Documento di Università sull'attenzione. Il Pdf esplora il concetto di attenzione, le sue caratteristiche principali e i meccanismi di controllo attentivo, distinguendo tra arousal e attenzione selettiva, utile per lo studio della Psicologia.
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L'attenzione è un processo cognitivo che permette di selezionare alcune informazioni mentre ne ignora altre, consentendo di elaborare solo ciò che è rilevante. Funziona come un filtro che regola le risorse cognitive, permettendo di concentrarsi su un unico obiettivo alla volta.
Un aspetto importante da chiarire è la differenza tra arousal e attenzione selettiva.
Indipendentemente dal livello di arousal, la nostra attenzione può essere diretta verso alcuni stimoli e non verso altri, in base alle esigenze del momento.
I meccanismi che determinano dove e su cosa venga focalizzata la nostra attenzione sono definiti meccanismi di controllo attentivo. Si distinguono due forme di controllo attentivo:
Sohleberg e Mateer (1987) definiscono l'attenzione come una capacità cognitiva multidimensionale. Secondo gli autori, esistono almeno cinque livelli di attenzione:
Livello Definizione Esempio Misurazione Attenzion Capacità di e rispondere Focalizzat a o Allerta selettivamente a stimoli visivi, uditivi o tattili specifici.
Tempi di reazione semplici: rispondere il più velocemente possibile alla presentazione di un target. Ad esempio, un test in cui bisogna premere un tasto appena compare un segnale luminoso sullo schermo.
Attenzion e Capacità di mantenere una Sostenuta risposta costante durante un'attività continua e ripetitiva1.
Compiti prolungati che richiedono risposta costante (es. Psychomotor Vigilance Task, compiti di reazione semplice ripetuta).
Attenzion e Capacità di mantenere Ascoltare la voce di un amico ignorando i rumori di fondo.
Selettiva l'attenzione su una caratteristica specifica di uno Test che richiedono di ignorare stimoli irrilevanti mentre si risponde a quelli rilevanti (es. Compiti computerizzati, Prove carta e matita, Matrici attenzionali).
Sentire il proprio nome in una stanza affollata e voltarsi.
Monitorare un radar per un lungo periodo di tempo.
1 La prestazione del paziente può decadere dopo un certo periodo di tempo (deficit di attenzione sostenuta) oppure essere deficitaria sin dall'inizio della prova (difficoltà di allerta)stimolo, sopprimendo la risposta a stimoli distrattori (irrilevanti).
Attenzion e Alternata Capacità di passare flessibilmente da un compito a un altro con esigenze cognitive (attentive) diverse.
Alternare tra scrivere appunti e ascoltare il docente.
Compiti che richiedono il passaggio tra compiti diversi (es. Trail Making Test, in cui bisogna collegare numeri e lettere in ordine alternato).
Attenzion e Divisa Capacità di gestire più compiti contemporaneame nte, rispondendo a più stimoli.
Parlare al telefono mentre si guida un'auto.
Test di doppio compito che richiedono l'esecuzione simultanea di due attività (es. premere un tasto quando si vede un segnale visivo mentre si ascolta un suono). Vengono solitamente computerizzati.
L'attenzione può essere suddivisa in diverse categorie a seconda del modo in cui viene diretta e mantenuta. Le diverse forme di attenzione lavorano insieme per garantire un equilibrio tra focalizzazione e reattività agli stimoli ambientali.
Possiamo distinguere tra:
Questi due sistemi funzionano in equilibrio:
L'attenzione implicita è un argomento di grande interesse nella ricerca neuroscientifica, perché coinvolge cambiamenti nei meccanismi neurali interni, senza che ci sia un movimento visibile degli organi di senso.
Uno dei primi studi sperimentali sull'attenzione visiva risale alla fine dell'800 grazie al fisico e fisiologo Hermann von Helmholtz. Il suo esperimento dimostrò che l'attenzione può essere spostata mentalmente senza movimenti oculari, un concetto che oggi chiamiamo attenzione implicita (covert attention).
Nel suo esperimento, Helmholtz voleva studiare l'elaborazione visiva di stimoli percepiti per un tempo brevissimo. Per farlo, creò un tabellone con lettere disposte a distanze diverse dal centro e lo illuminò per pochi istanti con una scintilla elettrica in una stanza completamente buia.
Il suo lavoro anticipò molti studi moderni sull'attenzione visuo-spaziale, inclusi quelli di Posner con il paradigma del cueing spaziale. Le sue osservazioni hanno contribuito a dimostrare che:
Verso la metà del XX secolo, gli psicologi sperimentali hanno iniziato a quantificare scientificamente questi effetti, portando alla nascita di teorie moderne sulla selezione attentiva e sul controllo dell'attenzione.
Uno degli aspetti più affascinanti dell'attenzione è la nostra capacità di selezionare le informazioni rilevanti in ambienti complessi e ricchi di stimoli. Questo fenomeno è stato studiato dallo psicologo britannico E.C. Cherry (1953) e viene chiamato Effetto Cocktail Party.
Immagina di essere a una festa affollata: La TV è accesa, la musica suona, molte persone parlano contemporaneamente, eppure riesci a concentrarti su una sola conversazione ignorando il resto. Se qualcuno pronuncia il tuo nome dall'altra parte della stanza, la tua attenzione viene immediatamente catturata. Questo dimostra che il cervello seleziona attivamente le informazioni più rilevanti, ignorando il resto, ma mantenendo un certo livello di monitoraggio sulle informazioni secondarie.
Per studiare questa capacità, Cherry ha sviluppato un esperimento chiamato Ascolto Dicotico, in cui i partecipanti ascoltano due messaggi diversi in ciascun orecchio attraverso delle cuffie stereofoniche.
L'esperimento di Cherry ha portato gli studiosi a ipotizzare che l'attenzione funzioni come un filtro che seleziona quali informazioni vengono elaborate più a fondo. Ma dove si trova questo filtro?