Antropologia della contemporaneità e rappresentazioni dell'alterità

Documento dall'Università degli Studi di Parma su Antropologia della Contemporaneità e Rappresentazioni dell'Alterità. Il Pdf esplora concetti come stereotipi, etnocentrismo e la definizione di cultura, citando autori chiave come Tylor, Geertz e Agamben, per lo studio universitario.

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20 pagine

Antropologia Della Contemporaneità E Rappresentazioni
DELL' Alterità
Antropologia culturale (Università degli Studi di Parma)
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Anteprima

Antropologia della Contemporaneità e Rappresentazioni dell'Alterità

Antropologia culturale (Università degli Studi di Parma) Scansiona per aprire su Studocu Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da ben mahmoud achwek (achwekbenmahmoud64@gmail.com)ANTROPOLOGIA DELLA CONTEMPORANEITÀ E RAPPRESENTAZIONI DELL'ALTERITÀ "L'orda: quando gli albanesi eravamo noi" di Gian Antonio Stella (famoso giornalista) > in questo libro espone come gli italiani erano visti nei paesi in cui immigravano. Ricorrono molte tematiche e molti stereotipi riferiti agli italiani.

Attraverso la conoscenza dell'altro culturale, conosciamo noi stessi, decentriamo il nostro sguardo = decentriamo gli stereotipi.

Discorso antropologico = decostruzione stereotipi, per poter studiare e conoscere davvero, realmente, i luoghi culturali.

Stereotipo in greco significa immagine rigida in cui categorizzare, che può portare alla discriminazione, atteggiamento che utilizziamo tutti nel processo di conoscenza dell'altro (molto semplice).

Stereotipo: l'immagine o l'atteggiamento che si mantiene nei confronti di individui o di interi gruppi basandosi non già sull'osservazione e l'esperienza, ma su idee preconcette. Spesso gli stereotipi sono analizzati come aspetti del simbolismo dei rapporti sociali e di gruppo in quanto riflettono e perpetuano le divisioni sociali.

Stereotipi negativi degli attributi o delle caratteristiche di un determinato gruppo sono parte integrante della discriminazione e dei pregiudizi.

Quando lo stereotipo diventa discriminazione ? quando ci si rivolge ad una minoranza (i rom rubano) Anche dire nessun rom ruba è sbagliato, non è reale: ciò che permette di decostruire uno stereotipo è raccontare chi realmente è la persona in modo diretto, farla conoscere.

etnocentrismo = tendenza di valutare le altre culture sui nostri schemi di parametro.

La pratica antropologica presuppone di decentrare il proprio sguardo e guardarsi un po' dal di fuori, con gli occhi dell'altro.

Definizione e Aree di Specializzazione dell'Antropologia

Antropologia: la scienza che studia i tipi e gli aspetti umani dal punto di vista morfologico, psicologico, fisiologico e culturale. L'antropologia può essere definita come lo studio della natura, della società, della cultura e del passato dell'uomo ed ha per obiettivo la descrizione nel senso più ampio possibile del termine di che cosa significhi essere uomo. Comprende diverse aree di specializzazione:

  • antropologia biologica > paleoantropologica, biologia e variazione umana, primatologia
  • antropologia culturale > parentela e organizzazione sociale, vita materiale e tecnologica, sussistenza ed economia, visione del mondo, il genere
  • antropologia linguistica > linguistica descrittiva, comparativa, storica
  • antropologia applicata > antropologia medica, dello sviluppo, urbana

Nel 1871 Edward Tylor (primo antropologo, britannico) pubblicò il saggio Primitive Culture in cui in apertura presentava la prima e più importante definizione sistematica del concetto di cultura. Essa recita: «La cultura, o civiltà, intesa nel suo ampio senso etnografico, è quell'insieme complesso che include la conoscenza, le credenze, l'arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall'uomo come membro di una società.» Questo viene scritto da Tylor, in momento in cui vi è ancora la schiavitù: è rivoluzionario, dà dignità a tutti gli individui in quanto membri di una società.

1 This document is available free of charge on studocu Scaricato da ben mahmoud achwek (achwekbenmahmoud64@gmail.com)Antropologia culturale: es. anche antropologia museale > in base a come sono esposte le cose capiamo la visione del mondo di chi ha deciso l'ordine

La disciplina antropologica è una disciplina olistica, mette insieme i saperi delle varie discipline.

Antropologia culturale: branca dell'antropologia che mostra come la variazione nei comportamenti e nelle credenze dei diversi gruppi umani sia frutto di idee e comportamenti appresi dagli esseri umani in quanti membri della società, cioè culturalmente. Questa disciplina comprende l'ETNOGRAFIA e l'ETNOLOGIA.

PIETRO CLEMENTE -> ascoltare cambia chi ascolta, questo è il potere riflessivo dell'antropologia. La cultura viene vista all'interno della vita delle persone e queste vite a loro volta fanno parte di una cultura (facciamo dialogare testo e contesto, cultura e individuo). È una disciplina interdisciplinare per natura.

Uno dei primi obiettivi dell'antropologia > denaturalizzare concetti (es. famiglia naturale) per normalizzare (normalizzare pratiche culturali).

L'antropologia è la disciplina che più di tutte le altre ha la vocazione per la diversità: il suo obiettivo è studiare l'uomo e le sue diverse culture.

Il "Giro Lungo" e la Critica Culturale

Discipline demo etnoantropologiche (antropologia culturale + etnologia + demologia o storia delle tradizioni popolari) = Studio uomo e culture umane. Vocazione per la diversità attraverso "giro lungo" (espressione coniata dall'antropologo Clyde Kluckhohn) > metafora del lavoro dell'antropologo, che attraversa la diversità e poi torna a pensare a se stesso (l'etnocentrismo è più facile, non richiede sforzo cognitivo > è importante però denaturalizzare, non guardare dal nostro punto di vista, ma dal loro punto di vista).

Razionalità solo passando attraverso molteplicità empirica consuetudini locali.

Il giro corto è invece ciò che pensava Cartesio, Cogito ergo sum, penso dunque sono, razionalità con al centro se stessi, noi non siamo messi in discussione in modo critico.

Lezione mercoledì 15 febbraio Francesco Remotti sottolinea la contrapposizione nella storia del pensiero occidentale:

  • Platone, Cartesio e Kant attraverso analisi nostro modo di pensare cercano di distillare un concetto assoluto di razionalità (giro corto)
  • Erodoto, Montaigne, Wittgenstein razionalità solo passando attraverso la molteplicità empirica delle consuetudini locali, dunque senza assolutizzare il nostro punto di vista ma mettendolo sempre alla prova della diversità (giro lungo)

Vocazione critica antropologia nei confronti della propria cultura e società; continuo ampliamento delle nostre categorie attraverso il confronto. Lo "scandalo etnografico" (De Martino) che manda in corto-circuito i nostri sistemi categoriali. "ampliamento della nostra consapevolezza storiografica > ANTROPOLOGIA COME CRITICA CULTURALE (disciplina che mette in discussione le proprie categorie sociali per ottenere analisi sociale della società concreta).

Un compito importante dell'antropologia è rendere consueto ciò che è inconsueto, scuote le verità assolute e le certezze.

Fin dalle sue origini, gli antropologi hanno avuto un ruolo importante nel difendere le minoranze, prendono posizione a loro favore.

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Ambiti dell'Antropologia Applicata

L'antropologia:

  • Antropologia applicata: studio dell'impatto di piani ci cooperazione e di sviluppo rivolti a paesi del terzo mondo (es. progetto di micro credito, nasce nel '75/'76 in Bangladesh = dare un credito anche ai poveri, che non possono accedere al credito delle banche. Gli antropologi hanno un ruolo fondamentale in questo poiché conoscendo la struttura sociale si riesce a capire a chi affidare il microcredito, chi è in grado di restituire i soldi)
  • Antropologia medica: significato culturale delle malattie; sistemi, teorie e pratiche sanitarie
  • Antropologia dell'educazione: significati culturali del sistema educativo, sua flessibilità alla diversità culturale
  • Antropologia dell'impresa: aspetti qualitativi, dimensioni simboliche e culturali di un'azienda, "culture dell'impresa"

Antropologo > è un modo di vedere il mondo, implica la riflessività: il pensare criticamente al modo nel quale si pensa; il riflettere sulla propria esperienza. La ricerca sul campo in antropologia è esperienza altamente riflessiva tanto per gli antropologi che per gli informatori. L'adesione alla riflessività ha avuto conseguenze di vasta portata sul modo di fare ricerca.

Origini e Contatti tra Occidente e Resto del Mondo

Quando nasce l'antropologia? Quando iniziano e quali sono i contatti tra Occidente e resto del mondo? Quali sono le conseguenze politiche, economiche, sociali e culturali?

Erodoto > sensibilità antropologica, grande viaggiatore, attento indagatore degli usi, dei costumi e della religione di popolazioni barbare di cui i Greci avevano fino ad allora una conoscenza molto limitata.

I nuovi assetti creati alla colonizzazione:

  • Conflitti etnici (es. hutu > identificati dai coloni come razza inferiore, che non possono più accedere al sistema scolastico ed istituzioni; e tutsi > identificati dai coloni con l'aristocrazia locale. Prima che arrivassero i coloni c'era un patto sociale tra hutu e tutsi, gli hutu attraverso dei rituali investivano di potere i tutsi, GRANDE INTERPENDEZA, rompendo questo patto sociale si crea un grande attrito. Nel momento in cui si avvicina l'indipendenza, i coloni appoggiano una rivolta hutu contro i tutsi, scatenando una guerra, conosciuta come guerra del Ruanda)
  • Decimazione per malattie
  • Sconvolgimento sistemi sociali
  • Schiavitù

I resoconti dell'altro: le retoriche e gli stereotipi e l'altro come strumento per "parlare" dell'Occidente

  • Dal "selvaggio" come degenerazione dell'essere umano
  • Mito del "Buon selvaggio" (colui che vive secondo natura, puro, non corrotto nell'anima)

Esotismo = la mitizzazione dell'altro costituita dal desiderio di allontanarsi dal proprio ambiente. L'esotismo rappresenta una specie di "paradiso perduto, proiettato in un'alterità radicale che appare come l'inversione delle insoddisfazioni e delle frustrazioni legate alla cultura d'appartenenza" (es. Gauguin).

L'altro come oggetto etnografico: la venere ottentotta, Saartije Baartman e la società degli osservatori dell'uomo. Sia Degerando che Cuvier parlano della necessità di riportare "con dolcezza e la persuasione", "qualche campione della varietà umane".

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Razza e Razzismo: Dalle Esposizioni Universali al Neorazzismo

Le grandi esposizioni universali di fine 800 e gli zoo umani. I cataloghi e le comparazioni su attuali primitivi e uomini della preistoria. I selvaggi come uomini di natura ma nello stesso tempo esibiti come mostri insieme ad altri fenomeni di baraccone. Connubio animali e uomini selvatici.

Razza = Categoria relativa alla popolazione umana i cui confini si presume corrispondano a insiemi distinti di attributi biologici. Il concetto di razza si sviluppò nel contesto delle esplorazioni geografiche e delle conquiste europee.

Razzismo = l'oppressione sistematica di una o più "razze" socialmente definite, a opera di un'altra razza socialmente definita, giustificata in base alla pretesa superiorità biologica innata di chi domina e all'altrettanto pretesa inferiorità biologica innata di chi è dominato.

Alla fine del 1800 gli europei dalla pelle chiara avevano stabilito un dominio coloniale su vasti territori abitati da popolazioni di pelle scura segnando l'inizio di un ordine razziale globale.

Dottrine razziste metà 800: francese conte di Gobineau (1816-1882) che nel 1856 pubblica il Saggio sull'ineguaglianza delle razze umane:

  1. Naturalizzazione di ogni tipo di differenza culturale
  2. Affermazione di una rigida gerarchia tra razze
  3. Orrore per mescolanza delle razze

Lezione giovedì 16 febbraio Oggi si parla di Identità culturale > il discorso sul razzismo si è impostato oggi sulla paura di perdere la propria identità culturale, le proprie "radici".

Già gli evoluzionisti sostenevano che le razze non esistono (è uno sforzo futile quello di catalogare i gruppi in razze).

Come mai il concetto di razza non tramonta nonostante sappiamo che non esistono razze? Perché è un habitus che abbiamo naturalizzato e perché le razze sono "categorie facili" da inquadrare, l'Habitus come pratiche culturali che vengono naturalizzate nei corpi, incorporate come se fossero naturali.

La gerarchia e l'asimmetria creano differenza naturalizzante (Bordieu).

> Bisogna denaturalizzare questi nostri concetti culturali sbagliati

Oggi non si parla più di un razzismo biologico ma di un neorazzismo differenzialista o fondamentalismo culturale > Razzismo differenzialista o fondamentalismo culturale = La tendenza alla reificazione etnica e culturale produce una nuova assolutizzazione delle differenze. L'essenzialismo culturale è teorizzato in forme odierne di ideologia e pratica neorazzista. Da razze e differenze naturali a culture ed etnie

Come riconoscere il neo-razzismo?

Differenze tra razzismo biologico, gerarchizzante e universalista e razzismo culturale, differenzialista e relativista.

Taguieff basi ideologiche:

  • Categorizzazione essenzialista degli individui o dei gruppi e riduzione individui a essenze in contesti di asimmetria di potere (es. tutti i rom rubano)
  • Stigmatizzazione per cui gli altri subiscono processi di esclusione simbolica sulla base dell'attribuzione di stereotipi negativi (es. tutti i rom rubano quindi li metto nei campi)
  • Barbarizzazione considera alcune categorie come non civilizzabili

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