Documento di Università sulla batteriologia speciale, lezione 4, che copre la tubercolosi (TBC) e le infezioni da Neisseria. Il Pdf, un documento di Biologia per l'Università, esamina sintomi, diagnosi e trattamenti della TBC, inclusa la resistenza ai farmaci, e analizza fattori di virulenza, epidemiologia e patogenesi delle Neisserie.
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La volta precedente abbiamo trattato la Tubercolosi primaria, o meglio, il destino del micobatterio tubercolare una volta che penetra negli alveoli polmonari; quali sono le possibilità da mettere in rapporto alle capacità di difesa dell'organismo.
Nell'infezione primaria, precocemente abbiamo una prima batteriemia che può portare gli elicobatteri in altre sedi, attraverso il veicolo dei macrofagi che hanno fagocitato il nostro micobatterio, attraverso il sangue e i linfatici. In queste sedi dell'organismo avverrà la stessa cosa che abbiamo visto per il parenchima polmonare: se la risposta immune che viene montata è sufficiente, questi micobatteri vengono distrutti. Altrimenti ci può essere uno stato di latenza, cioè il sistema immunitario non riesce a distruggerli completamente, restano dormienti, controllati dal sistema immunitario, finché non avvengono dei fatti che possono determinare una immunodepressione, e a questo punto il micobatterio può riprendere a replicare e crescere.
Quindi l'abbassamento delle difese è la condizione necessaria perché il complesso primario si riattivi a distanza anche di parecchi anni.
Le sedi extra polmonari che possono essere interessate sono: il pericardio, il SNC (con meningiti ad esempio), ossa, articolazioni, intestino, genitali (specialmente l'epididimo), il fegato, la milza, le ghiandole surrenali, la vescica, il rene, gli annessi nel sesso femminile. In queste sedi avremo situazioni dipendenti dalla sede raggiunta dal micobatterio in seguito alla batteriemia primaria.
Spesso sono subdoli, si limitano ad una perdita di peso, astenia, febbre non particolarmente elevata (se non nelle forme acute dove è presente un'immunodepressione importante), sudorazioni notturne, tosse con perdita di sangue (emottisi), dolori al torace, difficoltà respiratorie (dispnea).
In ogni caso, sia nelle forme primarie che in quelle postprimarie, perché questi sintomi sono relativamente vaghi, dobbiamo fare una diagnosi differenziale.
La diagnosi dell'infezione tubercolare può essere
Altri test importanti per la ricerca di tubercolosi latenti, soprattutto in pazienti che dovranno essere sottoposti a trattamenti immunosoppressivi (come nella terapia di malattie autoimmuni, dove si utilizzano farmaci biologici che possono deprimere la risposta del sistema immunitario, ma in caso di tubercolosi latente sono in grado di far ricominciare a replicare il micobatterio tubercolare) sono i Test IGRA che implicano il rilascio nel paziente di Interferon Gamma in seguito alla stimolazione con antigeni peptidici.
Nel sangue di questi soggetti ci sono linfociti in grado di riconoscere antigeni micobatterici specifici per il micobatterio tubercolare e assenti, per esempio, nei ceppi del Bacillo Calmette-Guerin (BCG, utilizzato per il vaccino), avremo quindi una risposta molto precisa e specifica.
Come si effettuano: preleviamo il sangue del paziente, uniamo queste proteine (ESAT-6, CFP-10 e TB7.7p4) al sangue che saranno riconosciute dai linfociti nel sangue e produrranno Interferon Gamma, la rilevazione quantitativa di questi ultimi ci permette di valutare se esiste una tubercolosi latente, e quindi una controindicazione all'utilizzo dei farmaci biologici.
Estremamente complessa e lunga, dura almeno 6 mesi. Fa utilizzo di più farmaci, generalmente si utilizzano associazioni di diversi antitubercolari per evitare l'insorgenza di resistenze, che sono il problema principale della terapia con antitubercolari. I Infatti, i micobatteri tubercolari MDR-TB (multidrug-resistant) stanno mostrando una tendenza a resistere a farmaci di prima scelta come Isoniazide e Rifampicina; gli XDR-TB (extensively drug-resistant) sono invece estensivamente resistenti a farmaci antitubercolari come Isoniazide e Rifampicina, ma anche ai Fluorochinoloni e a farmaci di seconda scelta.
Cell Wall Synthesis Isoniazid (1952) Inhibits cell wall Acyl Lipids synthesis Rifampin (1966) Inhibits RNA synthesis DNA Coiling, Transcription, and Translation Ethambutol (1961) DNA Gyrase Inhibits cell wall synthesis Arabinogalactan peptidogive Peptidoglycan Plasma Ribosome Membrane Protein Mycobacterium tuberculosis Pyrazinamide (1952) Exact Target Unclear Disrupts Plasma Membrane Disrupts Energy Metabolism ATP Se ci dovessero essere problemi di resistenze con questi di Cell Wall prima scelta, possono essere utilizzati quelli di seconda scelta (meno efficaci e/o più tossici) che sono: Etionamide, ATP Synthesis Cicloserina, Acido para-amino salicilico (PAS), Fluorochinoloni (Levofloxacina e Moxifloxacina), Kanamicina, Amikacina. I farmaci di terza scelta sono ancora meno efficaci, possono essere aggiuntivi se abbiamo a che fare con un micobatterio come XDR-TB: Amoxicillina-clavulanato, Claritromicina, Clofazimina, Linezolid.
Dal punto di vista della profilassi esiste un vaccino che è una variante apatogena del M. Bovis (BCG) che condivide con il M. tubercolare la maggior parte degli antigeni, ed è quindi utile per la vaccinazione del personale medico-sanitario nei paesi industrializzati.
Sono micobatteri sempre acido-alcol resistenti. Non appartengono al Tubercolosis Complex. Possono dare diversi tipi di infezioni, ma sono soprattutto micorganismi a bassa patogenicità, devono quindi approfittare di situazioni di immunodepressione, ad esempio, per poter dare malattia. Possono dare malattia polmonare, hanno un ruolo importante nelle linfadeniti di natura micobatterica, malattie cutanee e malattie disseminate in soggetti profondamenti immunodepressi. Malattia polmonare: M. avium. M. kansasi, M. abscessus, M. xenopi, M. malmoense Linfadeniti: M. avium, M. scrofulacem, M. malmoense Malattie cutanee: M. marinum, M. fortuitum, M. chelonae, M. abscessus, M. ulcerans Malattia disseminata: M. avium, M. kansasii, M. chelonae, M. haemophylum
Tra questi il più frequente ed importante è il Mycobatterium avium-complex, complex perché raggruppa una serie di specie che passano sotto il nome di avium-complex, e sono difficilmente separabili nei comuni laboratori. È la micobatteriosi più comune in soggetti affetti da AIDS, e in questi è particolarmente pericolosa perché porta spesso al decesso del paziente. Si contrae ingerendo i bacilli che possono contaminare cibi e acque. Questi batteri colonizzano l'intestino, si riproducono nei linfonodi e poi vanno a diffondere tramite la via sistemica, senza risparmiare nessun organo.
Generalmente la terapia implica, quando possibile, combinazioni di farmaci quali Claritromicina, Azitromicina, Rifampicina, Rifabutina, Etambutolo, Streptomicina. Si utilizzano quindi farmaci non prima scelta per quanto riguarda l'infezione (se non fosse per gli ultimi quattro), ma comunque se il paziente è molto immunodepresso la prognosi non è delle migliori.
Per quanto riguarda infezioni da altri batteri, come i micobatteri a rapida crescita (come M. Fortuitum, M. Abscessus e M. Chelonae), possiamo usare sempre Amikacina e Claritromicina sempre però sulla guida dell'antibiogramma.
Un altro micobatterio importante e ben conosciuto è il Mycobatterium Leprae , responsabile della lebbra. L'uomo è l'unico ospite naturale, oltre allo scimpanzé africano e all'armadillo, ma è fondamentalmente una malattia dell'uomo. È un bacillo acido resistente, che ha la prerogativa di non essere coltivato in vitro (sono stati fatti dei tentativi di cellule animali, però abbiamo poche generazioni di questi micorganismi). Ha un particolare tropismo, oltre che per i macrofagi, per le cellule di Schwann del sistema nervoso, il che spiega una serie di sintomi e la clinica della forma Mycolic Acid RNA Polymerase YONA MRNA