Documento sui quattro stili della produzione dei vasi in ceramica minoica. Il Pdf esplora la ceramica minoica, descrivendo i suoi quattro stili principali: Kamares, vegetale, marino e palaziale, con sezioni dedicate alla scultura e all'architettura micenea, utile per lo studio dell'Arte a livello universitario.
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Nel periodo neopalaziale la ceramica assume forme più libere. Le decorazioni, a colori scuri su fondo chiaro, sono più complesse e presentano motivi naturalistici. Lo stile "palaziale" si caratterizza invece per: 1) la rigorosa disposizione geometrica delle decorazione; 2) l'estrema stilizzazione degli elementi naturalistici; 3) la forte simmetria e l'austerità quasi solenne.
Periodo protopalaziale Periodo neopalaziale Tardo periodo neopalaziale
1 Stile di Kamàres 1) Stile vegetale 2) Stile marino Stile palaziale
Bocca Ansa Corpo Piede
Cratere | Dal greco krater, va- so da méscita. Si tratta di un re- cipiente dal corpo ampio, quasi sferico e dalla bocca larga. Ve- niva usato per mischiare l'ac- quà è il vino da servire durante i banchetti.
GUARDA! p. 46 Dal latino tornus, macchina azionata a mano dal vasaio (o da un aiutante), consiste in un disco girevole in le- gno, collegato mediante un asse verticale (o albero) im- perniato su un mozzo a un piccolo disco girevole supe- riore
Disco superiore Albero Disco girevole Mezzo
In una prima fase det- ta sbozzatura il vasaio collocava l'impasto di argilla e acqua da lavorare sul torio ancora fermo.
A quel punto faceva ruotare il tornio. Que- sto permetteva di mo- dellare l'argilla in modo veloce e unifor- me.
Una volta ottenuta la forma desiderata, il ma- nufatto veniva rifinito a tornio fermo e cotto in apposi- te for- naci.
A partire dal II secolo a.C. ver- rà introdotto anche il tor- nių cosiddetto a pedale, nel quale il piccolo disco inferiore sarà sostituito da uno di di- mensioni assai maggiori che potrà essere messo in rota- zione tramite i piedi dall'arti- giano stesso.
Parecion delle meppe per questo venivano chiamate città-palazzo le città cretesi non avevano le mura ed erano quasi completamente occupate da enormi palazzi risale circa al 2000 a.C. tutto il palazzo era decorato con coloratissimi affreschi è uno dei palazzi che si è conservato meglio il palazzo di Cnosso il palazzo poteva ingrandirsi con la costruzione di nuovi edifici per eliminare le acque sporche su utilizzava un sistema di fognature al centro del palazzo sorgeva un ampio cortile per portare l'acqua agli appartamenti venivano utilizzate le grondale intorno al cortile si affacciavano il tempio e la sala del trono ampie scalinate e corridoi conducevano agli alloggi reali secondo il mito alinterno del palazzo si trovava un labirinto in cui il re Minosse aveva imprigionato il minotauro, metà uomo e metà toro gli affreschi di Cnosso ritraggono soprattutto giovani donne e uomini, processioni, animali, giochi ...
magazzini corte centrale
IL PALAZZO DI CNOSSO sala del tesoro ERA quartiere di rappresentanza ambienti di servizio UNA VERA E PROPRIA CITTÀ IL CUORE DELL'EDIFICIO ERANO FUSI INSIEME IN UN UNICO COMPLESSO A OVEST DEL CORTILE A NORD DEL CORTILE AD EST DEL CORTILE È SEMPRE UN VASTO CORTILE RETTANGOLARE PASSAGGI INTERNI SI TROVAVA LA ZONA DI RAPPRESENTANZA C'ERANO LE BOTTEGHE ARTIGIANE VENIVA USATA COME ALLOGGI INTORNO AL QUALE EDIFICI CORRIDOI E VICOLI LA STANZA DIETRO- C'ERANO I MAGAZZINI quartiere residenziale IL PALAZZO AVEVA ELEMENTO MOLTO PARTICOLARE ERANO 2 0 3 PIANI LE COLONNE A IN ORIGINE ERANO QUELLE VISIBILI OGGI SECONDA DELLE ZONE IN LEGNO DIPINTO UNA SPECIE DI CUSCINETTO CIRCOLARE CON IL BORDO ESTERNO TONDEGGIANTE SONO FRUTTO DI RISTRUTTURAZIONI MODERNI MA IL LORO ASPETTO ANTICO NON DOVEVA ESSERE TROPPO DIVERSO ERANO UN FUSTO CILINDRICO LISCIO CON UN CARATTERISTICO CAPITELLO "A TORO" CIOÈ AVEVANO STRADE ingresso monumentale CON SI SVILUIPPA TUTTO IL RESTO DEL TRONO SPAZI LIBERI al piano terreno, vi erano le botteghe artigiane ed enormi magazzini in cui si conservavano i prodotti per gli scambi commerciali
È rastremata verso il basso
1 2 3 Il cosiddetto Affresco della taurocatapsia è un dipinto a secco su stucco, raffigurante una scena del "gioco del toro" (taurocatapsia). Esso venne scoperto sopra un muro nel lato est del palazzo di Cnosso. L'affresco è ora esposto al Museo Archeologico di Heraklion. Le stesse tinte accese che troviamo nel dipinto le rivediamo sui pilastri dei vari palazzi cretesi. Ai lati del toro ci sono due donne (di pelle più chiara), mentre l'uomo (di pelle più scura) si trova sulla schiena del toro. Le posizioni che essi assumono rivelano, come in una sequenza cinematografica, i tre momenti del gioco: afferrare il toro per le corna (1), eseguire su di esso un doppio salto mortale (2), ricadere a terra restando in posizione verticale (3).
Titolo: Principe dei gigli Autore: ignoto pittore cretese Data: 1550 a. C. Tecnica: bassorilievo di stucco dipinto Dimensioni: altezza 80 cm Collocazione attuale: Museo archeologico di Iraklio, Candia
Una delle più importanti pitture rinvenute a Cnosso. La figura di un giovane, con copricapo elaborato decorato con gigli e piume di pavone. Forse un re- sacerdote o un atleta, reso in bassorilievo, che con la mano sinistra si ipotizza stia tirando una creatura mitica ( sfinge, grifone, ecc.). Stile: dallo sfondo rosso risaltano i colori giallo e azzurro che riempiono le il copricapo decorato e gli eleganti gigli. Il disegno di profilo ricorda le figure tombali dell'antico Egitto. Composizione: il dipinto fa parte di una serie di altre Artista: l'artista non si conosce perciò si dice che è immagini e si trovava in origine nel Corridoio delle ignoto, ma della sua pittura apprezziamo la processioni all'interno del palazzo di Cnosso. semplicità dei disegni, i colori vivaci e la libertà espressiva.
Questo rythòn (vaso per le libagioni con fori sul collo e nelle narici per versare i liquidi) risale al 1550-1500 a. C. circa. Realizzato in steatite, riproduce la testa di un toro sacro. È realizzato con grande precisione: i ciuffi di pelo sono incisi sul muso e tra gli occhi, in cristallo di rocca, danno un soffio di vitalità.
La porta dei Leoni risale al XV sec. a.C. (Miceneo tardo). nella città-fortezza di Micene si tronca 3 metri larga alta - 3,20 metri immette nell'Acropoli è posta da due stipiti L'imponente varco è costituito da un architrave Porta dei Leoni nel triangolo di scarico si trova un rilievo a destra la strada che conduce alle ricche pianure circostanti dell'Argolide In esso, sono rappresentate due leonesse rampanti ora prive di testa I feroci felini rappresentavano sia la potenza delle mura sia quella della città posta sotto la loro protezione è affiancata da un baluardo da dove gli arcieri potevano colpire il fianco scoperto degli attaccanti poggiano le loro zampe anteriori sulla base di una colonna di tipo minoico
1 6 4 5 5 3 2 2 1 Colonna minoica Leonesse rampanti Architrave Stipiti Soglia da una soglia, incassata sotto il livello del terreno nelle immediate vicinanze del recinto delle tombe reali da Rssa parte
Immette nell'acropoli di Micene ed è composta da:
Struttura: