Documento sulla gestione dell'innovazione e dei progetti, focalizzato sulle strategie di collaborazione e sui fattori che influenzano le decisioni aziendali. Il Pdf esplora i vantaggi e gli svantaggi delle collaborazioni, le diverse forme di partnership e i criteri per la scelta dei partner, utile per studenti universitari di Economia.
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A.A. 2022/2023GIP1 - DOMANDE 2/21GIP1 - DOMANDE
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L'innovazione tecnologica è diventata uno dei fattori determinanti del successo competitivo delle imprese. Consiste nell'utilizzo di nuove conoscenze per offrire un nuovo prodotto o servizio desiderato dai clienti. Possiamo distinguere: · l'innovazione del prodotto ( -> caratteristiche o attributi nuovi e/o migliori a fronti di minori costi); · innovazione del processo ( -> miglioramenti nei propri processi di produzione). I progressi nelle tecnologie dell'informazione hanno determinato un'accelerazione dei processi di innovazione; la globalizzazione ha aumentato l'intensità della pressione competitiva: il ciclo di vita del prodotto si accorcia, l'introduzione di nuovi prodotti diventa sempre più rapida, la segmentazione del mercato assume un ruolo decisivo. Inoltre, l'innovazione permette a una gamma sempre più ampia di prodotti e servizi di essere presente nel mercato globale.
L'innovazione è il risultato di processi di ricerca e sviluppo, portati avanti da aziende private o enti pubblici come istituti di ricerca o università. Sebbene nel mondo la ricerca e sviluppo sia finanziata abbondantemente dalle imprese private, in Italia, storicamente, la maggior parte dei fondi è coperta da investimenti pubblici. Le imprese italiane stanno sempre più adottando l'approccio dell'open innovation, utilizzando attivamente tutte le forze provenienti dall'ambiente esterno, ovvero collaborando con partner esterni per acquisire competenze e idee nuove. Quando si parla di fonti di innovazione si parla principalmente di due fattori: · competenze, ovvero la capacità di progettare tecnologie, integrare diverse funzioni e idee; · assets, ovvero le risorse che l'azienda deve sfruttare per creare l'innovazione; queste ultime si possono dividere e raggruppare in: ○ Tangibili (risorse fisiche e finanziarie come impianti, prestiti etc); ○ Intangibili (risorse non fisiche, come ad es. i brevetti); ○ Capitale umano (capacità e conoscenze dei dipendenti).
L'imbuto dell'innovazione rappresenta una sfida che molte organizzazioni devono affrontare. Mentre all'inizio ci sono numerose idee e opportunità, solo poche di esse passano attraverso l'imbuto e si trasformano in innovazioni concrete. Le cause dell'imbuto possono essere varie, come la mancanza di risorse, la resistenza al cambiamento o una cattiva gestione dei processi innovativi. Per superare l'imbuto, è necessario adottare un approccio sistematico, valorizzare la cultura dell'innovazione, promuovere la collaborazione e dedicare risorse adeguate. Solo così si potranno sbloccare le potenzialità e far emergere le migliori idee. La maggior parte delle idee innovative non si trasformano in prodotti innovativi: secondo alcune ricerche, solo un'idea su 3000 diventa un prodotto di successo nel mercato.
Un progetto può non avere successo per: · Mancata partenza di un progetto (Business Justification): mancanza di una giustificazione temporale e di una completa analisi costi-benefici; · Inadeguatezza delle risorse: confusione tra ruoli, mancanza di un clima costruttivo e collaborativo;
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· Mancanza di pianificazione: grado di dettaglio della pianificazione insufficiente, milestone poco chiare e poco misurabili, WBS e WP poco dettagliati ( -> impossibile controllare, aumento di tempi e costi); · Mancanza di controllo in fase di realizzazione; · Assenza di gestione delle modifiche: mancato coinvolgimento degli stakeholder, mancanza di tempestività nella comunicazione delle modifiche degli interessati; · Mancanza di comunicazione che può essere: ○ interna, verso i vertici dell'azienda o verso il gruppo di lavoro -> aumento di costi e ritardi; ○ esterna, verso il committente e verso gli utenti finali -> mancato raggiungimento degli obiettivi e scarsa soddisfazione da parte del cliente; ● Incompetenza del project manager: ○ cause intrinseche, come incapacità personale e mancanza di leadership; ○ cause migliorabili, come scarsa conoscenza delle tecniche di PM, errata attuazione delle tecniche di PM, comunicazione carente e scarsa autorità -> ritardi, costi maggiori e prodotto insoddisfacente.
Per definire una strategia competitiva per prima cosa si analizza il contesto competitivo, cioè l'ambiente esterno e interno (Analisi SWOT), per valutare al meglio la strategia da seguire. · L'ambiente esterno è caratterizzato dalla rivalità di imprese già esistenti sul mercato, pertanto bisogna analizzare una serie di fattori (minacce di nuovi prodotti sostitutivi, possibili minacce dell'ambiente in cui stiamo entrando, etc) . Quando si analizza l'ambiente interno, si considerano tutte le attività che compongono l'azienda; Una volta analizzato il contesto competitivo e valutato i punti di forza e debolezza si definisce l'intento strategico (obiettivo a lungo termine con milestones intermedie), verso cui far convergere tutte le risorse e l'impegno coordinato dell'impresa. Quindi: 1. Analisi del contesto; 2. Valutare forze e debolezze dell'impresa; 3. Definire un intento strategico.
L'analisi dell'ambiente esterno consiste nel considerare i seguenti fattori: · Il grado di rivalità competitiva. È influenzato da molti fattori, in primo luogo dal numero e dalle dimensioni relative dei concorrenti, dal grado di differenziazione fra le imprese, dalle condizioni della domanda, dalle barriere all'uscita. · La minaccia di entranti potenziali. È determinata dal grado di attrattività del settore, dall'altezza delle barriere all'entrata (per esempio dai costi di start-up, dalla fedeltà di marca, dalle norme di regolazione dei mercati, etc). · La minaccia di prodotti sostitutivi. È determinata dal numero di potenziali alternative al prodotto, dal grado di somiglianza della funzione che svolgono, dal prezzo relativo. · Il potere contrattuale dei fornitori. È determinato dal numero e dal grado di differenziazione dei fornitori, dal valore per il cliente dei prodotti acquisiti da un determinato fornitore così come dalla quota di prodotti venduti dal fornitore a un determinato cliente, dagli switching cost (i costi di passaggio da un fornitore all'altro), dalla minaccia di integrazione verticale. · Il potere contrattuale dei clienti. È determinato dal numero e dal grado di differenziazione degli acquirenti, dal valore dei prodotti venduti a un particolare cliente e in modo analogo dalla porzione di prodotti acquistati da un dato fornitore, dagli switching cost, dalla minaccia di integrazione verticale.
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Negli ultimi anni, al modello è stata aggiunta una sesta forza: i prodotti complementari, ovvero beni, servizi o risorse che rafforzano il valore di un prodotto. Quando sono determinanti per competere nel settore, la disponibilità, la qualità e il prezzo dei complementi esercitano una forte influenza sul grado di attrattività.
Rappresenta l'analisi delle variabili esogene ed endogene rilevanti per la definizione di una strategia d'impresa. Andrews distingue due fasi del processo strategico: formulazione e implementazione. · Nella fase di Formulazione, è possibile applicare il modello SWOT andando a studiare punti di forza (ovvero i fattori interni positivi dell'azienda utili per raggiungere l'obiettivo), punti di debolezza (fattori negativi che possono portare danni al raggiungimento dell'obiettivo), opportunità (fattori esterni che influenzano positivamente le performance dell'azienda) e infine le minacce (fattori esterni che influenzano negativamente il raggiungimento di un obiettivo prefissato). · Una volta svolta l'analisi andiamo a decidere una strategia a seconda del contesto in cui ci troviamo ad esempio sfruttiamo i punti di forza per sviluppare nuove tecnologie o difendersi per evitare le minacce che vanno a toccare i nostri punti di debolezza.
Il valore è la somma che i compratori sono disposti a pagare per quello che un'impresa fornisce loro. La catena del valore è la sommatoria delle attività strategicamente rilevanti che producono margini, assorbono costi e generano valore. La catena del valore rappresenta il valore totale prodotto dall'impresa e comprende due elementi: attività generatrici di valore e il margine. La misura del valore totale è il ricavo totale. Il margine rappresenta la capacità di stare sul mercato e la capacità di sopravvivere, crescere e svilupparsi: si misura come valore generato totale - totale dei costi sostenuti per la creazione del valore. Le Attività Generatrici Di Valore sono le attività fisicamente e strategicamente distinte, svolte dall'azienda e si dividono in due tipi di attività: . quelle primarie che sono tutte le attività direttamente impegnate nelle creazione del prodotto, servizio fino al trasferimento al compratore fino all'assistenza post vendita quindi: logistica in entrata e uscita, attività operative, marketing e vendita e servizi; . quelle di supporto alla attività primarie che forniscono tecnologie, risorse , input ovvero quelle fisicamente svolte dall'azienda quindi: infrastrutture , gestione delle risorse umane , approvvigionamento e sviluppo di tecnologie.
Gli Stakeholder sono gli interlocutori dell'impresa: il termine stakeholder, infatti, rappresenta tutto ciò che possa esercitare un'influenza sulle decisioni dell'impresa. Si dividono in stakeholder primari (lavoratori, fornitori, finanziatori ... ) e secondari (sindacati, gruppi di consumatori ... ). L'analisi degli stakeholder è di fondamentale importanza perché consente alle organizzazioni (al loro management) di comprendere e coinvolgere tutti coloro che possono influenzare o essere influenzati dalle loro attività. Identificare gli stakeholder rilevanti consente di individuare le loro esigenze, interessi, aspettative e posizioni. Gli stakeholder infatti dovranno sempre essere allineati e soddisfatti dei servizi che l'azienda offre e dei margini che questa produce. Questa analisi si articola nel seguente modo: 1. Identificazione degli stakeholder; II. Identificazione e valutazione di interessi, attese, esigenze di ciascun stakeholder;
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