Documento sulla fitoterapia del sistema respiratorio. Il Pdf esplora l'anatomia respiratoria, i meccanismi immunitari e l'uso di droghe balsamiche come la menta, con dettagli sui principi attivi e riferimenti a studi clinici, utile per lo studio universitario di Biologia.
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Inizieremo la Fitoterapia speciale con il Sistema Respiratorio e le patologie ad esso correlate, limitandoci a quelle per le quali la Fitoterapia può dare delle risposte più o meno risolutive. In particolare saranno trattati i seguenti argomenti:
Affronteremo le varie patologie seguendo il "lungo percorso" di cui abbiamo parlato all'inizio:
L'apparato respiratorio è costituito dalle vie aeree, distinte in vie aeree superiori ed inferiori, e dai polmoni. Le vie aeree superiori comprendono:
trachea 1 bronchioli 2 bronchi 3 Le vie aeree inferiori comprendono
CO2 Arteria Vena parete dell'alveolo Bronchiolo Alveoli ARIA sangue venoso CO2 sangue arterioso O globuli rossi È all'interno degli alveoli che avvengono gli scambi di ossigeno e di anidride carbonica tra l'aria inspirata ed il sangue dei capillari che abbracciano gli alveoli. L'aria esterna ed il sangue sono separati solo da membrane talmente sottili da permettere gli scambi gassosi. Possiamo dire che negli alveoli il mondo esterno (l'aria) viene a contatto quasi diretto con il nostro sangue. Si tratta di conseguenza di un ambiente molto delicato, ma protetto da ciò che può entrare assieme all'aria attraverso un raffinato meccanismo di difesa, come vedremo.
Le malattie cosiddette "da raffreddamento" sono in genere di origine virale, ma non è chiaro come l'aver "preso freddo" faciliti la comparsa dell'infezione. L'associazione tra freddo e infezioni respiratorie di origine virale sembra legata soprattutto ad elementi epidemiologici, nel senso che i picchi di comparsa di queste patologie si rilevano in inverno [Heikkinen & Järvinen, Lancet, 2003]. Si tratta di infezioni che possono essere localizzale alle prime vie aeree, come il raffreddore ed il mal di gola, oppure alle vie aeree profonde, come la bronchite o la polmonite, o anche infezioni a diffusione sistemica, come l'influenza ed altre malattie simili.
1Fitoterapia 2023 - 4. Sistema respiratorio 1 Sull'infezione virale può instaurarsi una infezione da parte di batteri opportunisti, ma in questo caso si esce dalle problematiche che la fitoterapia può affrontare.
Date le difficoltà di combattere i virus responsabili delle malattie da raffreddamento con i farmaci antivirali, un'alternativa efficace sembra essere quella di rafforzare le difese immunitarie. Il sistema immunitario ha infatti fisiologicamente il compito di proteggere l'organismo dalle infezioni, virali o batteriche che siano, e di combatterle una volta instaurate. Il mondo dell'immunità è estremamente complesso e coinvolge molti meccanismi e numerosi mediatori, per cui sarà utile riassumere qui gli elementi più importanti. Esistono due tipi di immunità, l'immunità acquisita e l'immunità innata.
L'immunità acquisita è la più nota ed ha le seguenti caratteristiche:
L'immunità innata invece:
L'immunità innata è costituita un complesso di difese di tipo molto vario:
Per prevenire e combattere le malattie infettive possiamo sfruttare l'immunità in due modi: con la vaccinazione, che sfrutta l'immunità acquisita, o con gli immunostimolanti, stimolando le difese immunitarie innate ed acquisite. La vaccinazione consiste nell'esporre l'organismo ad un agente patogeno indebolito al punto da non provocare la malattia, ma sufficiente a far acquisire l'immunità a quella malattia. È possibile preparate vaccini quando è noto l'agente patogeno e, soprattutto, quando il patogeno non muta le sue caratteristiche immunologiche. La vaccinazione è senz'altro lo strumento più potente per
2Fitoterapia 2023 - 4. Sistema respiratorio 1 affrontare le epidemie ed ha fatto scomparire alcune gravissime malattie come la poliomielite o il vaiolo. Non sempre però è possibile preparare dei vaccini efficaci. Molte speranze sono state poste nella stimolazione aspecifica delle difese immunitarie ma, come vedremo, l'efficacia degli immunostimolanti è spesso problematica.
Il raffreddore è causato soprattutto da vari rhinovirus che attaccano la mucosa nasale. Sono noti circa 200 virus diversi coinvolti nella patologia, che mutano molto rapidamente. Da ciò l'impossibilità di preparare dei vaccini conto il raffreddore. I rhinovirus del raffreddore colonizzano le mucose con temperature inferiori ai 37°℃ e per questa ragione l'infezione resta di massima confinata alle mucose nasali che, per il passaggio dell'aria esterna e per l'esposizione del naso all'aria, hanno qualche grado di meno del resto del corpo.
Osservando la sezione frontale del capo, si può vedere come il sottile strato di mucosa ricopra le strutture ossee che definiscono, ai due latri del setto nasale, un percorso molto stretto per l'aria che deve raggiungere i polmoni (freccia); gli spazi più ampi che si vedono sotto le orbite oculari sono i seni mascellari, che sono "a fondo cieco" e quindi non sono coinvolti nel passaggio dell'aria. Quando il virus attacca la mucosa nasale, questa reagisce con la tipica risposta infiammatoria che, come sappiamo, è caratterizzata da due elementi:
sez. sagittale sez. frontale mucose normali
Il rinovirus termina il proprio ciclo vitale in pochi giorni. La risposta infiammatoria diminuisce, si riduce la secrezione di acqua e il muco diviene progressivamente meno fluido. Talvolta la secrezione si riduce troppo ed il muco diventa denso e viscoso, si accumula e va ad ostruire completamente le vie nasali, bloccando il passaggio dell'aria. Quando l'aria non passa più per le vie nasali si riduce la capacità olfattiva ed anche quella gustativa.
Causale: Il blocco dei virus del raffreddore è attualmente quasi impossibile. Gli antivirali disponibili non riescono ad agire nei brevi tempi del ciclo vitale dei virus del raffreddore ed hanno effetti collaterali sproporzionati rispetto alla benignità della malattia. Gli antibiotici sono inutili in quanto non agiscono sui virus; il loro uso è anzi dannoso perché facilita la comparsa di ceppi batterici resistenti agli antibiotici [Lemiengreet al.
3Fitoterapia 2023 - 4. Sistema respiratorio 1 Cochrane Database Syst Rev, 2018]. Inoltre, non sono disponibili vaccini efficaci, tra l'altro a causa del rapido e continuo mutare dei virus del raffreddore. Sintomatici: E' possibile ridurre lo spessore della mucosa infiammata, e quindi facilitare il passaggio dell'aria mediante vasocostrittori somministrati localmente (spray nasali decongestionanti); si tratta però di farmaci di sintesi e non di fitoterapici. La vasocostrizione riduce anche la quantità di sangue che raggiunge la mucosa infiammata e quindi di acqua disponibile per la secrezione, con conseguente riduzione della rinorrea (da evitare un uso prolungato). E' possibile sfruttare un'azione sensoriale mediante l'uso di droghe balsamiche.
Balsamico significa: odoroso, salubre, lenitivo. Le principali droghe balsamiche sono: menta, eucalipto, canfora e pino mugo. Esse hanno un'azione fondamentalmente sensoriale, cioè danno l'impressione di favorire il respiro, di aprire le prime vie aeree. Nel caso della menta questa proprietà è legata al senso di freschezza che il mentolo provoca nel cavo orale e nelle prime vie nasali. Infatti, il cervello produce la sensazione di "naso chiuso" quando rileva che le mucose retronasali non sono raffreddate dall'aria che entra; la ben nota sensazione di fresco provocata dal mentolo inganna il cervello che la interpreta come ampio passaggio di aria e quindi provoca la sensazione di vie aeree libere.
Ah ... come respiro ! RESOLDOR PER LA VOCE - PER LA GOLA - PROFUMA L'ALITO In realtà si tratta solo di un effetto sensoriale, in quanto la temperatura del cavo orale e delle vie aeree non è mutata per nulla in seguito all'azione del mentolo. Quello che è avvenuto è invece un'alterata percezione della temperatura, legata all'azione del mentolo su un sistema recettoriale detto TRP (Transient Receptor Potential channel, ossia recettori- canale che determinano variazioni transitorie di potenziale).
I recettori TRP. La sensazione di caldo o freddo viene trasmessa al SNC dai recettori TRP che si attivano a varie temperature e costituiscono una specie di scala termometrica molecolare (vedi figura sotto). Ad esempio, se il tessuto nel quale si trova il recettore TRPA1 si raffredda a 15℃, questo si attiva e lancia un messaggio nervoso al SNC, che lo interpreta come sensazione di freddo. Nello stesso modo se una mano tocca un calorifero caldo, si attiva il recettore TRPV2 e lancia il suo messaggio al SNC che lo interpreta come sensazione di molto caldo. Alcuni di questi recettori sono attivati non solo dalla temperatura, ma anche da singole molecole, pur senza variazione di temperatura. Così il recettore TRPV1 viene attivato dalla capsaicina del peperoncino e quando assaggiamo un peperoncino viene trasmesso al cervello il segnale di molto caldo in bocca, cioè la tipica sensazione di piccante; la temperatura della bocca non è salita di un decimo di grado ma noi sentiamo che brucia. Analogamente il recettore TRPM8 viene attivato, oltre che dal freddo, anche dal mentolo della menta: quando il mentolo arriva sulla superficie delle mucose faringee e retronasali il recettore si attiva e, pur essendo a temperatura normale, invia il segnale di "freddo" al cervello che lo interpreta come raffreddamento delle mucose e quindi di libero passaggio dell'aria [Peier et al. Cell, 2002]. Ma è solo un "inganno dei sensi".