Slide dall'Università degli Studi eCampus sul precinema. Il Pdf esplora i dispositivi e le pratiche che hanno preceduto il cinema, con un focus sulla lanterna magica e il Kinetoscopio di Edison e Dickson. Questo Pdf di Arte, adatto per l'Università, analizza i tre filoni principali di ricerca: proiezione di immagini, animazione di disegni e cronofotografia.
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Corso di Laurea: LETTERATURA, MUSICA E SPETTACOLO (D.M. 270/04) Insegnamento: STORIA DEL CINEMA Lezione nº: 2 Titolo: Il cinema prima del cinema Attività nº: 1 T Facoltà di Lettere Il «precinema»
c 2007 - 2014 Università degli Studi eCampus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (Co) - C.F. 90027520130 - Tel: 031.7942500 - Fax: 031.792631 - Mail: info@uniecampus.itUNIVERSITÀ DEGLI STUDI eCAMPUS Corso di Laurea: Insegnamento: Lezione nº: Titolo: Attività nº: LETTERATURA, MUSICA E SPETTACOLO (D.M. 270/04) STORIA DEL CINEMA 2 Il cinema prima del cinema 1 T Facoltà di Lettere Il «precinema»
Al momento della sua apparizione, il cinema non è altro che l'ultimo di una lunga serie di dispositivi, pratiche spettacolari ed esperimenti volti a riprodurre o viceversa segmentare il movimento. Quest'universo, caratteristico della cultura visuale del XIX secolo ma che affonda le proprie radici molto più indietro, addirittura nel XVII, viene denominato per comodità con il termine di "precinema". Semplificando molto, possiamo raggruppare tali ricerche in tre diversi filoni: la proiezione a fini spettacolari di immagini su schermo; la creazione di dispositivi ottici capaci di animare dei disegni; l'analisi fotografica del movimento (o "cronofotografia").
Al primo gruppo appartiene la lanterna magica: un apparecchio paragonabile a un moderno proiettore di diapositive che consentiva la proiezione su schermo di immagini dipinte su piccole lastre di vetro. La sua invenzione viene comunemente attribuita al gesuita tedesco Athanasius Kircher (1602-1680), tuttavia, l'apparecchio si sarebbe diffuso in Europa come attrazione spettacolare ambulante soltanto nel Settecento, divenendo una presenza obbligata nel repertorio delle fiere di paese.
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Alla fine del secolo Etienne-Gaspard Robert, detto Robertson (1763-1837), creò il «Fantascopio»: una grossa lanterna magica montata su ruote che consentiva l'ingrandimento e il rimpicciolimento delle figure proiettate. Robertson usò il suo strumento nelle sue celebri "fantasmagorie", spettacoli ottici basati sulle terrificanti apparizioni di figure spettrali ispirate alla tradizione esoterica.
Gli spettacoli di lanterna magica raggiungono la massima diffusione nel corso del XIX secolo, durante il quale vengono fabbricati apparecchi a doppio obbiettivo che consentono di effettuare dissolvenze fra un'immagine e l'altra. Nonostante i lanternisti si sforzassero di arricchire con effetti di movimento le scene proiettate, tali spettacoli erano limitati per propria natura alla successione di quadri statici.
Una serie di apparecchi inventati nel corso dell'ottocento - tra cui il Fenachistoscopio, ideato nel 1832 dal fisico belga Joseph Plateau (1801-1883), e lo Zootropio (1833) dell'inglese William George Horner (1786-1837) - sfruttavano invece il principio della persistenza delle immagini sulla retina per animare una serie di figure lievemente diverse l'una dall'altra disegnate su un disco o su un cilindro rotante.
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Combinando il principio della lanterna magica con quello del Prassinoscopio, un perfezionamento dello Zootropio da lui stesso ideato nel 1877, il pioniere francese Charles-Emile Reynaud (1844-1918) brevetto nel 1888 il Teatro ottico, un dispositivo in grado di proiettare su schermo dei brevi filmati realizzati dipingendo le figure su piccole lastre trasparenti e flessibili cucite l'una all'altra in modo da formare una sorta di rudimentale pellicola.
Gli apparecchi citati fin qui, benché condividessero in parte gli stessi principi di base del dispositivo cinematografico, venivano utilizzati per animare delle immagini disegnate. Tuttavia, la caratteristica principale del cinema è costituita dalla proiezione di immagini in movimento: una tecnologia alla cui scoperta avrebbe dato un apporto fondamentale quell'area delle ricerche precinematografiche denominata "cronofotografia".
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c 2007 - 2014 Università degli Studi eCampus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (Co) - C.F. 90027520130 - Tel: 031.7942500 - Fax: 031.792631 - Mail: info@uniecampus.itUNIVERSITÀ DEGLI STUDI eCAMPUS Corso di Laurea: LETTERATURA, MUSICA E SPETTACOLO 2010 Insegnamento: STORIA DEL CINEMA Lezione nº: 2/S1 Titolo: La «cronofotografia» Attività nº: 1 E Facoltà di Lettere La «cronofotografia»
Nel 1878 il fotografo americano Eadweard Muybridge (1830-1904) utilizzò 12 fotocamere per fissare le varie fasi del movimento di un cavallo in corsa, e negli anni successivi applicò la stessa tecnica a soggetti umani, realizzando sequenze fotografiche raccolte poi nel volume Studies of Animal Locomotion (1880). Nel 1879 lo studioso brevettò inoltre lo Zooprassinoscopio, un perfezionamento del teatro ottico di Reynaud, che permetteva di proiettare davanti a un pubblico le immagini dei suoi cavalli in movimento: esse tuttavia consistevano in disegni ricopiati dalle sue fotografie su di un disco rotante.
Allo scopo di studiare il volo degli uccelli, il fisiologo francese Etienne-Jules Marey (1830-1904) inventò nel 1882 il «fucile fotografico», e negli anni successivi brevetto altri apparecchi cronofotografici che utilizzavano un meccanismo intermittente per registrare il movimento veloce di svariati animali. Mentre Muybridge usava una serie di fotocamere indipendenti, ottenendo sequenze di immagini separate, nelle fotografie di Marey le varie fasi del movimento del soggetto, fotografate con un solo apparecchio, venivano impressionate su un'unica lastra e spesso si sovrapponevano parzialmente l'una sull'altra.
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Infine Georges Demeny (1850-1917), allievo e collaboratore di Marey, si dedicò prevalentemente alla ripresa cronofotografica delle espressioni del volto umano nell'atto di parlare. A tal fine ideò un apparecchio chiamato «Fonoscopio», basato sul principio del Fenachistoscopio di Plateau, che consentiva di animare una breve sequenza di immagini cronofotografiche (tra cui il primo piano del suo volto mentre pronuncia la frase: "Je vous aime"). Nella prima versione dell'apparecchio, datata 1891, tali immagini erano visibili da uno spettatore per volta, ma l'anno successivo Demeny ne brevetto una nuova, che prevedeva la proiezione su schermo. Il termine utilizzato inizialmente per designare il cinema, "fotografia animata", mostra il suo stretto rapporto con gli esperimenti della cronofotografia.
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È impossibile attribuire la paternità del cinema a un singolo pioniere. Sebbene la tradizione storiografica attribuisca convenzionalmente la sua invenzione ai fratelli Lumière, alla sua nascita contribuirono inventori provenienti da diversi contesti geografici. Fra di essi riveste una particolare importanza l'americano Thomas Alva Edison (1847-1931). Intorno al 1888 l'inventore della lampadina elettrica e del fonografo decise infatti di costruire un apparecchio per riprendere e mostrare immagini fotografiche in movimento. Gran parte del lavoro fu svolta dal suo assistente W.K.L. Dickson (1860-1935). Nel 1891, Edison e Dickson brevettarono il «Kinetografo», un apparecchio utilizzato per la ripresa di immagini in movimento, e il «Kinetoscopio», destinato invece alla riproduzione delle immagini. Il Kinetoscopio consisteva in una cassa di legno, dotata di uno spioncino e dentro alla quale una pellicola in nitrato di cellulosa, fornita dalla Eastman Kodak, scorrevano intorno a una serie di rulli. Le immagini erano impressionate su una pellicola 35 mm con quattro perforazioni su entrambi i lati di ogni fotogramma del tutto simile a quella che si utilizza attualmente.
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Per realizzare film da proiettare nel kinetoscopio, Edison e Dickson costruirono nel New Jersey un piccolo teatro di posa chiamato Black Maria, che passò alla storia come il primo studio cinematografico. A causa dello spazio limitato della cabina del Kinetoscopio, le pellicole da loro realizzate duravano solo una ventina di secondi, e consistevano per la maggior parte di brevi performance eseguite da celebri acrobati o ballerini.
Per commercializzare la propria invenzione, Edison aprì degli appositi locali dotati di un certo numero di macchine. Il primo di questi saloni fu inaugurato a New York il 14 aprile 1894, seguito in breve dall'apertura di locali analoghi negli Stati Uniti e in Europa. Questa modalità di diffusione delle immagini cinematografiche incontrò per circa due anni un grande successo, ma era destinata a un rapido declino quando, qualche anno dopo, si sarebbero affermati dei sistemi di proiezione su schermo.
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