Slide dall'Università sulla protezione contro le tensioni da contatto. Il Pdf illustra la pericolosità della corrente elettrica e i suoi effetti sul corpo umano, il funzionamento dell'interruttore differenziale e i principi di sicurezza elettrica per la materia Tecnologia.
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Cosa succede al nostro corpo se percorso da corrente elettrica?
La corrente elettrica circolante nel corpo umano in seguito all'applicazione di una d.d.p. tra due punti dello stesso produce diversi effetti, che vanno dalla semplice percezione della corrente a effetti ben più gravi, come l'immobilizzazione e la fibrillazione ventricolare.Cosa succede al nostro corpo se percorso da corrente elettrica? L'immobilizzazione(o tetanizzazione ) è il fenomeno per il quale il corpo dell'essere umano (o la parte di corpo) interessato dalla corrente elettrica non può muoversi volontariamente. Nella sua forma più grave essa impedisce alla persona di staccarsi dalla parte in tensione, prolungando il contatto e, di conseguenza, producendo effetti ancora più dannosi.
La fibrillazione ventricolare è un effetto che interessa il cuore ed è uno stato di asincronismo completo delle fibre ventricolari, durante il quale ciascuna fibra sviluppa una contrazione propria e indipendente. È un fenomeno che si automantiene anche se cessa la causa che lo ha innescato; se non si interviene entro pochi minuti con un defibrillatore può condurre alla morte del soggetto.I valori di corrente che causano i vari effetti fisiologici variano per i diversi individui e dipendono da numerosi fattori, sia soggettivi (sesso, massa corporea, stato di salute) sia legati alla corrente stessa (frequenza, forma d'onda, percorso attraverso il corpo) e vengono valutati con criteri statistici.
Per esempio, nel caso di corrente alternata sinusoidale con frequenza tra 15 Hz e 100 Hz si ritiene che un'intensità non superiore a 5 mA non possa causare l'immobilizzazione, qualunque sia la sua durata.
Nel caso della fibrillazione ventricolare, i valori di corrente che possono provocarla sono associati alla probabilità che si inneschi la fibrillazione: per esempio, nel caso di c.a. sinusoidale con frequenza 50 Hz e intensità 200 mA, con percorso mano sinistra-piedi, la probabilità di innescare la fibrillazione è di circa il 5% per una durata del contatto fino a 0,5 s, mentre supera il 50% per una durata di 1 s
L'intensità di corrente che circola nel corpo umano è data dal rapporto: IB=UT/RB, dove UT è la tensione di contatto e RB è la resistenza del corpo. Quest'ultima, oltre a essere un fattore individuale, dipende anche da vari elementi propri del tipo di contatto, come il per corso della corrente, lo stato della pelle, la superficie e la pressione di contatto. Come resistenza convenzionale del corpo umano viene spesso considerato il valore RB=1000Q.
Per la predisposizione delle misure di protezione non si fa riferimento all'intensità di corrente, ma è assai più utile stabilire qual è il valore di tensione convenzionalmente non pericoloso, dato che la corrente è una conseguenza della tensione.
La normativa fa riferimento alla tensione di contatto a vuoto, ossia alla d.d.p. che si crea tra la parte conduttrice che potrebbe essere toccata e la terra, in conseguenza di un guasto di isolamento, quando la persona non è a contatto. Nel caso che ci sia effettivamente il contatto, la tensione a cui è sottoposta la persona è certamente non superiore a quella di contatto a vuoto, per cui limitando quest'ultima si limita anche la tensione di contatto.
Nel caso degli impianti elettrici utilizzatori con tensione nominale non superiore a 1000 V c.a. e 1500 V c.c., la norma CEI 64-8/2 fa riferimento ai seguenti valori della tensione di contatto limite convenzionale UL , definita come il massimo valore della tensione di contatto a vuoto che è possibile mantenere per un tempo indefinito, in condizioni ambientali specificate:
Nel caso della corrente continua, i cui effetti pericolosi si manifestano per valori maggiori dell'intensità di corrente, i limiti precedenti sono uguali a 120 V per le condizioni ordinarie e 60 V per quelle particolari.
Una persona (o un animale) è sottoposta a una tensione elettrica quando è contemporaneamente in contatto con parti a diverso potenziale, per esempio se tocca con una mano una parte in tensione e i piedi sono poggiati a terra, a potenziale zero.
In pratica il contatto di una persona con una parte in tensione può avvenire in due modi: ● mediante il contatto diretto con le parti attive dei componenti elettrici, che sono le parti normalmente in tensione per motivi funzionali, come i conduttori delle linee (compreso il neutro), i morsetti degli apparecchi, i poli delle prese; . mediante il contatto indiretto con le masse , ossia con le parti conduttrici di componenti elettrici che, pur non essendo normalmente in tensione, possono assumere un potenziale diverso da zero in seguito a un guasto di isolamento; è il caso, per esempio, del contatto con la carcassa metallica di un motore (o con una parte conduttrice in contatto con essa) quando vi è una dispersione di corrente verso massa.
Figura C2.1 Contatto indiretto. 00 I I I I L'impianto di terra serve per la protezione contro i contatti indiretti, in quanto disperde nel terreno una parte della corrente di guasto (figura C2.1) che, altrimenti, si richiuderebbe tutta nella persona a contatto con la massa.
L'interruttore differenziale ( figura C2.4) è un dispositivo, formato da un apparecchio di manovra e da uno sganciatore differenziale di protezione, in grado di aprire un circuito quando si manifesta una differenza tra i valori delle correnti nei due conduttori (corrente differenziale Id) superiore a un determinato limite, in seguito a un guasto a terra.
Figura C2.4 Interruttore differenziale, aspetto esterno.
Prescindendo in questa sede dal principio di funzionamento, si possono definire le seguenti caratteristiche funzionali principali del dispositivo:
Gli interruttori differenziali possono essere dotati anche di sganciatori di massima corrente (differenziali magnetotermici) per la protezione combinata dai guasti a terra e dalle sovracorrenti; se hanno solo lo sganciatore differenziale vengono detti differenziali puri.
L'interruttore differenziale ( salvavita ) è un dispositivo capace di interrompere (aprire) un circuito in caso di:
Non offre protezioni da cortocircuito o sovracorrente per i quali è necessario ricorrere a dispositivi denominati magnetotermici. Esistono in commercio dispositivi che integrano sia la protezione dell' interruttore differenziale sia del magnetotermico 1 interruttore magnetotermico-differenziale ).
Schema di principio di un interruttore y differenziale 1 * * 1 9 6 4 4 7 E- 3 8 5 2
Condizioni normali di funzionamento : (somma algebrica delle correnti pari a 0) nel toroide non scorre alcun flusso magnetico.
Condizioni di contatto o dispersione a terra: si ha una differenza di corrente , detta corrente differenziale che induce una forza elettromotrice. Questa agisce sul dispositivo di sgancio (relè differenziale) che apre il circuito.
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