Diritto Penale: delitti, contravvenzioni e funzioni della pena

Documento sul Diritto Penale, definendo delitti e contravvenzioni e analizzando le funzioni della pena. Il Pdf esplora i principi fondamentali del diritto penale, come la proporzionalità e la legalità, ed è un materiale didattico per l'Università, utile per lo studio della materia Diritto.

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DIRITTO PENALE
ART 39 c.p. i reati si distinguono in:
Delitti: reati di maggiore gravità punibili attraverso
- Ergastolo
- Reclusione
- Multa
Contravvenzioni: reati di minore gravità punibili attraverso
- Ammenda
- Arresto
Che cos’è il reato?
Qualsiasi illecito a cui viene applicata una pena descritta dal Codice penale. Le sanzioni
che vengono previste possono essere di due tipologie:
- Sanzione penale: incide sulla libertà personale del reo. L’autorità che si occupa
dell’applicazione e della procedura è il giudice penale.
- Sanzione pecuniaria: la sanzione incide sul patrimonio personale del reo. L’autorità
che si occupa dell’applicazione e della procedura è il giudice amministrativo
Il codice Rocco del 1930 prevedeva un meccanismo di conversione della sanzione
pecuniaria in sanzione penale. 1979 la Corte costituzionale dichiara incostituzionale
queto meccanismo e due anni dopo si sancisce che la sanzione pecuniaria non rispettata
si converta in libertà vigilata.
Qual è la differenza tra il 1930 e 1981? La liber vigilata garantisce al reo la libertà
personale, a differenza della sanzione penale.
FUNZIONI DELLA PENA
La pena ha 3 funzioni riconosciute anche dalle autorità europee
1. Funzione retributiva: la pena dev’essere proporzionata alla gravità del fatto
commesso e alla colpevolezza, è retto, quindi dal principio di proporzionali della
pena. Lo Stato ha il compito di restituire al reo il danno da lui stesso cagionato alla
vittima. C’è una compensazione tra il danno cagionato alla vittima e il male inflitto
al reo attraverso la sanzione penale. Questa funzione deriva dalla legge del taglione,
in cui valeva il detto “occhio per occhio, dente per dente”.
2. Funziona di prevenzione generale: rivolta ai consociati in generale e può essere
spiegata con due eccezioni:
o Prevenzione generale negativa: la sanzione penale ha la funzione deterrente,
cioè di minaccia e di esempio per tutti i consociati. la pena inflitta per chi
commette reato ha la funzione di persuadere i consociati nel non
commettere reati.
Problema = inasprimento delle pene, quindi sanzioni più severe non portano
ad una funzione deterrente
o Prevenzione generale positiva: la funzione della pena è di orientamento
culturale dei consociati. Quindi non commetteranno reati perché avranno
interiorizzati i principi portanti della legge previsti per una buona convivenza
3. Funzione di prevenzione speciale: rivolta ai consociati che abbiano già commesso
un reato.
o Prevenzione speciale negativa: si basa sul principio di neutralizzazione del
soggetto ritenuto come pericoloso. Il reo viene separato dalla società di
appartenenza fino all’assenza della sua pericolosità.
Problema = sanzioni penali molto lunghe e più severe
o Prevenzione speciale positiva: secondo l’art 27 Cost, secondo il quale “la
sanzione penale deve tendere alla rieducazione del soggetto”. Per tendere
alla rieducazione si intende che il reo viene messo nella condizione di poter
scegliere se seguire un processo di rieducazione, quindi risocializzazione,
oppure no. Non può essere un percorso obbligatorio in quanto risulterebbe
coatto. Può avvenire sia all’interno del carcere oppure all’esterno.
L’ergastolo è conforme all’art 27 Cost? sì, perché l’ergastolo prevede una
sanzione penale pari a 21-26 anni di carcere. Dopodiché il soggetto può
godere della libertà condizionata per 5 anni, grazie all’istituto della libertà
condizionale, alla fine dei quali, se in buona condotta, si estingue la pena.
SVILUPPO SOTRICO DEL DIRITTO PENALE
ILLUMINISMO ITALIANO: secondo Beccaria la società moderna deriva da un patto sociale
sottoscritto da tutti gli uomini, i quali si privano di parte della propria libertà in favore di una
sovranità di stato. La sovranità dello Stato deve essere tutelata dai vari soprusi che derivano
dalla volontà dei singoli uomini che vogliono riappropriarsi della propria libertà iniziale. Da
qui derivano i delitti. Dai delitti vi derivano, dunque, le sanzioni penali, le quali devono essere
efficaci ma non devo arrecare troppo dolore, né alla sfera fisica né morale, al soggetto su
cui vengono applicate.
PENSIERO DELLA SCUOLA CLASSICA: maggiore esponente Carrara. La scuola classica
ragiona sulle libertà individuali dell’uomo. Egli, infatti, può decidere se attenersi alle norme
giuridiche e sociali oppure trasgredirle. Nel momento della trasgressione delle norme
giuridiche vi si è reato, viene applicata una sanzione penale, la quale deve avere una
funzione retributiva, in quanto il soggetto è libero nella scelta delle azioni da compiere.
SCUOLA POSITIVA: maggiori esponenti Lombroso e Ferri. Al contrario della scuola classica,
sostiene che le scelte dell’uomo non siano affatto razionali e libere in quanto egli è
condizionato da fattori esterni quali, fatti fisici, culturali, tradizionali, economici ecc. La
sanzione penale applicata al reato dovrà essere di tipo protezionistica. Dovrà avere il
compito di proteggere il soggetto dalla società che condiziona i comportamenti e le scelte
del primo.
SVILUPPO DELLA LEGISLAZIONE PENALE
1. Codice penale Zanardelli 1889: soppressione della pena di morte, introduzione
dell’ergastolo
2. Codice penale Rocco 1930: di timbro fascista, tutt’ora in vigore oggi seppur
modificato in alcune sue parti. È composto da 3 libri:
a. Primo libro: diritto penale generale
b. Secondo libro: libro sui delitti
c. Terzo libro: libro sulle contravvenzioni

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DIRITTO PENALE

ART 39 c.p. i reati si distinguono in: Delitti: reati di maggiore gravità punibili attraverso

  • Ergastolo
  • Reclusione
  • Multa Contravvenzioni: reati di minore gravità punibili attraverso
  • Ammenda
  • Arresto

Che cos'è il reato?

Qualsiasi illecito a cui viene applicata una pena descritta dal Codice penale. Le sanzioni che vengono previste possono essere di due tipologie:

  • Sanzione penale: incide sulla libertà personale del reo. L'autorità che si occupa dell'applicazione e della procedura è il giudice penale.
  • Sanzione pecuniaria: la sanzione incide sul patrimonio personale del reo. L'autorità che si occupa dell'applicazione e della procedura è il giudice amministrativo Il codice Rocco del 1930 prevedeva un meccanismo di conversione della sanzione pecuniaria in sanzione penale. > 1979 la Corte costituzionale dichiara incostituzionale queto meccanismo e due anni dopo si sancisce che la sanzione pecuniaria non rispettata si converta in libertà vigilata.

Differenza tra il 1930 e 1981

Qual è la differenza tra il 1930 e 1981? La libertà vigilata garantisce al reo la libertà personale, a differenza della sanzione penale.

FUNZIONI DELLA PENA

La pena ha 3 funzioni riconosciute anche dalle autorità europee

  1. Funzione retributiva: la pena dev'essere proporzionata alla gravità del fatto commesso e alla colpevolezza, è retto, quindi dal principio di proporzionalità della pena. Lo Stato ha il compito di restituire al reo il danno da lui stesso cagionato alla vittima. C'è una compensazione tra il danno cagionato alla vittima e il male inflitto al reo attraverso la sanzione penale. Questa funzione deriva dalla legge del taglione, in cui valeva il detto "occhio per occhio, dente per dente".
  2. Funziona di prevenzione generale: rivolta ai consociati in generale e può essere spiegata con due eccezioni:
    • Prevenzione generale negativa: la sanzione penale ha la funzione deterrente, cioè di minaccia e di esempio per tutti i consociati. la pena inflitta per chi commette reato ha la funzione di persuadere i consociati nel non commettere reati. Problema = inasprimento delle pene, quindi sanzioni più severe non portano ad una funzione deterrente
    • Prevenzione generale positiva: la funzione della pena è di orientamento culturale dei consociati. Quindi non commetteranno reati perché avranno interiorizzati i principi portanti della legge previsti per una buona convivenza
  3. Funzione di prevenzione speciale: rivolta ai consociati che abbiano già commesso un reato.
    • Prevenzione speciale negativa: si basa sul principio di neutralizzazione del soggetto ritenuto come pericoloso. Il reo viene separato dalla società di appartenenza fino all'assenza della sua pericolosità. Problema = sanzioni penali molto lunghe e più severe
    • Prevenzione speciale positiva: secondo l'art 27 Cost, secondo il quale "la sanzione penale deve tendere alla rieducazione del soggetto". Per tendere alla rieducazione si intende che il reo viene messo nella condizione di poter scegliere se seguire un processo di rieducazione, quindi risocializzazione, oppure no. Non può essere un percorso obbligatorio in quanto risulterebbe coatto. Può avvenire sia all'interno del carcere oppure all'esterno. L'ergastolo è conforme all'art 27 Cost? sì, perché l'ergastolo prevede una sanzione penale pari a 21-26 anni di carcere. Dopodiché il soggetto può godere della libertà condizionata per 5 anni, grazie all'istituto della libertà condizionale, alla fine dei quali, se in buona condotta, si estingue la pena.

SVILUPPO SOTRICO DEL DIRITTO PENALE

ILLUMINISMO ITALIANO

ILLUMINISMO ITALIANO: secondo Beccaria la società moderna deriva da un patto sociale sottoscritto da tutti gli uomini, i quali si privano di parte della propria libertà in favore di una sovranità di stato. La sovranità dello Stato deve essere tutelata dai vari soprusi che derivano dalla volontà dei singoli uomini che vogliono riappropriarsi della propria libertà iniziale. Da qui derivano i delitti. Dai delitti vi derivano, dunque, le sanzioni penali, le quali devono essere efficaci ma non devo arrecare troppo dolore, né alla sfera fisica né morale, al soggetto su cui vengono applicate.

PENSIERO DELLA SCUOLA CLASSICA

PENSIERO DELLA SCUOLA CLASSICA: maggiore esponente Carrara. La scuola classica ragiona sulle libertà individuali dell'uomo. Egli, infatti, può decidere se attenersi alle norme giuridiche e sociali oppure trasgredirle. Nel momento della trasgressione delle norme giuridiche vi si è reato, viene applicata una sanzione penale, la quale deve avere una funzione retributiva, in quanto il soggetto è libero nella scelta delle azioni da compiere.

SCUOLA POSITIVA

SCUOLA POSITIVA: maggiori esponenti Lombroso e Ferri. Al contrario della scuola classica, sostiene che le scelte dell'uomo non siano affatto razionali e libere in quanto egli è condizionato da fattori esterni quali, fatti fisici, culturali, tradizionali, economici ecc. La sanzione penale applicata al reato dovrà essere di tipo protezionistica. Dovrà avere il compito di proteggere il soggetto dalla società che condiziona i comportamenti e le scelte del primo.

SVILUPPO DELLA LEGISLAZIONE PENALE

  1. Codice penale Zanardelli 1889: soppressione della pena di morte, introduzione dell'ergastolo
  2. Codice penale Rocco 1930: di timbro fascista, tutt'ora in vigore oggi seppur modificato in alcune sue parti. È composto da 3 libri:
    1. Primo libro: diritto penale generale
    2. Secondo libro: libro sui delitti
    3. Terzo libro: libro sulle contravvenzioni

Il codice Rocco, a seguito delle controversie tra scuola classica e quella positiva, introduce un sistema penale a doppio binario. Introduce:

  • La pena: inflitta agli imputabili, ossia chi ha capacità di intendere e di volere, i maggiorenni
  • Le misure di sicurezza: inflitte ai non imputabili in quanto infermi o minorenni e ai soggetti pericolosi.

Questo sistema a doppio binario costituisce un rafforzamento del sistema sanzionatorio. Es se un soggetto aveva scontato la pena iniziale, ma era ancora ritenuto pericoloso veniva inflitta una misura di sicurezza fin quando la sua pericolosità fosse venuta a meno.

IL LEGISLATORE È LIBERO NELLE SCELTE DI INCRIMINAZIONE?

Il legislatore deve seguire delle scelte politiche criminali predefinite per definire una certa condotta come reato. Esistono perciò dei divieti incriminatori in cui il legislatore non può definire una condotta reato se tale condotta viene definita dalla Cost come una libertà o un diritto. Es. diritto di sciopero viene riconosciuta dalla Cost e di conseguenza non può essere ritenuto un comportamento criminoso. La scelta del legislatore dev'essere ponderata sulla base di un processo di incriminazione, che prevede alcuni principi:

  1. Principio materiale: per essere punito è necessario che abbia svolto un'azione ritenuta reato. Una condotta concreta. (che abbia commesso il fatto)
  2. Principio di offensività: una condotta può essere definita reato solo se ha per oggetto l'offesa di un bene giuridicamente tutelato.
    1. Teoria costituzionale dei beni di BRICOLA: la sanzione penale incide sulla libertà personale, ovvero un bene costituzionalmente tutelato in quanto inviolabile e inalienabile. Dunque, se la sanzione incide su un bene costituzionalmente tutelato, anche il bene del reo dev'essere della stessa rilevanza giuridica.
  3. Principio di proporzionalità: la pena dev'essere proporzionata alla gravità del reato e alla colpevolezza
  4. Principio di sussidiarietà: il diritto penale interviene in estrema ratio, cioè quando gli altri strumenti giuridici non sono necessari a tutelare il bene. Il diritto penale può intervenire in eccezione simbolica es. nel 2009 il legislatore aveva introdotto la contravvenzione per immigrazione clandestina > pena del tutto inefficace in quanto non aveva l'effetto sperato = ossia diminuire i flussi migratori. l'intervento del legislatore era stato voluto per avere consenso dall'opinione pubblica.
  5. Principio di legalità: Codice penale dev'essere conforme alle fonti primarie del diritto. Ha una duplice genesi:
    1. Genesi storica: si basa sul principio della separazione dei poteri di Montesquieu, secondo il quale le norme penali debbano essere emanate solo dal potere legislativo in quanto unico potere di rappresentanza diretta del popolo.
    2. Genesi di giustificazione sociale: la condotta dev'essere definita reato in virtù di una legge che la definisce tale.

Principio di legalità: sotto-principi

Il principio di legalità si fonda su 4 sotto - principi

  1. Principio della riserva di legge: nessuno può essere punito se non in forza di una legge che definisce una certa condotta come reato. ART. 1CP e ART 25 COST. Fonti della riserva di legge sono:
    1. Decreto-legge: emanato dal governo e può essere convertito entro 60 gg dal potere legislativo. Vi è un controllo del Parlamento ex post, per tanto il principio di legalità viene rispettato.
    2. Decreto legislativo: emanato dal governo sotto delega del Parlamento. Il controllo del potere legislativo è ex ante, pertanto viene rispettato il principio di legalità
    3. Leggi costituzionali: non possono essere modificate da leggi ordinarie se non in virtù di un procedimento di apprezzamento.

Riserva di legge: assoluta ma temperata

La riserva di legge è assoluta ma temperata: Assoluta perché solo le leggi create dal Parlamento possono definire reati e pene. Temperata perché in alcuni casi è permesso l'uso di fonti subordinate (come regolamenti ministeriali) per integrare le leggi. Questo avviene in due situazioni specifiche:

  1. Questioni tecniche: alcune materie richiedono competenze tecniche specifiche che possono essere meglio affrontate da esperti. Ad esempio, quando si tratta di legiferare sulle sostanze stupefacenti illegali, è necessaria una lista aggiornata delle sostanze proibite. Questa lista viene stilata dal Ministro della Salute, che ha le competenze per farlo.
  2. Norma penale in bianco: la legge definisce solo la sanzione, mentre il comportamento vietato è descritto in una norma subordinata. Ad esempio, una legge può stabilire che chi viola determinate norme sanitarie sarà punito, ma lascia i dettagli di queste norme a regolamenti specifici.

Non sono fonti del diritto penale: le fonti regionali e convenzioni Invece, le fonti europee non prevedono leggi penali direttamente applicabili negli stati membri, ma adottano regolamenti e trattati che entrano a far parte dell'ordinamento interno. Quindi, se c'è una norma penale contraria ai trattati o ai regolamenti il giudice dovrà disapplicare la norma penale interna. Allo stesso modo, le direttive europee non internalizzate nelle fonti interne dell'ordinamento, entro un certo periodo perentorio, hanno la stessa efficacia dei regolamenti e dei trattati europei; quindi, il giudice dovrà disapplicare la norma penale interna se ritenuta non conforme.

  1. Principio di determinatezza: la norma penale dev'essere chiara, comprensibile e descrivere una situazione che si possa verificare nel concreto. Il principio di determinatezza esplica la cosiddetta frammentarietà del diritto penale. Per frammentarietà del diritto penale si intende che il diritto penale non tutela l'offesa al bene giuridicamente tutelato in ogni sua forma, ma esso (il diritto penale) tutela l'offesa avvenuta con una certa modalità predefinita. Non c'è una tutela a 360° del bene offeso, ma si tutela solo il bene offeso con una predeterminata modalità. Es. furto, rapina, sequestro hanno tutte una modalità ben definita. Il principio di determinatezza viene spiegato dalla distinzione di due elementi:
    1. Elementi descrittivi: fanno riferimento ad un aspetto naturale. Basta la realtà e la natura per comprendere l'elemento. Es. l'omicidio è qualsiasi condotta che provoca l'evento morte di un uomo. "uomo" è un elemento naturale che tutti possiamo comprendere conoscendo la realtà.
    2. Elementi normativi: si differenziano in

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