Modelli e Tecniche di Osservazione del Comportamento Infantile, Appunti di Psicologia

Documento di Università su Modelli e Tecniche di Osservazione del Comportamento Infantile. Il Pdf esplora i paradigmi dell'oggettivismo, soggettivismo e fenomenologico, fornendo una guida utile per la comprensione dei concetti di Psicologia a livello universitario.

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La situazione osservava è un’osservazione organizzata intenzionalmente araverso una
metodologia. Nella situazione osservava, infa, noi scegliamo chi, come e quando osservare,
araverso quali strumen osservare, che po di obievi ci samo ponendo, quali sono i
comportamen che vogliamo andare a rilevare, e così via.
Ben diversa è la condizione osservava, che corrisponde a quella condizione naturale che
apparene a tu noi, che ci consente di percepire con gli occhi la realtà che ci circonda.
Possiamo fare anche una disnzione tra guardare, vedere e osservare, perché:
GUARDARE signica volgere lo sguardo per vedere.
VEDERE signica percepire con gli occhi la realtà concreta (corrisponde alla condizione
osservava di cui ho parlato poc’anzi).
OSSERVARE signica esaminare, guardare con aenzione, considerare con cura, per
interesse o per semplice curiosità, a occhio nudo (ad esempio con strumen di po
cartaceo) o con l’aiuto di strumen (come la video-registrazione).
Dunque, l’osservare, rispeo al guardare, costuisce un aeggiamento più crico e scienco.
Inizialmente, nel XIX secolo, l’osservazione era dal paradigma dell’oggevismo. Questo paradigma
focalizzava l’aenzione sull’oggeo reale e richiedeva il distanziamento dell’osservatore dal
fenomeno che stava osservando. Solo araverso questo distanziamento, solo araverso lo sguardo
trasparente, neutro, indipendente dell’osservatore, si poteva cogliere il fenomeno così com’era
nella sua realtà. Il paradigma dell’oggevismo si fondava su due postula importan, propri delle
scienze di quel tempo: il riduzionismo e la quancazione. Dunque, assumere il paradigma
dell’oggevismo signicava parcellizzare/frammentare i fenomeni in elemen semplici e
quancare ciò che si stava osservando (dargli una misura, un peso). Pertanto, il fenomeno veniva
considerato nella sua essenzialità e non nella sua globalità.
A ne Oocento, però, subentrò un paradigma opposto, quello del soggevismo, e da qui si
sviluppò il pensiero contemporaneo. Con il paradigma del soggevismo l’aenzione rispeo
all’osservazione non è più tanto rivolta all’oggeo reale, a qualcosa che bisogna solo fotografare;
bensì l’aenzione per la prima volta si sposta sull’osservatore e sulla sua soggevità, dunque
sull’osservatore inteso come sistema dinamico. Allo stesso tempo si focalizza l’aenzione anche
sull’oggeo dell’osservazione, non più considerato come oggeo staco/sso, ma anch’esso come
sistema, come un insieme di elemen in interazione tra di loro. Per osservatore come sistema
dinamico e complesso si intende l’osservatore come risultato delle variabili personali e
intrapsichiche dinamiche in connessione tra loro. Quindi si comincia a soolineare come
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l’osservatore non può essere distaccato e indipendente dall’oggeo, anzi, in quanto sistema, è
portatore di valori, di idee, pensieri, sli cognivi, modelli di leura, etc. Si comincia a soolineare
quanto lo sguardo trasparente araverso cui fotografare la realtà è soltanto un miraggio. Infa,
non è vero che è già tuo scrio e che si traa solo di leggerlo, perché ciò che osserviamo non è la
natura in sé stessa, ma la natura esposta ai nostri metodi di indagine, all’interpretazione di ciò che
ci appare. Losservatore in questo senso diventa colui che orienta il processo di conoscenza, colui
che gessce la conoscenza del reale, perché sceglie l’area da focalizzare, sceglie il modello,
denisce le procedure, e poi perché analizza e interpreta i da alla luce del modello.
Verso la ne degli anni ’60 si sviluppa il paradigma fenomenologico, che orienta una
trasformazione signicava dell’osservazione in ambito scienco grazie alla crisi del modello
meccanicisco e all’imporsi della teoria dei sistemi e della loro complessità. Il modello
meccanicisco faceva parte del vecchio paradigma e consisteva appunto in un modello rigido
fondato sulla linearità causa-eeo, sulla frammentazione degli ogge presi in esame e sul
pensare l’osservazione come separata dagli elemen costuvi dell’oggeo. La teoria dei sistemi,
invece, si pone in un’oca più globale, riuta la parcellizzazione in micro-comportamen e studia il
fenomeno meendolo in relazione con tu gli altri fenomeni che interagiscono con esso
direamente o indireamente, perché considera l’intera realtà come sistema.
Il metodo dell’osservazione, dunque, è stato fortemente inuenzato dalla teoria dei sistemi,
soprauo dalla seconda ciberneca. Grazie a questa inuenza si sono sviluppa tre postula
importan:
1) Il sistema osservante (l’osservatore) è un sistema aperto, che si autoregola e che è in un
interscambio connuo con ciò che viene osservato. Per cui ciò che vediamo alla ne è il
risultato di questa integrazione;
2) L’interscambio che avviene tra osservatore e ciò che viene osservato non è solo uno
scambio di energie, ma anche di informazione;
3) Sistema osservante e sistema osservato co-evolvono.
Ciò che da oggevità all’osservazione sono:
- L’epistemologia generale, nonché la teoria della conoscenza che ci consente di individuare i
fondamen teorici dell’osservazione;
- Lo statuto epistemologico, che sarebbe il verce teorico che consente di orientare tuo il
percorso osservavo e di avere le categorie contestualizzate e caraerizzate in un certo
modo;
- Il modello di leura dell’area-fenomeno, che sarebbe il ltro con cui dare senso e
signicato alla realtà e che deve essere coerente con il verce teorico scelto;
- Il training dell’osservatore che deve essere una persona formata, che ha studiato
l’osservazione e di cui si verica anche l’aendibilità.

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Anteprima

INTRODUZIONE

Differenza tra situazione osservativa e condizione osservativa

1. Qual e' la differenza tra situazione osservativa e condizione osservativa? La situazione osservativa è un'osservazione organizzata intenzionalmente attraverso una metodologia. Nella situazione osservativa, infatti, noi scegliamo chi, come e quando osservare, attraverso quali strumenti osservare, che tipo di obiettivi ci stiamo ponendo, quali sono i comportamenti che vogliamo andare a rilevare, e così via. Ben diversa è la condizione osservativa, che corrisponde a quella condizione naturale che appartiene a tutti noi, che ci consente di percepire con gli occhi la realtà che ci circonda. Possiamo fare anche una distinzione tra guardare, vedere e osservare, perché:

  • GUARDARE significa volgere lo sguardo per vedere.
  • VEDERE significa percepire con gli occhi la realtà concreta (corrisponde alla condizione osservativa di cui ho parlato poc'anzi).
  • OSSERVARE significa esaminare, guardare con attenzione, considerare con cura, per interesse o per semplice curiosità, a occhio nudo (ad esempio con strumenti di tipo cartaceo) o con l'aiuto di strumenti (come la video-registrazione).
Dunque, l'osservare, rispetto al guardare, costituisce un atteggiamento più critico e scientifico.

Paradigma del soggettivismo, oggettivismo e fenomenologico

2. Parlami del paradigma del soggettivismo, oggettivismo e fenomenologico Inizialmente, nel XIX secolo, l'osservazione era dal paradigma dell'oggettivismo. Questo paradigma focalizzava l'attenzione sull'oggetto reale e richiedeva il distanziamento dell'osservatore dal fenomeno che stava osservando. Solo attraverso questo distanziamento, solo attraverso lo sguardo trasparente, neutro, indipendente dell'osservatore, si poteva cogliere il fenomeno così com'era nella sua realtà. Il paradigma dell'oggettivismo si fondava su due postulati importanti, propri delle scienze di quel tempo: il riduzionismo e la quantificazione. Dunque, assumere il paradigma dell'oggettivismo significava parcellizzare/frammentare i fenomeni in elementi semplici e quantificare ciò che si stava osservando (dargli una misura, un peso). Pertanto, il fenomeno veniva considerato nella sua essenzialità e non nella sua globalità. A fine Ottocento, però, subentrò un paradigma opposto, quello del soggettivismo, e da qui si sviluppo il pensiero contemporaneo. Con il paradigma del soggettivismo l'attenzione rispetto all'osservazione non è più tanto rivolta all'oggetto reale, a qualcosa che bisogna solo fotografare; bensì l'attenzione per la prima volta si sposta sull'osservatore e sulla sua soggettività, dunque sull'osservatore inteso come sistema dinamico. Allo stesso tempo si focalizza l'attenzione anche sull'oggetto dell'osservazione, non più considerato come oggetto statico/fisso, ma anch'esso come sistema, come un insieme di elementi in interazione tra di loro. Per osservatore come sistema dinamico e complesso si intende l'osservatore come risultato delle variabili personali e intrapsichiche dinamiche in connessione tra loro. Quindi si comincia a sottolineare come 1l'osservatore non può essere distaccato e indipendente dall'oggetto, anzi, in quanto sistema, è portatore di valori, di idee, pensieri, stili cognitivi, modelli di lettura, etc. Si comincia a sottolineare quanto lo sguardo trasparente attraverso cui fotografare la realtà è soltanto un miraggio. Infatti, non è vero che è già tutto scritto e che si tratta solo di leggerlo, perché ciò che osserviamo non è la natura in sé stessa, ma la natura esposta ai nostri metodi di indagine, all'interpretazione di ciò che ci appare. L'osservatore in questo senso diventa colui che orienta il processo di conoscenza, colui che gestisce la conoscenza del reale, perché sceglie l'area da focalizzare, sceglie il modello, definisce le procedure, e poi perché analizza e interpreta i dati alla luce del modello. Verso la fine degli anni '60 si sviluppa il paradigma fenomenologico, che orienta una trasformazione significativa dell'osservazione in ambito scientifico grazie alla crisi del modello meccanicistico e all'imporsi della teoria dei sistemi e della loro complessità. Il modello meccanicistico faceva parte del vecchio paradigma e consisteva appunto in un modello rigido fondato sulla linearità causa-effetto, sulla frammentazione degli oggetti presi in esame e sul pensare l'osservazione come separata dagli elementi costitutivi dell'oggetto. La teoria dei sistemi, invece, si pone in un'ottica più globale, rifiuta la parcellizzazione in micro-comportamenti e studia il fenomeno mettendolo in relazione con tutti gli altri fenomeni che interagiscono con esso direttamente o indirettamente, perché considera l'intera realtà come sistema. Il metodo dell'osservazione, dunque, è stato fortemente influenzato dalla teoria dei sistemi, soprattutto dalla seconda cibernetica. Grazie a questa influenza si sono sviluppati tre postulati importanti:

  1. Il sistema osservante (l'osservatore) è un sistema aperto, che si autoregola e che è in un interscambio continuo con ciò che viene osservato. Per cui ciò che vediamo alla fine è il risultato di questa integrazione;
  2. L'interscambio che avviene tra osservatore e ciò che viene osservato non è solo uno scambio di energie, ma anche di informazione;
  3. Sistema osservante e sistema osservato co-evolvono.

Oggettività nell'osservazione

3. Cosa da oggettivita' all'osservazione? Ciò che da oggettività all'osservazione sono:

  • L'epistemologia generale, nonché la teoria della conoscenza che ci consente di individuare i fondamenti teorici dell'osservazione;
  • Lo statuto epistemologico, che sarebbe il vertice teorico che consente di orientare tutto il percorso osservativo e di avere le categorie contestualizzate e caratterizzate in un certo modo;
  • Il modello di lettura dell'area-fenomeno, che sarebbe il filtro con cui dare senso e significato alla realtà e che deve essere coerente con il vertice teorico scelto;
  • Il training dell'osservatore che deve essere una persona formata, che ha studiato l'osservazione e di cui si verifica anche l'attendibilità.

PRIMO CAPITOLO

L'osservazione come metodo scientifico

4. Perche' l'osservazione e' un metodo scientifico? L'osservazione è un metodo scientifico perché':

  • si fonda su un'epistemologia (ha una sua scienza della conoscenza alla base);
  • è intenzionale, ricercata, e non affidata al caso;
  • è orientata da un modello;
  • perché è sistematica;
  • perché è soggetta a controllo, monitoraggio e valutazione;
  • perché viene realizzata da persone addestrate, da persone che hanno studiato l'osservazione e di cui si verifica anche l'attendibilità (a questo proposito diciamo che l'osservazione è attendibile se è replicabile, dunque se anche persone diverse, con lo stesso modello e con lo stesso strumento, rilevano le stesse cose);
  • perché non prevede la manipolazione del comportamento da parte dell'osservatore, a differenza del metodo sperimentale;
  • perché vi è coerenza tra modello, progetto, strumento, interpretazione (il modello orienta le scelte progettuali e le scelte del dispositivo).

Metodo dell'osservazione nelle prime fasi della vita

5. Perche' il metodo dell'osservazione e' particolarmente indicato per lo studio delle prime fasi della vita? Poiché il bambino non ha ancora sviluppato pienamente il linguaggio verbale, pertanto non è in grado di esprimersi e non è possibile intervistarlo direttamente. Quindi mediante l'osservazione, l'osservatore può osservare tutto.

Funzioni dell'osservazione

6. Quali sono le funzioni dell'osservazione? Le funzioni che può avere l'osservazione sono:

  • la funzione esplorativa (a);
  • la funzione conoscitiva (b);
  • la funzione dimostrativa (c);
  • la funzione modellizzante (d);
a) Se l'osservazione viene effettuata con una funzione esplorativa vuol dire che all'osservatore serve conoscere qualcosa di cui non sa nulla (esplorazione di qualcosa che non si conosce), ad esempio quando il sistema osservante va ad esplorare quali sono le abilità sociali di un bambino che sta conoscendo per la prima volta. L'osservazione ha una funzione esplorativa anche quando si intendono fare delle osservazioni iniziali su un fenomeno, come ad esempio andare a vedere se nelle classi di una scuola c'è del bullismo o meno. Poi, quando ci si è fatti un'idea, si può approfondire. b) L'osservazione ha una funzione conoscitiva quando si attua un'osservazione per approfondire la conoscenza di qualcosa di cui già si ha qualche informazione. 3Dunque, facendo un sunto, funzione esplorativa e conoscitiva sono quelle funzioni che ci consentono all'operatore la conoscenza globale del fenomeno complesso, dove con complesso si fa riferimento a tutte quelle variabili, fattori e relazioni che interagiscono col fenomeno e con cui il fenomeno interagisce. c) L'osservazione ha una funzione dimostrativa quando si intende dimostrare una tesi o ipotesi. d) L'osservazione ha una funzione modellizzante quando, dopo aver ricevuto tutta una serie di informazioni attraverso l'osservazione esplorativa/conoscitiva, si costruisce un modello di intervento.

Prospettive dell'osservazione

7. Quali sono le prospettive dell'osservazione? Oltre alle funzioni dell'osservazione, abbiamo anche le prospettive dell'osservazione. La prospettiva sarebbe l'ottica con cui si guarda il percorso osservativo. Le prospettive dell'osservazione sono 5:

  • La prospettiva descrittiva coglie gli elementi che esplicitano le implicazioni dell'oggetto, dei fenomeni;
  • La prospettiva euristica è fondata sulla ricerca per cogliere nuove implicazioni di una determinata situazione e il loro sviluppo;
  • La prospettiva di verifica coglie nelle situazioni le implicazioni ipotizzate;
  • La prospettiva valutativa sottolinea giudizi sulle implicazioni della situazione, del fenomeno;
  • La prospettiva formativa coglie le implicazioni legate al cambiamento all'interno di una situazione.

Interpretazione nel metodo dell'osservazione

8. Che cosa e' l'interpretazione nel metodo dell'osservazione? Innanzitutto, bisogna dire che l'interpretazione è il legame che mette insieme osservatore e osservato. Interpretare significa dare senso e significato alla realtà attraverso il modello di lettura dell'area-fenomeno. Il modello di lettura dell'area-fenomeno che noi andiamo a scegliere è un modello che risulta dall'integrazione tra unicità e pluralità, tra individualità e alterità, dove per unicità e individualità si intendono le esperienze e le conoscenze pregresse dell'osservatore che sicuramente danno un contributo alla lettura di ciò che si sta osservando; per pluralità e alterità si intendono invece tutti gli altri approcci e contributi teorici degli altri, dell'alterità appunto. Dunque il modello non nasce mai solo da quello che pensa o sa l'osservatore. In questo senso, il modello permette di contenere il rischio della soggettività affidata a se stessa, consente che questa soggettività non abbia libero campo.

Epistemologia generale dell'osservazione

9. Parlami dell'epistemologia generale dell'osservazione (definizione e antinomie epistemologiche) L'elemento fondante e ineliminabile dell'osservazione come metodo scientifico è la sua epistemologia. L'epistemologia generale si fonda su alcune specifiche antinomie, che in quanto tali non si risolvono né in un senso ne in un altro. Bisogna assumere entrambe le polarità di queste ambivalenze e considerarle co-esistenti. Le antinomie epistemologiche dell'osservazione sono: 4

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