Cardiologia Gargani: fattori di rischio e complicanze delle malattie cardiovascolari

Documento da Cardiologia Gargani su fattori di rischio e complicanze delle malattie cardiovascolari. Il Pdf esamina l'epidemiologia, i fattori sociodemografici, le dislipidemie e le procedure di angioplastica e by-pass coronarico, con un focus sulle complicanze post-infarto, sia emodinamiche che aritmiche, per lo studio universitario.

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47 pagine

04/03/2025
CARDIOLOGIA GARGANI
Lezione 1: fattori di rischio per MCV
Larga parte dei consigli per rallentare l’invecchiamento cardiovascolare riguardano la dieta:
1. Aumentare massa muscolare: new entry anche in pazienti anziani, prima si
consigliava soprattutto attività aerobica. Ora più enfasi su attività anaerobica.
Paziente che ha aumento di massa muscolare è più longevo, c’è correlazione tra
forza muscolare e longevità.
2. Aderire a dieta mediterranea con cibi minimamente processati
3. Digiuno intermittente, manca evidenza solida
4. Praticare attività fisica quotidianamente
5. Limitare o rimuovere alcol, concetto in evoluzione. Paradosso francese: vino rosso
fa bene in modo moderato, meno MCV rispetto a chi non lo beveva o a chi ne
beveva molto. Concetto sconfessato, il beneficio sulle MCV era legato allo stato
socioeconomico più alto di chi beveva un po’ di vino, che facevano più attività fisica,
mangiavano meglio etc.
6. Non fumare
7. Prioritizzare il sonno, inteso non come momento passivo ma ha una funzione
importante. Tantissimi studi correlano la salute cardiovascolare alla qualità e alla
quantità (chi dorme male ha pressione più alta).
8. Nutrire e proteggere la propria salute mentale: depressione correlata a maggior
rischio di infarto.
9. Un fattore di rischio per molte patologie è lo scarso rapporto con amici, famiglia etc
10. Minimizza l’esposizione all’inquinamento, sia acustico che atmosferico, e connettiti
con la natura.
Epidemiologia
Le MCV sono la prima causa di morte nei paesi sviluppati, dato che ci deve spingere a
cercare di ridurre il più possibile queste patologie. In meno di un secolo si è verificata una
transizione epidemiologica: all’inizio del 20esimo secolo le MCV rappresentavano circa il
10% delle morti in tutto il mondo, ora ne rappresentano circa ⅓. Moriamo più per l’eccesso
di cibo che per malnutrizione. Il problema delle MCV non è solo la mortalità ma la morbilità,
ovvero il numero di persone in una popolazione che hanno disabilità o problematiche legate
a una malattia particolare. C’è chi a seguito di un infarto torna normale e chi dopo infarto ha
una situazione che predispone allo scompenso cardiaco. Abbiamo popolazione sempre più
vecchia ma sempre più malata. L’80% delle morti da MCV sono premature e prevenibili.
MCV sono legate ai FDR, dietista agisce sulla prevenzione primaria. La prevenzione per la
MCV è prevenzione anche per cancro etc..
Fattori sociodemografici
Minore è il reddito della famiglia minore è la possibilità che il cibo comprato sia di qualità
(cibi ultra processati perché più economici). Italia è tra i paesi con tasso di natalità più basso
ed età media più alta, con migliore aspettativa di vita. Il benessere sanitario in Italia (sistema
sanitario gratuito etc) fa sì che ci sia una popolazione anziana. Noi dobbiamo rendere sana
una futura persona anziana. In Italia abbiamo anche una mortalità infantile bassa. Italia ha
ottimo rapporto tra spese sanitarie e effetti positivi sulla salute.
1
Fattori di rischio
Fumo più frequente nell'Est Europa, alcol, diabete e obesità Italia è bassa. Intake di frutta
alto, un po’ meno di verdura. HDL risente molto dell’attività fisica, non della dieta. In Italia
facciamo poca attività fisica, siamo il quinto paese più inattivo. Si registra una tendenza
all’aumento di obesità stabile in tutta Europa. Alcuni FDR cardiovascolari variano a seconda
del genere e vanno tenuti in conto durante la gestione del paziente: gravidanza (eclampsia
legata a pressione alta, può predisporre a MCV in età avanzata), terapia sostitutiva,
menopausa precoce, PCOS, fattori psico sociali che riguardano istruzione, reddito etc.
USA: anche qui abbiamo MCV come 1ª causa di morte. FDR stabili negli ultimi 20 anni.
Fattori di rischio sinergizzano tra loro e non solo per MCV ma anche per BPCO, e cancro.
FDR
- Modificabili primari: dislipidemia, fumo, ipertensione (1º posto), DM e IR
- Modificabili più corollari: obesità, sedentarietà, stress
- Non modificabili: età, genere e familiarità
5 fattori modificabili (BMI alta, colesterolo non HDL, fumo, etc..)→ determinano il 57% nelle
donne e il 52% nell’uomo delle morti. Resta rischio residuo, rischio legato alla genetica o
fattori di rischio che non conosciamo.
FDR emergenti
- Iperomocisteinemia: tendenzialmente correlata ad un aumento del rischio CV ma
non siamo mai riusciti a dimostrare che si riduce, diminuisce anche il rischio di MCV.
- Lp(a): lipoproteina a piccolo, elemento che sembra aver un grosso ruolo nella
formazione delle placche aterosclrotiche.
DISLIPIDEMIE
Il colesterolo alto è il fattore di rischio più facilmente trattabile rispetto agli altri.
HDL: colesterolo buono
LDL: colesterolo cattivo
Quando trattiamo una dislipidemia non familiare (ipercolesterolemia standard) si guarda LDL
anche senza sapere trigliceridi, colesterolo totale e HDL, perchè in tutti i grandi studi fatti su
un campione molto esteso il parametro che correla di più con la mortalità cardiovascolare è
l’LDL. Io posso avere LDL alto e dire che chi ha LDL alto muore di più per infarto, ma questo
non vuol dire necessariamente che se lo abbasso la gente muore meno di infarto. Nel caso
dell’LDL assolutamente sì: ogni % di LDL che riduco abbasso % di mortalità CV.
Nel trattamento della dislipidemia ci si rifà ai documenti ESC. Stabiliamo il rischio del
paziente, e se il paziente ha rischio elevato, sarò aggressiva nel trattare i FDR, senno no.
MOLTO ALTO:
Pazienti che hanno aterosclerosi documentata con Angio-Tc coronarica (mezzo di contrasto)
e coronarografia (cateteri). Arteriopatia periferica significativa (stenosi del 50% delle carotidi
o delle arterie degli arti inferiori). Pazienti con diabete e almeno un danno d’organo. Pazienti
con insufficienza renale severa (GFR <30 ml o esame della creatinina). Nei pazienti che
hanno rischio di MCV in prevenzione secondaria devono avere LDL<55. Se il paziente non
ha eventi cardiovascolari ma ha il diabete il cut-off è 70, se ha ipertensione è 100. 130
fattore desiderabile in chi non ha nessun fattore di rischio. Paziente potrebbe avere 110 di
LDL, quando dovrebbe averne <55 perchè è a rischio molto alto, ma non ha l’asterisco
perché il limite è 130. RICORD
ALTO:
2

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04/03/2025

Cardiologia Gargani

Fattori di rischio per MCV

Larga parte dei consigli per rallentare l'invecchiamento cardiovascolare riguardano la dieta:

  1. Aumentare massa muscolare: new entry anche in pazienti anziani, prima si consigliava soprattutto attività aerobica. Ora più enfasi su attività anaerobica. Paziente che ha aumento di massa muscolare è più longevo, c'è correlazione tra forza muscolare e longevità.
  2. Aderire a dieta mediterranea con cibi minimamente processati
  3. Digiuno intermittente, manca evidenza solida
  4. Praticare attività fisica quotidianamente
  5. Limitare o rimuovere alcol, concetto in evoluzione. Paradosso francese: vino rosso fa bene in modo moderato, meno MCV rispetto a chi non lo beveva o a chi ne beveva molto. Concetto sconfessato, il beneficio sulle MCV era legato allo stato socioeconomico più alto di chi beveva un po' di vino, che facevano più attività fisica, mangiavano meglio etc.
  6. Non fumare
  7. Prioritizzare il sonno, inteso non come momento passivo ma ha una funzione importante. Tantissimi studi correlano la salute cardiovascolare alla qualità e alla quantità (chi dorme male ha pressione più alta).
  8. Nutrire e proteggere la propria salute mentale: depressione correlata a maggior rischio di infarto.
  9. Un fattore di rischio per molte patologie è lo scarso rapporto con amici, famiglia etc
  10. Minimizza l'esposizione all'inquinamento, sia acustico che atmosferico, e connettiti con la natura.

Epidemiologia delle MCV

Le MCV sono la prima causa di morte nei paesi sviluppati, dato che ci deve spingere a cercare di ridurre il più possibile queste patologie. In meno di un secolo si è verificata una transizione epidemiologica: all'inizio del 20esimo secolo le MCV rappresentavano circa il 10% delle morti in tutto il mondo, ora ne rappresentano circa 1/3. Moriamo più per l'eccesso di cibo che per malnutrizione. Il problema delle MCV non è solo la mortalità ma la morbilità, ovvero il numero di persone in una popolazione che hanno disabilità o problematiche legate a una malattia particolare. C'è chi a seguito di un infarto torna normale e chi dopo infarto ha una situazione che predispone allo scompenso cardiaco. Abbiamo popolazione sempre più vecchia ma sempre più malata. L'80% delle morti da MCV sono premature e prevenibili. MCV sono legate ai FDR, dietista agisce sulla prevenzione primaria. La prevenzione per la MCV è prevenzione anche per cancro etc ..

Fattori sociodemografici

Minore è il reddito della famiglia minore è la possibilità che il cibo comprato sia di qualità (cibi ultra processati perché più economici). Italia è tra i paesi con tasso di natalità più basso ed età media più alta, con migliore aspettativa di vita. Il benessere sanitario in Italia (sistema sanitario gratuito etc) fa sì che ci sia una popolazione anziana. Noi dobbiamo rendere sana una futura persona anziana. In Italia abbiamo anche una mortalità infantile bassa. Italia ha ottimo rapporto tra spese sanitarie e effetti positivi sulla salute.

1Fattori di rischio

Fumo più frequente nell'Est Europa, alcol, diabete e obesità Italia è bassa. Intake di frutta alto, un po' meno di verdura. HDL risente molto dell'attività fisica, non della dieta. In Italia facciamo poca attività fisica, siamo il quinto paese più inattivo. Si registra una tendenza all'aumento di obesità stabile in tutta Europa. Alcuni FDR cardiovascolari variano a seconda del genere e vanno tenuti in conto durante la gestione del paziente: gravidanza (eclampsia legata a pressione alta, può predisporre a MCV in età avanzata), terapia sostitutiva, menopausa precoce, PCOS, fattori psico sociali che riguardano istruzione, reddito etc. USA: anche qui abbiamo MCV come 1ª causa di morte. FDR stabili negli ultimi 20 anni. Fattori di rischio sinergizzano tra loro e non solo per MCV ma anche per BPCO, e cancro.

FDR

  • Modificabili primari: dislipidemia, fumo, ipertensione (1º posto), DM e IR
  • Modificabili più corollari: obesità, sedentarietà, stress
  • Non modificabili: età, genere e familiarità

5 fattori modificabili (BMI alta, colesterolo non HDL, fumo, etc .. )-> determinano il 57% nelle donne e il 52% nell'uomo delle morti. Resta rischio residuo, rischio legato alla genetica o fattori di rischio che non conosciamo.

FDR emergenti

  • Iperomocisteinemia: tendenzialmente correlata ad un aumento del rischio CV ma non siamo mai riusciti a dimostrare che si riduce, diminuisce anche il rischio di MCV.
  • Lp(a): lipoproteina a piccolo, elemento che sembra aver un grosso ruolo nella formazione delle placche aterosclrotiche.

Dislipidemie

Il colesterolo alto è il fattore di rischio più facilmente trattabile rispetto agli altri. HDL: colesterolo buono LDL: colesterolo cattivo Quando trattiamo una dislipidemia non familiare (ipercolesterolemia standard) si guarda LDL anche senza sapere trigliceridi, colesterolo totale e HDL, perchè in tutti i grandi studi fatti su un campione molto esteso il parametro che correla di più con la mortalità cardiovascolare è I'LDL. lo posso avere LDL alto e dire che chi ha LDL alto muore di più per infarto, ma questo non vuol dire necessariamente che se lo abbasso la gente muore meno di infarto. Nel caso dell'LDL assolutamente sì: ogni % di LDL che riduco abbasso % di mortalità CV. Nel trattamento della dislipidemia ci si rifà ai documenti ESC. Stabiliamo il rischio del paziente, e se il paziente ha rischio elevato, sarò aggressiva nel trattare i FDR, senno no.

  • MOLTO ALTO: Pazienti che hanno aterosclerosi documentata con Angio-Tc coronarica (mezzo di contrasto) e coronarografia (cateteri). Arteriopatia periferica significativa (stenosi del 50% delle carotidi o delle arterie degli arti inferiori). Pazienti con diabete e almeno un danno d'organo. Pazienti con insufficienza renale severa (GFR <30 ml o esame della creatinina). Nei pazienti che hanno rischio di MCV in prevenzione secondaria devono avere LDL<55. Se il paziente non ha eventi cardiovascolari ma ha il diabete il cut-off è 70, se ha ipertensione è 100. 130 fattore desiderabile in chi non ha nessun fattore di rischio. Paziente potrebbe avere 110 di LDL, quando dovrebbe averne <55 perchè è a rischio molto alto, ma non ha l'asterisco perché il limite è 130. RICORD
  • ALTO:

2Pazienti con singoli fattori di rischio molto elevati, in particolare:

  • Colesterolo totale (TC) >8 mmol/L (>310 mg/dL)

  • LDL-C >4,9 mmol/L (>190 mg/dL)

  • Pressione arteriosa (PA) ≥180/110 mmHg

  • Pazienti con ipercolesterolemia familiare (FH) senza altri grandi fattori di rischio.
  • Pazienti con diabete mellito (DM) senza danno d'organo, con durata ≥10 anni o presenza di un altro fattore di rischio aggiuntivo.
  • Malattia renale cronica moderata (eGFR 30-59 mL/min/1,73 m2)
  • SCORE calcolato tra il 5%- 10% per rischio cardiovascolare fatale a 10 anni.
  • MODERATO: pazienti giovani
    • T1DM (<35 anni)
    • T2DM (<50 anni): con durata del diabete <10 anni e senza altri FDR
  • SCORE calcolato tra 1% e 5% per rischio cardiovascolare fatale a 10 anni
  • BASSO:
    • SCORE calcolato <1% per rischio cardiovascolare fatale a 10 anni.

HDL

Non c'è evidenza che aumentando HDL si abbia riduzione del rischio di MCV. Unico modo per aumentare HDL è aumento dell'attività fisica. se un paziente ha valori HDL > 70-100, molto alti, potrebbe indicare rischio aumentato di MCV. Il range migliore di HDL è 40-60, il rischio aumenta sia <40 sia >60.

Trigliceridi

Sono la parte del profilo lipidico più legata alla dieta, e non al metabolismo come LDL. Elevati valori sono spesso associati a elevati valori di colesterolo-LDL e a bassi livelli di colesterolo-HDL e ad altre malattie quali il diabete e l'obesità. Trigliceridi alti sono spia di pessima alimentazione (dieta spazzatura: ricca in carbo grassi, alcol), ma sono molto sensibili alle modificazioni della dieta, per cui è possibile ridurre il loro livello e mantenerlo + basso, meglio <150. la Formula di Friedwald si usa se nelle analisi non sia riportato LDL: Colesterolo LDL= colesterolo totale- Colesterolo HDL- 1% Trigliceridi Paziente deve avere colesterolo LDL in rapporto al suo fattore di rischio (92 di LDL in chi non ha FDR va bene, se ha già avuto evento cardiovascolare no).

Fumo

Il fumo è responsabile del 50% di tutte le morti evitabili in fumatori e la metà di queste è dovuta a MCV (vasospasmo coronarico che può durare minuti e portare all'infarto). Spesso i fumatori muoiono prima di BPCO che di cuore, patologia ancora peggiore dell'infarto con morte più brutta e meno curabile. Il fumo determina lo sviluppo e la progressione dell'aterotrombosi. Radicali liberi legati ai gas, anche fumo passivo aumenta il rischio di cancro e di infarto. il fumo innalza la frequenza cardiaca perché stimola simpatico, specie se ci abbini il caffè. Il caffè non fa male di per sé, ha teobromina, xantine che sono vasodilatatori e quindi un consumo moderato di caffè sembra che sia meglio averlo che non (dai 2 ai 4 caffè nelle prime ore della giornata, pù può essere associato a insonnia e aumento della pressione nelle fasi in cui dovrebbe scendere).

Cardiologia Gargani

06/03/2025

3Lezione 1: ipertensione

L'ipertensione è un fattore di rischio per lo sviluppo di:

  • HF: scompenso cardiaco
  • Malattia coronarica
  • Arteriopatia obliterante degli arti inferiori: problemi di vasculopatia periferica
  • Insufficienza renale cronica
  • Fibrillazione atriale

È importante conoscere i valori pressori: PA ottimale è <120/80 mmHg, PA normale fino a 130/85 mmHg, si parla di ipertensione da >140. La pressione arteriosa è un fenomeno fisiologico estremamente composito: ci sono molti fattori che possono interferire e determinare la pressione.

  • Fattori genetici (quali sono i geni specifici non lo sappiamo ma c'è una predisposizione
  • Fattori comportamentali: attività fisica, alimentazione (considerando sodio e potassio), sonno, obesità, consumo di alcol e di sostanze.
  • Fattori ambientali: stato socio-economico/geopolitico, inquinamento dell'aria e acustico.
  • Fattori socioeconomici e psicosociali: stress, accesso ai sistemi di cura
  • Fattori fisiopatologici: renali (RAAS, sensibilità al sodio, ischemia renale, natriuresi), vascolari, ormonali (sistema endotelina ed effetto ormoni sessuali), neuronali (stimolare il sistema nervoso autonomo vagale determina riduzione frequenza cardiaca e pressione).

Complicanze dell'ipertensione

L'ipertensione può compromettere ogni organo e apparato del corpo, poiché i vasi sanguigni irrorano tutti i tessuti. Uno degli organi più colpiti è il cuore. L'aumento prolungato della pressione arteriosa può provocare l'ipertrofia del ventricolo sinistro, un ispessimento delle pareti cardiache che non si sviluppa nell'arco di poche settimane, ma richiede mesi o anni di pressione elevata non controllata. Per diagnosticare questa condizione, si può utilizzare l'elettrocardiogramma, ma l'esame più preciso è l'ecocardiogramma, che permette di misurare direttamente lo spessore delle pareti cardiache. Un'altra complicanza a livello cardiaco è la dilatazione dell'atrio sinistro, che può favorire la comparsa della fibrillazione atriale, un'aritmia frequente nei pazienti ipertesi. Inoltre, la pressione alta può favorire la formazione di placche aterosclerotiche a livello delle coronarie, aumentando il rischio di infarto. Anche il rene è un organo strettamente legato all'ipertensione: può esserne sia la causa che la vittima. Se la pressione elevata danneggia i vasi renali, si può sviluppare glomerulosclerosi, una condizione che compromette la funzione filtrante del rene e può, a sua volta, peggiorare ulteriormente il controllo della pressione.Il cervello è un altro organo particolarmente vulnerabile: l'ipertensione può danneggiare sia i grandi vasi sia il microcircolo cerebrale, aumentando il rischio di microemorragie e contribuendo al decadimento cognitivo su base vascolare. Infine, anche l'occhio può risentire degli effetti della pressione alta. La retinopatia ipertensiva, simile a quella diabetica, rappresenta un importante segno di danno vascolare. L'analisi del fundus oculi permette di osservare direttamente il stato dei vasi retinici ed è un metodo semplice e accessibile per valutare se un paziente soffre di ipertensione da lungo tempo.

4Indice Caviglia-Braccio (ABI)

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