Corso di diritto penale: principi fondamentali, Luiss

Slide dalla Luiss Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli su Corso di diritto penale – Prof.ssa Severino. Il Pdf esplora i principi fondamentali del diritto penale, come precisione, divieto di analogia e irretroattività, per studenti universitari di Diritto.

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Luiss
Corso di diritto penale Prof.ssa Severino
Principio di precisione | Divieto di analogia | Irretroattività
Avv. Luca D’Agostino
Libera Università Internazionale
degli Studi Sociali Guido Carli
.
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IL PRINCIPIO DI PRECISIONE/TASSATIVITÀ
E’ espressione del principio di legalità
E’ desumibile in modo implicito dalla stessa ratio dellart. 25 co.2 della
Costituzione, laddove si fa riferimento al termine «fatto».
Il principio impone al legislatore di descrivere la fattispecie criminale in termini precisi
ed inequivoci, in modo da poter conoscere anticipatamente l’essenza della condotta
punibile.
Tecnica di formulazione del precetto penale da parte del legislatore e direttrice di politica
legislativa
Secondo una certa lettura dottrinale, principio diverso dalla determinatezza esigenza
che le norme penali descrivano fatti suscettibili di essere accertati e provati nel processo,
espressione di fattispecie esistenti nella realtà

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Principio di precisione e tassatività

Luiss
Libera Università Internazionale
degli Studi Sociali Guido Carli
Corso di diritto penale - Prof.ssa Severino
Principio di precisione | Divieto di analogia | Irretroattività
.
Avv. Luca D'Agostino
LUISSIL PRINCIPIO DI PRECISIONE/TASSATIVITÀ
E' espressione del principio di legalità
E' desumibile in modo implicito dalla stessa ratio dell'art. 25 co.2 della
Costituzione, laddove si fa riferimento al termine «fatto».
Il principio impone al legislatore di descrivere la fattispecie criminale in termini precisi
ed inequivoci, in modo da poter conoscere anticipatamente l'essenza della condotta
punibile.
Tecnica di formulazione del precetto penale da parte del legislatore e direttrice di politica
legislativa
Secondo una certa lettura dottrinale, principio diverso dalla determinatezza
>
esigenza
che le norme penali descrivano fatti suscettibili di essere accertati e provati nel processo,
espressione di fattispecie esistenti nella realtà

Esempi di applicazione del principio di precisione

LUISS
2ALCUNI ESEMPI
Corte cost., 8 giugno 1981, n. 96:
Reato di plagio (art. 603 c.p.): « ... chiunque sottopone una persona al proprio potere, in modo da ridurla in
totale stato di soggezione».
Corte Costituzionale -> pur trattandosi di un precetto in linea di massima comprensibile, non erano
conoscibili né accertabili « ... i modi con i quali si può effettuare l'azione psichica del plagio, né come è
raggiungibile il totale stato di soggezione che qualifica questo reato [ .... ] La formulazione letterale dell'art.
603 prevede pertanto un'ipotesi non verificabile nella sua effettuazione e nel suo risultato», non essendo
individuabili « ... le attività che potrebbero concretamente esplicarsi per ridurre una persona in totale stato di
soggezione»
Posto il principio, la Corte costituzionale ha, tuttavia, sistematicamente respinto quasi tutte le eccezioni
d'incostituzionalità fondate sul difetto di tassatività della norma, tanto che la più moderna dottrina ha
parlato di self-restraint della Corte Costituzionale che afferma solennemente il principio ma di rado lo
applica, nel timore di lasciare scoperti (privi di sanzione) i relativi precetti

Sentenza della Corte Costituzionale sul delitto di atti persecutori

LUISS
3Corte cost., 11 giugno 2014, n. 172
La Consulta ha rigettato una questione di legittimità costituzionale relativa al delitto di atti
persecutori che - salvo che il fatto costituisca più grave reato - punisce con la reclusione da
sei mesi a cinque anni «Chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo
da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato
timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da
relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita».
Secondo la Corte -> tale disposizione non contrasta con il principio di determinatezza in
quanto le predette condotte integrano « ... comportamenti effettivamente riscontrabili (e
riscontrati) nella realtà», che il giudice «può appurare con ragionevole certezza».

Delitto di tortura e principio di tassatività

LUISS
4Delitto di tortura
Tale fattispecie, in particolare, all'art. 613-bis c.p. punisce con la reclusione da 4 a 10
anni chi "con violenze o minacce gravi, ovvero agendo con crudeltà, cagiona acute sofferenze
fisiche o un verificabile trauma psichico a una persona privata della libertà personale o affidata
alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza, ovvero che si trovi in condizioni
di minorata difesa ... , se il fatto è commesso mediante più condotte ovvero se comporta un
trattamento inumano e degradante per la dignità della persona".
Si tratta di una disposizione che rispetta il principio di tassatività o può essere tacciata di
indeterminatezza?

Tecniche di normazione conformi al principio

LUISS
5TECNICHE DI NORMAZIONE
Sono conformi al principio:

  1. Le tecniche di normazione descrittiva: si descrive il fatto criminoso con riferimento
    alla realtà empirica e ciò - tuttavia - correndo il rischio di un eccesso di casistica;
  2. Le tecniche di normazione sintetica: il legislatore impiega termini che a loro volta
    fanno riferimento a fonti esterne alla fattispecie criminale.

Elementi descrittivi e normativi

LUISS
6TECNICHE DI NORMAZIONE
A. ELEMENTI DESCRITTIVI che traggono univoco significato dalla realtà e sono facilmente
comprensibili (es. uomo, danneggiamento), ritenuti meglio aderenti al principio di tassatività;
B. ELEMENTI NORMATIVI per la corretta individuazione dei quali è necessario fare rinvio ad
ulteriori norme che consentono di determinarne il contenuto. A loro volta tali elementi vanno
distinti in:
b1) Elementi normativi GIURIDICI (es. l'altruità della cosa, il possesso e la detenzione) che
sono ritenuti conformi al principio di tassatività e determinatezza;
b2) Elementi normativi EXTRAGIURIDICI, che rinviano a norme sociali o di costume (es.
pudore, atti osceni) che, invece, sono potenzialmente sospetti per la loro intrinseca
equivocità.

Fattispecie incriminatrici nazionali e Corte EDU

LUISS
7TECNICHE DI NORMAZIONE
Corte EDU ->
le fattispecie incriminatrici nazionali, per essere convenzionalmente
compatibili, devono essere:

  1. Accessibili;
  2. Enunciate in modo sufficientemente preciso;
  3. In grado di assicurare la previsione delle conseguenze di un determinato atto.

Es. il caso del concorso esterno

Il caso Contrada e il concorso esterno

LUISS
8IL CASO CONTRADA
Bruno Contrada è stato condannato dalla Corte d'appello di Palermo per concorso esterno in
associazione mafiosa per avere "sistematicamente contribuito alle attività e alla realizzazione
degli scopi criminali dell'associazione mafiosa Cosa Nostra" fornendo ad alcuni associati
"informazioni confidenziali concernenti le investigazioni e le operazioni di polizia in corso" nei
loro confronti.
Contrada presentò ricorso alla corte EDU ritenendo la propria condanna lesiva del principio di
legalità - consacrato nell'art. 7 della CEDU - in quanto venne giudicato colpevole di un reato i
cui presupposti, in sostanza, erano stati definiti da un'elaborazione giurisprudenziale
posteriore ai fatti che gli furono contestati.

Giudizio della Corte EDU sul caso Contrada

LUISS
9IL GIUDIZIO DELLA CORTE
La Corte EDU -> affinché l'irrogazione di una sanzione penale possa dirsi rispettosa del principio
di legalità è necessario che essa si basi su una fattispecie criminosa accessibile, prevedibile e
munita di una sufficiente base legale, alla definizione della quale contribuiscono sia la legge in
senso formale, sia l'interpretazione giurisprudenziale che concorre in modo decisivo alla
definizione del preciso contenuto e dei limiti della norma.
Nel caso di specie: la Corte ha ritenuto che, all'epoca dei fatti contestati al Contrada, il reato di
concorso esterno non fosse sufficiente chiaro e prevedibile e che, conseguentemente, esso
fosse privo di una sufficiente base legale.
Le incertezze giurisprudenziali non rendevano il reato sufficientemente chiaro e prevedibile per
l'imputato -> violazione del principio di legalità di cui all'art. 7 della CEDU.

Divieto di analogia in materia penale

LUISS
10IL DIVIETO DI ANALOGIA IN MATERIA PENALE
Fonti normative:
·Art. 14 delle preleggi: « ... le leggi penali ... non si applicano oltre i casi
e i tempi in esse considerati»
Artt. 1 e 199 c.p., nella parte in cui si fa riferimento al termine
«espressamente preveduto», da cui emerge con evidenza la radicale
impossibilità di una punizione senza espressa (e quindi non analogica)
previsione di legge
Art. 25 Cost., implicitamente, in base al quale le norme non si
applicano al di fuori dei casi da esse stesse espressamente stabiliti

Ratio e destinatari del divieto di analogia

LUISS
11IL DIVIETO DI ANALOGIA IN MATERIA PENALE
Ratio
garantire il cittadino contro ogni limitazione della libertà che
non sia dalla legge espressamente stabilita
Il divieto si rivolge:
a) al legislatore, il quale non potrà introdurre norme che consentano
l'analogia;
b) al giudice, il quale non potrà procedere ad applicazioni analogiche
della legge penale.

Analogia e interpretazione estensiva

LUISS
12BISOGNA DISTINGUERE:
· ANALOGIA
a.
analogia legis: i casi non previsti dalla norma sono regolati dalla disciplina prevista
per i casi simili;
b. analogia juris: la disciplina del caso non previsto viene desunta direttamente dai
principi generali dell'ordinamento giuridico.

INTERPRETAZIONE ESTENSIVA: consente di regolare la fattispecie concreta attraverso
la sua diretta riconduzione alla norma di legge che la disciplina.

Confine tra analogia e interpretazione estensiva

LUISS
13Il confine tra i due istituti -> astrattamente molto chiaro:

con il ricorso all'analogia un fatto, che non rientra nella norma, viene regolato mediante il ricorso ad
una seconda e diversa norma, prevista per un caso diverso, seppur analogo sotto il profilo della ratio
della previsione normativa.
· mediante l'interpretazione estensiva, invece, il caso concreto viene fatto rientrare nella previsione
normativa, dilatata nella sua massima estensione possibile (siamo dentro la norma, nel suo "cono
d'ombra").
Data per pacifica l'ammissibilità dell'interpretazione estensiva in materia penale, risulta nel concreto
fondamentale individuarne la linea di demarcazione rispetto alle operazioni analogiche giacché queste
ultime devono ritenersi in tutto (o parte) vietate.
In particolare > la questione del divieto di analogia in materia penale riguarda essenzialmente la
portata del divieto stesso che può essere intesa in senso assoluto (sia in malam che in bonam partem)
ovvero relativo.
Ed è questo il tema dell'ammissibilità dell'analogia in bonam partem.

Articolo 14 delle preleggi e analogia

LUISS
14ART. 14 DELLE PRELEGGI
«Le leggi penali ... non si applicano oltre i casi e i tempi in esse considerati»
Si riferisce esclusivamente alle leggi penali incriminatrici oppure a tutte le leggi penali
indiscriminatamente?
Due opinioni:
a) Chi ritiene che il divieto di analogia valga a garantire la certezza del diritto, argomenta
l'assolutezza del principio e quindi nega l'ammissibilità dell'analogia in bonam partem;
b) Chi ritiene tale divieto posto in funzione di garanzia del favor libertatis, invece, ne assume la
valenza relativa, limitata all'analogia in malam partem e quindi ritiene ammissibile quella
che si risolve in bonam partem (posizione prevalente della dottrina italiana).

Le scriminanti non codificate

LUISS
15ART. 14 DELLE
PRELEGGI
Le scriminanti non codificate
A. La dottrina che ritiene ammissibile il ricorso all'analogia in materia penale, purchè in bonam
partem, ritiene che dette cause di giustificazione rientrano in tale tipo di fattispecie;
B. altra parte della dottrina ritiene più corretto pervenire ad identico risultato mediante
interpretazione estensiva delle scriminanti già codificate.

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