I quattro stili della produzione dei vasi in ceramica minoica

Documento sui quattro stili della produzione dei vasi in ceramica minoica. Il Pdf esplora la ceramica minoica, descrivendo i suoi quattro stili principali: Kamares, vegetale, marino e palaziale, con sezioni dedicate alla scultura e all'architettura micenea, utile per lo studio dell'Arte a livello universitario.

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11 pagine

I quattro stili della produzione dei vasi in ceramica minoica:
1. Stile di Kamares (1800-1600 a.C.):
Caratterizzato da decorazioni geometriche complesse, con motivi spiraliformi,
fitomorfi e marini.
Colori vivaci su fondo scuro, principalmente ocra, bianco e rosso.
Tecnica di tornio veloce e precisa, con pareti sottili ("a guscio d'uovo").
Esempi: vasi a clessidra, piramidi, rhyta (vasi a forma di corno).
2. Stile vegetale (1600-1450 a.C.):
Maggiore attenzione al mondo naturale, con raffigurazioni di fiori, foglie, rami e
frutti.
Stilizzato e decorativo, con uso di colori caldi e pastello.
Forme più semplici e arrotondate.
Esempi: pithoi (grandi vasi per stoccaggio), kylikes (coppe), olle.
3. Stile marino (1450-1300 a.C.):
Predominio di scene marine, con pesci, polpi, delfini e creature fantastiche.
Movimenti fluidi e realistici.
Colori più vivaci e contrastanti.
Decorazione spesso su tutta la superficie del vaso.
Esempi: anfore, tazze, brocche.
4. Stile del palazzo (1300-1100 a.C.):
Influenzato dalla cultura micenea.
Motivi geometrici più rigidi e schematici.
Figure umane e animali stilizzate.
Produzione di massa, con qualità inferiore rispetto ai periodi precedenti.
Esempi: crateri, lekythoi (vasi per oli), hydriai (vasi per acqua).

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Anteprima

LA CERAMICA MINOICA

Nel periodo neopalaziale la ceramica assume forme più libere. Le decorazioni, a colori scuri su fondo chiaro, sono più complesse e presentano motivi naturalistici. Lo stile "palaziale" si caratterizza invece per: 1) la rigorosa disposizione geometrica delle decorazione; 2) l'estrema stilizzazione degli elementi naturalistici; 3) la forte simmetria e l'austerità quasi solenne.

Periodo protopalaziale Periodo neopalaziale Tardo periodo neopalaziale

1 Stile di Kamàres 1) Stile vegetale 2) Stile marino Stile palaziale

  1. Stile di Kamares (1800-1600 a.C.):
    • Caratterizzato da decorazioni geometriche complesse, con motivi spiraliformi, fitomorfi e marini.
    • Colori vivaci su fondo scuro, principalmente ocra, bianco e rosso.
    • Tecnica di tornio veloce e precisa, con pareti sottili ("a guscio d'uovo").
    • Esempi: vasi a clessidra, piramidi, rhyta (vasi a forma di corno).
  2. Stile vegetale (1600-1450 a.C.):
    • Maggiore attenzione al mondo naturale, con raffigurazioni di fiori, foglie, rami e frutti.
    • Stilizzato e decorativo, con uso di colori caldi e pastello.
    • Forme più semplici e arrotondate.
    • Esempi: pithoi (grandi vasi per stoccaggio), kylikes (coppe), olle.
  3. Stile marino (1450-1300 a.C.):
    • Predominio di scene marine, con pesci, polpi, delfini e creature fantastiche.
    • Movimenti fluidi e realistici.
    • Colori più vivaci e contrastanti.
    • Decorazione spesso su tutta la superficie del vaso.
    • Esempi: anfore, tazze, brocche.
  4. Stile del palazzo (1300-1100 a.C.):
    • Influenzato dalla cultura micenea.
    • Motivi geometrici più rigidi e schematici.
    • Figure umane e animali stilizzate.
    • Produzione di massa, con qualità inferiore rispetto ai periodi precedenti.
    • Esempi: crateri, lekythoi (vasi per oli), hydriai (vasi per acqua).

Componenti del Vaso

Bocca Ansa Corpo Piede

Cratere

Cratere | Dal greco krater, va- so da méscita. Si tratta di un re- cipiente dal corpo ampio, quasi sferico e dalla bocca larga. Ve- niva usato per mischiare l'ac- quà è il vino da servire durante i banchetti.

Tornio Girevole Veloce

GUARDA! p. 46 Dal latino tornus, macchina azionata a mano dal vasaio (o da un aiutante), consiste in un disco girevole in le- gno, collegato mediante un asse verticale (o albero) im- perniato su un mozzo a un piccolo disco girevole supe- riore

Elementi del Tornio

Disco superiore Albero Disco girevole Mezzo

Fasi di Lavorazione

In una prima fase det- ta sbozzatura il vasaio collocava l'impasto di argilla e acqua da lavorare sul torio ancora fermo.

A quel punto faceva ruotare il tornio. Que- sto permetteva di mo- dellare l'argilla in modo veloce e unifor- me.

Una volta ottenuta la forma desiderata, il ma- nufatto veniva rifinito a tornio fermo e cotto in apposi- te for- naci.

Evoluzione del Tornio

A partire dal II secolo a.C. ver- rà introdotto anche il tor- nių cosiddetto a pedale, nel quale il piccolo disco inferiore sarà sostituito da uno di di- mensioni assai maggiori che potrà essere messo in rota- zione tramite i piedi dall'arti- giano stesso.

Architettura Palaziale

Parecion delle meppe per questo venivano chiamate città-palazzo le città cretesi non avevano le mura ed erano quasi completamente occupate da enormi palazzi risale circa al 2000 a.C. tutto il palazzo era decorato con coloratissimi affreschi è uno dei palazzi che si è conservato meglio il palazzo di Cnosso il palazzo poteva ingrandirsi con la costruzione di nuovi edifici per eliminare le acque sporche su utilizzava un sistema di fognature al centro del palazzo sorgeva un ampio cortile per portare l'acqua agli appartamenti venivano utilizzate le grondale intorno al cortile si affacciavano il tempio e la sala del trono ampie scalinate e corridoi conducevano agli alloggi reali secondo il mito alinterno del palazzo si trovava un labirinto in cui il re Minosse aveva imprigionato il minotauro, metà uomo e metà toro gli affreschi di Cnosso ritraggono soprattutto giovani donne e uomini, processioni, animali, giochi ...

IL PALAZZO DI CNOSSO

magazzini corte centrale

Struttura del Palazzo di Cnosso

IL PALAZZO DI CNOSSO sala del tesoro ERA quartiere di rappresentanza ambienti di servizio UNA VERA E PROPRIA CITTÀ IL CUORE DELL'EDIFICIO ERANO FUSI INSIEME IN UN UNICO COMPLESSO A OVEST DEL CORTILE A NORD DEL CORTILE AD EST DEL CORTILE È SEMPRE UN VASTO CORTILE RETTANGOLARE PASSAGGI INTERNI SI TROVAVA LA ZONA DI RAPPRESENTANZA C'ERANO LE BOTTEGHE ARTIGIANE VENIVA USATA COME ALLOGGI INTORNO AL QUALE EDIFICI CORRIDOI E VICOLI LA STANZA DIETRO- C'ERANO I MAGAZZINI quartiere residenziale IL PALAZZO AVEVA ELEMENTO MOLTO PARTICOLARE ERANO 2 0 3 PIANI LE COLONNE A IN ORIGINE ERANO QUELLE VISIBILI OGGI SECONDA DELLE ZONE IN LEGNO DIPINTO UNA SPECIE DI CUSCINETTO CIRCOLARE CON IL BORDO ESTERNO TONDEGGIANTE SONO FRUTTO DI RISTRUTTURAZIONI MODERNI MA IL LORO ASPETTO ANTICO NON DOVEVA ESSERE TROPPO DIVERSO ERANO UN FUSTO CILINDRICO LISCIO CON UN CARATTERISTICO CAPITELLO "A TORO" CIOÈ AVEVANO STRADE ingresso monumentale CON SI SVILUIPPA TUTTO IL RESTO DEL TRONO SPAZI LIBERI al piano terreno, vi erano le botteghe artigiane ed enormi magazzini in cui si conservavano i prodotti per gli scambi commerciali

COLONNA MINOICA

È rastremata verso il basso

  1. capitello a toro (ovvero con un profilo semicircolare convesso, formante dunque una sorta di anello)
  2. fusto
  3. base

LA PITTURA PARIETALE: IL GIOCO DEL TORO

1 2 3 Il cosiddetto Affresco della taurocatapsia è un dipinto a secco su stucco, raffigurante una scena del "gioco del toro" (taurocatapsia). Esso venne scoperto sopra un muro nel lato est del palazzo di Cnosso. L'affresco è ora esposto al Museo Archeologico di Heraklion. Le stesse tinte accese che troviamo nel dipinto le rivediamo sui pilastri dei vari palazzi cretesi. Ai lati del toro ci sono due donne (di pelle più chiara), mentre l'uomo (di pelle più scura) si trova sulla schiena del toro. Le posizioni che essi assumono rivelano, come in una sequenza cinematografica, i tre momenti del gioco: afferrare il toro per le corna (1), eseguire su di esso un doppio salto mortale (2), ricadere a terra restando in posizione verticale (3).

DENTRO L'OPERA

Principe dei Gigli

Titolo: Principe dei gigli Autore: ignoto pittore cretese Data: 1550 a. C. Tecnica: bassorilievo di stucco dipinto Dimensioni: altezza 80 cm Collocazione attuale: Museo archeologico di Iraklio, Candia

LETTURA DELL'OPERA

Una delle più importanti pitture rinvenute a Cnosso. La figura di un giovane, con copricapo elaborato decorato con gigli e piume di pavone. Forse un re- sacerdote o un atleta, reso in bassorilievo, che con la mano sinistra si ipotizza stia tirando una creatura mitica ( sfinge, grifone, ecc.). Stile: dallo sfondo rosso risaltano i colori giallo e azzurro che riempiono le il copricapo decorato e gli eleganti gigli. Il disegno di profilo ricorda le figure tombali dell'antico Egitto. Composizione: il dipinto fa parte di una serie di altre Artista: l'artista non si conosce perciò si dice che è immagini e si trovava in origine nel Corridoio delle ignoto, ma della sua pittura apprezziamo la processioni all'interno del palazzo di Cnosso. semplicità dei disegni, i colori vivaci e la libertà espressiva.

LA SCULTURA: RYTHÒN A TESTA DI TORO

Questo rythòn (vaso per le libagioni con fori sul collo e nelle narici per versare i liquidi) risale al 1550-1500 a. C. circa. Realizzato in steatite, riproduce la testa di un toro sacro. È realizzato con grande precisione: i ciuffi di pelo sono incisi sul muso e tra gli occhi, in cristallo di rocca, danno un soffio di vitalità.

La Porta dei Leoni

La porta dei Leoni risale al XV sec. a.C. (Miceneo tardo). nella città-fortezza di Micene si tronca 3 metri larga alta - 3,20 metri immette nell'Acropoli è posta da due stipiti L'imponente varco è costituito da un architrave Porta dei Leoni nel triangolo di scarico si trova un rilievo a destra la strada che conduce alle ricche pianure circostanti dell'Argolide In esso, sono rappresentate due leonesse rampanti ora prive di testa I feroci felini rappresentavano sia la potenza delle mura sia quella della città posta sotto la loro protezione è affiancata da un baluardo da dove gli arcieri potevano colpire il fianco scoperto degli attaccanti poggiano le loro zampe anteriori sulla base di una colonna di tipo minoico

Elementi della Porta dei Leoni

1 6 4 5 5 3 2 2 1 Colonna minoica Leonesse rampanti Architrave Stipiti Soglia da una soglia, incassata sotto il livello del terreno nelle immediate vicinanze del recinto delle tombe reali da Rssa parte

Dettagli della Porta dei Leoni

Immette nell'acropoli di Micene ed è composta da:

  • una soglia,
  • due stipiti,
  • un architrave sovrastato da due leonesse rampanti ai lati di una colonna minoica.
  • Datazione: 1250 a.C. circa.
  • Materiali: Pietra calcarea, con blocchi di dimensioni ciclopiche.
  • Dimensioni: Altezza di circa 3 metri, larghezza di circa 2,5 metri.
  • Architettura:
    • Blocchi di pietra aggettanti che creano un architrave triangolare.
    • Triangolo di scarico sopra l'architrave per alleggerire la pressione.
    • Le due leonesse sono scolpite in un unico blocco di pietra.
  • Simbolismo:
    • Le leonesse rappresentano la forza e la potenza della civiltà micenea.
    • La loro posizione simmetrica indica l'ordine e la stabilità del regno.
    • Il pilastro centrale potrebbe simboleggiare un'albero sacro o la dea Asherah.

Tombe a Tholos

  • Diffusione: Peloponneso e Creta.
  • Datazione: 1600-1100 a.C. circa.
  • Tipologia: Tombe a camera funeraria circolare con falsa cupola.
  • Materiali: Pietra calcarea, con blocchi di dimensioni ciclopiche disposti a filari aggettanti.

Elementi Chiave della Tholos Micenea

Struttura:

  • Sala circolare: La tholos è una camera a pianta circolare.
  • Pseudocupola ogivale: La copertura è una falsa cupola a forma ogivale, simile ad un'ogiva.
  • Anelli di pietra: La pseudocupola è formata da anelli concentrici di pietre aggettanti verso l'interno.
  • Conci: Le pietre sono squadrate e sagomate per adattarsi alla forma della cupola.
  • Camera funeraria: Al centro della tholos si trova la camera funeraria, dove venivano deposte le spoglie dei defunti.
Funzione:
  • Tomba monumentale: La tholos era principalmente utilizzata come tomba per personaggi importanti, come re e nobili.
  • Tempio: In alcuni casi, le tholos erano utilizzate come templi per la venerazione di divinità.
  • Luogo di assemblee: Le tholos più grandi potevano essere utilizzate come luoghi di riunione per l'assemblea cittadina.
Tecniche costruttive:
  • Architettura ciclopica: Le mura perimetrali della tholos erano spesso costruite con la tecnica ciclopica, utilizzando massi erratici di grandi dimensioni.

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