Filosofie e religioni dell'India e dell'Asia centrale, Università di Torino

Documento dall'Università di Torino su filosofie e religioni dell'India e dell'Asia centrale. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Filosofia, esplora il corpus vedico e le scuole Saiva, descrivendo i Veda e le loro articolazioni, oltre a concetti come pati, pasu e pasa.

Mostra di più

31 pagine

filosofie e religioni india e
Asia centrale
Filosofia
Università di Torino
30 pag.
Document shared on www.docsity.com
Document shared on www.docsity.com

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

Il corpus vedico

docsity filosofie e religioni india e Asia centrale Filosofia Università di Torino 30 pag. Document shared on www.docsity.comIl corpus vedico. Veda:

  • Fonte del diritto, della letteratura d'arte, dell'etica, dei precetti religiosi, della speculazione filosofica e di competenze più tecniche quali la grammatica, l'architettura e la medicina
  • "Scienza sacra": costituisce la summa della civiltà indiana
  • Va considerato come punto d'arrivo di una civiltà precedente, soggetto a una lunga elaborazione concettuale e letteraria i cui antecedenti sono andati perduti
  • Si compone di quattro raccolte (samhita), dedicate rispettivamente a:
    1. Agli inni di lode in onore delle divinità (RGVEDA)
    2. Alle formule sacrificali (YAJURVEDA)
    3. Alle melodie cantate (SAMAVEDA)
    4. Alle formule di incantamento (ATHARVAVEDA)
  • Si articola su quattro livelli:
    1. Raccolte SAMHITA
    2. Testi sacerdotali BRAHMAN
    3. Testi silvestri ARANYAKA
    4. Testi iniziatici UPANISAD

Rgveda

  • inni (sukta) 1017, raggruppati in 10 cicli
  • Alcuni susta a contenuto speculativo, alcuni non connessi specificatamente alla pratica rituale, alcuni più problematici, altri in cui traspare un intento di glorificazione dell'ordine sacerdotale
  • L'interpretazione indiana talora può apparire selvaggia, tale da potersi permettere di smarrire ogni contatto reale con l'insegnamento oggetto di interpretazione, ma la sua volontà euristica è ferrea. Non si tratta mai di esercitazioni fini a se stesse, sono sempre speculazioni sorrette dalla volontà di sviscerare l'effettivo contenuto dell'oggetto dell'analisi.
  • Stanno alla base di tutta la produzione esoterica-speculativa dalle upanisad in poi
  • Costituiscono il primo esempio di uso consapevole degli strumenti del poeta, gettando le basi del KAVYA la letteratura d'arte

Samaveda

  • trascrizione in musica (inni o canti)
  • "Raccolta della scienza dei canti"
  • Contiene il primo esempio di notazione e uso musicale di testi della tradizione indiana.
  • La raccolta è prerogativa del sacerdote, cantore, e il suo impiego nel rituale è perfettamente individuato: si trattava di testi cantati secondo una scala eptatonica, comprendenti ottomila melodie diverse

Yajurveda

  • formule di sacrificio, indicazioni di qual è la divinità destinataria del rito
  • È prerogativa del sacerdote sacrificatole
  • Raccolta giunta a noi in modo più diversificato
  • "Raccolta della scienza delle formule sacrificali"
  • Si distingue in due dovesse versioni suddivise a loro volta in cinque diverse recensioni che corrispondono ad altrettante raccolte, alcune delle quali comprendono più di una branca di trasmissione
  • Versioni:
    1. Nero (krsna): mescola alle formule sacrificali altri materiali, principalmente quei testi sacerdotali o insegnamenti relativi al brahman che rappresentano glosse, interpolazioni (elementi estranei) e interpretazioni
    2. Bianco (sukla): tiene separate le formule sacrificali da altri tipi di brahman
  • Sacrifici: domestici (spazio privato e officiato dal capo famiglia) o solenne (si compie in uno spazio pubblico e dev'essere compiuto da uno o più sacerdoti)
  • Si presenta ritmico, caratterizzato da parti in prosa arcaica che contengono diversi artifici letterari come ripetizioni, parallelismi sintattici, anafore, chiasmi, elenchi, tutti espedienti volti a sottolineare il catattere formulare della raccolta
  • L'interpretazione strettissima che rende inestricabile l'insegmaneto di base dalle glosse, lo stile formulare, il continuo ricorso a figure retoriche, sono tutte caratteristiche che prefigurano la specificità della filosofia indiana, che non perde mai di vista la necessità di valorizzare l'elevata qualità letteraria e stilistica che la contraddistingue nelle sue fasi creative 1 Document shared on www.docsity.com

Atharvaveda

  • ha per un certo tempo occupato una posizione subalterna rispetto alle altre raccolte: non solo nessuna samhita e nessun brahmana delle altre raccolte contengo citazioni provenienti da quest'ultima, ma le prime tre vanno spesso sotto il nome di "triplice scienza", come se la quarta rappresentasse una sorta di appendice a un corpus in sé compiuto
  • Questi insegnamenti si riferiscono non solo e non tanto al rituale solenne, al sacrificio prerogativa di una classe sacerdotale, ma soprattutto ai rimedi spiccioli, ai riti minori quotidiani, la cui celebrazione non comportava necessariamente il ricorso a un clero ufficiale o lo sperpero di somme ingenti di onorari
  • Le due pratiche principali a cui fanno riferimento le composizioni utilizzate dagli specialisti della raccolta sono quelle di buon auspicio e quelle terribili, con valore apotropaico o decisamente volte a colpire il destinatario con qualche sorta di male, e spesso sono state forse un pò frettolosamente equiparate alle due categorie occidentali di magia bianca (rudimenti di una medicina prescentifica) e magia nera ( pratiche di magia erotica in cui si invocano maledizioni nei confronti dei rivali in amore)
  • I dieci tipi specifici degli inni secondo un testo sussidiario sono i seguenti: apotropaici, volti a incrementare la prosperità, a soggiogare la volontà altrui, a paralizzare, a obnubilare, a suscitare odio, a mandare in rovina, a uccidere, a sedurre, a mettere in fuga
  • Una suddivisione più semplice è la bipartizione tra riti di questo mondo e per l'aldilà, entrambi apotropaici, propiziatori o imprecatori
  • Inni medici con valore terapeutico ed esorcisti a un tempo con riferimento a una farmacopea di origine erboristica in cui però il confine tra pratica clinica e operatività simbolico-rituale non è ben definito.
  • Testi imperatori possono essere rivolti contro un numero molto elevato di entità ostili, tra cui curiosamente ninfee celesti che nella tradizione posteriore vengono concepite come indifferenti alla forte degli uomini e non proprio benigne
  • Tra gli inni per incrementare la prosperità vanno annoverati quelli volti a soddisfare desideri specifici, di solito molto concreti, legati alla vita quotidiana e ai suoi fini limitati.
  • Inni di carattere espiatorio che servono a eliminare forme di contaminazioni dovute a errori nell'esecuzione di riti, ma anche a sventare pratiche di malocchio
  • Carmi erotici dedicati a procurarsi i favori del gentil sesso, inseriti o no nella cornice dei riti nuziali e rivolti anche a fini impropri come la sconfitta di un rivale in amore o la maledizione consistente nell'imposizione della sterilità
  • In parte questi testi stanno alla base di quelli che la tradizione posteriore conoscerà con il nome di concrezioni, riti di passaggio che accompagnano l'individuo dal concepimento all'estremo saluto del defunto
  • Inni speculativi a carattere cosmologico e cosmogonico
  • Stile vario che ricorre però a tecniche comuni anche in altri contesti magici indoeuropei: anafore, allitterazioni, antitesi, elenchi, enigmi, oscenità, parallelismi, tutti espedienti in cui suono e senso appaiono strettamente interdipendenti e in grado di influenzarsi a vicenda.

I brahmana "testi sacerdotali"

Sono testi esegetici in prosa che accompagnano le samhita, si occupano principalmente di colmare almeno in parte le lacune, di completare i discorsi lasciati interrati dalle raccolte. La parola brahman designa la potenza della parola sacra, che passerà ad indicare la forza che sorregge il mondo, dalla quale l'universo dipende per il suo esistere e che a sua volta non dipende dall'universo stesso. I brahmana non sono trattati dottrinali, la glossa che appongono alle samhita non può mai essere considerata esaustiva; si tratta del primo tentativo di inscrivere in un quadrato complessivo coerente la straordinaria molteplicità, ricchezza e difformità del sacrificio vedico, distinguendolo secondo tipologie semplici (quotidiani o solenni). La tendenza a interpretare simbolicamente il dato rituale, presente con evidenza nei brahmana, si avverte sempre di più negli aranyaka, e giunge al suo compimento nelle upanisad in cui il rito appare completamente interiorizzato, e il fulcro di interesse si sposta dalla parte propriamente ritualistica del veda a quella soteriologia-speculativa. Spesso le indicazioni in ambito rituale dei brahmana sono chiarite dai sutra che li seguono dal punto di vista tassonomico e sono generalmente composti dopo di essi. Non siamo in grado di padroneggiare pienamente la visione del mondo implicita in questi insegnamenti e l'opera di esplicitazione, compiuta spesso faticosamente facendo ricorso a tutta la 2 Document shared on www.docsity.comletteratura esegetica e commentariale disponibile, non basta a fornirci un quadro chiaro di una cultura tendente a sfuggirci. Ciò che più importava agli autori del brahmana era la possibilità di stabilire connessioni tra atti rituali e forze naturali, di rendere conto di una serie di equivalenze a carattere simbolico che consentivano di spiegare in modo efficiente l'efficacia assoluta del sacrificio, concepita come realtà indiscutibile. Un brahmana è semplicemente la spiegazione di un atto rituale e delle formule (mantra) correlate. Il carattere esegetico ed ermeneutico dei brahmana ha portato a considerarli fonti sospette, si tratterebbe di tentativi perlopiù maldestri di fornire una interpretazione in chiave filosofica-religiosa di pratiche rituali che di per sé sarebbero svincolate almeno originariamente da ogni connessione con la sfera del sacro.

Brahmana del Rgveda

Sono due: AITAREYABRAMHANA diviso in 40 letture, incentrato sul sacrificio del soma. Si divide in otto penati, ciascuna composta da cinque letture. KAUSITAKIBRAHMANA in 30 letture, è più sistematico, meno discorsivo del precedente, che segue con una certa fedeltà quanto all'interesse prevalente sul sacrificio del soma. L'autore cerca di essere stringato, evitando ripetizioni e passi esclusivamente descrittivi che abbondano nella versione più estesa dell'aiateya. Procede per un'interpretazione misticheggiante dei riti.

Brahmana del Samaveda

Sono i più numerosi, ma anche quelli in cui si è insinuato più materiale posteriore, talora decisamente spurio, secondo un processo tipico di produzione di apocrifi (qualsiasi libro scritto o documento non autentico) volti a legittimare con la loro millantata antichità speculazioni di gran lunga posteriori, fenomeno comune anche ad altri settori delle letterature indiane. JAIMINIYABRAHMANA noto come "brahmana della scuola dei musici" e PANCAVIMSABRAHMANA sono i più importanti: i due testi si differenziano per una maggiore prolissità del primo, una prevalente laconicità e tecnicismo del secondo. Pur in presenza di contenuti e comuni è però impossibile tracciare una precisa tavola di corrispondenze tra i due testi, dal momento che i medesimi argomenti risultano troppo diversamente distribuiti

Brahmana dello Yajurveda

Sono due, uno per il nero e uno per il bianco, e costituiscono la continuazione delle rispettive samhita. TAITTIRIYABRAHMAN consiste in tre libri, chiamati agdoadi che presentano materiali collegati piuttosto artificiosamente. Le divisioni ulteriori del testo, dette particole sono ripartite in dieci articoli, la cui parola finale viene ripetuta alla fine di ogni sezione dando luogo a una ripetizione che serve a preservare da possibili corruzioni il dettato. SATAPATHABRAHMANA "brahmana dei cento sentieri", si chiama così perché in una delle due recensioni conta dieci lezioni. È il più noto e il più esteso del suo genere e ha un notevole valore letterario. È molto più elaborato e costituisce una vera miniera per temi mitologici e rituali, nonché per alcune interessanti speculazioni linguistiche, che privilegiano quelle che talora con una certa sufficienza sono state etichettate come nulla più che paretimologie (inquadramento di una parola in una serie per associazione fonetica o morfologica). Queste cosiddette etimologie popolari dal punto di vista indiano non rappresentano una specie di antecedente primitivo delle etimologie scientifiche, ma tentativi arditi di ricorrere a strumenti linguistici per esprimere l'esigenza di un'interpretazione simbolica interiorizzata di pratiche rituali che cominciavano a essere avvertite come imbarazzanti sotto l'aspetto etico.

Brahmana dell' Atharvaveda

Un solo testo sacerdotale: "brahmana del sentiero delle vacche". Composizione secondaria che si compone di due parti, l'una di cinque, l'altra di sei capitoli, anche se vi sono tracce di una recensione perduta in cento capitoli. È una compilazione che nella sua seconda parte consiste in parafrasi o citazioni letterali da altri brahmana, cucite tra loro in modo piuttosto rudimentale. Segue a tratti l'ordine dei sacrifici elencati nei sutra, ma serve a glorificare la figura dell'atharvan, e di conseguenza la necessita per il brahmano perfetto di padroneggiare anche la quarta raccolta, quella accettata più tardi nel canone rispetto alle prime tre. Tende a includere, specialmente nella prima parte, passi di carattere upanisadico.

Gli aranyaka "testi silvestri"

L'opera di esegesi cominciata nei brahmana prosegue negli aranyaka, con questi spesso strettamente contingenti a quelli, loro naturale prosecuzione. Dal punto di vista stilistico e linguistico si tratta di un continuum che trapassa dai testi sacerdotali, a quelli silvestri, a quelli iniziatici e alle upanisad. Il contenuto è in pratica lo stesso, e la sfumatura che contraddistingue i tre generi letterari è una progressiva rarefazione del discorso, che tende a perdere ogni punto di contatto con il rituale, dapprima glossato e analizzato nei suoi singoli componenti, poi interpretato 3 Document shared on www.docsity.com

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.