Documento su Capitolo 1: Società di massa, socialismo in Europa e nazionalismo. Il Pdf esplora la società di massa, il socialismo in Europa e il nazionalismo, analizzando definizioni, espansioni e impatti storici per la materia Storia a livello universitario.
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La società di massa:
Quasi tutti i paesi dell'Europa occidendali concessero il diritto di voto alla totalità dei cittadini maschi maggiorenni, ad esempio in Italia l'introduzione del suffragio universale maschile avvenne nel 1912. Con l'estensione del diritto di voto alle masse, tutti i movimenti politici dovettero adeguarsi per conquistare il consenso di un vasto numero di elettori. Si diffuse il modello del partito di massa come forma di partecipazione popolare all'organizzazione politica dello Stato. Nacquero anche grandi organizzazioni sindacali a livello nazionale, andando oltre l'impostazione tradizionale basata sulle associazioni di mestiere con una presenza limitata sul territorio. Nacquero così le Trade Unions in Inghilterra(1868) e la Confédération Générale du Travail in Francia( 1895), in Italia la Confederazione Generale del Lavoro(1906). (grande fenomeno di associazionismo) PARTITI -- I partiti(interessi e opinioni di una parte della società) vengono comunemente divisi in categorie come:
La diffusione dei beni di consumo( illuminazione elettrica, all'acqua potabile) e dei mass media che sono mezzi di comunicazione di massa come la stampa quotidiana e periodica, contribuì a migliorare la qualità della vita di molte famiglie. Con la stampa aumenta maggiormente la produzione e la vendita. La stampa permise una maggiore circolazione di informazioni e notizie. La diffusione delle informazioni permise l'espansione dell'opinione pubblica e un maggiore potere di influenza sulla politica. In piu': Es: di quotidiani: Daily mirror e il Petit Journal, agenzie di massa come reuters. La tecnologia come la linotype macchina che velocizzo la composizione dei caratteri, la stampa delle copie, il telefono aiutarono la produzione e far circolare informazioni. Il mondo della scuola subì una trasformazione fondamentale: l'istruzione venne vista come un'opportunità da offrire a tutti i cittadini e non più come un privilegio per nobili e abbienti. La scuola divenne organizzata e finanziata dallo Stato, nonostante l'opposizione degli ambienti tradizionalisti( che vedevano l'alfabetizzazione della massa come un pericolo per le classi privilegiate). L'istruzione obbligatoria e gratuita venne introdotta, sebbene con tempi e modalità differenti nei vari Paesi. L'obiettivo era quello di superare l'analfabetismo(considerata piaga sociale). L'alfabetizzazione (si era raggiunta rapidamente nella Germania e Francia, più lentamente nei paesi dell'Europa orientale).
Nell'ottocento l'attenzione non era più incentrata sui temi della politica settecentesca, come i limiti del potere dello Stato e i diritti dei cittadini. In seguito, l'attenzione si spostò sui problemi causati dalla rivoluzione industriale, in particolare sulla questione sociale: la miseria e l'ignoranza in cui vivevano le masse dei lavoratori.
Nel corso dell'Ottocento, all'interno del movimento socialista la tendenza marxista divenne prevalente. In tutti i Paesi europei nacquero i partiti socialisti.
Nonostante le diverse caratteristiche nazionali, i partiti socialisti europei erano uniti da obiettivi comuni, come il superamento del sistema capitalistico, la gestione sociale dell'economia, l'internazionalismo, e il pacifismo. Tutti facevano capo all'organizzazione erede della Prima Internazionale socialista, che si era dissolta all'inizio degli anni Settanta del XIX secolo.
La Seconda Internazionale socialista nacque nel 1889, quando i principali partiti socialisti europei si riunirono a Parigi per approvare importanti decisioni, come la limitazione della giornata lavorativa a otto ore e la proclamazione di una giornata mondiale di lotta per il primo maggio di ogni anno. Se la Prima Internazionale del 1864 aveva l'ambizione di costituire una classe dirigente unitaria, la Seconda Internazionale fu una federazione di partiti nazionali autonomi e sovrani. I congressi della Seconda Internazionale costituirono un importante luogo di incontro sui problemi legati all'evoluzione dei movimenti operai europei, come lo sciopero generale, la lotta contro la guerra e la questione coloniale. L'ideologia dominante all'interno della Seconda Internazionale fu il marxismo. All'interno dei partiti socialisti però, si crearono due tendenze:
In Francia, si sviluppo un'altra tendenza all'interno del movimento operaio nota come sindacalismo rivoluzionario che seguivano un approccio diverso da quello dei sindacati di altri paesi europei, orientato verso un'azione più anarchico e rivoluzionaria, mirante alla conquista del potere politico, piuttosto che solo alla miglioria dell'economia e dei diritti dei lavoratori. Lo sciopero veniva visto come il momento culminante della lotta operaia, una "ginnastica rivoluzionaria" in preparazione per un grande sciopero generale rivoluzionario che avrebbe segnato la fine della società borghese. Georges Sorel (1847-1922) fu il principale esponente di questa tendenza, esaltando la violenza proletaria in alcuni scritti raccolti nel volume "Considerazioni sulla violenza". Il sindacalismo rivoluzionario, nonostante non si sia concretizzato in un piano politico solido, ebbe un forte impatto su molti intellettuali e su una significativa parte dei lavoratori. Contribuì a rendere più duro il conflitto sociale in tutta Europa.
La dottrina sociale della Chiesa cattolica, durante il pontificato di Leone XIII, cerco di affrontare i cambiamenti sociali e economici della società industriale con una proposta coerente con il messaggio evangelico. Nel 1891, la Chiesa Cattolica, tramite l'enciclica "Rerum Novarum"(Sulle cose nuove), fornì le seguenti indicazioni:
Nel mondo cattolico emerse una nuova tendenza politica nota come democrazia cristiana, che aveva in Romolo Murri, sacerdote marchigiano, il suo principale interprete. La democrazia cristiana sosteneva la necessità di superare il "non expedit", un divieto imposto ai cattolici di partecipare alla vita politica italiana. Il loro obiettivo era creare un partito democratico ispirato ai valori del cristianesimo. Papa Leone XIII, pur approvando la "democrazia cristiana", mantenne comunque il divieto del "non expedit". Il successore di Leone XIII, Pio X, lo attenuò ma non eliminò completamente la proibizione, consentendo ai cattolici di essere eletti ma non di formare un partito politico. Solo nel 1919 il "non expedit" fu abolito del tutto, permettendo ai cattolici, guidati dal sacerdote siciliano Luigi Sturzo, di fondare il Partito Popolare Italiano. Uno degli eventi più significativi del pontificato di Pio X fu la condanna del modernismo, un movimento eterogeneo che cercava di reinterpretare la dottrina cattolica in chiave moderna, alla luce delle nuove metodologie per lo studio della Sacra Scrittura basate sulla critica storica e filologica.