La Materializzazione dei Punti in topografia: segnali e tecniche di rilievo

Documento sulla Materializzazione dei Punti. Il Pdf esplora la materializzazione dei punti in topografia, distinguendo tra segnali naturali e artificiali, provvisori e permanenti. Il documento, di tipo Pdf, è utile per lo studio universitario della Tecnologia, spiegando concetti e procedure in modo chiaro.

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1 LA MATERIALIZZAZIONE DEI PUNTI
La realizzazione di un’opera, che sia un edificio, una strada o una semplic
e recinzione, dopo che le forme e le dimensioni del manufatto sono state p
ensate, studiate e definite nell’ambito progettuale, richiede sempre la mate
rializzazione sul terreno di alcuni punti (cioè il collocamento di un oggett
o fisico che concretizzi gli stessi punti) che ne definiscano sia la posizione
nel contesto ambientale (per esempio la posizione dell’edificio rispetto ai c
onfini dell’appezzamento), sia le dimensioni del suo ingombro sullo stesso
terreno.
Per esempio, nella figura 1, i punti costituenti gli spigoli di un fabbricato d
efiniscono la forma e le dimensioni dell’ingombro sul terreno dello stesso
edificio, e ne definiscono anche la sua posizione rispetto ai confini dell’ap
pezzamento. Altri punti, non riportati in figura, permetteranno di materializ
zare la posizione e l’andamento delle strutture portanti dell’edificio (muri,
pilastri, spalle ecc.).
Altre volte il problema è quello di eseguire misure sul terreno con le quali
sia poi possibile realizzare la rappresentazione grafica del territorio sotto
forma di carta. Anche in questo caso è necessario materializzare alcuni p
unti, scelti con determinati criteri, sui quali collocare gli strumenti per ese
guire le misure, o per stabilizzare punti dei quali determinare la posizione (
tramite le sue coordinate) e renderla individuabile con sicurezza, e dispon
ibile nel tempo.
Per esempio, nella figura 2, il problema illustrato è quello del rilievo dell’
andamento dei cigli di una strada, eseguito allo scopo di ottenerne in seguit
o la relativa rappresentazione grafica. Per realizzare questo rilievo occorr
e eseguire misure (distanze, angoli) sui punti selezionati in precedenza e a
ppartenenti ai cigli della strada.
Queste misure saranno realizzate da un apposito strumento topografico (s
tazione totale, ricevitore GPS ecc.) che dovrà essere collocato su un punto
A materializzato sul terreno per consentire il collocamento ripetuto dello
strumento, in tempi diversi, sullo stesso punto.
Nelle vicinanze è poi presente un secondo punto B o C, questa volta mater
ializzati in modo più stabile con un pilastrino di calcestruzzo e con l’asse
di un campanile, testimoniando con ciò la loro maggior importanza. Essi, i
n effetti, rappresentano punti di posizione nota, la cui stabilità nel tempo
ne consente l’utilizzo anche per altre operazioni di rilievo che dovessero sv
ilupparsi nello stesso contesto ambientale.
Dunque, che si tratti di realizzare un’opera civile, o che si tratti di rilevare
, per poi rappresentare graficamente, una porzione di territorio, è necessari
o materializzare punti sul terreno; l’oggetto fisico che realizza tale material
izzazione prende il nome di segnale. Esso può essere definito nel modo se
guente:
il segnale è un manufatto, contraddistinto da diverse dimensioni e da diver
si materiali, in grado di materializzare, con certezza, un punto sul terreno.
Tale manufatto talvolta emerge dal suolo, altre volte rimane a livello del te
rreno; in questo caso si parla di segnale a raso.
In relazione alla loro natura, i manufatti utilizzati per realizzare segnali po
ssono essere classificati nel modo seguente.
Segnali naturali: sono manufatti già presenti sul territorio (come por
zioni di fabbricati e campanili) e adottati come segnale (per esempio
il punto C di figura 2).
Segnali artificiali: sono manufatti espressamente realizzati allo scop
o di costituire un segnale.
In relazione alla loro natura, i manufatti utilizzati per realizzare segnali po
ssono essere classificati nel modo seguente.
Segnali naturali: sono manufatti già presenti sul territorio (come por
zioni di fabbricati e campanili) e adottati come segnale (per esempio
il punto C di figura 2).
Segnali artificiali: sono manufatti espressamente realizzati allo scop
o di costituire un segnale.
Inoltre, in relazione ai tempi nei quali i segnali vengono impiegati, si può f
are la seguente ulteriore distinzione.
Segnali provvisori: eseguono la loro funzione per un periodo di tem
po ben definito e limitato, talvolta coincidente con la stessa durata d
el rilievo.
Segnali permanenti: devono rimanere posizionati per indeterminati
periodi di tempo in quanto non finalizzati a singoli ambiti, ma a tutta
una serie di importanti e costose operazioni topografiche, dette di inq
uadramento, con le quali vengono definite le posizioni di alcuni punt
i che dovranno essere conservati nel tempo (figura 3).
La forma del manufatto da utilizzare come segnale, il materiale di cui è c
ostituito e le sue dimensioni dipendono dallo scopo per il quale esso viene

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Anteprima

La Materializzazione dei Punti

1 LA MATERIALIZZAZIONE DEI PUNTI La realizzazione di un'opera, che sia un edificio, una strada o una semplic e recinzione, dopo che le forme e le dimensioni del manufatto sono state p ensate, studiate e definite nell'ambito progettuale, richiede sempre la mate rializzazione sul terreno di alcuni punti (cioè il collocamento di un oggett o fisico che concretizzi gli stessi punti) che ne definiscano sia la posizione nel contesto ambientale (per esempio la posizione dell'edificio rispetto ai c onfini dell'appezzamento), sia le dimensioni del suo ingombro sullo stesso terreno.

Per esempio, nella figura 1, i punti costituenti gli spigoli di un fabbricato d efiniscono la forma e le dimensioni dell'ingombro sul terreno dello stesso edificio, e ne definiscono anche la sua posizione rispetto ai confini dell'ap pezzamento. Altri punti, non riportati in figura, permetteranno di materializ zare la posizione e l'andamento delle strutture portanti dell'edificio (muri, pilastri, spalle ecc.).

Altre volte il problema è quello di eseguire misure sul terreno con le quali sia poi possibile realizzare la rappresentazione grafica del territorio sotto forma di carta. Anche in questo caso è necessario materializzare alcuni p unti, scelti con determinati criteri, sui quali collocare gli strumenti per ese guire le misure, o per stabilizzare punti dei quali determinare la posizione ( tramite le sue coordinate) e renderla individuabile con sicurezza, e dispon ibile nel tempo.

Per esempio, nella figura 2, il problema illustrato è quello del rilievo dell' andamento dei cigli di una strada, eseguito allo scopo di ottenerne in seguit o la relativa rappresentazione grafica. Per realizzare questo rilievo occorr e eseguire misure (distanze, angoli) sui punti selezionati in precedenza e a ppartenenti ai cigli della strada.

Queste misure saranno realizzate da un apposito strumento topografico (s tazione totale, ricevitore GPS ecc.) che dovrà essere collocato su un punto A materializzato sul terreno per consentire il collocamento ripetuto dello strumento, in tempi diversi, sullo stesso punto.

Nelle vicinanze è poi presente un secondo punto B o C, questa volta mater ializzati in modo più stabile con un pilastrino di calcestruzzo e con l'asse di un campanile, testimoniando con ciò la loro maggior importanza. Essi, i n effetti, rappresentano punti di posizione nota, la cui stabilità nel tempo ne consente l'utilizzo anche per altre operazioni di rilievo che dovessero sv ilupparsi nello stesso contesto ambientale.Dunque, che si tratti di realizzare un'opera civile, o che si tratti di rilevare , per poi rappresentare graficamente, una porzione di territorio, è necessari o materializzare punti sul terreno; l'oggetto fisico che realizza tale material izzazione prende il nome di segnale. Esso può essere definito nel modo se guente: il segnale è un manufatto, contraddistinto da diverse dimensioni e da diver si materiali, in grado di materializzare, con certezza, un punto sul terreno. Tale manufatto talvolta emerge dal suolo, altre volte rimane a livello del te rreno; in questo caso si parla di segnale a raso.

In relazione alla loro natura, i manufatti utilizzati per realizzare segnali po ssono essere classificati nel modo seguente.

  • Segnali naturali: sono manufatti già presenti sul territorio (come por zioni di fabbricati e campanili) e adottati come segnale (per esempio il punto C di figura 2).
  • Segnali artificiali: sono manufatti espressamente realizzati allo scop o di costituire un segnale.

In relazione alla loro natura, i manufatti utilizzati per realizzare segnali po ssono essere classificati nel modo seguente.

  • Segnali naturali: sono manufatti già presenti sul territorio (come por zioni di fabbricati e campanili) e adottati come segnale (per esempio il punto C di figura 2).
  • Segnali artificiali: sono manufatti espressamente realizzati allo scop o di costituire un segnale.

Inoltre, in relazione ai tempi nei quali i segnali vengono impiegati, si può f are la seguente ulteriore distinzione.

  • Segnali provvisori: eseguono la loro funzione per un periodo di tem po ben definito e limitato, talvolta coincidente con la stessa durata d el rilievo.
  • Segnali permanenti: devono rimanere posizionati per indeterminati periodi di tempo in quanto non finalizzati a singoli ambiti, ma a tutta una serie di importanti e costose operazioni topografiche, dette di inq uadramento, con le quali vengono definite le posizioni di alcuni punt i che dovranno essere conservati nel tempo (figura 3).

La forma del manufatto da utilizzare come segnale, il materiale di cui è c ostituito e le sue dimensioni dipendono dallo scopo per il quale esso vienerealizzato, oltre che dalla sua importanza, dalla sua durata e dalla morfo logia del terreno sul quale si deve posizionare il segnale.

Nel nostro contesto ci limiteremo a descrivere i segnali artificiali e provvis ori. Si tratta di segnali molto semplici, ma che sono anche i più utilizzati si a nelle operazioni di cantiere, sia in quelle di rilievo ordinario.

Segnali Provvisori: Picchetti e Chiodi

2 SEGNALI PROVVISORI: PICCHETTI E CHIODI Si tratta di piccoli manufatti utilizzati per materializzare i punti sul terren o per un periodo di tempo relativamente breve, e comunque limitato. Quest o periodo a volte coincide con la durata di un rilievo topografico, altre volt e dipende dalla durata della realizzazione di elementi costruttivi di un edifi cio. In ogni caso essi sono sempre di tipo artificiale.

FAQ Stabilità Picchetto

FAQ In che modo si rende stabile la posizione del picchetto dopo la sua defi nitiva posa? Conficcandolo nel terreno per buona parte della sua lunghezza (a rifiuto).

Picchetti

2.1 Picchetti La gamma di questi segnali non è standardizzata ed è molto varia; tuttavia, in ogni caso, è caratterizzata da forme molto semplici e da dimensioni m odeste che ne consentono il facile trasporto e maneggiamento.

I segnali provvisori più utilizzati e più conosciuti sono i picchetti; essi son o costituiti da paletti prismatici di solito in legno, con una sezione quadrata di dimensioni mediamente di 5 cm × 5 cm e con un'altezza variabile, gene ralmente compresa tra 40 e 80 cm (figura 4).

I picchetti sono posizionati in opera conficcandoli nel terreno (quando han no assunto la loro posizione definitiva) per buona parte della loro altezza (a nche in relazione ai tempi di impiego) utilizzando una mazzetta (figura 4a) , in modo che l'attrito generato dallo stesso terreno sulle pareti del paletto ne garantisca l'assoluta stabilità. Per facilitare la penetrazione nel terreno e ssi possiedono una delle due estremità sagomata a punta.

Dato che le dimensioni della sezione del picchetto (come detto circa 5 cm × 5 cm) non sono trascurabili e il punto verrebbe materializzato con ambig uità, per definire meglio la posizione del punto segnalato, è consuetudine c onficcare un chiodo da carpenteria sulla estremità superiore del picchetto, la cui testa ha lo scopo di individuare con precisione il punto segnalato (fi gura 5a).

Spesso si usa verniciare (figura 4) con colori brillanti la parte superiore d el picchetto (quella che rimane fuori terra); tale accorgimento viene utilizz ato in quanto fornisce le seguenti opportunità:

  • facilitare l'individuazione del picchetto sul terreno;
  • assegnare al picchetto una particolare funzione;
  • associare il picchetto a un determinato lavoro.

A volte, poi, in modo particolare nel contesto di realizzazione di opere, i pi cchetti vengono numerati (figura 5b), o comunque possono riportare, sull e pareti laterali, indicazioni sintetiche con riferimenti agli elaborati di prog etto dell'opera, utili alle maestranze che li debbano utilizzare. Ciò avviene, per esempio, per i picchetti che devono materializzare l'asse di una strada o l'ingombro di un edificio.

Anche se i picchetti in legno sono i più utilizzati, nella pratica operativa ve ngono impiegati anche altri tipi di picchetti realizzati con diversi materiali. Per esempio di frequente impiego sono i picchetti costituiti da spezzoni di tondino da cemento armato (figura 6a), oppure realizzati con tubo di ferr o (figura 6b). Essi presentano la stessa lunghezza dei picchetti in legno (4 0-80 cm), ma con una sezione circolare, decisamente più contenuta rispett o a quella dei picchetti in legno, il cui centro rappresenta il punto segnalato .

L'impiego dei picchetti è molto frequente e molto vario; si è già fatto l'ese mpio di picchetti che debbano materializzare i cigli di una strada, ma con l a stessa tecnica si materializza anche l'asse di un canale, di una fognatura o di una linea tecnologica. I picchetti sono anche indispensabili nel traccia mento dei fabbricati (figura 7) o per materializzare i confini di proprietà prima della realizzazione della recinzione.

In questi esempi i picchetti svolgeranno la loro funzione per un periodo var iabile legato alla realizzazione dell'opera considerata. Può anche verificars i, come accennato in precedenza, che la vita di un picchetto sia limitata al solo momento di un rilievo topografico nel quale è utilizzato. Per esempio, pensiamo ai picchetti che materializzano i vertici di un appezzamento di c ui si voglia determinare l'area; ebbene, dopo avere eseguito le misure nece ssarie al suo calcolo, essi hanno cessato la loro funzione, dunque possono e ssere subito rimossi.

FAQ Precisione Picchetto

FAQ In che modo si rende precisa la posizione del punto segnalato utilizzan do un picchetto in legno? Conficcando sulla sua testa un chiodo da carpenteria.

Chiodi e Borchie Topografiche

2.2 Chiodi e borchie topografiche I picchetti in legno o in ferro sono utilizzati necessariamente per materializ zare punti che si trovino su terreno vegetale, comunque tale da permettern e la penetrazione. Quando, invece, la natura del terreno non consente la pe netrazione dei picchetti (per esempio su pavimentazioni asfaltate), essi ven gono sostituiti da appositi chiodi d'acciaio, eventualmente associandoli po i a tracce di vernice per facilitare la loro individuazione.

I chiodi possiedono un robusto stelo che consente la penetrazione a pressi one diretta, per tutta la loro lunghezza, sulla superficie di posa, costituita i n genere da asfalto (dunque su strade, parcheggi, aree cortilive); la pressio ne è generata tramite una robusta mazzetta (figura 8). Sulla testa del chio do è praticato un incavo conico il cui vertice rappresenta il punto segnalat o e che consente il corretto posizionamento della punta di una palina (v. il prossimo paragrafo).

Quando invece la consistenza del materiale su cui posizionare il segnale n on consente, per la sua resistenza e la sua durezza, la penetrazione a pressi one diretta (per esempio pavimentazioni di cemento o superfici rocciose), è necessaria l'esecuzione preliminare di un tassello (foro) di diametro oppo rtuno (in relazione a quello del chiodo) eseguito con un trapano, e il succes sivo inserimento dello stelo del chiodo che viene poi cementato con iniezi one di opportune resine sigillanti. In questo caso i chiodi si presentano me no tozzi, con lo stelo zigrinato per favorire la presa con la resina sigillante, e la testa più piccola (figura 9a), che spesso viene associata a borchie (ro ndelle) metalliche, talvolta colorate (figure 9b, c, d).

Nello svolgimento del corso ci capiterà di avere a che fare con segnali utili zzati nel contesto di operazioni topografiche di grande importanza, spesso estese su tutto il territorio nazionale. In questi casi si utilizzano segnali per manenti come i pilastrini, i quali, oltre a materializzare i punti, consenton o anche il collocamento di strumenti di misura sulla loro sommità (figura 10).

Mire Provvisorie: Paline e Biffe

3 MIRE PROVVISORIE: PALINE E BIFFE Il tipo di segnali provvisori che abbiamo illustrato in precedenza (picchetti , chiodi) sono visibili solo a brevissime distanze (da alcuni metri a poche d ecine di metri), sia per le loro piccole dimensioni, sia perché, in alcuni cont

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