Fitoterapia del sistema respiratorio: raffreddore e difese immunitarie

Documento sulla fitoterapia del sistema respiratorio. Il Pdf esplora l'anatomia respiratoria, i meccanismi immunitari e l'uso di droghe balsamiche come la menta, con dettagli sui principi attivi e riferimenti a studi clinici, utile per lo studio universitario di Biologia.

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Fitoterapia 2023 4. Sistema respiratorio 1
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Fitoterapia del Sistema Respiratorio
Introduzione
Inizieremo la Fitoterapia speciale con il Sistema Respiratorio e le patologie ad esso correlate,
limitandoci a quelle per le quali la Fitoterapia può dare delle risposte più o meno risolutive.
In particolare saranno trattati i seguenti argomenti:
Malattie “da raffreddamento” virali;
Le tossi.
Affronteremo le varie patologie seguendo il “lungo percorso” di cui abbiamo parlato all’inizio:
Diagnosi: per capire cosa c’è che non va e trovare i possibili punti di attacco;
Principi attivi utilizzabili ed individuazione delle droghe che li contengono;
Efficacia terapeutica: per verificare quanto funziona e se ha effetti collaterali;
Forme di somministrazione e posologia: per sapere cosa e quanto dare al paziente;
Preparati disponibili: esempi di prodotti preconfezionati presenti sul mercato e di quello
che si può preparare in farmacia.
Riepilogo anatomico
L’apparato respiratorio è costituito dalle
vie aeree, distinte in vie aeree superiori
ed inferiori, e dai polmoni.
Le vie aeree superiori comprendono:
1. cavità nasali (1)
2. faringe (2)
3. laringe (3)
Le vie aeree inferiori comprendono
trachea
bronchi
bronchioli
alveoli polmonari
È all’interno degli alveoli che avvengono gli scambi di ossigeno e di anidride carbonica tra l’aria
inspirata ed il sangue dei capillari che abbracciano gli alveoli. L’aria esterna ed il sangue sono
separati solo da membrane talmente sottili da permettere gli scambi gassosi.
Possiamo dire che negli alveoli il mondo esterno (l’aria) viene a contatto quasi diretto con il
nostro sangue. Si tratta di conseguenza di un ambiente molto delicato, ma protetto da ciò che può
entrare assieme all’aria attraverso un raffinato meccanismo di difesa, come vedremo.
Le malattie da raffreddamento
Le malattie cosiddette “da raffreddamento” sono in genere di origine virale, ma non è chiaro
come l’aver “preso freddo” faciliti la comparsa dell’infezione. L’associazione tra freddo e infezioni
respiratorie di origine virale sembra legata soprattutto ad elementi epidemiologici, nel senso che i
picchi di comparsa di queste patologie si rilevano in inverno [Heikkinen & Järvinen, Lancet, 2003].
Si tratta di infezioni che possono essere localizzale alle prime vie aeree, come il raffreddore ed il
mal di gola, oppure alle vie aeree profonde, come la bronchite o la polmonite, o anche infezioni a
diffusione sistemica, come l’influenza ed altre malattie simili.
Fitoterapia 2023 4. Sistema respiratorio 1
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Sull’infezione virale può instaurarsi una infezione da parte di batteri opportunisti, ma in questo
caso si esce dalle problematiche che la fitoterapia può affrontare.
Il potenziamento delle difese immunitarie
Date le difficoltà di combattere i virus responsabili delle malattie da raffreddamento con i farmaci
antivirali, un’alternativa efficace sembra essere quella di rafforzare le difese immunitarie. Il sistema
immunitario ha infatti fisiologicamente il compito di proteggere l’organismo dalle infezioni, virali o
batteriche che siano, e di combatterle una volta instaurate. Il mondo dell’immunità è estremamente
complesso e coinvolge molti meccanismi e numerosi mediatori, per cui sarà utile riassumere qui gli
elementi più importanti.
Esistono due tipi di immunità, l’immunità acquisita e l’immunità innata.
L’immunità acquisita è la più nota ed ha le seguenti caratteristiche:
È specifica, cioè è diretta contro un particolare antigene (batterio, virus, proteina ecc.).
Richiede un precedente contatto con quel particolare antigene, in modo da mettere in atto
il complesso sistema di difesa a livello umorale, affidato essenzialmente agli anticorpi, ed a
livello cellulare, affidato essenzialmente ai leucociti. Queste difese entrano in azione solo
ad una esposizione all’antigene successiva alla prima, che le ha determinato la risposta
immunitaria.
È quindi una complessa risposta “organizzata” che si basa sulla memoria immunologica.
È praticamente assente nel neonato (tranne che per qualche anticorpo ereditato dalla
madre) ma si forma nel corso della vita in seguito al contatto con degli antigeni.
L’immunità innata invece:
Non è specifica, nel senso che è attiva contro qualsiasi agente esterno, in quanto non
richiede un precedente contatto, ed è presente sin dalla nascita.
Non ha memoria immunologica.
È la prima barriera, sempre pronta, che coinvolge l’intero organismo.
L’immunità innata è costituita un complesso di difese di tipo molto vario:
Barriere anatomiche e “trappole”, che impediscono l’ingresso nell’organismo di agenti
aggressivi, come la cute, oppure che li intrappolano per impedirne l’ingresso e permetterne
l’eliminazione, come il muco ed i turbinati.
Flussi di fluidi che portano via gli agenti aggressivi, come la saliva, il muco mosso
dall’epitelio ciliato, il flusso lacrimale, o anche l’urina o la peristalsi intestinale.
Omeostasi, che rende meno adatto l’ambiente agli agenti aggressivi, come il pH acido dello
stomaco o l’aumento della temperatura corporea (febbre) in caso di infezione.
Fattori solubili, che attaccano i microorganismi, come il lisozima, l’interferone, le proteine
del sistema del complemento.
Fattori cellulari, che attaccano microorganismi e materiali estranei pur senza precedenti
contatti, come i fagociti, le cellule natural killer, i mastociti ed i granulociti basofili.
Fattori biologici, come la flora microbica associata a determinati organi o distretti, che con
la sua presenza ostacola la diffusione di organismi patogeni.
Malattie ed immunità
Per prevenire e combattere le malattie infettive possiamo sfruttare l’immunità in due modi: con
la vaccinazione, che sfrutta l’immunità acquisita, o con gli immunostimolanti, stimolando le difese
immunitarie innate ed acquisite.
La vaccinazione consiste nell’esporre l’organismo ad un agente patogeno indebolito al punto da
non provocare la malattia, ma sufficiente a far acquisire l’immunità a quella malattia. È possibile
preparate vaccini quando è noto l’agente patogeno e, soprattutto, quando il patogeno non muta le
sue caratteristiche immunologiche. La vaccinazione è senz’altro lo strumento più potente per

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Fitoterapia del Sistema Respiratorio

Introduzione alla Fitoterapia Speciale

Inizieremo la Fitoterapia speciale con il Sistema Respiratorio e le patologie ad esso correlate, limitandoci a quelle per le quali la Fitoterapia può dare delle risposte più o meno risolutive. In particolare saranno trattati i seguenti argomenti:

  • Malattie "da raffreddamento" virali;
  • Le tossi.

Affronteremo le varie patologie seguendo il "lungo percorso" di cui abbiamo parlato all'inizio:

  • Diagnosi: per capire cosa c'è che non va e trovare i possibili punti di attacco;
  • Principi attiv utilizzabili ed individuazione delle droghe che li contengono;
  • Efficacia terapeutica: per verificare quanto funziona e se ha effetti collaterali;
  • Forme di somministrazione e posologia: per sapere cosa e quanto dare al paziente;
  • Preparati disponibili: esempi di prodotti preconfezionati presenti sul mercato e di quello che si può preparare in farmacia.

Riepilogo anatomico

L'apparato respiratorio è costituito dalle vie aeree, distinte in vie aeree superiori ed inferiori, e dai polmoni. Le vie aeree superiori comprendono:

  1. cavità nasali (1)
  2. faringe (2)
  3. laringe (3)

trachea 1 bronchioli 2 bronchi 3 Le vie aeree inferiori comprendono

  • trachea
  • bronchi
  • bronchioli
  • alveoli polmonari

CO2 Arteria Vena parete dell'alveolo Bronchiolo Alveoli ARIA sangue venoso CO2 sangue arterioso O globuli rossi È all'interno degli alveoli che avvengono gli scambi di ossigeno e di anidride carbonica tra l'aria inspirata ed il sangue dei capillari che abbracciano gli alveoli. L'aria esterna ed il sangue sono separati solo da membrane talmente sottili da permettere gli scambi gassosi. Possiamo dire che negli alveoli il mondo esterno (l'aria) viene a contatto quasi diretto con il nostro sangue. Si tratta di conseguenza di un ambiente molto delicato, ma protetto da ciò che può entrare assieme all'aria attraverso un raffinato meccanismo di difesa, come vedremo.

Le malattie da raffreddamento

Le malattie cosiddette "da raffreddamento" sono in genere di origine virale, ma non è chiaro come l'aver "preso freddo" faciliti la comparsa dell'infezione. L'associazione tra freddo e infezioni respiratorie di origine virale sembra legata soprattutto ad elementi epidemiologici, nel senso che i picchi di comparsa di queste patologie si rilevano in inverno [Heikkinen & Järvinen, Lancet, 2003]. Si tratta di infezioni che possono essere localizzale alle prime vie aeree, come il raffreddore ed il mal di gola, oppure alle vie aeree profonde, come la bronchite o la polmonite, o anche infezioni a diffusione sistemica, come l'influenza ed altre malattie simili.

1Fitoterapia 2023 - 4. Sistema respiratorio 1 Sull'infezione virale può instaurarsi una infezione da parte di batteri opportunisti, ma in questo caso si esce dalle problematiche che la fitoterapia può affrontare.

Il potenziamento delle difese immunitarie

Date le difficoltà di combattere i virus responsabili delle malattie da raffreddamento con i farmaci antivirali, un'alternativa efficace sembra essere quella di rafforzare le difese immunitarie. Il sistema immunitario ha infatti fisiologicamente il compito di proteggere l'organismo dalle infezioni, virali o batteriche che siano, e di combatterle una volta instaurate. Il mondo dell'immunità è estremamente complesso e coinvolge molti meccanismi e numerosi mediatori, per cui sarà utile riassumere qui gli elementi più importanti. Esistono due tipi di immunità, l'immunità acquisita e l'immunità innata.

Immunità acquisita

L'immunità acquisita è la più nota ed ha le seguenti caratteristiche:

  • È specifica, cioè è diretta contro un particolare antigene (batterio, virus, proteina ecc.).
  • Richiede un precedente contatto con quel particolare antigene, in modo da mettere in atto il complesso sistema di difesa a livello umorale, affidato essenzialmente agli anticorpi, ed a livello cellulare, affidato essenzialmente ai leucociti. Queste difese entrano in azione solo ad una esposizione all'antigene successiva alla prima, che le ha determinato la risposta immunitaria.
  • È quindi una complessa risposta "organizzata" che si basa sulla memoria immunologica.
  • È praticamente assente nel neonato (tranne che per qualche anticorpo ereditato dalla madre) ma si forma nel corso della vita in seguito al contatto con degli antigeni.

Immunità innata

L'immunità innata invece:

  • Non è specifica, nel senso che è attiva contro qualsiasi agente esterno, in quanto non richiede un precedente contatto, ed è presente sin dalla nascita.
  • Non ha memoria immunologica.
  • È la prima barriera, sempre pronta, che coinvolge l'intero organismo.

L'immunità innata è costituita un complesso di difese di tipo molto vario:

  • Barriere anatomiche e "trappole", che impediscono l'ingresso nell'organismo di agenti aggressivi, come la cute, oppure che li intrappolano per impedirne l'ingresso e permetterne l'eliminazione, come il muco ed i turbinati.
  • Flussi di fluidi che portano via gli agenti aggressivi, come la saliva, il muco mosso dall'epitelio ciliato, il flusso lacrimale, o anche l'urina o la peristalsi intestinale.
  • Omeostasi, che rende meno adatto l'ambiente agli agenti aggressivi, come il pH acido dello stomaco o l'aumento della temperatura corporea (febbre) in caso di infezione.
  • Fattori solubili, che attaccano i microorganismi, come il lisozima, l'interferone, le proteine del sistema del complemento.
  • Fattori cellulari, che attaccano microorganismi e materiali estranei pur senza precedenti contatti, come i fagociti, le cellule natural killer, i mastociti ed i granulociti basofili.
  • Fattori biologici, come la flora microbica associata a determinati organi o distretti, che con la sua presenza ostacola la diffusione di organismi patogeni.

Malattie ed immunità

Per prevenire e combattere le malattie infettive possiamo sfruttare l'immunità in due modi: con la vaccinazione, che sfrutta l'immunità acquisita, o con gli immunostimolanti, stimolando le difese immunitarie innate ed acquisite. La vaccinazione consiste nell'esporre l'organismo ad un agente patogeno indebolito al punto da non provocare la malattia, ma sufficiente a far acquisire l'immunità a quella malattia. È possibile preparate vaccini quando è noto l'agente patogeno e, soprattutto, quando il patogeno non muta le sue caratteristiche immunologiche. La vaccinazione è senz'altro lo strumento più potente per

2Fitoterapia 2023 - 4. Sistema respiratorio 1 affrontare le epidemie ed ha fatto scomparire alcune gravissime malattie come la poliomielite o il vaiolo. Non sempre però è possibile preparare dei vaccini efficaci. Molte speranze sono state poste nella stimolazione aspecifica delle difese immunitarie ma, come vedremo, l'efficacia degli immunostimolanti è spesso problematica.

Il raffreddore

Il raffreddore è causato soprattutto da vari rhinovirus che attaccano la mucosa nasale. Sono noti circa 200 virus diversi coinvolti nella patologia, che mutano molto rapidamente. Da ciò l'impossibilità di preparare dei vaccini conto il raffreddore. I rhinovirus del raffreddore colonizzano le mucose con temperature inferiori ai 37°℃ e per questa ragione l'infezione resta di massima confinata alle mucose nasali che, per il passaggio dell'aria esterna e per l'esposizione del naso all'aria, hanno qualche grado di meno del resto del corpo.

Origine della sintomatologia

Osservando la sezione frontale del capo, si può vedere come il sottile strato di mucosa ricopra le strutture ossee che definiscono, ai due latri del setto nasale, un percorso molto stretto per l'aria che deve raggiungere i polmoni (freccia); gli spazi più ampi che si vedono sotto le orbite oculari sono i seni mascellari, che sono "a fondo cieco" e quindi non sono coinvolti nel passaggio dell'aria. Quando il virus attacca la mucosa nasale, questa reagisce con la tipica risposta infiammatoria che, come sappiamo, è caratterizzata da due elementi:

sez. sagittale sez. frontale mucose normali

  • vasodilatazione, che causa un aumento del flusso sanguigno e della permeabilità vasale, con formazione di edema, che sez. sagittale sez. frontale determinano un aumento dello spessore mucose infiammate della mucosa stessa; poiché l'osso che sostiene la mucosa è fisso e rigido, l'aumento dello spessore avviene verso l'interno della cavità nasale. Viene così ridotta la sezione libera per il passaggio dell'aria: il flusso dell'aria viene così ostacolato.
  • aumento della secrezione per cui viene prodotto un muco molto abbondante e fluido per la secrezione di acqua (coinvolta la vasodilatazione che apporta più sangue e l'aumentata permebilità vasale): il muco è fluido e non rimane adeso alla superficie della mucosa ma cola (rinnorea).

Evoluzione e risoluzione del raffreddore

Il rinovirus termina il proprio ciclo vitale in pochi giorni. La risposta infiammatoria diminuisce, si riduce la secrezione di acqua e il muco diviene progressivamente meno fluido. Talvolta la secrezione si riduce troppo ed il muco diventa denso e viscoso, si accumula e va ad ostruire completamente le vie nasali, bloccando il passaggio dell'aria. Quando l'aria non passa più per le vie nasali si riduce la capacità olfattiva ed anche quella gustativa.

Possibili interventi

Causale: Il blocco dei virus del raffreddore è attualmente quasi impossibile. Gli antivirali disponibili non riescono ad agire nei brevi tempi del ciclo vitale dei virus del raffreddore ed hanno effetti collaterali sproporzionati rispetto alla benignità della malattia. Gli antibiotici sono inutili in quanto non agiscono sui virus; il loro uso è anzi dannoso perché facilita la comparsa di ceppi batterici resistenti agli antibiotici [Lemiengreet al.

3Fitoterapia 2023 - 4. Sistema respiratorio 1 Cochrane Database Syst Rev, 2018]. Inoltre, non sono disponibili vaccini efficaci, tra l'altro a causa del rapido e continuo mutare dei virus del raffreddore. Sintomatici: E' possibile ridurre lo spessore della mucosa infiammata, e quindi facilitare il passaggio dell'aria mediante vasocostrittori somministrati localmente (spray nasali decongestionanti); si tratta però di farmaci di sintesi e non di fitoterapici. La vasocostrizione riduce anche la quantità di sangue che raggiunge la mucosa infiammata e quindi di acqua disponibile per la secrezione, con conseguente riduzione della rinorrea (da evitare un uso prolungato). E' possibile sfruttare un'azione sensoriale mediante l'uso di droghe balsamiche.

Le droghe balsamiche

Balsamico significa: odoroso, salubre, lenitivo. Le principali droghe balsamiche sono: menta, eucalipto, canfora e pino mugo. Esse hanno un'azione fondamentalmente sensoriale, cioè danno l'impressione di favorire il respiro, di aprire le prime vie aeree. Nel caso della menta questa proprietà è legata al senso di freschezza che il mentolo provoca nel cavo orale e nelle prime vie nasali. Infatti, il cervello produce la sensazione di "naso chiuso" quando rileva che le mucose retronasali non sono raffreddate dall'aria che entra; la ben nota sensazione di fresco provocata dal mentolo inganna il cervello che la interpreta come ampio passaggio di aria e quindi provoca la sensazione di vie aeree libere.

Ah ... come respiro ! RESOLDOR PER LA VOCE - PER LA GOLA - PROFUMA L'ALITO In realtà si tratta solo di un effetto sensoriale, in quanto la temperatura del cavo orale e delle vie aeree non è mutata per nulla in seguito all'azione del mentolo. Quello che è avvenuto è invece un'alterata percezione della temperatura, legata all'azione del mentolo su un sistema recettoriale detto TRP (Transient Receptor Potential channel, ossia recettori- canale che determinano variazioni transitorie di potenziale).

I recettori TRP

I recettori TRP. La sensazione di caldo o freddo viene trasmessa al SNC dai recettori TRP che si attivano a varie temperature e costituiscono una specie di scala termometrica molecolare (vedi figura sotto). Ad esempio, se il tessuto nel quale si trova il recettore TRPA1 si raffredda a 15℃, questo si attiva e lancia un messaggio nervoso al SNC, che lo interpreta come sensazione di freddo. Nello stesso modo se una mano tocca un calorifero caldo, si attiva il recettore TRPV2 e lancia il suo messaggio al SNC che lo interpreta come sensazione di molto caldo. Alcuni di questi recettori sono attivati non solo dalla temperatura, ma anche da singole molecole, pur senza variazione di temperatura. Così il recettore TRPV1 viene attivato dalla capsaicina del peperoncino e quando assaggiamo un peperoncino viene trasmesso al cervello il segnale di molto caldo in bocca, cioè la tipica sensazione di piccante; la temperatura della bocca non è salita di un decimo di grado ma noi sentiamo che brucia. Analogamente il recettore TRPM8 viene attivato, oltre che dal freddo, anche dal mentolo della menta: quando il mentolo arriva sulla superficie delle mucose faringee e retronasali il recettore si attiva e, pur essendo a temperatura normale, invia il segnale di "freddo" al cervello che lo interpreta come raffreddamento delle mucose e quindi di libero passaggio dell'aria [Peier et al. Cell, 2002]. Ma è solo un "inganno dei sensi".

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