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appunti e slide del corso
Storia dell'arte antica
Università degli Studi di Udine (UNIUD)
66 pag.
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Itinerari e Musei Archeologici tra Grecia e Roma
Egina: L'importanza dell'arte greca
EGINA = isola nel golfo Saronico, di fronte ad Atene. Nel 480 a.C. è una delle isole più importanti.
Egina 1829, l'importanza dell'arte greca
Il governo greco ha sempre puntato sull'arte greca come un elemento fondante l'unione nazionale.
- Nel 1826 il governo protestò per il saccheggio delle antichità di Melos da parte olandese.
- Nel 1827 vietò l'esportazione di antichità nella prima Costituzione.
- Nel 1829 fondò il primo Museo Archeologico Nazionale a Egina nella Scuola di Eunardios. Il museo
fu voluto da loannis Kapodistrias, uno degli artefici dell'indipendenza greca. Nel 1832 ebbe il primo
catalogo.
- Nel 1834 prima legislazione riguardante i "beni culturali", considerati una proprietà pubblica perché
rende realizzati dagli antenati dei greci. Viene decisa la fondazione di un museo in ogni città sede di
una prefettura (in Italia facciamo una legislazione simile a quella greca nel 1992).
- Nel 1837 le antichità più importanti di Egina furono trasferite ad Atene.
- Nel 1899 nasce il servizio archeologico nazionale.
Furti d'arte sotto dominazione turca
Furti d'arte mentre la Grecia era sotto dominazione turca
- I frontoni di Egina raffiguranti le due mitiche cadute di Troia furono riscoperti e asportati nel 1811 e
infine venduti a Ludwig di Baviera. Oggi sono conservati nella Glypthotek di Monaco di Baviera.
- I marmi del Partenone rimossi da Thomas Bruce, conte di Elgin tra 1801 e 1812 e infine acquisiti dal
British Museum nel 1816, nonostante l'opposizione di diversi intellettuali filelleni come lord Byron.
- Venere di Milo, trovata nel 1820 e giunta al Louvre nel 1821.
- La Nike di Samotracia, trovata nel 1863 ed esposta al Louvre dal 1866
Terminologia Architettonica Greca
Il tempio greco dorico
Capriata
Il tempio greco dorico
Colmo
Acrotèrio
Antefissa
Cornice Timpano
Frontone
Trabeazione
Opistodomo
Fregio
Capitello
Statua di
culto
Mètopa
Nàos
Triglifo
Cella
Architrave
Crepidòma
Stilòbate
DuAnan
TEMPIO (o Naos) -> ha una cella
con all'interno la statua di culto
del dio o della dea venerata, di
solito davanti alla cella c'è un
piccolo portico con colonne
chiamato pronao (accesso). Nel
retro c'è una stanza chiamata
opistodomo (retro). Intorno alla
cella c'è una fila di colonne lungo i
4 lati, peristasi, che poggia su una
gradinata (3 gradini), crepidine.
Ordine si
intende il tipo di
(dorico=metope liscie e triglifi,
ionico, corinzio) nelle colonne che
poggiano sul basamento.
Tipi di piante greche
Tipi di piante greche elencati da Vitruvio:
in Antis
in doppio
Antis
Prostilo
Anfiprostilo
Periptero
Diptero
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capitello
utilizzato
Colonna
Tholos
Pseudoperiptero Pseudodiptero-
due colonne (stilos = colonna) tre le ante -> tempio in antis, prostilo, antiprostilo, periptero,
pseudodiptero, diptero e ipetro
- sei colonne -> tempio esastilo
- quattro colonne -> tempio tetrastilo
- otto colonne -> tempio octastilo
. dieci colonne -> decastilo
Elementi del frontone e ordini architettonici
Frontone
Sima
Timpano
17
Cornice
2
3
5
6
7
5
IO
6
Abaco
12
8
Echino
Collare
Colonna
Fusto
DORICO con
scanalature
ad angolo
vivo
IO
15
14
12
16
A sinistra, ordine dorico: 1. sima; 2, timpano; 3. geison; 4. mutulo; 5. gocce; 6. fregio di metope e
triglifi; 7. architrave; 8. tenia; 9. regula; 10. gocce; 11. e 12. capitello con abaco ed echino; 13. fusto;
14. crepidoma; 15. stilobate; 16. euthynteria; 17. acroterio; a destra, ordine ionico: I. sima; 2. geison;
3. dentelli; 4. cymation; 5. epistilio con fasce; 6. abaco; 7. e 8. capitello con volute ed ovoli e dardi;
9. fusto: 10. toro: II. trochilo; 12. plinto. .
frontone
sima
cornice
dentello
cornice
modiglione
trabeazione
trabeazione
fregio
triglifo
fasce
architrave
architrave
mètopa
àbaco
voluta
capitello
d'acànto
astragalo
scanalature
colonna
colonna
colonna
fusto -
fusto
fusto
toro
toro
base
tròchilo (o gola)
base
stilòbate -
stilòbate
stilòbate
stereòbate
o crepidòma
stereòbate
o crepidòma
stereòbate
o crepidòma
- Ordine dorico: capitello semplice con echino e abaco (elemento di transazione);
- Ordine ionico: base modanata (fa da transazione tra il fusto e il pavimento), nascono come colonne
isolate, poi usate nei templi; indicano la differenza tra due dialetti come il dorico (Olimpia e
Peloponneso) e dialetti ionici (Egeo e Turchia). Volute che sostituiscono l'echino, astragali e ovoli e
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trabeazione
dentello
fregio
fregio
architrave
àbaco
capitello
echino
capitello
echino
frontone
frontone
acroterio
Crepidoma
Stilobate
Sterobate
acroterio = statua collocata sul tetto
I
2
Trabeazione
Fregio
Metopa
Triglifo
Architrave
II
7
Capitello
13
9
Fusto
cornice
gocce
fogliel'abaco, architrave con tre fasce; problema con i capitelli angolari (si nota il lato b che rompe la
simmetria) e si inizia a fare un capitello ionico uguale sulle quattro facce.
- Ordine corinzio: prima corona e seconda corona (con in mezzo i caulicoli) di foglie di acanto, sopra
il calice, le volute, le elici, il kalathos, l'abaco con al centro il fiorone = capitello ricco, esuberante,
floreale. Fregio continuo senza metope o triglifi.
Evoluzione degli ordini architettonici
L'ordine dorico ha un'evoluzione: nell'età arcaica (dal VI secolo a.C al 480 a.C. - età classica dal 480 a.C. alla
morta di Alessandro Magno 323 - poi età ellenistica). Le sue proporzioni a lungo rimangono molto tozze,
ovvero il rapporto tra la larghezza della colonna e l'altezza è 1 a 4, a 5 e a volte a 6.
L'ordine ionico ha proporzioni più snelle, slanciate, circa 1 a 10, spesso viene usato negli interni perché
occupa meno spazio. Il capitello ionico in un tempio perittero nei 4 angoli è diverso altrimenti il tutto
risulterebbe asimmetrico.
Ordine corinzio: Vitruvio scrisse sulla sua origine. Il corinzio è un'evoluzione -> viene utilizzato solo alla fine
del V secolo a.C., in pietà età classica. Inizialmente era usato solo come capitello di interni, solo dal II secolo
a.C. verrà usato in esterni -> templi di età ellenistica solo in età ellenistica -> in età romana invece verrà
usato moltissimo.
L'unica differenza tra ordine ionico e corinzio è il capitello.
Policromia e Polimatricità nell'Architettura Greca
la POLICROMIA dell'architettura greca: oggi noi vediamo le statue bianche ma un tempo erano
colorate; uso dei colori base: azzurro e rosso (anche nel tempio di Aphaia/Aegina)
Tempio di Atena Aphaia o Britomarti
Descrizione e mito
TEMPIO DI ATENA AFAIA O BRITOMARTI -> Temeros = santuario = spazio recintato disposto su più
terrazze
Afaia = dea venerata sia dagli uomini impegnati dai commerci nel Mediterraneo (Egina era una delle
principali poleis in età arcaica, con "colonie" a Naucratis in Egitto e a Creta oltre a interessi tirrenici e
adriatici) sia dalle donne, che vi trovavano probabilmente una dea prorettrice della fertilità. Probabilmente
era identificata più con Artemide che con Atena, la cui presenza nei frontoni si spiega più in polemica con
Atene.
Viene descritta da:
- La guida della Grecia di Pausania = un viaggiatore che nel II secolo d.C., scrive una guida della
Grecia in dieci libri in cui descrive i monumenti che incontra girando la Grecia.
Racconta del tempio di Afaia (= la scomparsa -> il mito è una storia di violenza) -> "A Egina, se vai
verso il monte di Zeus Panhellenios, c'è il santuario di di Aphaia, per cui Pindaro scrisse l'inno per gli
Egineti. I Cretesi dicono che Britomarti era la figlia di Zeus e Karme, figlia di Euboulos. Britomartis,
amava correre e cacciare ed era molto cara ad Artemide. Fuggendo l'innamorato Minosse essa finì
nelle reti distese per catturare i pesci. Artemis la rese una dea, e non solo i Cretesi, ma anche gli
Egineti la venerano, sostenendo che essa appare loro sull'isola. La sua epiklesis a Egina è Aphaia,
Diktynna a Crete."
- Un'altra versione della stessa vicenda ce la da più tardi Antonino Liberale: "Successivamente andò
a Creta dove Minosse la vide, se ne invaghì e le fece spietata corte. Britomarti si rifugio presso dei
pescatori che la nascosero sotto le resi; per questo i Cretesi la chiamarono Dictinna e le offrirono
sacrifici. Fuggita da Minosse, Britomarti raggiunse Egina sulla barca del pescatore Adromeda.
Bruciando di unirsi a lei questo la aggredì ma Britomarti saltò dalla barca e si rifugio in un bosco, nel
luogo stesso dove oggi si trova il suo santuario. Ella vi sparì e per questo fu detta Afaia: nel
contempo apparve nel santuario di Artemide una statua. Gli Egineti consacrarono il luogo dove
Britomarti era scomparsa: la soprannominarono Afaia e le offrirono sacrifici come a una dea."
La riscoperta del Tempio di Aphaia
La riscoperta
- Visite di erudite inglesi già nel 1675 e poi ancora nel 1765.
- Scavi nel 1811 da parte di Charles Robert Cockerell, Jhon Foster, Carl Haller von Hallerstein, Jakob
Linckh e riscoperta die frontoni.
- Spedizione dei frontoni a Roma nel 1812, dove furono acquistati da Ludwig di Baviera e restaurati
dal Thorvaldsen (1816-1818).
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- Trasportato a Monaco di Baviera nel 1827 (apertura della Sala degli Eginiti della Glyphotek nel
1830).
....
Modello ricostruttivo del Tempio di Aphaia
Modello
STYLOMATE
ricostruttivo
Tempio di Aphaia:
- tempio perittero esastilo
- della fine dell'età arcaica, inizio età classica
- il tempio fu distrutto, quello che vediamo ora
ha delle colonne più slanciate circa 1 a 6,
prima erano 1 a 4.
- Ha colonne con scanalature, monolitiche,
senza base di transizione tra base della
colonna e il luogo in cui si trova.
- Crepidine = scalinata di accesso
- L'ordine è dorico
Il tempio ha una prima fase introno al 570 a.C., poi viene distrutto e verrà ricostruito. Del vecchio tempio
rimangono dei frammenti di marmo colorato -> triglifi blu (erano sempre blu).
Si sono conservati due frontoni (vecchia cronologia 500/490 a.C .; nuova cronologia post 480 a.C.), opera di
due maestri anonimi, entrambi raccontano dei miti legati a Troia: la scelta di questi soggetti fu motivata dal
fatto che entrambi i conflitti ebbero tra i protagonisti Telamone (est) e il figlio Aiace (ovest), ossia eroi legati
a Egina e discendenti da Ecao, figlio di Zeus e Egina. Gli egineti e gli ateniesi veneravano infatti entrambi gli
Eacidi ed erano in concorrenza.
Genealogia degli Eacidi
EGINA
ZEUS
FACO
SCIRONE
TELAMONE
FOCO
PELEO
TETI
AIACE
TELAMONIO
TEUCRO
ACHILLE
NEOTTOLEMO
Frontoni del Tempio di Aphaia
- Frontone ovest: dell'opistodomo -> distruzione della Troia di Priamo
(data tradizionale 500 a.C. ca.); al centro è rappresentata Atena,
diventata divinità protettrice di Aphaia (fanciulla scomparsa).
- Frontone est: distruzione della Troia del padre di Priamo, Laomedonte
(data tradizionale 490-480 a.C. ca.). frontone più importante -> i greci
hanno sempre l'ingresso a oriente.
Dettagli dei frontoni
Tevknn
Ala
Achilleus
In blu ci sono gli opliti greci, mentre in rosso i
persiani sconfitti.
- Arcere con copricapo, pantaloni e
tunica con le maniche che era
completamente
colorato
e
con
diverse geometrie che siamo in grado
di ricostruire attraverso i raggi UV.
- Atena (conservata a Monaco)
Le statue oltre ad essere colorate
avevano spesso inserti in metallo
(orecchini diademi -> non conservati
ma vediamo i buchi). Atena presenta due buchi in cui probabilmente c'era
il gorgoneion in bronzo = pendente che rappresentava la testa di Gorgone (Medusa).
Altre statue: una è ferita e ha una pettinatura con le trecce più legate alla tradizione tardoarcadica.
POLICROMIA (uso colori)+ POLIMATRICITÀ (uso metalli)
Frontone Est
Eracle
Per riempire lo spazio triangolare dei frontoni vengono poste
ai lati delle figure sdraiate, ad esempio feriti o caduti di
guerra.
Arcere con corazza, copricapo e pelle di leone.
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Frontone Ovest: Statue
di Atena e di Teucro (o
di Paride, figlio di
Priamo)