Documento universitario sul Delirium. Il Pdf, utile per lo studio autonomo in Psicologia, esplora l'epidemiologia, i fattori di rischio e la diagnosi differenziale con la demenza, fornendo indicazioni operative e scale di valutazione.
Mostra di più12 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Il termine delirium deriva dal latino: significa "uscire dal solco", deviare dal tracciato, da una condizione lineare ad una condizione confusionaria.
Il delirium viene definito dall'OMS come: «Stato di confusione mentale, a insorgenza acuta, con decorso fluttuante, di breve durata (da ore a giorni o mesi), dovuto a cause organiche, caratterizzato dalla contemporanea presenza di disturbi dell'attenzione e della coscienza, del pensiero e della memoria, con alterazioni del comportamento psico-motorio, delle emozioni e del ritmo sonno-veglia.» Dalla semplice definizione è possibile intuire come il delirium sia una delle manifestazioni più complesse nell'area della cronicità perché è altamente destabilizzante per la persona e per il contesto intorno ad essa. Inoltre, è una manifestazione totalizzante, ovvero è in grado di trasportare la persona in una dimensione parallela attraverso un distaccamento dalla realtà circostante e non ha una valenza solamente sintomatologico personale ma anche contestuale.
A livello epidemiologico, la prevalenza del delirium nella popolazione generale è bassa (1-2%), ma in ambito ospedaliero è una delle sindromi psichiatriche più diffuse:
Il delirium post-operatorio è una complicanza definibile transitoria perché ha un esordio nelle prime 24 ore dall'intervento chirurgico e si risolve in maniera spontanea entro una settimana.A livello generale, è riferibile agli interventi di chirurgia maggiore, ma nei casi di persone assistite più fragili, come gli anziani ultraottantenni o persone affette da comorbidità o patologie pregresse, ha un'incidenza improvvisa anche correlata ad interventi chirurgici di natura minore, come una protesi di ginocchio, di anca o impianto di pace-maker.
Il delirium porta in sé un paradosso. Nel 50 - 75% dei casi, il delirium in ospedale non viene individuato o riconosciuto come tale e raramente viene riportato in cartella clinica. Se non riconosco la sintomatologia e non la considero come un problema che mina alla stabilità clinica, difficilmente lo segnalerò.
Tale manifestazione viene molto sottostimata nell'anziano con demenza perché viene associata ad un comune sintomo del decorso della malattia, ma è necessario riconoscere il delirium e trattarlo nella maniera più tempestiva e breve possibile.
Le caratteristiche nella persona anziana che possono influire attivamente sull'insorgenza del delirium sono:
Condizione biologica caratterizzata da ridotta resistenza agli stress, secondaria al declino dei sistemi fisiologici.
Tutta l'area della terza età rientra nella macroarea della fragilità, perché ogni anziano o persona affetta da patologia cronica è potenzialmente fragile, ossia ha una resistenza agli stimoli stressori inferiore ad una persona con una perfetta funzionalità organica.
Il delirium insorge più frequentemente nei pazienti affetti da demenza. La demenza si manifesta più frequentemente nelle persone che hanno sviluppato in precedenza delirium, perché esso, specie in determinate circostanze, è precursore/campanello d'allarme di una valutazione del quadro clinico correlabile a demenza.
DELIRIUM DEMENZA
ESORDIO acuto/sub-acuto Insidioso, difficilmente inquadrabile.
DECORSO Fluttuante e può variare da giorni a settimane Ha un esordio progressivo: da lieve a severo-grave, che porta ad una totale compromissione del sistema psico-fisico della persona assistita.
COSCIENZA Alterata e fluttuante Conservata fino agli stadi più avanzati di malattia.
DEFICIT COGNITIVI Ipoattenzione, deficit memoria a breve termine Deficit mnesico (memoria a breve termine e a lungo termine), attenzione meno compromessa. Un anziano con demenza è attento, ma il deficit mnesico, la dis-percezione di sé che caratterizza la demenza non permette più di riconoscere il pericolo o i confini entro cui spingersi per esempio. Dunque, lo stato di vigilanza attivo è meno compromesso ma l'inserimento contestuale è minato.
ALLUCINAZIONI Comuni in quasi tutti i tipi di delirium e sono specialmente visive. Spesso assenti. Compaiono episodicamente, ma sono più associati a stadi di delirium che incorrono in corso di demenza, piuttosto che per la demenza stessa.
ILLUSIONI Comuni e con tendenza persecutoria. Manifestazione primaria di delirium. Spesso assenti. Sintomo secondario di demenza.
ATTIVITA' PSICOMOTORIA Imprevedibile, ma tendenzialmente è ipercinetica, ovvero ad aumentare l'attività motoria, soprattutto finalistica A parte le manifestazioni patologiche specifiche tipo Alzheimer, l'attività psico- motoria è mantenuta normale.
La demenza non insorge solo durante la terza età, ma nel corso degli ultimi anni sono aumentati esponenzialmente i casi di demenza in fase giovanile (dai 50 anni in su) e purtroppo, si sta affermando come questa tipologia di demenze abbia un decorso clinico molto accelerato, rispetto ai quadri di demenza che insorgono nelle età più avanzate.
Il delirium non è sinonimo di delirio. Il delirio è una falsa convinzione con le seguenti caratteristiche: tutti non credono a tale convinzione e ci sono prove del contrario, ma, nonostante ciò, è lo stesso sostenuta dal paziente. Il delirio è una condizione specifica che il paziente stesso è in grado di sostenere mentre il contesto sociosanitario che lo circonda non è in grado di definire in maniera chiara e lineare. Il delirium invece, ha tutte una serie di caratteristiche che lo rendono individuabile in maniera chiara.
A livello patogenetico, i fattori predisponenti del delirium sono:
I fattori precipitanti invece sono: