Documento sulla gestione del paziente chirurgico, analizzando i tipi di chirurgia e le procedure come laparoscopia e laparotomia. Il Pdf, utile per studenti universitari, delinea la classificazione degli interventi e il ruolo dell'infermiere nelle fasi pre, intra e post-operatorie, trattando anche nutrizione e gestione del dolore.
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Il PAZIENTE CHIRURGICO è colui il quale deve essere sottoposto al trattamento chirurgico della patologia di cui è affetto.
Il termine -scopia significa guardare all'interno di una cavità, il termine -laparo significa cavità addominale; quindi la laparoscopia è una tecnica chirurgica che consente di studiare organi e tessuti all'interno di addome e pelvi. Questa procedura permette:
La laparoscopia si esegue in anestesia generale. Il chirurgo pratica una piccola incisione sull'addome, generalmente in corrispondenza dell'ombelico, dove inserisce un tubicino attraverso cui insufflare dell'anidride carbonica necessaria a distendere la cavità addominale e permettere, dunque, una migliore visione. Attraverso la stessa incisione è introdotto il laparoscopio. Qualora la laparoscopia sia utilizzata per operare, il chirurgo pratica altre piccole incisioni (da 2 a 4) in corrispondenza delle zone su cui intervenire, per farvi passare gli strumenti necessari all'intervento. È da evitare in pazienti con problemi della coagulazione del sangue o affetti da alcune malattie infettive, nelle donne in gravidanza avanzata, in persone obese o che si sono sottoposte in precedenza a interventi chirurgici all'addome.
Il termine -tomia significa tagliare; laparotomia significa tagliare/sezionare la cavità addominale. La laparotomia è una tecnica ancora in uso, anche se si cerca di evitarla perché:
Una volta che il paziente è stato preparato per l'operazione chirurgica e una volta disinfettata l'area in corrispondenza della quale si deve eseguire la laparotomia, il chirurgo può procedere con l'intervento. Il procedimento può essere suddiviso in tre fasi:
Gli interventi chirurgici possono essere classificati in base al grado di urgenza:
Le Emergenze/Urgenze possono essere traumatiche (riguardano torace, addome, pelvi, politrauma) e spontanee (come emorragie digestive, addome acuto con peritonite, emoperitoneo, occlusioni intestinali, infarto intestinale)
La gestione del paziente chirurgico comprende la valutazione dei fattori di rischio, per ridurre i rischi dell'intervento e, laddove possibile, intervenire correggendoli. Possono essere legati al paziente stesso o all'intervento al quale il paziente viene sottoposto.
I fattori legati al paziente si distinguono in:
I fattori di rischio legati all'intervento dipendono da:
Nella fase pre-operatoria il ruolo dell'infermiere è quello di:
Prima di trasferire il paziente in reparto controllare se:
È la fase in cui il paziente rientra in reparto. Al suo arrivo bisogna controllare al paziente: