Documento da Cardiologia Gargani su fattori di rischio e complicanze delle malattie cardiovascolari. Il Pdf esamina l'epidemiologia, i fattori sociodemografici, le dislipidemie e le procedure di angioplastica e by-pass coronarico, con un focus sulle complicanze post-infarto, sia emodinamiche che aritmiche, per lo studio universitario.
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Larga parte dei consigli per rallentare l'invecchiamento cardiovascolare riguardano la dieta:
Le MCV sono la prima causa di morte nei paesi sviluppati, dato che ci deve spingere a cercare di ridurre il più possibile queste patologie. In meno di un secolo si è verificata una transizione epidemiologica: all'inizio del 20esimo secolo le MCV rappresentavano circa il 10% delle morti in tutto il mondo, ora ne rappresentano circa 1/3. Moriamo più per l'eccesso di cibo che per malnutrizione. Il problema delle MCV non è solo la mortalità ma la morbilità, ovvero il numero di persone in una popolazione che hanno disabilità o problematiche legate a una malattia particolare. C'è chi a seguito di un infarto torna normale e chi dopo infarto ha una situazione che predispone allo scompenso cardiaco. Abbiamo popolazione sempre più vecchia ma sempre più malata. L'80% delle morti da MCV sono premature e prevenibili. MCV sono legate ai FDR, dietista agisce sulla prevenzione primaria. La prevenzione per la MCV è prevenzione anche per cancro etc ..
Minore è il reddito della famiglia minore è la possibilità che il cibo comprato sia di qualità (cibi ultra processati perché più economici). Italia è tra i paesi con tasso di natalità più basso ed età media più alta, con migliore aspettativa di vita. Il benessere sanitario in Italia (sistema sanitario gratuito etc) fa sì che ci sia una popolazione anziana. Noi dobbiamo rendere sana una futura persona anziana. In Italia abbiamo anche una mortalità infantile bassa. Italia ha ottimo rapporto tra spese sanitarie e effetti positivi sulla salute.
Fumo più frequente nell'Est Europa, alcol, diabete e obesità Italia è bassa. Intake di frutta alto, un po' meno di verdura. HDL risente molto dell'attività fisica, non della dieta. In Italia facciamo poca attività fisica, siamo il quinto paese più inattivo. Si registra una tendenza all'aumento di obesità stabile in tutta Europa. Alcuni FDR cardiovascolari variano a seconda del genere e vanno tenuti in conto durante la gestione del paziente: gravidanza (eclampsia legata a pressione alta, può predisporre a MCV in età avanzata), terapia sostitutiva, menopausa precoce, PCOS, fattori psico sociali che riguardano istruzione, reddito etc. USA: anche qui abbiamo MCV come 1ª causa di morte. FDR stabili negli ultimi 20 anni. Fattori di rischio sinergizzano tra loro e non solo per MCV ma anche per BPCO, e cancro.
5 fattori modificabili (BMI alta, colesterolo non HDL, fumo, etc .. )-> determinano il 57% nelle donne e il 52% nell'uomo delle morti. Resta rischio residuo, rischio legato alla genetica o fattori di rischio che non conosciamo.
Il colesterolo alto è il fattore di rischio più facilmente trattabile rispetto agli altri. HDL: colesterolo buono LDL: colesterolo cattivo Quando trattiamo una dislipidemia non familiare (ipercolesterolemia standard) si guarda LDL anche senza sapere trigliceridi, colesterolo totale e HDL, perchè in tutti i grandi studi fatti su un campione molto esteso il parametro che correla di più con la mortalità cardiovascolare è I'LDL. lo posso avere LDL alto e dire che chi ha LDL alto muore di più per infarto, ma questo non vuol dire necessariamente che se lo abbasso la gente muore meno di infarto. Nel caso dell'LDL assolutamente sì: ogni % di LDL che riduco abbasso % di mortalità CV. Nel trattamento della dislipidemia ci si rifà ai documenti ESC. Stabiliamo il rischio del paziente, e se il paziente ha rischio elevato, sarò aggressiva nel trattare i FDR, senno no.
Colesterolo totale (TC) >8 mmol/L (>310 mg/dL)
LDL-C >4,9 mmol/L (>190 mg/dL)
Pressione arteriosa (PA) ≥180/110 mmHg
Non c'è evidenza che aumentando HDL si abbia riduzione del rischio di MCV. Unico modo per aumentare HDL è aumento dell'attività fisica. se un paziente ha valori HDL > 70-100, molto alti, potrebbe indicare rischio aumentato di MCV. Il range migliore di HDL è 40-60, il rischio aumenta sia <40 sia >60.
Sono la parte del profilo lipidico più legata alla dieta, e non al metabolismo come LDL. Elevati valori sono spesso associati a elevati valori di colesterolo-LDL e a bassi livelli di colesterolo-HDL e ad altre malattie quali il diabete e l'obesità. Trigliceridi alti sono spia di pessima alimentazione (dieta spazzatura: ricca in carbo grassi, alcol), ma sono molto sensibili alle modificazioni della dieta, per cui è possibile ridurre il loro livello e mantenerlo + basso, meglio <150. la Formula di Friedwald si usa se nelle analisi non sia riportato LDL: Colesterolo LDL= colesterolo totale- Colesterolo HDL- 1% Trigliceridi Paziente deve avere colesterolo LDL in rapporto al suo fattore di rischio (92 di LDL in chi non ha FDR va bene, se ha già avuto evento cardiovascolare no).
Il fumo è responsabile del 50% di tutte le morti evitabili in fumatori e la metà di queste è dovuta a MCV (vasospasmo coronarico che può durare minuti e portare all'infarto). Spesso i fumatori muoiono prima di BPCO che di cuore, patologia ancora peggiore dell'infarto con morte più brutta e meno curabile. Il fumo determina lo sviluppo e la progressione dell'aterotrombosi. Radicali liberi legati ai gas, anche fumo passivo aumenta il rischio di cancro e di infarto. il fumo innalza la frequenza cardiaca perché stimola simpatico, specie se ci abbini il caffè. Il caffè non fa male di per sé, ha teobromina, xantine che sono vasodilatatori e quindi un consumo moderato di caffè sembra che sia meglio averlo che non (dai 2 ai 4 caffè nelle prime ore della giornata, pù può essere associato a insonnia e aumento della pressione nelle fasi in cui dovrebbe scendere).
L'ipertensione è un fattore di rischio per lo sviluppo di:
È importante conoscere i valori pressori: PA ottimale è <120/80 mmHg, PA normale fino a 130/85 mmHg, si parla di ipertensione da >140. La pressione arteriosa è un fenomeno fisiologico estremamente composito: ci sono molti fattori che possono interferire e determinare la pressione.
L'ipertensione può compromettere ogni organo e apparato del corpo, poiché i vasi sanguigni irrorano tutti i tessuti. Uno degli organi più colpiti è il cuore. L'aumento prolungato della pressione arteriosa può provocare l'ipertrofia del ventricolo sinistro, un ispessimento delle pareti cardiache che non si sviluppa nell'arco di poche settimane, ma richiede mesi o anni di pressione elevata non controllata. Per diagnosticare questa condizione, si può utilizzare l'elettrocardiogramma, ma l'esame più preciso è l'ecocardiogramma, che permette di misurare direttamente lo spessore delle pareti cardiache. Un'altra complicanza a livello cardiaco è la dilatazione dell'atrio sinistro, che può favorire la comparsa della fibrillazione atriale, un'aritmia frequente nei pazienti ipertesi. Inoltre, la pressione alta può favorire la formazione di placche aterosclerotiche a livello delle coronarie, aumentando il rischio di infarto. Anche il rene è un organo strettamente legato all'ipertensione: può esserne sia la causa che la vittima. Se la pressione elevata danneggia i vasi renali, si può sviluppare glomerulosclerosi, una condizione che compromette la funzione filtrante del rene e può, a sua volta, peggiorare ulteriormente il controllo della pressione.Il cervello è un altro organo particolarmente vulnerabile: l'ipertensione può danneggiare sia i grandi vasi sia il microcircolo cerebrale, aumentando il rischio di microemorragie e contribuendo al decadimento cognitivo su base vascolare. Infine, anche l'occhio può risentire degli effetti della pressione alta. La retinopatia ipertensiva, simile a quella diabetica, rappresenta un importante segno di danno vascolare. L'analisi del fundus oculi permette di osservare direttamente il stato dei vasi retinici ed è un metodo semplice e accessibile per valutare se un paziente soffre di ipertensione da lungo tempo.