Documento di citologia su riassunti discorsivi, semplici e dettagliati. Il Pdf, un utile strumento per lo studio universitario di Biologia, offre una panoramica sui componenti chimici, i legami interatomici, la struttura e le funzioni della membrana cellulare e del nucleo.
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Immagina di poter zoomare incredibilmente sulla materia che ci compone, ben oltre quello che vediamo ad occhio nudo. Alla base di tutto troviamo gli atomi, le unità fondamentali. Pensa a loro come a mattoncini LEGO piccolissimi. Ogni atomo è fatto di particelle ancora più piccole: protoni (con carica positiva) e neutroni (senza carica) nel nucleo centrale, e elettroni (con carica negativa) che "orbitano" attorno al nucleo.
Gli atomi non amano stare da soli, a meno che non siano già "soddisfatti". Cosa significa? La maggior parte degli atomi desidera avere l'orbitale elettronico più esterno completo, di solito con 8 elettroni (la famosa regola dell'ottetto), proprio come i gas nobili (elio, neon, argon ... ), che sono molto stabili e poco reattivi proprio perché hanno già questa configurazione. Per raggiungere questa stabilità, gli altri atomi interagiscono tra loro, legandosi per formare strutture più grandi chiamate molecole. L'interazione avviene proprio tramite gli elettroni più esterni, detti elettroni di valenza.
(Una piccola nota: la regola dell'ottetto ha delle eccezioni. Atomi molto piccoli come l'idrogeno si accontentano di 2 elettroni, e atomi più grandi dal terzo periodo in poi possono addirittura "espandere" l'ottetto ospitando più di 8 elettroni, grazie ai loro orbitali disponibili).
Questi legami che uniscono gli atomi dentro una molecola sono chiamati legami interatomici (o intramolecolari) e sono generalmente forti. I tipi principali sono:
Qui gli atomi condividono una o più coppie di elettroni.
Non c'è condivisione, ma un vero e proprio trasferimento di elettroni da un atomo all'altro (di solito tra un metallo e un non metallo, con grande differenza di elettronegatività). L'atomo che perde elettroni diventa uno ione positivo (catione), quello che li acquista diventa uno ione negativo (anione). Questi ioni con cariche opposte si attraggono fortemente (es. Na+ e Cl- nel sale da cucina).
Si forma tra atomi di metalli, dove gli elettroni di valenza sono delocalizzati e condivisi tra molti atomi.
Oltre a questi legami forti dentro le molecole, esistono forze più deboli che agiscono tra molecole diverse, i legami intermolecolari. Un esempio cruciale per la biologia è il legame a idrogeno.
L'acqua è la molecola più abbondante nel nostro corpo (circa il 60-70% del peso, variabile con età e sesso). È formata da un atomo di ossigeno legato a due atomi di idrogeno. La sua importanza deriva dalle sue proprietà uniche, prima fra tutte la sua polarità.
L'ossigeno è molto più elettronegativo dell'idrogeno, quindi attira verso di sé gli elettroni dei legami covalenti. Inoltre, la molecola non è lineare: l'ossigeno ha un'ibridazione sp3, ma la presenza di due coppie di elettroni non condivise (solitarie) "schiaccia" la geometria da tetraedrica a una forma piegata a "V" (tipo AX2E2 nella teoria VSEPR), con un angolo di legame di circa 104,5° invece di 109,5°. Questa combinazione di legami polari e geometria asimmetrica fa sì che la molecola abbia un polo parzialmente negativo (sull'ossigeno) e due poli parzialmente positivi (sugli idrogeni), comportandosi come un dipolo.
Grazie alla sua polarità, l'acqua è un ottimo solvente per altre molecole polari o cariche (ioni), che sono dette idrofiliche o idrofile (es. zucchero, sale), perché può formare legami a idrogeno con esse. Al contrario, le molecole apolari (come i grassi) sono idrofobiche o idrofobe: non si sciolgono bene in acqua perché non possono interagire efficacemente con le molecole d'acqua polari.
Il carbonio è l'elemento fondamentale delle molecole organiche, le molecole che costituiscono gli esseri viventi. È un atomo relativamente piccolo ma incredibilmente versatile: può formare quattro legami covalenti forti e stabili con altri atomi di carbonio (formando catene lunghe, ramificate o anelli) e con altri elementi essenziali come idrogeno (H), ossigeno (O), azoto (N). Rappresenta circa il 20% del nostro corpo. Il carbonio circola continuamente nell'ambiente attraverso il ciclo del carbonio: le piante lo assorbono come CO2 dall'atmosfera (fotosintesi), gli animali lo ottengono mangiando piante o altri animali e lo rilasciano come CO2 (respirazione), la decomposizione lo restituisce al suolo e all'atmosfera, e la combustione dei combustibili fossili (formati da materiale organico antico) libera grandi quantità di CO2.
La vita si basa sull'organizzazione gerarchica: gli atomi si legano per formare molecole più piccole, chiamate monomeri (come zuccheri semplici, acidi grassi, amminoacidi, nucleotidi). Questi monomeri, a loro volta, si uniscono in lunghe catene o strutture complesse, formando le macromolecole o polimeri. Le quattro principali classi di macromolecole biologiche sono:
Spesso queste macromolecole si combinano tra loro, formando strutture ancora più complesse come proteoglicani (carboidrati + proteine), glicoproteine (proteine + carboidrati, con legami e proporzioni diverse dai proteoglicani), glicolipidi (lipidi + carboidrati) e nucleoproteine (proteine + acidi nucleici).
I lipidi sono un gruppo eterogeneo di composti organici, costituiti prevalentemente da Carbonio (C) e Idrogeno (H), con legami covalenti per lo più apolari. Questo li rende generalmente idrofobi (insolubili in acqua). Possiamo distinguerli in base alla polarità (non polari vs polari con parziale solubilità) o alla capacità di reagire con basi forti per formare saponi (saponificabili, se contengono acidi grassi; insaponificabili, se non li contengono).
Costituiti principalmente da C, H, O. Sono esteri di acidi grassi con un alcol.
L'alcol è il glicerolo. Uno o più gruppi -OH del glicerolo si legano a uno o più acidi grassi tramite legame estereo. Si classificano in Monogliceridi (1 acido grasso), Digliceridi (2 acidi grassi) e Trigliceridi (3 acidi grassi). I trigliceridi costituiscono i grassi animali e gli oli vegetali, la principale forma di deposito.
Sono lunghe catene idrocarburiche (idrofobe) con un gruppo terminale carbossilico (-COOH, idrofilo). Si distinguono in:
Esteri di acidi grassi a catena molto lunga con alcoli a catena lunga (diversi dal glicerolo). Hanno funzione protettiva e impermeabilizzante (es. su peli, piume, esoscheletri).
Oltre ad alcol e acidi grassi, contengono altri gruppi (fosforo, zuccheri, zolfo, proteine).
Contengono un gruppo fosfato. Sono i componenti chiave delle membrane. Hanno una testa idrofila (glicerolo/sfingosina + fosfato + gruppo polare) e due code idrofobe (acidi grassi). Questa natura anfipatica li fa disporre spontaneamente in un doppio strato in ambiente acquoso. Si dividono in:
Contengono uno zucchero legato tramite legame glicosidico (al glicerolo o alla sfingosina). Sono cruciali per il riconoscimento cellulare (es. gruppi sanguigni, interazioni immunitarie).
Contengono zolfo (presenti ad es. nelle membrane neuronali).
Complessi di lipidi e proteine. Servono a trasportare i lipidi (idrofobi) nel sangue (ambiente acquoso). Hanno un nucleo idrofobo (lipidi) e un rivestimento esterno idrofilo (proteine e teste dei fosfolipidi). Esempi: LDL (Low Density Lipoprotein, "colesterolo cattivo", porta colesterolo dal fegato ai tessuti) e HDL (High Density Lipoprotein, "colesterolo buono", recupera colesterolo in eccesso dai tessuti e lo riporta al fegato).
Non contengono acidi grassi esterificati ma derivano dalla modifica di lipidi semplici o complessi (es. tramite idrolisi). Comprendono gli acidi grassi liberi, il glicerolo, e composti policiclici come gli steroidi.
Hanno una struttura base a quattro anelli fusi (lo sterano). Il colesterolo è lo steroide animale più importante, precursore di ormoni steroidei (es. testosterone, estrogeni), acidi biliari e vitamina D. Si trovano anche fitosteroli nelle piante.
Diffusi nel mondo vegetale, formati da unità isopreniche. Sono responsabili di profumi (es. canfora) e pigmenti (es. carotenoidi).
I carboidrati sono composti da Carbonio (C), Idrogeno (H) e Ossigeno (O), spesso con la formula generale (CH2O)n (da cui il nome "idrati di carbonio").
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