Documento dall'Università di Torino su filosofie e religioni dell'India e dell'Asia centrale. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Filosofia, esplora il corpus vedico e le scuole Saiva, descrivendo i Veda e le loro articolazioni, oltre a concetti come pati, pasu e pasa.
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docsity filosofie e religioni india e Asia centrale Filosofia Università di Torino 30 pag. Document shared on www.docsity.comIl corpus vedico. Veda:
Sono testi esegetici in prosa che accompagnano le samhita, si occupano principalmente di colmare almeno in parte le lacune, di completare i discorsi lasciati interrati dalle raccolte. La parola brahman designa la potenza della parola sacra, che passerà ad indicare la forza che sorregge il mondo, dalla quale l'universo dipende per il suo esistere e che a sua volta non dipende dall'universo stesso. I brahmana non sono trattati dottrinali, la glossa che appongono alle samhita non può mai essere considerata esaustiva; si tratta del primo tentativo di inscrivere in un quadrato complessivo coerente la straordinaria molteplicità, ricchezza e difformità del sacrificio vedico, distinguendolo secondo tipologie semplici (quotidiani o solenni). La tendenza a interpretare simbolicamente il dato rituale, presente con evidenza nei brahmana, si avverte sempre di più negli aranyaka, e giunge al suo compimento nelle upanisad in cui il rito appare completamente interiorizzato, e il fulcro di interesse si sposta dalla parte propriamente ritualistica del veda a quella soteriologia-speculativa. Spesso le indicazioni in ambito rituale dei brahmana sono chiarite dai sutra che li seguono dal punto di vista tassonomico e sono generalmente composti dopo di essi. Non siamo in grado di padroneggiare pienamente la visione del mondo implicita in questi insegnamenti e l'opera di esplicitazione, compiuta spesso faticosamente facendo ricorso a tutta la 2 Document shared on www.docsity.comletteratura esegetica e commentariale disponibile, non basta a fornirci un quadro chiaro di una cultura tendente a sfuggirci. Ciò che più importava agli autori del brahmana era la possibilità di stabilire connessioni tra atti rituali e forze naturali, di rendere conto di una serie di equivalenze a carattere simbolico che consentivano di spiegare in modo efficiente l'efficacia assoluta del sacrificio, concepita come realtà indiscutibile. Un brahmana è semplicemente la spiegazione di un atto rituale e delle formule (mantra) correlate. Il carattere esegetico ed ermeneutico dei brahmana ha portato a considerarli fonti sospette, si tratterebbe di tentativi perlopiù maldestri di fornire una interpretazione in chiave filosofica-religiosa di pratiche rituali che di per sé sarebbero svincolate almeno originariamente da ogni connessione con la sfera del sacro.
Sono due: AITAREYABRAMHANA diviso in 40 letture, incentrato sul sacrificio del soma. Si divide in otto penati, ciascuna composta da cinque letture. KAUSITAKIBRAHMANA in 30 letture, è più sistematico, meno discorsivo del precedente, che segue con una certa fedeltà quanto all'interesse prevalente sul sacrificio del soma. L'autore cerca di essere stringato, evitando ripetizioni e passi esclusivamente descrittivi che abbondano nella versione più estesa dell'aiateya. Procede per un'interpretazione misticheggiante dei riti.
Sono i più numerosi, ma anche quelli in cui si è insinuato più materiale posteriore, talora decisamente spurio, secondo un processo tipico di produzione di apocrifi (qualsiasi libro scritto o documento non autentico) volti a legittimare con la loro millantata antichità speculazioni di gran lunga posteriori, fenomeno comune anche ad altri settori delle letterature indiane. JAIMINIYABRAHMANA noto come "brahmana della scuola dei musici" e PANCAVIMSABRAHMANA sono i più importanti: i due testi si differenziano per una maggiore prolissità del primo, una prevalente laconicità e tecnicismo del secondo. Pur in presenza di contenuti e comuni è però impossibile tracciare una precisa tavola di corrispondenze tra i due testi, dal momento che i medesimi argomenti risultano troppo diversamente distribuiti
Sono due, uno per il nero e uno per il bianco, e costituiscono la continuazione delle rispettive samhita. TAITTIRIYABRAHMAN consiste in tre libri, chiamati agdoadi che presentano materiali collegati piuttosto artificiosamente. Le divisioni ulteriori del testo, dette particole sono ripartite in dieci articoli, la cui parola finale viene ripetuta alla fine di ogni sezione dando luogo a una ripetizione che serve a preservare da possibili corruzioni il dettato. SATAPATHABRAHMANA "brahmana dei cento sentieri", si chiama così perché in una delle due recensioni conta dieci lezioni. È il più noto e il più esteso del suo genere e ha un notevole valore letterario. È molto più elaborato e costituisce una vera miniera per temi mitologici e rituali, nonché per alcune interessanti speculazioni linguistiche, che privilegiano quelle che talora con una certa sufficienza sono state etichettate come nulla più che paretimologie (inquadramento di una parola in una serie per associazione fonetica o morfologica). Queste cosiddette etimologie popolari dal punto di vista indiano non rappresentano una specie di antecedente primitivo delle etimologie scientifiche, ma tentativi arditi di ricorrere a strumenti linguistici per esprimere l'esigenza di un'interpretazione simbolica interiorizzata di pratiche rituali che cominciavano a essere avvertite come imbarazzanti sotto l'aspetto etico.
Un solo testo sacerdotale: "brahmana del sentiero delle vacche". Composizione secondaria che si compone di due parti, l'una di cinque, l'altra di sei capitoli, anche se vi sono tracce di una recensione perduta in cento capitoli. È una compilazione che nella sua seconda parte consiste in parafrasi o citazioni letterali da altri brahmana, cucite tra loro in modo piuttosto rudimentale. Segue a tratti l'ordine dei sacrifici elencati nei sutra, ma serve a glorificare la figura dell'atharvan, e di conseguenza la necessita per il brahmano perfetto di padroneggiare anche la quarta raccolta, quella accettata più tardi nel canone rispetto alle prime tre. Tende a includere, specialmente nella prima parte, passi di carattere upanisadico.
L'opera di esegesi cominciata nei brahmana prosegue negli aranyaka, con questi spesso strettamente contingenti a quelli, loro naturale prosecuzione. Dal punto di vista stilistico e linguistico si tratta di un continuum che trapassa dai testi sacerdotali, a quelli silvestri, a quelli iniziatici e alle upanisad. Il contenuto è in pratica lo stesso, e la sfumatura che contraddistingue i tre generi letterari è una progressiva rarefazione del discorso, che tende a perdere ogni punto di contatto con il rituale, dapprima glossato e analizzato nei suoi singoli componenti, poi interpretato 3 Document shared on www.docsity.com