Documento di Università su Modelli e Tecniche di Osservazione del Comportamento Infantile. Il Pdf esplora i paradigmi dell'oggettivismo, soggettivismo e fenomenologico, fornendo una guida utile per la comprensione dei concetti di Psicologia a livello universitario.
Mostra di più40 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
1. Qual e' la differenza tra situazione osservativa e condizione osservativa? La situazione osservativa è un'osservazione organizzata intenzionalmente attraverso una metodologia. Nella situazione osservativa, infatti, noi scegliamo chi, come e quando osservare, attraverso quali strumenti osservare, che tipo di obiettivi ci stiamo ponendo, quali sono i comportamenti che vogliamo andare a rilevare, e così via. Ben diversa è la condizione osservativa, che corrisponde a quella condizione naturale che appartiene a tutti noi, che ci consente di percepire con gli occhi la realtà che ci circonda. Possiamo fare anche una distinzione tra guardare, vedere e osservare, perché:
2. Parlami del paradigma del soggettivismo, oggettivismo e fenomenologico Inizialmente, nel XIX secolo, l'osservazione era dal paradigma dell'oggettivismo. Questo paradigma focalizzava l'attenzione sull'oggetto reale e richiedeva il distanziamento dell'osservatore dal fenomeno che stava osservando. Solo attraverso questo distanziamento, solo attraverso lo sguardo trasparente, neutro, indipendente dell'osservatore, si poteva cogliere il fenomeno così com'era nella sua realtà. Il paradigma dell'oggettivismo si fondava su due postulati importanti, propri delle scienze di quel tempo: il riduzionismo e la quantificazione. Dunque, assumere il paradigma dell'oggettivismo significava parcellizzare/frammentare i fenomeni in elementi semplici e quantificare ciò che si stava osservando (dargli una misura, un peso). Pertanto, il fenomeno veniva considerato nella sua essenzialità e non nella sua globalità. A fine Ottocento, però, subentrò un paradigma opposto, quello del soggettivismo, e da qui si sviluppo il pensiero contemporaneo. Con il paradigma del soggettivismo l'attenzione rispetto all'osservazione non è più tanto rivolta all'oggetto reale, a qualcosa che bisogna solo fotografare; bensì l'attenzione per la prima volta si sposta sull'osservatore e sulla sua soggettività, dunque sull'osservatore inteso come sistema dinamico. Allo stesso tempo si focalizza l'attenzione anche sull'oggetto dell'osservazione, non più considerato come oggetto statico/fisso, ma anch'esso come sistema, come un insieme di elementi in interazione tra di loro. Per osservatore come sistema dinamico e complesso si intende l'osservatore come risultato delle variabili personali e intrapsichiche dinamiche in connessione tra loro. Quindi si comincia a sottolineare come 1l'osservatore non può essere distaccato e indipendente dall'oggetto, anzi, in quanto sistema, è portatore di valori, di idee, pensieri, stili cognitivi, modelli di lettura, etc. Si comincia a sottolineare quanto lo sguardo trasparente attraverso cui fotografare la realtà è soltanto un miraggio. Infatti, non è vero che è già tutto scritto e che si tratta solo di leggerlo, perché ciò che osserviamo non è la natura in sé stessa, ma la natura esposta ai nostri metodi di indagine, all'interpretazione di ciò che ci appare. L'osservatore in questo senso diventa colui che orienta il processo di conoscenza, colui che gestisce la conoscenza del reale, perché sceglie l'area da focalizzare, sceglie il modello, definisce le procedure, e poi perché analizza e interpreta i dati alla luce del modello. Verso la fine degli anni '60 si sviluppa il paradigma fenomenologico, che orienta una trasformazione significativa dell'osservazione in ambito scientifico grazie alla crisi del modello meccanicistico e all'imporsi della teoria dei sistemi e della loro complessità. Il modello meccanicistico faceva parte del vecchio paradigma e consisteva appunto in un modello rigido fondato sulla linearità causa-effetto, sulla frammentazione degli oggetti presi in esame e sul pensare l'osservazione come separata dagli elementi costitutivi dell'oggetto. La teoria dei sistemi, invece, si pone in un'ottica più globale, rifiuta la parcellizzazione in micro-comportamenti e studia il fenomeno mettendolo in relazione con tutti gli altri fenomeni che interagiscono con esso direttamente o indirettamente, perché considera l'intera realtà come sistema. Il metodo dell'osservazione, dunque, è stato fortemente influenzato dalla teoria dei sistemi, soprattutto dalla seconda cibernetica. Grazie a questa influenza si sono sviluppati tre postulati importanti:
3. Cosa da oggettivita' all'osservazione? Ciò che da oggettività all'osservazione sono:
4. Perche' l'osservazione e' un metodo scientifico? L'osservazione è un metodo scientifico perché':
5. Perche' il metodo dell'osservazione e' particolarmente indicato per lo studio delle prime fasi della vita? Poiché il bambino non ha ancora sviluppato pienamente il linguaggio verbale, pertanto non è in grado di esprimersi e non è possibile intervistarlo direttamente. Quindi mediante l'osservazione, l'osservatore può osservare tutto.
6. Quali sono le funzioni dell'osservazione? Le funzioni che può avere l'osservazione sono:
7. Quali sono le prospettive dell'osservazione? Oltre alle funzioni dell'osservazione, abbiamo anche le prospettive dell'osservazione. La prospettiva sarebbe l'ottica con cui si guarda il percorso osservativo. Le prospettive dell'osservazione sono 5:
8. Che cosa e' l'interpretazione nel metodo dell'osservazione? Innanzitutto, bisogna dire che l'interpretazione è il legame che mette insieme osservatore e osservato. Interpretare significa dare senso e significato alla realtà attraverso il modello di lettura dell'area-fenomeno. Il modello di lettura dell'area-fenomeno che noi andiamo a scegliere è un modello che risulta dall'integrazione tra unicità e pluralità, tra individualità e alterità, dove per unicità e individualità si intendono le esperienze e le conoscenze pregresse dell'osservatore che sicuramente danno un contributo alla lettura di ciò che si sta osservando; per pluralità e alterità si intendono invece tutti gli altri approcci e contributi teorici degli altri, dell'alterità appunto. Dunque il modello non nasce mai solo da quello che pensa o sa l'osservatore. In questo senso, il modello permette di contenere il rischio della soggettività affidata a se stessa, consente che questa soggettività non abbia libero campo.
9. Parlami dell'epistemologia generale dell'osservazione (definizione e antinomie epistemologiche) L'elemento fondante e ineliminabile dell'osservazione come metodo scientifico è la sua epistemologia. L'epistemologia generale si fonda su alcune specifiche antinomie, che in quanto tali non si risolvono né in un senso ne in un altro. Bisogna assumere entrambe le polarità di queste ambivalenze e considerarle co-esistenti. Le antinomie epistemologiche dell'osservazione sono: 4