Documento di Sofia Mastruzzo su modelli economici, disoccupazione e politiche. Il Pdf esplora i concetti di domanda e offerta aggregata e il modello IS-LM, utili per studenti universitari di Economia, con formule e grafici esplicativi.
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Lezione 7, 27.02.23
I modelli di lungo periodo sono utilizzati per spiegare la crescita economica. Come si
aumenta il reale di un Paese nel tempo? Quali misure di PE devono essere prese?
I modelli di breve periodo riguardano le fluttuazioni. Che cosa determina le fasi espansive
e recessive? Come varia il PIL di anno in anno?
Le politiche economiche sono essenzialmente macroeconomiche e possiedono valenza
nazionale; esistono anche le politiche microeconomiche, ma non hanno la valenza
nazionale.
Il tasso di disoccupazione è un problema sociale che va a toccare direttamente i singoli
agenti economici. La persona disoccupata possiede ovviamente un tenore di vita ribassato;
inoltre, ne risentirà psicologicamente. La disoccupazione affligge anche chi possiede un
lavoro dal momento che il salario non aumenta e socialmente si riscontrano problemi più
grandi come elevati livelli di criminalità. La disoccupazione, oltre a un malcontento generale,
porta anche ad uno spreco di risorse dal momento che si abbassa il livello di produzione e
quindi porta il Paese ad impoverirsi.
Cosa determina la disoccupazione? Come si potrebbe intervenire per ridurla?
Il tasso naturale di disoccupazione mette in evidenza il fatto che sia naturale che la
disoccupazione esista anche in pieno impiego proprio perché non potrà MAI essere uguale
a 0. La disoccupazione ha le proprie variazioni ogni anno:
U/L x 100
% = forza lavoro disoccupata.
U = tasso di disoccupazione
L = forza lavoro di un Paese
L = E + U
L = forza lavoro di un Paese (fingi sia fissa)
E = numero degli occupati
U = numero dei disoccupati (o comunque chi non ha un'occupazione, ma la sta cercando)Il tasso di disoccupazione tende nel lungo periodo. Esso è definito anche come tasso di
disoccupazione di equilibrio nel lungo periodo. Ha delle determinanti variabili ed è un
modello che mantiene la propria costanza quando il sistema economica si trova nello stato
stazionario. Il numero di occupati che perdono il lavoro è uguale al numero di disoccupati
che trovano lavoro perché coesistono flussi di stessa intensità. La u di lungo periodo è
uguale alla u naturale ed è costante.
S × E
s = tasso di separazione dal lavoro (è la percentuali di occupati che diventano disoccupati)
f x U
f = tasso di collocamento al lavoro (è la percentuale di disoccupati che diventano occupati)
I flussi sono costanti, perciò ...
f x U = s x E
Il tasso di disoccupazione rimane costante perché c'è una condizione di equilibrio di
lungo periodo o stazionario.
La formula del tasso naturale è:
L = E + U ->E =L -U
f x U = s x (L - U)
f x U / L = s x (L - U) / L
f x Un = S x (1 -Un )
f x un + s x un =S
(f + s) x Un = s -> Un= s /f+ s
Un= s / f + s = F(s,f)
Se s aumenta, un aumenta -> relazione positiva
Se f aumenta, un diminuisce -> relazione negativa
Che misure di PE è necessario intraprendere affinché il tasso di disoccupazione si
riduca nel lungo periodo?
Le misure devono ridurre il tasso di separazione (s) e aumentare il tasso di
collocamento al lavoro (f). La disoccupazione esiste nel lungo periodo perché una persona
senza lavoro non lo può trovare istantaneamente. Coesistono due cause della presenza di
disoccupazione nel lungo periodo:
5. la tecnologia sta sbaragliando i lavoratori obsoleti, perciò essi devono
riformarsi perché le competenze richieste sono diverse.
Esiste la legge del salario minimo dettata dal governo. Quest'ultimo fissa il salario minimo
legale che le imprese devono pagare ai lavoratori e questo risulta superiore al salario di
equilibrio. Il salario minimo è presente in tutti i Paesi UE ed è universale nella maggior parte
dei casi; l'Italia non fa parte di questi casi perché il salario minimo esiste per settori o per
categorie di lavoratori sulla base della contrattazione collettiva. Nella maggior parte dei casi,
il salario minimo è inferiore a quello di equilibrio. Soprattutto nei giovani, il livello di equilibrio
è più basso e quindi il salario è più basso proprio perché l'impresa offre la formazione del
giovane. Infatti, il tasso di disoccupazione naturale giovanile è molto più alto del 20%. A
causa di questa problematica, lo Stato ha introdotto contratti di apprendistato per incentivare
le imprese ad assumere i giovani;
Per le economie non sviluppate i lavoratori si nutrono meglio di conseguenza sono più sani e
più produttivi. Per le economie sviluppate, invece, i salari sono più alti, quindi c'è una
riduzione del turnover (la rotazione del personale). Tutto ciò deve interessare all'azienda
dato che ogni volta che un dipendente si dimette, l'impresa sostiene costi per nuove
formazioni per nuovi lavoratori ovviamente meno produttivi perché non formati e inesperti in
campo. E' logico che se un'impresa non dovesse pagare bene i propri dipendenti, questi
ultimi cercheranno di meglio; i dipendenti maggiormente retribuiti sono anche i più felici,
ecco perché si decide di risparmiare sul turnover, proprio per pagarli di più e renderli
maggiormente produttivi
L'indennità aumenta o riduce il tempo per la ricerca del nuovo lavoro? Ovviamente
aumenta. A questo punto, il tasso di collocamento si riduce perché non si è disposti ad
accettare il primo lavoro offerto.
Si esce dalla disoccupazione perché si trova un nuovo lavoro, ma anche perchè non lo si
trova e si esce dal mercato del lavoro; questo fenomeno colpisce le economie occidentali e i
lavoratori non qualificati che non riescono più a trovare l'occupazione adatta a loro.
Per le fluttuazioni economiche di lungo periodo bisogna tener conto del PIL reale italiano
perché se il PIL cresce, automaticamente ci sarà una crescita economica. L'aumento nel