Linguaggi e Tecniche dell'Informazione Pubblica, Appunti Unimarconi

Documento dall'Università Telematica Guglielmo Marconi su Linguaggi e Tecniche dell'Informazione Pubblica. Il Pdf esplora la comunicazione pubblica, definendone interessi e domini, analizzando il modello narrativo e la programmazione editoriale, con un focus sulle comunicazioni data driven e user personas.

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47 pagine

LINGUAGGI E TECNICHE
DELL’INFORMAZIONE PUBBLICA
Teoria Dell'informazione
Università telematica Guglielmo Marconi (UNIMARCONI)
46 pag.
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LA COMUNICAZIONE PUBBLICA
Per comunicazione pubblica intendiamo qualcosa che riguarda gli interessi generali della
comunità, non interessi specifici; non è guidata da principi di profitto e da interessi
esclusivamente privati. Ci possono essere interessi di profitto ma non sono predominanti. La
comunicazione pubblica si collega al concetto di pubblicità, intesa come discussione
pubblica nell’ambito della società civile su problemi e argomenti di interesse generale
(opinione pubblica). La comunicazione pubblica individua la proprietà di istituzioni di essere
accessibili, aperte al pubblico e disponibili a fornire informazioni di interesse generale.
Coinvolge:
-la disponibilità delle istituzioni alle verifiche
-l’iniziativa delle istituzioni a promuovere flussi informativi verso l’esterno,.
La trasparenza riguarda 2 flussi comunicativi: uno dall’interno e uno dall’esterno.
I domini della comunicazione pubblica sono 3:
1) comunicazione dell’istituzione pubblica→ procede dalle istituzioni verso i cittadini e
viceversa. Nel momento in cui passiamo da media legacy (comunicazione di massa)
a media social (comunicazione orizzontale). E’ una comunicazione che deriva dalle
istituzioni e riguarda i cittadini, con interessi generali (sito senato della repubblica,
sito del ministero della cultura). Ambienti online grazie ai quali le istituzioni si
comunicano all’esterno. Si rivolgono ai cittadini in maniera trasparente. Le istituzioni
pubbliche comunicano la propria identità, la propria funziona e le attività che
svolgono. Questo attraverso dei componenti della comunicazione: visuale, testuale,
interazione dei siti (progetto, logo, font).
2) comunicazione politica→ si distingue dalla comunicazione dell’istituzione pubblica
perchè deriva dai partiti ed è centrata su argomenti controversi rispetto ai quali si
sostiene un determinato punto di vista. Finalizzata a convincere e a persuadere.
3) comunicazione sociale→ sensibilizza su dei temi di interesse pubblico attraverso il
linguaggio della pubblicità che cerca di favorire il coinvolgimento del pubblico e
l’adesione a determinati valori. E’ una comunicazione proveniente da istituzioni
pubbliche, semi pubbliche o private. Sono campagne di comunicazione incentrare su
tematiche generali e possono riguardare per esempio la comunicazione di pubblico
servizio o la comunicazione delle responsabilità sociali di un’istituzione.
Luhmann spiega che la comunicazione debba includere 3 attività o selezioni:
1) informazione: si seleziona l’informazione rilevante
2) atto del comunicare: si seleziona l’atto che la comunica (obiettivi, mezzi, modalità di
interazione)
3) comprensione: verifica del successo rispetto agli obiettivi dati. Ci deve essere
comprensione e accettazione affinche vi sia comunicazione.
Non si può distinguere tra informazione e comunicazione:
-la comunicazione prevede sempre un’attività informativa.
-un’attività informativa richiede sempre una corretta comprensione e quindi l’instaurarsi di un
canale di comunicazione efficace tra emittente e destinatario, così che l’informazione possa
essere decodificata e utilizzata secondo le intenzioni dell’emittente.
Sussistono alcuni elementi che distinguono la comunicazione nel settore pubblico dalla
comunicazione nel settore privato.
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LA COMUNICAZIONE PUBBLICA

Per comunicazione pubblica intendiamo qualcosa che riguarda gli interessi generali della comunità, non interessi specifici; non è guidata da principi di profitto e da interessi esclusivamente privati. Ci possono essere interessi di profitto ma non sono predominanti. La comunicazione pubblica si collega al concetto di pubblicità, intesa come discussione pubblica nell'ambito della società civile su problemi e argomenti di interesse generale (opinione pubblica). La comunicazione pubblica individua la proprietà di istituzioni di essere accessibili, aperte al pubblico e disponibili a fornire informazioni di interesse generale. Coinvolge:

  • la disponibilità delle istituzioni alle verifiche
  • l'iniziativa delle istituzioni a promuovere flussi informativi verso l'esterno,.

La trasparenza riguarda 2 flussi comunicativi: uno dall'interno e uno dall'esterno. I domini della comunicazione pubblica sono 3:

  1. comunicazione dell'istituzione pubblica-> procede dalle istituzioni verso i cittadini e viceversa. Nel momento in cui passiamo da media legacy (comunicazione di massa) a media social (comunicazione orizzontale). E' una comunicazione che deriva dalle istituzioni e riguarda i cittadini, con interessi generali (sito senato della repubblica, sito del ministero della cultura). Ambienti online grazie ai quali le istituzioni si comunicano all'esterno. Si rivolgono ai cittadini in maniera trasparente. Le istituzioni pubbliche comunicano la propria identità, la propria funziona e le attività che svolgono. Questo attraverso dei componenti della comunicazione: visuale, testuale, interazione dei siti (progetto, logo, font).
  2. comunicazione politica-> si distingue dalla comunicazione dell'istituzione pubblica perchè deriva dai partiti ed è centrata su argomenti controversi rispetto ai quali si sostiene un determinato punto di vista. Finalizzata a convincere e a persuadere.
  3. comunicazione sociale-> sensibilizza su dei temi di interesse pubblico attraverso il linguaggio della pubblicità che cerca di favorire il coinvolgimento del pubblico e l'adesione a determinati valori. E' una comunicazione proveniente da istituzioni pubbliche, semi pubbliche o private. Sono campagne di comunicazione incentrare su tematiche generali e possono riguardare per esempio la comunicazione di pubblico servizio o la comunicazione delle responsabilità sociali di un'istituzione.

Luhmann spiega che la comunicazione debba includere 3 attività o selezioni:

  1. informazione: si seleziona l'informazione rilevante
  2. atto del comunicare: si seleziona l'atto che la comunica (obiettivi, mezzi, modalità di interazione)
  3. comprensione: verifica del successo rispetto agli obiettivi dati. Ci deve essere comprensione e accettazione affinche vi sia comunicazione.

Non si può distinguere tra informazione e comunicazione: -la comunicazione prevede sempre un'attività informativa. -un'attività informativa richiede sempre una corretta comprensione e quindi l'instaurarsi di un canale di comunicazione efficace tra emittente e destinatario, così che l'informazione possa essere decodificata e utilizzata secondo le intenzioni dell'emittente.

Sussistono alcuni elementi che distinguono la comunicazione nel settore pubblico dalla comunicazione nel settore privato.

Differenze tra Comunicazione Pubblica e Privata

  • la comunicazione pubblica si rivolge ai destinatari in forma simmetrica, mentre nel settore privato la comunicazione ha tratti prevalentemente asimmetrici (il pubblico è composto da stakeholders, consumatori).
  • la comunicazione pubblica si fonda sul principio che essere informati rappresenta un diritto del cittadino e che le istituzioni che operano nel pubblico hanno il dovere di informare correttamente i cittadini.
  • quando la comunicazione pubblica non raggiunge i propri obiettivi le conseguenze si riversano su utenti e cittadini. Quando la comunicazione privata produce insuccessi le conseguenze si riversano sulla sfera del soggetto emittente.
  • nella comunicazione pubblica il cittadino è uno stakeholder e ha una certa quota di responsabilità nei confronti dell'ente.

Comunicazione Autoprodotta ed Eteroprodotta

La comunicazione autoprodotta è quella che si identifica con le iniziative direttamente assunte e gestite dall'istituzione. La comunicazione eteroprodotta è l'insieme di messaggi costruiti, gestiti e veicolati da soggetti esterni all'istituzione. L'informazione giornalistica, la comunicazione delle altre istituzioni, insieme delle comunicazioni di dominio pubblico veicolate dai media. Nell'attuale ecosistema mediale il rapporto tra comunicazione autoprodotta e comunicazione eteroprodotta propende a favore di quest'ultima. L'importanza della comunicazione eteroprodotta nell'influenzare le percezioni del pubblico è pari o uguale a quella della comunicazione autoprodotta. Spesso l'informazione autoprodotta diventa oggetto di informazione eteroprodotta che ne può modificare la circolazione e la portata. La comunicazione è oggetto di appropriazione da parte dei pubblici connessi che la utilizzano come tolen per conversazioni civiche.

Disintermediazione e Reintermediazione

L'ecosistema convergente della comunicazione favorisce un processo di disintermediazione di reintermediazione. disintermediazione-> le istituzioni entrano in comunicazione con i loro utenti e con i cittadini in maniera diretta, senza la necessità di un dialogo mediato da corpi intermedi. reintermediazione-> entrano in azione nuovi intermediari (influencers, voci, dominanti). Una comunicazione pubblica efficace non può prescindere da attività di coordinamento dell'immaginario e delle interpretazioni veicolate dalla comunicazione autoprodotta e da quella eteroprodotta. Le percezioni diffuse tra il pubblico possono vanificare l'efficacia delle comunicazioni autoprodotte e generare un certo livello ci contradditorietà nell'immagine pubblica dell'istituzione. E' fondamentale che l'istituzione adotti strumenti e metodologie di ascolto delle conversazioni civiche al fine di armonizzare comunicazione autoprodotta e eteroprodotta.

Comunicazione Interna e Organizzativa

La comunicazione pubblica riguarda anche la comunicazione interna e organizzativa. Secondo Rovinetti sono 3 i valori principali della comunicazione interna:

  1. consapevolezza-> del ruolo svolto da parte di ciascun membro dell'organizzazione, così da rinforzare creatività e identità.
  2. partecipazione-> alla progettualità dell'istituzione come elemento di amplificazione delle competenze.
  3. proiezione esterna-> collaborazione alla comunicazione verso l'esterno come elemento di coinvolgimento negli sforzi compiuti dalle strutture istituzionali.

Trasparenza e Diritto all'Informazione

Un altro concetto importante è quello del livello di permeabilità dell'istituzione nei confronti dell'esterno e quanto essa sia aperta e disponibile a fornire esternamente informazioni sul suo funzionamento e sulla sua organizzazione. Questa permeabilità viene chiamata "trasparenza". Cheli spiegava che è un diritto riconosciuto ai cittadini, di poter accedere a tutti i documenti e a tutti gli atti del procedimento amministrativo, anche a quelli non destinati alla pubblicazione. Nell'ambito della dottrina giuridica il concetto di trasparenza viene indicato spesso anche come "diritto all'informazione". Può essere inteso come diritto attivo ad informare, ad esprimere il proprio pensiero e le proprie idee (art. 21 della Costituzione). Ma il diritto all'informazione può essere inteso anche in senso passivo, come libertà di accesso alle fonti e come rapporto effettivo con le stesse. Trasparenza come libertà di accesso alle fonti e come rapporto effettivo con le stesse, anche qui abbiamo una duplice modalità:

  • libertà e diritto di informarsi, ad avere accesso a tutte le informazioni e conoscenze che possono interessare e a un cittadino.
  • libertà e diritto ad essere informati, che si pone a metà strada tra il diritto di avere accesso ai documenti e il dovere dello stato e delle istituzioni ad agire affinchè ciò sia possibile.

Evoluzione Storica della Comunicazione Pubblica

Esiste uno stretto legame tra le interpretazioni e le forme della comunicazione pubblica e l'evoluzione della società.

  • Un primo modello storico è quello della comunicazione pubblica in funzione propagandistica; l'istituzione si preoccupa di informare e comunicare in funzione del perseguimento di obiettivi di parte. La comunicazione è orientata al potenziamento dell'immagine o all'attivazione del pubblico su temi utili a generare consenso o azioni concrete. Governo e Parlamento non si preoccupavano di produrre e far circolare i messaggi, questo compito era assunto dai partiti e dai singoli politici che lo svolgevano con funzione persuasoria.
  • Un secondo modello storico è quello informativo a senso unico. Risponde allo sviluppo di una più elevata coscienza del sistema di diritti e doveri che collega le istituzioni con i cittadini. (anni 70-80 del Novecento). Il cittadino è ancora percepito come ricettore passivo della comunicazione pubblica. I mezzi di comunicazione di massa avviano un'autonoma azione di tematizzazione sulle attività delle istituzioni pubbliche.
  • Un terzo modello storico è quello della comunicazione bidirezionale. Si avvia a partire dall'inizio degli anni 90 del 900. Il cittadino è percepito come interlocutore del processo di comunicazione. Si afferma il concetto di marketing dei servizi e dell'istituzione pubblica, il cittadino diventa stakeholder al quale fare riferimento. La pubblicazione degli atti delle istituzioni pubbliche è vista come atto dovuto e non più come concessione. All'interno delle istituzioni si creano dipartimenti, uffici e servizi dedicati in modo specifico alla comunicazione e alla relazione con il pubblico.

Tipologie di Messaggi nella Comunicazione Pubblica

I progetti di comunicazione pubblica possono prevedere l'elaborazione di messaggi appartenenti a 8 principali tipologie.

  1. messaggi destinati alla persuasione-> progettati con caratteri di precisione perchè orientati a convincere il pubblico. Puntano sull'argomentazione e sulla rilevanza dei fatti. Fanno leva sull'emotività e sulla razionalità. Vengono elaborati con semplicità lessicale e sintattica.
  2. messaggi destinati al coinvolgimento-> fanno leva su informazioni improntate al senso di identità politica o di schieramento, etnica, artistica, religiosa. Hanno carattere di brevità e sono concepiti secondo schemi grafici, pubblicitari.
  3. messaggi destinati al disturbo-> sono finalizzati alla distrazione e al distoglimento mediatico. Nel momento in cui un soggetto è sotto pressione può mettere in campo

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