Documento dall'Università degli Studi di Firenze su "Riassunto pragmatica della comunicazione umana watzlawick convertito". Il Pdf esplora concetti chiave come retroazione, equifinalità dei sistemi e omeostasi familiare, utile per lo studio universitario di Psicologia.
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Riassunto pragmatica della comunicazione umana watzlawick
convertito
Psicologia (Università degli Studi di Firenze)
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Scaricato da Nicolò Sarritzu (nicolo.sarritzu97@gmail.com)Riassunto "PRAGMATICA DELLA COMUNICAZIONE
UMANA" Watzlawick
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Scaricato da Nicolò Sarritzu (nicolo.sarritzu97@gmail.com)Scaricato da Nicolò Sarritzu (nicolo.sarritzu97@gmail.com)PRAGMATICA DELLA COMUNICAZIONE UMANA
Un fenomeno resta inspiegabile finché il campo di osservazione non è abbastanza ampio da
includere il contesto in cui il fenomeno si verifica.
Nelle scienze del comportamento si considerano gli individui come delle monadi. Se invece si
considera l effetto che tale comportamento ha sugli altri, le reazioni degli altri a questo
comportamento e il contesto in cui ciò si verifica allora il centro diventa la relazione tra più parti e
il veicolo di tali relazioni è la comunicazione.
Lo studio della comunicazione umana si può dividere in tre settori:
Le variabilinon hanno un valore indipendente: hanno valore solo in rapporto ad un altra variabile.
Il concetto di funzione è costituito dal rapporto tra le variabili (espresso normalmente, ma non
necessariamente, come una equazione) es y= 4ax
Parallelismo tra funzione e relazione
L'acquisizione di memoria è in rapporto diretto con l'osservabilita di un sistema dato.
Un osservatore che sia in possesso di tutta l'informazione necessaria non ha bisogno di riferirsi al
passato (e quindi all'esistenza di una memoria nel sistema): gli basta lo stato attuale del sistema
per poterne spiegare il comportamento. ( ... ) la memoria non è qualcosa di obiettivo che il sistema
possiede o non possiede: è un concetto a cui l'osservatore ricorre per colmare la lacuna
determinata dal fatto che il sistema è in parte inosservabile. Tanto minore è il numero di variabili
osservabili tanto più l'osservatore sarà costretto a considerare gli eventi passati come rilevanti per
il comportamento del sistema. Dunque, la memoria, nel cervello, è solo in parte un fatto oggettivo.
( ... ) possiamo percepire soltanto le relazioni e i modelli delle relazioni in cui si sostanzia la nostra
esperienza (es se vogliamo farci una idea della superficie di un oggetto dobbiamo scorrere il dito su
di esso perché se non lo muoviamo non otteniamo nessuna informazione) -- > tutte le percezioni
implicano un processo di cambiamento.
( ... ) la consapevolezza che l'uomo ha di se stesso è una consapevolezza di funzioni, delle relazioni
in cui sitrova implicato
La teoria psicanalitica ( .. ) si parte dal presupposto che il comportamento sia la conseguenza di una
ipotizzata azione reciproca di forze intrapsichiche che si ritiene seguano strettamente le leggi della
conservazione e della trasformazione dell'energia ( ... ) che considerava di secondaria importanza
l'interazione con le forze esterne ( ... ), ha trascurato l'interdipendenza tra l'individuo e il suo
ambiente edè a questo punto che diventa indispensabile il concetto di scambio diinformazione.
La teoria psicodinamica freudiana ragionava in termini di concetto di energia: se tiro un calcio a un
sasso questo si sposterà in base alla quantità di energia che trasmetto, al peso del sasso ecc ..
(causa- effetto: determinismo lineare) ; la teoria della comunicazione ragiona in termini di
trasmissione di informazione: se tiro un calcio a un cane il cane mi morderà non in virtù
dell'energia che sto trasmettendo ma della comunicazione che sto dando.
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Scaricato da Nicolò Sarritzu (nicolo.sarritzu97@gmail.com)L'avvento della cibernetica ha consentito di porre un ponte tra la prima impostazione e la seconda.
Facendo un esempio di un evento a che detemina un b e questo a sua volta un ce und sembra che
si tratti di un sistema lineare TUTTAVIA se d riconduce ad a il sistema cambia (concetto di
retroazione, ovvero ritorno delle informazioni alla fonte, anche detto feedback)
La retroazione può essere positiva o negativa:
In ogni caso possiamo asserire che tutti i rapporti umani sono rapporti di retroazione, perché il
rapporto di ogni persona influenza ed è influenzato dal comportamento di ogni altra persona.
Il termine ridondanza si riferisce alla ripetizione negli schemi comportamentali che osserviamo
durante l'interazione. La contrapposizione proposta da Watzlawick tra interazione umana ed
omeostato è esemplare: entrambi i sistemi sono sistemi in grado di raggiungere un equilibrio, ma
se nel secondo caso, l'omeo stato, esso è frutto di una ricerca casuale tra tutti gli stati possibili
(ricerca che ad ogni cambiamento nel sistema riparte in maniera completamente random), nel
sistema interazione l'equilibrio, una volta raggiunto, viene mantenuto con comportamenti
ridondanti, comportamenti che in un certo senso costituiscono la memoria storica dell'interazione,
e che non si annullano in occasione di modificazioni che possono occorrere: il sistema umano di
interazione non riparte ogni volta da zero, ma mantiene le conquiste acquisite anche quando deve
cercare altri equilibri.
La scatola nera. Per la scuola di Palo Alto, la mente deve essere considerata alla stregua di una
scatola nera: essa non può essere esplorata, e forse, anche potendo, non sarebbe necessario. Ecco
che possiamo interpretare il comportamento umano lasciando da parte ogni ipotesi intrapsichica,
ma basandoci esclusivamente sull' osservazione dei suoi rapporti ingresso-uscita, ovvero la
comunicazione
Consapevolezza e non consapevolezza. In un contesto di teoria della comunicazione non ha molta
importanza sapere se il comportamento di un emittente è intenzionale o meno. E quindi se
l'emittente è consapevole o meno di aver emesso un messaggio. Ancora una volta, siamo in
presenza di un aspetto fortemente costruttivista di Watzlawick: l'intenzionelità è indifferente
poiché in ogni caso sarà il ricevente ad interpretare il messaggio, e sarà quindi quest'ultimo a
decidere come interpretare il messaggio.
Presente e passato. Il metodo pragmatico ha l'obiettivo di determinare, rilevare e possibilmente
risolvere problemi comunicativi qui ed ora. Non si ricercano significat i simbolici, né cause nel
passato o motivazioni, ma modelli per capire qui-ed-ora quello che sta succedendo
nell'interazione, poichè la struttura di questa interazione è in grado di rivelarci tutto quello che
può servire ad evidenziare le patologie comunicative (ecco che le sedute di terapia non
coinvolgono mai solo il "paziente", ma tutta la famiglia, poiché il problema è a livello sistemico,
mentre il comportamento deviante di un membro della famiglia non è altro che l'unico esisto
possibile di un contesto comunicativo non sano).
Scaricato da Nicolò Sarritzu (nicolo.sarritzu97@gmail.com)Causa ed effetto. Ecco che allora diventa essenziale analizzare gli effetti, piuttosto che ricercare le
cause di un comportamento. Diventa quindi centrale capire a quale scopo viene adottato un
comportamento, piuttosto che chiederci il perché dello stesso comportamento. Determinati
comportamenti possono infatti essere inspiegabili se analizziamo il soggetto come singolo, ma
acquistano immediatamente senso se collocati all'interno di un contesto più ampio in cui il
soggetto normalmente vive.
Ovviamente il concetto di causalità che coinvolge i comunicanti è un concetto circolare, poiché in
sistemi con circuiti di retroazione non esiste né un principio né una fine, esattamente come in un
cerchio.
Non si può non comunicare. L'attività o l'inattività, le parole o il silenzio hanno tutti valore di
messaggio: influenzano gli altri e gli altri a loro volta non possono non rispondere a queste
comunicazioni e in tal modo comunicano anche loro.
Una unità di comunicazione (comportamento compreso) è chiamata messaggio, una serie di
messaggi scambiati fra persone è una interazione. Le interazioni possono essere sussunte in
modelli di interazione.
Il centro dell'interesse del nostro approccio è quello di analizzare le conseguenze pragmatiche
(pragmatica = effetto della comunicazione sul comportamento) delle interazioni comunicative.
Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione.
Esempio: la frase "è importante togliere la frizione gradatamente e dolcemente " e la frase "Togli di
colpo la frizione, rovinerai la trasmissione in un momento" recano lo stesso contenuto di
informazione, ma è evidente che definiscono relazioni molto diverse. ( ... ) le relazioni solo di rado
sono definite deliberatamente e con consapevolezza. In realtà, sembra che quanto più una
relazione è spontanea e sana, tanto più l'aspetto relazionale della comunicazione recede sullo
sfondo. Viceversa le relazioni "malate" sono caratterizzate da una lotta costante per definire la
natura della relazione, mentre l'aspetto di contenuto della comunicazione diventa sempre meno
importante. La capacità di metacomunicare in modo adeguato (comunicare sulla comunicazione
es "questo è un ordine", "Stavo solo scherzando") non solo è la conditio sine qua non della
comunicazione efficace , ma è anche strettamente collegata con il grosso problema della
consapevolezza di se e delgi altri .
La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione tra i
comunicanti.
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