Slide sulla grammatica del cinema, concentrandosi sul montaggio e le sue diverse forme. Il Pdf analizza il découpage classico, il montaggio connotativo, formale e discontinuo, insieme alla norma dei 180 gradi e la punteggiatura filmica, per studenti universitari.
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LA GRAMMATICA DEL CINEMA Frammentazione dello spazio DÉCOUPAGE IL MONTAGGIO Frammentazione del tempo ELLISSI MONTAGGIO ALTERNATO Operazione che consiste nell'unire la fine di una inquadratura con l'inizio della successiva, con lo scopo di mettere in relazione due elementi tra loro
L 1 Découpage classico (sistema dei raccordi)
Montaggio connotativo Montaggio formale Montaggio discontinuo
Continuità Norma dei 180º Effetto Sistema dei conflitti Violazione della norma dei 180°
Raccordo di sguardo Raccordo di posizione Raccordo sul movimento Raccordo di direzione Di angolazione o inclinazione Temporale Ellissi irrisolta Sonoro Montaggio proibito (interno all'inquadratura) Profondità di campo Falsi raccordi (jump cut) Inserti non diegetici Piano sequenza Raccordo sull'asse (norma dei 30°) Raccordo di direzione di sguardi Raccordo sonoro
La punteggiatura filmica Stacco Dissolvenza in apertura I Dissolvenza in chiusura Dissolvenza incrociata Tendina Iris Kulešov Grafico Di direzioneLa punteggiatura filmica Ci sono molti modi per realizzare la transizione da un'inquadratura, o una scena, alla successiva, alcuni dei quali più evidenti e vistosi di altri. Nella tradizione classica, i modi di transizioni più utilizzati sono stati:
IL MONTAGGIO Il montaggio è la figura chiave del linguaggio cinematografico Le riprese del film sono terminate. Il regista, gli attori e gli altri membri della troupe si salutano, forse per l'ultima volta. Ma per il regista e il montatore, il lavoro comincia ora. E' la fase forse più importante, quella della POST-PRODUZIONE. Bisogna ordinare, scegliere tra le diverse riprese della stessa inquadratura quella più efficace, unire gli spezzoni scelti tra loro per ricostruire, scena dopo scena, la storia del film così come era stata concepita in fase di sceneggiatura. Alcune inquadrature, o addirittura alcune scene, possono essere eliminate, modificate o collocate in un momento del racconto diverso da quello previsto. Questa fase importantissima della lavorazione del film si chiama MONTAGGIO.
IL MONTAGGIO alternato Alterna le inquadrature di due o più eventi che si svolgono contemporaneamente, ma in posti differenti, che talvolta finiscono per convergere nello stesso luogo. Conferisce allo spettatore un sapere maggiore di quello dei personaggi, generando così un particolare significato o un effetto di suspense.
IL MONTAGGIO Tecnicamente, il montaggio è quell'operazione che consiste nell'unire la fine di un'inquadratura con l'inizio della successiva. Il montaggio mette in relazione (funzione connettiva) due o più elementi tra loro. Elementi che possono essere diegetici se riguarda il modo di legare il personaggio nell'inquadratura A con quella in B, oppure extradiegetici, quando l'unione di due inquadrature riguarda la modalità di ripresa dell'inquadratura, ad esempio l'angolazione dall'alto in A e quella dal basso in B.
IL MONTAGGIO Unire tra loro due inquadrature è qualcosa di più che una semplice operazione tecnica: significa dar vita a un rapporto sulla base di un progetto, che può essere:
IL MONTAGGIO Il découpage classico Lo stile hollywoodiano che ha dominato l'industria cinematografica dal 1917 al 1960 mirava a dar vita a quello che possiamo definire uno spettatore inconsapevole, che scivolasse dolcemente nel mondo della finzione e del racconto, dimenticandosi di essere al cinema. Affinché ciò accadesse, il lavoro di scrittura del film doveva essere il più mascherato possibile. Ma proprio il montaggio, con la sua forza di disgregazione della continuità spazio-temporale, rischiava di allontanare lo spettatore dalla finzione, di riportarlo alla sua vera realtà di spettatore. Si trattava dunque di mascherare il montaggio, facendolo diventare invisibile. Questo tipo di montaggio ha preso il nome di DÉCOUPAGE CLASSICO.
IL MONTAGGIO Il découpage classico Il principio chiave del découpage classico è la CONTINUITA', il cui fine primario è quello di dar vita a uno scorrevole flusso di immagini da un'inquadratura a un'altra, e facilitare così la proiezione dello spettatore nel mondo della finzione, il suo cullarsi nell'illusione di realtà, il suo vivere in prima persona i sentimenti vissuti dai personaggi. Per far ciò, per mantenere quella continuità fra un piano e l'altro dell'immagine in modo che ogni mutamento dell'inquadratura sia il meno evidente possibile, sono state create delle regole ben precise, prima tra tutte quella del RACCORDO.
IL MONTAGGIO Il sistema dei raccordi
IL MONTAGGIO Norma dei 180º
- × 3 2 1
IL MONTAGGIO Norma dei 180° Partiamo da una qualsiasi scena di dialogo, costruita sul campo-controcampo, cioè quel tipo di montaggio che mostra alternativamente due personaggi che dialogano.
X 2 3 2 3 1 1 Il découpage classico avvia solitamente la scena da un'inquadratura d'insieme (1), in cui si delinea una precisa linea immaginaria di demarcazione oltre la quale la macchina da presa non deve andare. Le due figure (2 e 3) vengono così riprese alternativamente da uno stesso spazio di azione, in modo che entrambi i personaggi possano guardare sempre dalla stessa parte, e lo sfondo rimanga uguale per tutti e due. Lo scavalcamento di campo (X), con i due personaggi che guardano entrambi dalla stessa parte, porterebbe alla rottura della continuità, e confonderebbe lo spettatore distraendolo dalla storia.
IL MONTAGGIO Norma dei 180° L'uso dello spazio a 180º determina l'esistenza di altri tre raccordi chiave del cinema classico:
IL MONTAGGIO Il découpage classico non è l'unica forma di montaggio esistente. Non esiste in assoluto una forma di montaggio migliore delle altre, ognuna è funzionale a qualcosa. Quella del cinema classico è solo il modello che ha avuto più diffusione. A questa forma dominante possiamo opporre altri tre modelli:
IL MONTAGGIO connotativo Effetto Kulesov L'associazione di due immagini può produrre un senso diverso da quello che ognuna di esse ha presa in sé e per sé, cosicché lo spettatore interpreta questa unione in modo inedito, dandole un nuovo significato.
IL MONTAGGIO connotativo Ejzenstejn rappresenta il principale teorico del montaggio connotativo o intellettuale. Per Ejzenstejn la riproduzione filmica della realtà non ha in sé nessun particolare interesse, ciò che conta è l'interpretazione della realtà che viene fuori dall'unione di due inquadrature con il montaggio. In pratica il montaggio, che per Ejzenstejn deve essere conflittuale, cioè vi deve essere "collisione" tra due inquadrature diverse, deve essere finalizzata alla creazione di significati diversi, nuovi, intellettuali appunto, che devono stimolare e guidare lo spettatore verso una nuova forma di interpretazione della realtà. Non più una successione cronologica dei fatti, ma una successione logico-poetica che produce un di più di senso, che nel caso di Ejzenstejn assumeva una precisa connotazione ideologico-politica di carattere rivoluzionario.