Slide dall'Università di Camerino su Conoscenze Chimico-fisiche del Materiale Cartaceo e Suo Degrado. Il Pdf esplora le materie prime, la produzione e l'instabilità della carta, analizzando i fenomeni di degrado chimici, fisici e biologici. Questo documento di Chimica, adatto per l'Università, include tabelle e diagrammi esplicativi.
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LA CHIMICA DELLA CELLULOSA INTERAZIONE ACQUA - CELLULOSA CRISTALLINITÀ DELLA CELLULOSA FUNZIONE DEI COLLANTI, ADESIVI, CARICHE
MODIFICAZIONE DELLE SOSTANZE FIBROSE INTRODUZIONE DEL PROCESSO DI SBIANCA MODIFICAZIONE DELLE TECNICHE DI RAFFINAZIONE MODIFICAZIONE DELLA TECNICA DELLA COLLATURA
FENOMENI DI DEGRADO CHIMICI, FISICI E BIOLOGICI
METODI DI PROVA INTERNAZIONALI E NAZIONALI PIÙ USATI
Si chiama "carta" un foglio di natura igroscopica costituito generalmente da fibre vegetali, ottenuto mediante feltrazione di esse. Questo feltro può contenere altre sostanze che vengono aggiunte al fine di impartire ad esso determinate caratteristiche: principalmente sostanze di carica, collanti, pigmenti, coloranti.
In questa definizione sono contenuti in poche parole i principali concetti che delineano il materiale "carta" e cioè che si tratta di un foglio di fibre vegetali lavorate in maniera opportuna per consentire la feltrazione e con la aggiunta di alcuni additivi per migliorare le caratteristiche del foglio e consentirne la scrittura.
FELTRAZIONE: fenomeno che avviene solamente se le fibre sono state bagnate e lavorate in acqua.
La carta vista al microscopio non è completamente omogenea, ma mostra un intreccio di elementi lunghi e sottili chiamati fibre. Le fibre delle carte antiche sono costituite principalmente da cellulosa mentre le carte moderne sono costituite da emicellulose e lignina.
Le fibre cellulosiche sono molto adatte a essere trasformate in carta perché hanno quelle che in gergo vengono chiamate PROPRIETÀ CARTARIE, cioè:
Con il fenomeno di feltrazione si intende il processo con cui le fibre si saldano le une alle altre ottenendo un materiale con notevole resistenza meccanica.
La feltrazione è un fenomeno che avviene solamente se le fibre sono state bagnate e lavorate in acqua.
Non è un fenomeno solo fisico, ma è accompagnato dalla formazione dei legami interfibra che dopo l'evaporazione dell'acqua divengono stabili.
La formazione di legami interfibra è un argomento molto studiato e complesso. Se questi legami sono scarsi, la carta avrà proprietà meccaniche scadenti, mentre se i legami sono molti la carta avrà ottime caratteristiche di resistenza meccanica.
I LEGAMI INTERFIBRA SONO DOVUTI AD INTERAZIONE DI TIPO ELETTROSTATICO: LEGAMI IDROGENO E LEGAMI VAN DER WAALS
LEGAME IDROGENO: Il legame idrogeno è un particolare tipo di interazione che si forma ogni volta che un atomo di idrogeno è legato ad un atomo fortemente elettronegativo (capace di attrarre elettroni). Si genera così un DIPOLO, in cui l'atomo di H rappresenta la parte positiva. Quando l'elemento è fortemente elettronegativo, come l'ossigeno, la positivizzazione dell'atomo di idrogeno è tale da consentire ad esso di legare un altro atomo elettronegativo con legame di natura elettrostatica. Questo legame può avvenire sia nella stessa molecola, (legame intramolecolare) che fra molecole diverse (intermolecolare) Questo legame viene, in genere, rappresentato come una linea tratteggiata tra l'idrogeno e l'altro atomo elettronegativo.
LEGAMI VAN DER WAALS : anche i legami di Van der Waals sono di natura elettrostatica ma vengono indicati come forze a corto raggio perché i loro effetti sono sensibili soltanto se le molecole degli atomi interessati si trovano a piccole distanze dell' ordine di pochi Angstrom.
Infatti l'entità di queste interazioni varia con l'inverso della sesta potenza del raggio e già a distanze di 10 Å diventano trascurabili.
Affinché i legami interfibra si possano costituire è necessario che le fibre siano a distanze molto piccole e ciò avviene grazie all'azione dell'acqua. L'acqua molto polare, penetra nelle fibre della cellulosa sostituendo alcuni legami H fibrilla-fibrilla con legami fibrilla-H2O. Durante l'essiccamento l'acqua esercita una forza attrattiva che avvicina progressivamente le superfici fibrose in modo da favorire la formazione di legami H fra le fibre.
Quindi il processo di raffinazione della cellulosa deve essere necessariamente fatto con liquidi polari come l'H2O per permettere la feltrazione che promuove la formazione dei legami interfibra.
La cellulosa è un polisaccaride, cioè una macromolecola costituita essenzialmente dalla sequenza di unità monosaccaridiche di glucosio che in ambiente acquoso esiste prevalentemente in forma ciclica piuttosto che in forma aperta.
Gli anelli a 6 atomi, in particolare, sono dotati di notevole stabilità, essendo la loro struttura pressoché priva di tensioni. La molecola di glucosio in questa forma si chiama glucopiranosio.
Per rappresentare le strutture cicliche del glucosio ci sono vari tipi di proiezioni:
FISHER: Le proiezioni di Fischer delle strutture cicliche semiacetaliche offrono il vantaggio di essere facilmente correlabili alle strutture di Fischer aperte. Per convenzione la molecola va disegnata verticale con il carbonio più ossidato verso l'alto. I carboni asimmetrici occupano il centro dei legami a croce, i legami verticali si intendono diretti sotto il piano del foglio, i legami orizzontali sono rivolti verso chi guarda. Per chiudere il ciclo si usa il solo legame semiacetalico che quindi assume una lunghezza e una forma anomale.
HAWORTH: Le proiezioni di Haworth rispecchiano meglio la reale struttura tridimensionale degli zuccheri. Secondo questa convenzione l'etere ciclico deve essere rappresentato come un esagono con il carbonio anomerico a destra e l'ossigeno eterociclico in alto. I legami che escono dall'anello devono essere disegnati come trattini verticali.
CONFORMAZIONALE: Le proiezioni di Haworth descrivono meglio la struttura tridimensionale degli zuccheri rispetto a quelle di Fischer, ma sono in ogni caso una semplificazione. Per avere una rappresentazione più accurata si utilizzano le proiezioni conformazionali che rappresentano i piranosi con strutture a sedia.
In questo modo è possibile valutare meglio i dettagli strutturali distinguendo i legami assiali da quelli equatoriali.
a se il legame C-OH è orientato sotto il piano dell'anello piranosico
ß se il legame C -OH è orientato al di sopra.
Come ogni altro polimero la cellulosa può essere descritta come il ripetersi un unità ripetitiva che nel caso della cellulosa è il CELLUBIOSIO
Il grado di polimerizzazione medio n ha un valore elevato nella cellulosa vegetale, con valori superiori a 5000.
Esso varia in funzione del vegetale di provenienza e in funzione dei trattamenti chimici subiti nel corso di fabbricazione della carta.
Se il gruppo ossidrilico coinvolto nella formazione del legame glicosidico è in configurazione ß, il legame risultante è definito ß glicosidico.
La formazione del polisaccaride lineare cellulosa attraverso legami ß (1-4) glicosidici ha importanti conseguenze sulle sue caratteristiche e funzioni biologiche.
A differenza dell'amido (altro polisaccaride di origine vegetale costituito, come la cellulosa, da unità di glucosio legate però da legami a (1-4) glicosidici) la cellulosa non può essere utilizzata dagli animali superiori come fonte di nutrimento; questi ultimi mancano infatti della ß -glicosidasi, l'enzima che consentirebbe la scissione del polisaccaride in unità di glucosio, mentre posseggono l'a-glicosidasi, che effettua la scissione dell'amido e rende quindi possibile il suo utilizzo a fini metabolici.
Solo i ruminanti possono utilizzare la cellulosa come nutrimento, perché nel loro tratto gastro-intestinale vivono batteri che possiedono la ß-glicosidasi.
Il legame a(1-4) conferisce alla molecola dell'amido una forma a spirale, il legame B (1-4) glicosidico conferisce alla molecola della cellulosa una forma lineare.
I legami B(1-4) glicosidici promuovono l'instaurarsi di legami idrogeno intramolecolari fra le singole unità di glucosio che costituiscono la molecola lineare della cellulosa, conferendone grande stabilità.
Le singole catene sono poi in grado di associarsi tra loro mediante legami intermolecolari.
L'elevato numero di legami intercatena è responsabile delle speciali caratteristiche di resistenza e tenacità della cellulosa vegetale, considerate simili a quelle di un filo di acciaio di pari spessore.