica e diritto porta alla nascita della prima grande banca dati giuridica on line.
Successivamente, è il passaggio dell'informatica da accentrata a distribuita a portare ad un secondo periodo di sviluppo: il computer si diffonde, entra negli uffici pubblici, in quelli giudiziari, negli studi notarili ed infine in quelli legali.
Ulteriore passaggio, sempre legato all'evoluzione della tecnologia, è conseguente all'avvento di Internet.
È infatti l'avvento di Internet a rendere necessario, a fronte della nascita e diffusione delle comunicazioni elettroniche, trovare il modo per dare valore giuridico ai documenti che si trasmettono sulla rete. Successivamente nascerà la cosiddetta firma digitale.
Nel 2005 in Italia si è riconosciuta l'importanza dell'informatica nella Pubblica Amministrazione, perciò si è emanata una normativa, ovvero, il D.Lgs. 7 marzo 2005 n. 82: il Codice dell'Amministrazione Digitale, (C.A.D.), che aveva lo scopo di disciplinarne i più diversi aspetti. In particolare, questo, doveva assicurare e regolare la disponibilità, la gestione, l'accesso, la trasmissione, la conservazione e la fruibilità dell'informazione in modalità digitale, utilizzando le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, all'interno della Pubblica Amministrazione. Tutto ciò nei rapporti tra amministrazione e privati e in limitati casi anche in quella tra privati. Ma successivamente il codice ha subito numerose modifiche.
Le ultime modifiche sono state da prima proposte nel 2016 e successivamente confermate nel 2017, rilevante è il fatto che è stato modificato l'articolo 3, il quale precedentemente era intitolato "Diritto all'uso della tecnologia", e nell'attuale Codice dell'Amministrazione Digitale prende invece il titolo di "Carta della cittadinanza digitale", ma allo stesso tempo si sono introdotte nuove disposizioni che permettono di sostenere l'esistenza del diritto all'uso della tecnologia nel nostro ordinamento giuridico.
Document shared on www.docsity.com
Downloaded by: damiano-di-giovanni-1 (damianodigiovanni1011@gmail.com)
Il diritto dell'informatica si occupa del diritto positivo relativo alle tecnologie dell'informazione, ed in particolare di legislazione, di giurisprudenza e di dottrina in materia di informatica, telematica, internet, e in generale di nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Gli argomenti principali oggetto del suo studio sono: tutela dei dati personali, tutela giuridica del software, delle banche dati e di altri beni, validità giuridica dei documenti informatici, reati informatici e responsabilità in genere, contratti telematici, ecc. ecc. E questo sia con riferimento alle applicazioni delle nuove tecnologie nei vari aspetti della quotidianità, sia rispetto ad un ampio numero di fonti dettate proprio per regolarle.
Il diritto dell'informatica ha una sua evoluzione, legata allo sviluppo e diffusione dell'informatica. Legata in particolare a due momenti: il passaggio all' informatica distribuita e l'avvento di internet.
In un primo momento, quello dell'informatica accentrata, le problematiche giuridiche erano poche e di non particolare rilevanza.
Il passaggio all' informatica distribuita, dunque, all'informatica per tutti, ha portato alla nascita dei primi problemi giuridici, legati proprio alla repentina diffusione di un nuovo e sconosciuto strumento.
Nel nostro paese i primi problemi hanno infatti riguardato i contratti legati all'uso dell'informatica, e alle difficoltà per la determinazione del loro adempimento. Un secondo settore di problemi si è quindi creato circa la tutela dei programmi per elaboratori.
Successivamente, le problematiche giuridiche hanno riguardato la disciplina dei crimini perpetrati attraverso, o nei confronti, del computer. Quindi la protezione dei dati personali e il valore giuridico dei documenti elettronici. Iniziano ad essere perciò pubblicate le prime normative anche nel nostro paese: 1992 legge sulla tutela dei programmi per elaboratore, 1993 legge sui reati informatici, 1996 legge sulla privacy, 1997 legge sul valore giuridico del documento elettronico e firma digitale. E si inizia a diffondere tra gli operatori del diritto lo studio specifico del diritto dell'informatica.
Il diritto dell'informatica porta poi ad un forte sviluppo in tali studi e nelle problematiche correlate all'avvento di internet, che rende necessario una nuova riflessione sui temi che sembravano essere consolidati, e quindi la regolamentazione dei nuovi fenomeni. Si sviluppa ad esempio il cosiddetto Commercio elettronico, che rende
Document shared on www.docsity.com
Downloaded by: damiano-di-giovanni-1 (damianodigiovanni1011@gmail.com)