La costruzione dello stato moderno borbonico e la sperimentazione nei siti reali

Slide sulla costruzione dello stato moderno borbonico e la sperimentazione nei siti reali del Regno di Napoli. Il Pdf esplora la crescita dell'apparato amministrativo e le modalità decisionali, utile per lo studio universitario di Storia, analizzando il passaggio verso una monarchia amministrativa.

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61 pagine

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LA COSTRUZIONE DELLO STATO MODERNO
BORBONICO. LA SPERIMENTAZIONE NEI SITI
REALI DEL REGNO DI NAPOLI
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I BORBONE
CARLO III DI BORBONE (1716-1788)
FILIPPO V DI
SPAGNA (1683-
1743)
LUIGI XIV (1638-1715)

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LA COSTRUZIONE DELLO STATO MODERNO BORBONICO

LA SPERIMENTAZIONE NEI SITI REALI DEL REGNO DI NAPOLI

z .. ICLOVIS · QUATORZE z LUIGI XIV (1638-1715) I BORBONE FILIPPO V DI SPAGNA (1683- 1743) CARLO III DI BORBONE (1716-1788)z

IL RIFORMISMO BORBONICO

  • In questo volume si affrontano alcuni aspetti dell'azione riformatrice messa in campo dalla monarchia borbonica nel Regno di Napoli - avendo a modello quella spagnola inaugurata in quel regno da Filippo V - con un'attenzione specifica ai Siti reali. Fin dai primi tempi dell'insediamento sul trono, Carlo III si adoperò per attuare alcune riforme che potessero ricondurre gli apparati di governo ad un più stretto controllo da parte del sovrano. A tali finalità era volta l'organizzazione del governo in Segreterie, le novità introdotte per la ricomposizione del patrimonio regio, i tentativi volti a limitare le facoltà e le giurisdizioni di ecclesiastici e di feudatari.z

RIFORMISMO SPAGNOLO E RIFORMISMO NAPOLETANO

  • Nei riformismi filippino e carolino vi sono evidenti analogie, politiche ed istituzionali, che non lasciano spazio ad alcuna confutazione. Naturalmente, gli esiti non furono identici, anche perché i contesti di declinazione furono differenti e, come sappiamo, l'affermazione del principio dell'unicità della sovranità è condizionata da molteplici variabili quali il rapporto tra l'organizzazione politica e la società, la maggiore o minore omogeneità etnica e geografica del territorio, i conflitti e le contese politico-religiose.z

LA MILITARIZZAZIONE DELLA SOCIETA' E DELLA CORTE DI FILIPPO V

  • Se prestiamo attenzione ai primi ambiti di intervento del giovane Borbone a Napoli, si registra una riproduzione della politica paterna attuata in Spagna. Sicuramente, l'azione di Filippo V fu connotata da un più diffuso impiego della leva militare, che fu determinante per gli esiti della Guerra di Successione, tanto che la storiografia ha parlato di una vera e propria militarizzazione della società e della corte.z

STATO MODERNO NEL REGNO DI NAPOLI

  • Volendo far riferimento alla tradizionale categoria di stato moderno, inteso come una tendenza alla concentrazione del potere nelle mani del sovrano, realizzata attraverso innovazioni introdotte nelle modalità di governo del territorio, potremmo concludere che tale tendenza abbia ottenuto una enfasi maggiormente accentuata, nel Regno di Napoli, con l'avvento di Carlo di Borbone.z

IL RE E IL REGNO

  • L'impeto riformistico di Filippo V conobbe, a partire dal 1724, un vistoso rallentamento; ciononostante egli gettò le basi su cui si resse il governo della monarchia per tutto il secolo XVIII . Il sovrano dovette scontrarsi con le opposizioni del Consiglio di Castiglia, perché le riforme intaccarono i punti fondamentali su cui si reggeva l'equilibrio dei poteri nello Stato e che garantivano il bilanciamento tra lo Stato e le diverse sfere di giurisdizione all'interno del regno.
  • Anche Carlo III dovette affrontare le medesime resistenze, da parte dell'opposizione di carattere corporativo dei ceti del regno, togato e feudale. Nonostante tutto, a fronte di un impeto riformistico che, anche qui, conobbe nel corso degli anni un alternarsi di momenti di accelerazione a momenti di spiccata attenuazione della spinta riformistica, è innegabile il contributo dato nel gettare le basi su cui si resse l'organizzazione statale lungo l'intero secoloz

IL SISTEMA POLITICO DI ANTICO REGIME

  • Il fondamento del sistema politico di Antico Regime, era rappresentato dalla dialettica re/regno ma, lentamente, il secondo termine del rapporto tese ad essere sfumato lasciando spazio soltanto al primo, grazie all'opera del sovrano volta ad accantonarlo, al fine di eliminare tutti quegli aspetti che potevano essere poco favorevoli alla crescita del suo potere.
  • I caratteri del regno - quali l'essere una comunità politica ampia, indipendente, indivisibile, con norme proprie regolanti le basi del funzionamento della società, poco interessato alle guerre di espansione e di più all'autoconservazione - erano a fondamento di talune tensioni con il sovrano.z

IL SOVRANO E IL DINASTA

  • Il sovrano visto dalla parte del regno e considerato alla luce della teoria politica classica, svolgeva una funzione di protezione, da attacchi esterni e di difesa, all'interno, dei più deboli dai più forti, in vista della quale il regno gli concedeva risorse militari e finanziarie, con contribuzioni di carattere temporale o permanente .
  • Tuttavia il sovrano agiva anche come esponente a capo di una casa dinastica che perseguiva interessi particolari, alla stregua di qualunque altro esponente del ceto aristocratico: desiderava comandare all'interno del proprio territorio (come ogni altro feudatario); desiderava trasmettere il proprio patrimonio ai successori intatto o, possibilmente, accresciuto; voleva esercitare uno stretto controllo sugli amministratori dei suoi beni e delle sue rendite. Il problema, in un simile contesto, è rappresentato dalla labilità dei confini tra questi due aspetti della figura del sovrano e dalla facilità con cui, molto spesso, le risorse del regno trovano impiego per le finalità private del sovrano.z

L'ESERCIZIO DELL'AUTORITA' REGIA: LA VIA GIUDIZIARIA E LA VIA MILITARE

  • In un contesto di stato di Antico Regime, il sovrano aveva due possibilità per esercitare la sua autorità: la via giudiziaria e la via militare. Nello scegliere la prima, il peso del regno era maggiore in quanto la giustizia era espressione delle comunità; i giudici dovevano attenersi al rispetto degli ordinamenti locali, declinando il comando con modalità tarate sulla specificità di ogni territorio, e, di fatto, operavano una limitazione nei confronti del potere regio. Quando il sovrano sceglieva tale via aveva un limitato margine di azione, in quanto operava come garante dell'equilibrio tra i corpi inferiori.z

LA LIBERTA' DI AZIONE DEL SOVRANO

  • Scegliendo la seconda via, quella militare, il sovrano risultava più libero nella sua azione, essendo la difesa del regno sua competenza esclusiva, incentrata su modalità rapide di decisione e assenza di compromessi. Si evitava così di prendere decisioni in seno a consigli, tipiche della via giudiziaria, comportanti l'ascoltare le voci di ogni parte territoriale, a garanzia della preservazione degli interessi di ognuna di esse, rapportandosi con un blocco di istituzioni fortemente statico.
  • Gli argomenti del sovrano, optando per la via militare, erano sempre maggiormente convincenti, in quanto poteva far leva sulla difesa del regno, della monarchia, della salvaguardia della sua personaz

L'AZIONE DI FILIPPO V

  • Il sovrano disponeva, dunque, di uno strumento molto più incisivo dal punto di vista politico, per sviluppare il suo potere e la sua influenza che, nel caso spagnolo, non disprezzò di utilizzare senza riserva.
  • Il regno di Filippo V rappresenta il momento in cui viene maggiormente accentuata l'enfasi per ridurre il peso del modello giustiziale negli apparati di governo spagnoli , attraverso le riforme introdotte dopo il fallito tentativo per allontanare i letrados dai consigli.
  • Con la riforma del 1713 egli sviluppo il Sistema delle Segreterie del Despacho come luogo di decisione indipendente dal Sistema consiliare; operò la riforma della Real Hacienda riconducendo tutto sotto il controllo della Segreteria del Despacho de Hacienda; sviluppò la via militare introducendo le figure dei Capitani Generali nelle cariche di presidi delle Real Audiencias della corona di Aragona e suddividendo il territorio in una serie di corregimientos militari, i cui corregidores erano espressione della Segreteria del Despacho de guerraz

CARLO III E I MILITARI

  • Tuttavia, nemmeno Carlo fu da meno in merito a tale punto, tenuto conto che sin dai primi anni di insediamento sul trono del regno di Napoli, il padre gli fece dono di alcuni reggimenti di fanteria italiana e vallone, al fine di dotarlo di un contingente di veterani volto a garantire l'esistenza del nuovo stato. Carlo non trascurò, tra l'altro, di avvalersi in modo più diffuso rispetto al passato, delle figure militari per funzioni afferenti oltre che alla sicurezza del territorio - come le figure dei presidi, che ricordano tanto, per competenze e attribuzioni, quella degli intendenti spagnoli -, alla soprintendenza del governo all'interno dei siti reali, o a funzioni coadiuvanti nel momento della raccolta fiscalez

AMBITI DI INTERVENTO DELLE RIFORME CAROLINE

  • In merito agli ambiti di intervento, una delle prime azioni compiute fu la soppressione del Consiglio Collaterale che se, da un lato, aveva coerenza con il ritorno della presenza fisica del sovrano a Napoli e, dunque, ne rimarcava il carattere pleonastico, dall'altro, non nascondeva intenti volti a porre un freno al potere che «la toga» aveva raggiunto nel regno. Anche Carlo diede vita ad un impianto degli apparati di governo basato sulle Segreterie. Tra i primi interventi annoveriamo anche il tentativo di ridurre il più possibile i livelli di mediazione che si frapponevano nel rapporto tra sovrano e sudditi, attraverso il restringimento delle giurisdizioni ecclesiastica e feudalez

LE ANALOGIE NEI RIFORMISMI SPAGNOLO E NAPOLETANO

LA REGGIA DI CASERTA

L'ESCORIALz

1) IL DIRITTO DI CONQUISTA

  • L'importanza data all'acquisizione del regno per diritto di conquista; essa conferì a Carlo, al momento della transizione di regime dagli austriaci ai Borbone, una condizione di superiorità nel capitolare l'osservanza degli antichi privilegi in cambio di giuramento di fedeltà e obbedienza.
  • In Spagna, Filippo V riuscì a far tabula rasa dei fueros catalani rimarcando fortemente il carattere di conquista del regno, fornendo la base allo stravolgimento degli assetti istituzionali del regno.
  • Nel caso di Carlo che pure fece leva sul carattere di conquista del regno, esso fu funzionale all'attuazione di quella politica di riduzione dei privilegi delle città del regno e alla riorganizzazione della nobiltà regnicola, la riforma della «Tavola della nobiltà», attraverso la quale il servizio al sovrano diveniva centrale per la legittimazione della nobiltà.

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