Lussu: la memoria della storia, appunti universitari di Letteratura

Documento di Università su Lussu: la memoria della storia. Il Pdf, un documento accademico di Letteratura, analizza "Un anno sull'altipiano" di Emilio Lussu, esplorando la memoria della Prima Guerra Mondiale, l'interventismo e il fascismo, con un focus sulla critica alla guerra e la figura di Lussu.

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Anteprima

Emilio Lussu e "Un anno sull'altipiano"

EMILIO LUSSU un anno sull'altipiano Lussu: la memoria della storia Premessa d'autore all'opera: p.9 lettura. Non fantasia ma memoria/la guerra come l'abbiamo realmente vissuta, la testimonianza italiana della grande guerra. Importante tenere conto del pubblico internazionale di Lussu: il suo testo non sarebbe stato letto in Italia - censura fascista. Lussu attento al panorama internazionale di resistenza al fascismo (soprattutto Francia e Inghilterra) - dopo l'invasione della Francia da parte dei nazisti, viaggi nel mondo per organizzare la resistenza contro il nazifascismo (Diplomazia clandestina, dove ripercorre le missioni come "ambasciatore della Resistenza") => i personaggi sembrano reali ma sono tutte figure fittizie testimonianza italiana della grande guerra (grande guerra => la II guerra mondiale ancora non aveva luogo) E' un documento ma non è un documento storico

La memoria e la sua affidabilità

Il testo ci invita a riflettere sul'affidabilità della memoria: da una parte, ricordo personale, no fantasia ma memoria - testimonianza anche se afferma "non si tratta di un lavoro a tesi" - che suona tanto come una scusa non richiesta (e in effetti non c'è una "tesi", ma c'è una volontà politica di orientare la percezione e il giudizio del lettore) La memoria è di per sè selettiva - la verità di cui parla Lussu ("la guerra così come noi l'abbiamo realmente vissuta") è una verità di "idee e sentimenti", come afferma l'autore stesso, la memoria del '900. Infatti, dall'altra, ripetute constatazioni dlla labilità e dell'inaffidabilità della memoria: es. capitolo 6

  • p. 44: "Chi ha assistito .... =
  • p. 46: "Di quello che avvenne ... " potrebbe essere un tema di approfondimento (ambiguità tra testimonanza e ricostruzione: i fatti essitono in quanto raccontati), invenzione e ricordo sono in relazione tra loro la verità del "documento umano", questo non vuol dire sottolineare la falsità delle memorie di Lussu, è una riflessione per suscitare la cconsapevolezza che il racconto è sempre ricostruzione intenzionale

Biografia di Emilio Lussu

Chi è Lussu? Figlio di una famiglia benestante (proprietari terrieri) nasce a Armungia nel 1890 in provincia di Cagliari, muore a Roma nel 1975. Laureato in legge a Cagliari nel 1915, poco prima dell'entrata in guerra dell'Italia. E' interventista democratico: cobatte tutta la prima guerra mondiale come sottotenente comandante di plotone nella Brigata Sassari (fantera) costituita prevalentemente di sardi: espereinza cruciale per la sua formazione politica: conttatto diretto con il "popolo" (la figura di zio Francesco/i soldati semplici) e percezioe dell'iniquità delle differenze di classe ("ingrassano il porco" cap 13) e dell'importanza della democrazia. Fa una buona carriera militare durante la guerra: prima passa tenente e poi capitano. Nel gennaio 1918 viene ferito: decorato con 2 medaglie di brono e 2 d'argento al valore militare: un vero "eroe di gerra". Questo sarà un elemento che darà molto fastidio a Mussolini: il fascismo sfruttò a fondo la frusrazione degli ex-combattenti ma una figura come Lussu carismatico eroe ed ex-combattente MA antifascista entrava in diretta competizione con la capacità di interpretare la delusione degli ex-combattenti: in Srdegna infatti il fascismo si affermò con maggioredifficoltà rispetto al resto d'Italia. Dopo la guerra fu politico, fonda il artito sado d'azione e viene eletto alla camera dei deputati nel 1921: antifascista, vede in diretta l'affermazione del fascismo che racconterà in Marcia su roma e dintorni: testimonianza amara e sarcastica dell'incapacità della classe dirigente dell'epoca di capire il pricolo tremendo rappresentato da Missolini e dai fascisti. Dopo l'assassinio di Matteotti (1924) fa parte dell'Aventino. Lussu è costantemente un uomo d'azone. Nel 1926, dopo un attentato a Mussolini, viene aggredito dai fascisti in casa sua in Sardgna: come aveva annunciato in piazza dopo essere minacciato, per difesa ne uccide uno che cercava di entrare in casa sua: assolto per legittima difesa, è però antifascista e quindi condannato dai tribunali speciali al confino a Lipari (diverso dall'esilio, il confino è una sorta di arresti domiciliari ma non in casa, su un isola, lo facevano perchè era una maniera di isolare gli avversari politici). Evade rocambolescamente dall'isola nell'estate del 1929 di notte con un motoscafo con Carlo Rosselli (intellettuale e politica di Giustizia e Libertà, padre della poetessa Amelia) e ripara in Francia: da Lipari alla Tunisia e poi in Francia uno smacco totale per il regime. La storia dei tribunali speciali fascisti e dell'istituzione del confino, oltre che del suo soggiorno forzato e della sua fuga è contenuta in un'opera di Lussu: La catena pubblicata nel 1929. Tra i fondatori all'estero di Giustizia e Libertà, il più importante movimento di resistenza al fascimo (fratelli rosselli), entra nella Resistenza durante la Seconda Guerra mondiale. Alla fine della guerra è ministro dell'assistenza, poi nella Costituente, poi senatore (Psi).

Contesto storico della Prima Guerra Mondiale

Contesto storico: la Prima guerra mondiale - Fronte - Canzone del Piave (esempio della retorica patriottica/patriottarda che dilagava all'epoca) Neutralisti e interventisti distribuiti tra destra e sinistra

Neutralisti

  • la maggior parte dei liberali (giovanni giolitti)
  • socialisti (internazionalisti, guerra capitalistca)
  • cattolici (rispetto per la vita e non violenza)

Interventisti

  • tendenzialmente di destra: nazionalisti, irrazionalisti, antiparlamentaristi- Futuristi - Marinetti: la guerra è bella, sola igiene del mondo, distruggiamo il passato, il vecchio mondo - ideologia della violenza, dello schiaffo e del pugno: irrazionalismo, vitalismo alla Nietzsche, volontà di potenza
  • antiparlamentaristi - D'Annunzio, superuomo, il parlamento è un covo di vili - esaltazione della grandezza della nazione, nazionalismo con richiami storici a Roma, linguaggio dell'insulto e dell'aggressione (protofascismo)
  • irredentisti - destra (nazionalismo) e sinistra (socialismo e autodeterminazione dei popoli) - "liberazione" delle terre culturalmente e geograficamente italiane ma ancora controllate dall'Impero austroungarico - Cesare Battisti

Interventismo di sinistra

C'è un'area di interventismo di sinistra: Mussolini e la rivoluzione socialista: Mussolini prima della guerra è socialista - dirige il giornale "Avanti!". Pensa che la guerra sia una buona occasione per innescare la rivoluzione contro i capitalisti. Interventisti democratici - la guerra è necessaria per salvaguardare la democrazia in Europa contro il militarismo nazionalista degli imperi centrali. Lussu e Salvemini - guerra come difesa della democrazia: contro l'espansionismo imperialista degli Imperi centrali (impero tedesco e impero austro-ungarico) Gaetano Salvemini (Molfetta 1873 - Sorrento 1957) accademico (storico in varie università: Harvard) e politico - socialismo e questione meridionale: polemico contro Giolitti e la politica di favore all'industria del Nord ("Giolitti ministro della malavita") interventista volontario

Contesto storico della stesura del libro

Contesto storico della stesura del libro: metà degli anni Trenta: il fascismo trionfante, massimo consenso in patria - eliminazione del dissenso con la violenza. Cosa significava parlare della Grande guerra negli anni Trenta: il fascismo aveva fatto della vittoria in guerra una potente leva ideologica per il consenso - esaltazione della vittoria e dell'eroismo militare dei soldati e dell'esercito: elemento molto importante dell'ideologia militarista, autoritaria, nazionalista e imperialista della cultura fascista. Grande guerra come strumento di propaganda - immagini Sacrario di Redipuglia - inaugurato proprio nel 1938 alla presenza di Mussolini tomba del Duca d'Aosta (morto 1931) - parente stretto del re (primo capitolo, p. 13) figura esaltata dal fascismo come "Duca (duce) invitto" Monumentalizzazione celebrativa / collettiva della guerra Lussu demistifica quell'ideologia: addita gli errori e la follia dei generali: impreparati militarmente/inadeguati psicologicamente - sprezzanti verso il popolo che viene considerato carne da cannone: i maiali da ingrassare prima di mandarli al macello (cap. 13) rappresenta spesso l'assurdo, nei toni del grottesco e del terribile

  • p. 45 il capitano impazzito
  • p. 73-74 il maggiore ubriaco
  • il suicidio dei soldati - la paura
  • p 105-111 (capitolo 15, capitolo VIP rapprsenta l'episodio più cruento e violento di tutto il libro) => la "coscienza della morte", la situazione limite. Lussu parla della sua memoria in quanto soldato italiano, ma ci sono una sere di rilievi dove capiamo che la situzione era uguale da entrambi i fronti
  • p104. uficiale=> figura autorevole e autoritaria
  • p.105 => suicidio veterano e compagno => lussu solleva un tema morale di profondissima implicazione senza commentare retoricamemte, osserva, riporta, solleva il quesito (lettore poniti tu il probelma). Lussu spiega nel capitolo 5° la paura della morte (p.41) descrive un asslto, questa volta però è il momento che precede l'uscita (pesanti bombardamenti di artiglieria, dopo il bombardamento tutti fuori).
  • p41 => anche la natura viene devastata dalla guerra
  • p41 => sguardo in camera, non più tempo della storia MA tempo del racconto (il narratore non racconta la storia ma parla a noi) Tema della paura della morte viene richiamato anche da Federico De Roberto, La paura, 1921, rifiutato dal "Corriere" la retorica nazionalista eroica, NON accettava rappresentazioni antieroiche dei soldati italiani rappresenta esattamente questa situazione (occupare una posizione di vedetta, ma questa postazione è sotto tiro di un cecchino => tiratori formidabli, termine deriva da "soldato di cecchino" francesco giuseppe (cecco, ino)). Il corriere della sera al quale presenta il racconto non vuole pubblicarlo perchè non vuole rappresentare un vile soldato, NON accettava rappresentazioni antieroiche dei soldati italiani. Lussu presenta queste situazioni NON per denigrare quei soldati, c'è una partecipazoe umana, una compassione (ptire insieme) che viene mostrat perchè è un elemento umanamente vero e perchè è importante come antidoto alla retorica dell'impavido martire della patria. Intende invece demolire uno dai pilastri ideologici del consenso fascista, inettitudine dell'esercito, dei generali, del re di cui i soldati sono rappresentati come vittime. I generali: i personaggi sinistri e grotteschi. Ordini contraddittori: es. fine cap. 6° e inizio cap. 7°.
  • p.47 => Lussu resta laureato in giurisprudenza e fa uscire spesso questo suo tratto caratteristico. Fine cap. 6°, uno dei pochi spezzoni poetici presenti nel libro.
  • p.48-49 => similitudine trasfigurante Volontà di lussu di colpire uno dei pilastri ideologici del consenso fascista: la grande guerra nella sua verità senza mistificazioni ideologiche, contro la strumentalizzazione retorica ed eroica della propaganda fascista. Un esempio: uso della parola "patria" - motto fascista Dio patria famiglia.

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