Compendio di Storia: dal Medioevo all'età moderna, Consorzio Didattico Europeo Code Group

Documento dal Consorzio Didattico Europeo Code Group su Compendio di Storia. Il Pdf, un compendio, copre il Medioevo e l'inizio dell'età moderna, con argomenti come feudalesimo, comuni e crociate, adatto per la scuola superiore in Storia.

Mostra di più

59 pagine

COMPENDIO DI STORIA
II ANNO – I PARTE
2
INDICE
1) Il Medioevo: tratti generali -------------------------------------------------------- 3
2) La rinascita dell’anno Mille ------------------------------------------------------- 4
3) Il Feudalesimo ----------------------------------------------------------------------- 7
4) La nascita dei comuni e lo sviluppo delle città----------------------------- 9
5) Federico Barbarossa e i comuni lombardi --------------------------------------- 12
6) Federico II di Svevia e il tentativo di una restaurazione imperiale ----------- 16
7) Le Crociate --------------------------------------------------------------------------- 19
8) I Normanni in Italia ----------------------------------------------------------------- 22
9) Filippo IV il Bello e Bonifacio VIII ---------------------------------------------- 24
10) Il declino dell’impero e del Papato ----------------------------------------------- 26
11) Il regno di Napoli tra Angioini e Aragonesi ----------------------------- 28
12) Le lotte tra gli stati italiani ------------------------------------------------- 29
13) La Pace di Lodi e la politica dell'equilibrio ------------------------------ 31
14) Il declino del Comune e la nascita delle Signorie ----------------------- 32
15) La Guerra dei Cent’Anni ---------------------------------------------------------- 35
16) Le Monarchie Nazionali ----------------------------------------------------------- 38
17) L’Italia alla fine del Medioevo --------------------------------------------------- 42
18) L’esplorazione delle rotte atlantiche --------------------------------------------- 43
19) Riforma e Controriforma ---------------------------------------------------------- 47
20) Carlo V e le guerre d’Italia -------------------------------------------------------- 53

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

DIDATTICO CONSORZIO EUROPEO® DE GROUP

COMPENDIO DI STORIA

II ANNO - I PARTE

INDICE

  1. Il Medioevo: tratti generali
  2. La rinascita dell'anno Mille
  3. Il Feudalesimo
  4. La nascita dei comuni e lo sviluppo delle città
  5. Federico Barbarossa e i comuni lombardi
  6. Federico II di Svevia e il tentativo di una restaurazione imperiale
  7. Le Crociate
  8. I Normanni in Italia
  9. Filippo IV il Bello e Bonifacio VIII
  10. Il declino dell'impero e del Papato
  11. Il regno di Napoli tra Angioini e Aragonesi
  12. Le lotte tra gli stati italiani
  13. La Pace di Lodi e la politica dell'equilibrio
  14. Il declino del Comune e la nascita delle Signorie
  15. La Guerra dei Cent'Anni
  16. Le Monarchie Nazionali
  17. L'Italia alla fine del Medioevo
  18. L'esplorazione delle rotte atlantiche
  19. Riforma e Controriforma
  20. Carlo V e le guerre d'Italia

CAPITOLO 1

Il Medioevo: tratti generali

Con il termine Medioevo si indica il periodo della storia europea successivo al declino dell'impero romano d'Occidente. Convenzionalmente se ne fa coincidere la fine con la "scoperta" dell'America da parte di Cristoforo Colombo nel 1492;altrettanto convenzionalmente si fissa anche la sua data d'inizio nel 476, anno in cui venne deposto Romolo Augustolo, ultimo sovrano dell'impero romano d'Occidente. Il termine indica un periodo compreso tra altri due: in questo caso l'età antica e quella moderna; esso fu coniato per indicare il periodo di barbarie, di stasi, dì oscurantismo che, secondo l'autore, aveva fatto seguito agli splendori della classicità e al quale ora il movimento, dell'Umanesimo poneva termine per dare avvio a una nuova era di alta civiltà, Questa concezione del Medioevo come fase di oscurità è durata a lungo nella cultura moderna, ma nel XX secolo la storiografia più avvertita ne ha denunciato l'inconsistenza, non solo rivelando la ricchezza di innovazione e di elaborazione culturale che si è venuta sviluppando tra il V e il XIV secolo, ma più in generale indicando nella fase chiamata Medioevo periodizzazioni molto diverse, talvolta più lunghe e tal altra molto più brevi, a seconda degli aspetti storici presi in considerazione. Una sola dimensione rende omogeneo tutto il periodo: in quel millennio è nata l'Europa così come noi la intendiamo. Il nome convenzionale tuttavia viene ancora adottato per comodità terminologica, ma la sua genericità lo rende poco utile. Per questo il periodo così designato viene sempre più spesso suddiviso in almeno due grandi sottoperiodi: Alto Medioevo (V-X secolo) e Basso Medioevo (XI-XIV secolo).

CAPITOLO 2

La rinascita dell'anno Mille

L'espressione rinascita dell'anno Mille designa una fase storica del Basso Medioevo caratterizzata da una rinnovata religiosità ma soprattutto da uno sviluppo economico che comportò cambiamenti evidenti nella vita sociale, tanto da determinare quello che alcuni storici hanno chiamato "Rinascimento medioevale". Onde evitare confusioni con l'omonimo movimento culturale del XV secolo, si è tuttavia preferito chiamare "rinascita" questa fase di sviluppo culturale collocata intorno al secolo XI.

Rivoluzione Agraria

tra i secoli X e XI la società Europea entrò in una straordinaria espansione economica e culturale e ci fu un forte incremento demografico causato dai disboscamenti (che estendono l'area di superfici coltivabili), nuovi insediamenti e maggior surplus alimentare. L'incremento della produzione agricola fu caratterizzato dall'esaurirsi delle invasioni barbariche, dai mutamenti climatici (clima più caldo e secco) che portarono a un disboscamento e dalla conquista di nuovi spazi agricoli. Vi fu inoltre un aumento della produttività grazie a diverse innovazioni tecnologiche: l'aratro pesante, l'introduzione del cavallo da tiro al posto del bue così da rendere pi veloce l'aratro, il collare da spalla per il cavallo e il giogo per i buoi. Molto importante fu anche la diffusione della rotazione triennale: il campo veniva diviso in tre parti due delle quali erano coltivate mentre solo la terza lasciata a riposo (lasciata per le erbe spontanee). Prima c'era la rotazione biennale. Venne inoltre introdotto la pratica della semina differenziata: ogni anno in una delle due parti coltivate si seminavano i cereali autunnali come il frumento e nell'altra i cereali primaverili cole l'orzo, così da ridurre i rischi dei cattivi raccolti, da equilibrare l'alimentazione e da reintegrare la fertilità dei campi.

La rinascita delle città

a partire dal XI secolo si assiste a un rifiorire dei centri urbani: la popolazione cresce, e la vita economica e mercantile entrano in una fase di grande sviluppo. Le città hanno struttura circolare, con al centro la cattedrale e l'edificio del governo cittadino. Le mura delle città dividevano la città dalla campagna che erano ambienti diversi culturalmente e socialmente. Si svilupparono l'economia e il commercio, e si riprese anche l'economia monetaria.

La signoria di Banno

intorno al 1000 si colloca la diffusione della signoria di banno (tedesco, significa "comando") favorita dall'evoluzione del feudalesimo e dall'incastellamento. Tra il IX e il XI sec il beneficio feudale diventò bene ereditario e nel X e XI sec. l'autorità del sovrano venne meno con l'ingrandirsi dei poteri locali. Il signore iniziò a esercitare su chi abitava nel territorio a lui soggetto sia i diritti della signoria terriera sia quelli con funzione di difensore militare (dominatus loci). I compiti principali del signore erano di amministrare la giustizia e di difendere i territori circostanti: questi non erano gratuiti ma accompagnati dall'imposizione di tasse.

Il rinnovamento della chiesa

nei sec. X e XI le istituzioni ecclesiastiche erano inserite nelle strutture politiche tanto che i signori consideravano monasteri e vescovati come parti dei loro beni e essi nominavano vescovi e abati o addirittura assumevano loro stessi il titolo di abate. Fu così avvertita la necessità di un radicale rinnovamento che allontanasse la Chiesa dalle cose terrene per riavvicinarla ai suoi compiti spirituali. Nel 910 il duca Guglielmo d'Aquitania fondò a Cluny in Borgogna un monastero dove c'era una particolare attenzione alla liturgia e alla preghiera. Molti monaci si unirono ai cluniacensi facendo crescere sempre di più il numero dei monasteri. Venne proposta come unica fonte vera di monachesimo la via ermetica (solitudine) su cui si basano i certosini. Nel 1098 venne fondata in Borgogna l'abbazia di Citeaux che diete il nome all'ordine cistercense che si caratterizzava per la povertà assoluta, la semplicità delle chiese e il ritorno al lavoro manuale abbandonato dai cluniacensi. La Chiesa era "malata" e percossa dalla simonia (accedere alle cariche ecclesiastiche mediante pagamento) e dal concubinato (ai figli dei preti venivano date cariche ecclesiastiche). Enrico III elesse 4 papi tedeschi tutti favorevoli a una riforma della Chiesa contro la simonia. Il più notevole dei 4 fu Leone IX che conquistò il papato il quale divenne in centro della riforma e il punto di riferimento. Ci fu lo scisma (1054) con cui la Chiesa Cristiana si divise in cattolica e ortodossa. Nel 1059 papa Niccolò III emanò un decreto che escludeva ogni ingerenza laica nell'elezione papale. Dall'XI secolo ebbe inizio lo scontro "per le tre investiture" tra papato e imperatore. Nel 1075 il papa Gregorio VII vietò che i vescovi fossero investiti nelle loro cariche da un re o un imperatore. L'imperatore Enrico IV depose il papa il quale rispose scomunicando (la scomunica poneva fine alla vita spirituale dell'imperatore e scioglieva i sudditi dall'obbligo di fedeltà al sovrano scomunicato; così i tedeschi insorsero e si misero al fianco del papa) l'imperatore nel 1076. Gregorio fu costretto a incontrare da penitente il papa che tolse la scomunica nel 1077. Senza sottostare al papa l'imperatore si scontrò con i ribelli in Germania e in seguito con il Papa costringendolo a ritirarsi in Castel S'Angelo. Egli fu salvato dai normanni che lo portarono a Salerno dove morì nel 1085. La sua morte non pose fine al conflitto. Nel 1111 a Sutri il Papa Pasquale II e l'imperatore Enrico V strinsero un accordo secondo il quale l'imperatore non avrebbe più interferito con la nomina dei vescovi e questi avrebbero restituito tutti i poteri e i redditi di origine regia. Pochi anni dopo con il concordato di Worms (1122) tra Enrico V e papa Callisto II si decise che i vescovi sarebbero stati eletti dagli ecclesiastici ma avrebbero ricevuto un'investitura temporale da parte dell'imperatore che, in Italia, avveniva dopo la consacrazione, e in Germania prima. Si concluse così in conflitto tra impero e papato.

CAPITOLO 3

Il Feudalesimo

Il feudalesimo è un fenomeno politico, economico e sociale tipico del Medioevo. Troviamo protomi del feudalesimo anche nelle ville romane del III e IV secolo, che dominavano i territori circostanti grazie alla sempre minore autorità dell'impero di Roma. Questa organizzazione si rafforzò in alcune zone con la caduta dell'impero romano. In Italia, ad esempio, le ville romane vennero per così dire prese in gestione dai longobardi invasori. Con Carlo Magno si ha l'inizio del feudalesimo vero e proprio, perché lui organizza il suo impero spartendolo tra i suoi compagni di guerra. Il Sacro Romano Impero era diviso in contee e marche, ognuna rispettivamente donata a conti e marchesi. Queste persone avevano ricevuto questo beneficio dal sovrano, ovvero potevano sfruttare quelle terre in cambio di fedeltà e appoggio militare in caso di guerra. Questo beneficio era però revocabile, quindi alla morte dei feudatari il feudo tornava nelle mani di chi lo aveva concesso. Questa era la teoria, in pratica andò molto diversamente, perché finché ci fu Carlo Magno la sua autorità teneva legati al potere centrale i feudatari, ma con i suoi successori e la divisione dell'impero i grandi feudatari ottennero un potere sempre maggiore e cominciarono a trasmettere i loro possedimenti ereditariamente. Allo stesso momento essi cominciarono a suddividere i loro feudi dando il beneficio ad altri, i vassalli che a loro volta se il feudo era abbastanza grande lo concedevano ai valvassori, e questi ai valvassini. Nell'877 con il capitolare di Quierzy (il Capitolare di Quierzy è un testo normativo promulgato il 14 giugno 877 nella città di Quierzy-sur-Oise da Carlo il Calvo che sancì, di fatto, il passaggio per eredità delle cariche feudali maggiori) i feudi maggiori divennero ereditari, seguiti da quelli minori nel 1037 con la Constitutio de feudis. Quindi ci fu una suddivisione notevole del potere, che rese ancora più statica e frastagliata questa società. Le invasioni barbariche peggiorarono la situazione: infatti per difendersi i signori costruirono castelli sempre più simili a fortezze e organizzarono possenti eserciti (questo fenomeno viene chiamato incastellamento). Ma per affermare anche il loro potere su un altro feudatario, essi non esitavano a muovere guerra, che in genere si concludeva con un assedio, distruggendo il contado del feudo e quindi la sua economia. Quindi guerre interne, invasioni esterne e

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.