Capitolo 1: Società di massa, socialismo in Europa e nazionalismo

Documento su Capitolo 1: Società di massa, socialismo in Europa e nazionalismo. Il Pdf esplora la società di massa, il socialismo in Europa e il nazionalismo, analizzando definizioni, espansioni e impatti storici per la materia Storia a livello universitario.

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13 pagine

CAPITOLO 1
PARAGRAFO 1: CHE COS'E’ LA SOCIETA’ DI MASSA:
LA DEFINIZIONE:
La società di massa:
caratterizzata da una diffusione di massa dei prodotti di consumo accessibili a un numero illimitato di persone (Oggetti come
telefoni e sono alla portata di tutti) e dalla formazione di un insieme omogeneo in cui i singoli individui scompaiono rispetto al
gruppo, dando vita a un nuovo e importante soggetto politico e civile.
-Nella società di massa i cittadini vivono in grandi agglomerati urbani vivendo in stretto contatto tra loro, ma i loro rapporti non
sono più legati a piccole comunità solide, bensì a grandi istituzioni come: stati, partiti politici, sindacati e altre organizzazioni di
massa.
-Gli individui non producono più ciò che consumano, ma partecipano all'economia di mercato comprando ciò di cui hanno bisogno
con il denaro guadagnato dal lavoro dipendente.
-I comportamenti quotidiani si uniformano a modelli generali, diversi da quelli delle antiche società rurali, e lo stile di vita un tempo
riservato a determinate classi sociali si diffonde alla maggioranza della popolazione.
-Questa uniformità e omogeneità dei comportamenti e delle aspirazioni rappresenta una delle caratteristiche principali della società
di massa che sono state causate da trasformazioni politiche, economiche, culturali della seconda rivoluzione industriale.
-La terza rivoluzione industriale ha diffuso la società di massa globalmente( in tutto il mondo), generando la globalizzazione.
Entrambi i fenomeni sono caratterizzati dall'uniformità e dell'omogeneità, e sono strettamente collegati come parte di un unico
processo storico.
L'ESPANSIONE DEL TERZIARIO:
-Nell'economia della società di massa il terziario ha acquisito un ruolo sempre più importante contribuendo all'espansione del ceto
medio costituito dalla piccola borghesia.
-I lavoratori autonomi e dipendenti aumentarono grazie alla diffusione di esercizi commerciali e per le nuove attività professionali,
mentre scomparivano attività tipiche del passato come scrivani.
-L'aumento delle competenze statali ha inoltre portato all'aumento dei dipendenti pubblici nei servizi come trasporti, sanità e
istruzione.
-Nell'industria, c'è stato anche un aumento del numero degli impiegati che svolgono mansioni non manuali chiamati"colletti bianchi",
mentre gli operai chiamati "tute blu" facevano soprattutto lavori manuali.
-Il reddito della piccola borghesia impiegatizia era più vicino a quello dei lavoratori specializzati dell'aristocrazia operaia che all'alta
borghesia, ma la cultura e la mentalità impiegatizia erano molto diverse da quelle operaie.
Così gli impiegati preferivano focalizzarsi sull'impegno e sulle qualità individuali per proteggere i propri interessi e per migliorare la
propria condizione sociale.
Il ceto impiegatizio si è quindi allontanato dai valori della classe operaia( solidarietà, spirito di classe) e ha adottato i valori
tradizionali della borghesia come individualismo, rispettabilità, proprietà privata, deferenza verso le gerarchie e patriottismo.
-Pur rimanendo un ceto di confine tra proletariato e borghesia, il ceto impiegatizio ha assunto nel tempo un ruolo chiave sia in
economia, per il suo ruolo di consumo, che in politica.
PARTITI DI MASSA E SINDACATI:
Quasi tutti i paesi dell'Europa occidendali concessero il diritto di voto alla totalità dei cittadini maschi maggiorenni, ad esempio in
Italia l'introduzione del suffragio universale maschile avvenne nel 1912.
Con l'estensione del diritto di voto alle masse, tutti i movimenti politici dovettero adeguarsi per conquistare il consenso di un vasto
numero di elettori.
Si diffuse il modello del partito di massa come forma di partecipazione popolare all'organizzazione politica dello Stato.
Nacquero anche grandi organizzazioni sindacali a livello nazionale, andando oltre l'impostazione tradizionale basata sulle
associazioni di mestiere con una presenza limitata sul territorio.
Nacquero così le Trade Unions in Inghilterra(1868) e la Confédération Générale du Travail in Francia( 1895), in Italia la
Confederazione Generale del Lavoro(1906).
(grande fenomeno di associazionismo)
PARTITI—- I partiti(interessi e opinioni di una parte della società) vengono comunemente divisi in categorie come:
1) partiti di notabili( tradizionali schieramenti dell'ottocento come la Destra e Sinistra storica composti da
aristocratici,borghesi)
2) partiti di massa: composto da
-partiti di militanti : come quelli socialisti, organizzati con una struttura pesante.
-partiti di opinione: come i partiti americani organizzati con una struttura leggera.
LA VITA QUOTIDIANA:
La diffusione dei beni di consumo( illuminazione elettrica, all'acqua potabile) e dei mass media che sono mezzi di comunicazione di
massa come la stampa quotidiana e periodica, contribuì a migliorare la qualità della vita di molte famiglie.
Con la stampa aumenta maggiormente la produzione e la vendita.
La stampa permise una maggiore circolazione di informazioni e notizie.
La diffusione delle informazioni permise l'espansione dell'opinione pubblica e un maggiore potere di influenza sulla politica.
In piu’:
Es: di quotidiani: Daily mirror e il Petit Journal, agenzie di massa come reuters.
La tecnologia come la linotype macchina che velocizzo la composizione dei caratteri, la stampa delle copie, il telefono aiutarono la
produzione e far circolare informazioni.
Il mondo della scuola subì una trasformazione fondamentale: l'istruzione venne vista come un'opportunità da offrire a tutti i cittadini
e non più come un privilegio per nobili e abbienti.
La scuola divenne organizzata e finanziata dallo Stato, nonostante l'opposizione degli ambienti tradizionalisti( che vedevano
l'alfabetizzazione della massa come un pericolo per le classi privilegiate).
L'istruzione obbligatoria e gratuita venne introdotta, sebbene con tempi e modalità differenti nei vari Paesi.
L'obiettivo era quello di superare l'analfabetismo(considerata piaga sociale). L'alfabetizzazione (si era raggiunta rapidamente nella
Germania e Francia, più lentamente nei paesi dell'Europa orientale).
PARAGRAFO 2 DELL'UNTA’ 1:
L'EREDITA DELL'OTTOCENTO:
Nell'ottocento l'attenzione non era più incentrata sui temi della politica settecentesca, come i limiti del potere dello Stato e i diritti dei
cittadini.
In seguito, l'attenzione si spostò sui problemi causati dalla rivoluzione industriale, in particolare sulla questione sociale: la miseria e
l'ignoranza in cui vivevano le masse dei lavoratori.
1) I conservatori erano molto preoccupati per gli scioperi ( degli operai e contadini) perché temevano che avrebbero portato
disordine nella società.
Chiedevano allo Stato di reprimere tutte le agitazioni popolari e consideravano la diffusione della scolarizzazione tra le
masse un rischio per i privilegi delle classi superiori.
2) I liberali sostenevano il valore della libertà e dell'iniziativa economica individuale, chiedendo allo Stato di non
intromettersi nell'economia. (Infatti le uniche leggi che potevano regolare il mercato erano quelle della libera concorrenza).
3) I socialisti, invece, credevano che una società più giusta poteva nascere solo dalle lotte delle classi oppresse: agricoltori
e operai. Karl Marx, nel suo libro "Il Capitale", aveva dimostrato come i padroni dei mezzi di produzione sfruttassero le
masse impadronendosi dei frutti del loro lavoro.
4) La Chiesa condannava sia il socialismo che il libero mercato, invitando imprenditori e lavoratori a collaborare
pacificamente.
IL SOCIALISMO IN EUROPA:
Nel corso dell'Ottocento, all'interno del movimento socialista la tendenza marxista divenne prevalente.
In tutti i Paesi europei nacquero i partiti socialisti.
1) GERMANIA: Tra cui il Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD) nel 1875, che divenne il modello per gli altri partiti socialisti
europei grazie all'efficienza organizzativa e all'adozione del marxismo come dottrina ufficiale.---- (sotto guida August bebel).
2)FRANCIA: un partito di ispirazione marxista si formò nel 1882, che però furono riuniti nel 1905, grazie a Jean Jaurès.
3)ITALIA:
-Il Partito Socialista Italiano nacque nel 1892 a Genova che si chiamava Partito dei Lavoratori Italiani,
-Il Partito dei Lavoratori italiani solo nel 1895 si chiamò Partito Socialista Italiano con Filippo Turati come principale esponente.
4) IN GRAN BRETAGNA: il marxismo non riuscì a imporsi nei sindacati, nelle Trade unions.
-la Società Fabiana composta da intellettuali come George Bernard Shaw ed Herbert Wells ebbe influenza sul movimento operaio
inglese.
-I dirigenti delle Trade Unions crearono il Partito Laburista nel 1906 come espressione politica del movimento operaio.
Nonostante le diverse caratteristiche nazionali, i partiti socialisti europei erano uniti da obiettivi comuni, come il superamento del
sistema capitalistico, la gestione sociale dell'economia, l'internazionalismo, e il pacifismo. Tutti facevano capo all'organizzazione
erede della Prima Internazionale socialista, che si era dissolta all'inizio degli anni Settanta del XIX secolo.

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CAPITOLO 1

PARAGRAFO 1: CHE COS'E' LA SOCIETA' DI MASSA:

LA DEFINIZIONE:

La società di massa:

  • è caratterizzata da una diffusione di massa dei prodotti di consumo accessibili a un numero illimitato di persone (Oggetti come telefoni e sono alla portata di tutti) e dalla formazione di un insieme omogeneo in cui i singoli individui scompaiono rispetto al gruppo, dando vita a un nuovo e importante soggetto politico e civile.
  • Nella società di massa i cittadini vivono in grandi agglomerati urbani vivendo in stretto contatto tra loro, ma i loro rapporti non sono più legati a piccole comunità solide, bensì a grandi istituzioni come: stati, partiti politici, sindacati e altre organizzazioni di massa.
  • Gli individui non producono più ciò che consumano, ma partecipano all'economia di mercato comprando ciò di cui hanno bisogno con il denaro guadagnato dal lavoro dipendente.
  • I comportamenti quotidiani si uniformano a modelli generali, diversi da quelli delle antiche società rurali, e lo stile di vita un tempo riservato a determinate classi sociali si diffonde alla maggioranza della popolazione.
  • Questa uniformità e omogeneità dei comportamenti e delle aspirazioni rappresenta una delle caratteristiche principali della società di massa che sono state causate da trasformazioni politiche, economiche, culturali della seconda rivoluzione industriale.
  • La terza rivoluzione industriale ha diffuso la società di massa globalmente( in tutto il mondo), generando la globalizzazione. Entrambi i fenomeni sono caratterizzati dall'uniformità e dell'omogeneità, e sono strettamente collegati come parte di un unico processo storico.

L'ESPANSIONE DEL TERZIARIO:

  • Nell'economia della società di massa il terziario ha acquisito un ruolo sempre più importante contribuendo all'espansione del ceto medio costituito dalla piccola borghesia.
  • I lavoratori autonomi e dipendenti aumentarono grazie alla diffusione di esercizi commerciali e per le nuove attività professionali, mentre scomparivano attività tipiche del passato come scrivani.
  • L'aumento delle competenze statali ha inoltre portato all'aumento dei dipendenti pubblici nei servizi come trasporti, sanità e istruzione.
  • Nell'industria, c'è stato anche un aumento del numero degli impiegati che svolgono mansioni non manuali chiamati"colletti bianchi", mentre gli operai chiamati "tute blu" facevano soprattutto lavori manuali.
  • Il reddito della piccola borghesia impiegatizia era più vicino a quello dei lavoratori specializzati dell'aristocrazia operaia che all'alta borghesia, ma la cultura e la mentalità impiegatizia erano molto diverse da quelle operaie. Così gli impiegati preferivano focalizzarsi sull'impegno e sulle qualità individuali per proteggere i propri interessi e per migliorare la propria condizione sociale. Il ceto impiegatizio si è quindi allontanato dai valori della classe operaia( solidarietà, spirito di classe) e ha adottato i valori tradizionali della borghesia come individualismo, rispettabilità, proprietà privata, deferenza verso le gerarchie e patriottismo.
  • Pur rimanendo un ceto di confine tra proletariato e borghesia, il ceto impiegatizio ha assunto nel tempo un ruolo chiave sia in economia, per il suo ruolo di consumo, che in politica.

PARTITI DI MASSA E SINDACATI:

Quasi tutti i paesi dell'Europa occidendali concessero il diritto di voto alla totalità dei cittadini maschi maggiorenni, ad esempio in Italia l'introduzione del suffragio universale maschile avvenne nel 1912. Con l'estensione del diritto di voto alle masse, tutti i movimenti politici dovettero adeguarsi per conquistare il consenso di un vasto numero di elettori. Si diffuse il modello del partito di massa come forma di partecipazione popolare all'organizzazione politica dello Stato. Nacquero anche grandi organizzazioni sindacali a livello nazionale, andando oltre l'impostazione tradizionale basata sulle associazioni di mestiere con una presenza limitata sul territorio. Nacquero così le Trade Unions in Inghilterra(1868) e la Confédération Générale du Travail in Francia( 1895), in Italia la Confederazione Generale del Lavoro(1906). (grande fenomeno di associazionismo) PARTITI -- I partiti(interessi e opinioni di una parte della società) vengono comunemente divisi in categorie come:

  1. partiti di notabili( tradizionali schieramenti dell'ottocento come la Destra e Sinistra storica composti da aristocratici,borghesi)
  2. partiti di massa: composto da
    • partiti di militanti : come quelli socialisti, organizzati con una struttura pesante.
    • partiti di opinione: come i partiti americani organizzati con una struttura leggera.

LA VITA QUOTIDIANA:

La diffusione dei beni di consumo( illuminazione elettrica, all'acqua potabile) e dei mass media che sono mezzi di comunicazione di massa come la stampa quotidiana e periodica, contribuì a migliorare la qualità della vita di molte famiglie. Con la stampa aumenta maggiormente la produzione e la vendita. La stampa permise una maggiore circolazione di informazioni e notizie. La diffusione delle informazioni permise l'espansione dell'opinione pubblica e un maggiore potere di influenza sulla politica. In piu': Es: di quotidiani: Daily mirror e il Petit Journal, agenzie di massa come reuters. La tecnologia come la linotype macchina che velocizzo la composizione dei caratteri, la stampa delle copie, il telefono aiutarono la produzione e far circolare informazioni. Il mondo della scuola subì una trasformazione fondamentale: l'istruzione venne vista come un'opportunità da offrire a tutti i cittadini e non più come un privilegio per nobili e abbienti. La scuola divenne organizzata e finanziata dallo Stato, nonostante l'opposizione degli ambienti tradizionalisti( che vedevano l'alfabetizzazione della massa come un pericolo per le classi privilegiate). L'istruzione obbligatoria e gratuita venne introdotta, sebbene con tempi e modalità differenti nei vari Paesi. L'obiettivo era quello di superare l'analfabetismo(considerata piaga sociale). L'alfabetizzazione (si era raggiunta rapidamente nella Germania e Francia, più lentamente nei paesi dell'Europa orientale).

PARAGRAFO 2 DELL'UNTA' 1:

L'EREDITA' DELL'OTTOCENTO:

Nell'ottocento l'attenzione non era più incentrata sui temi della politica settecentesca, come i limiti del potere dello Stato e i diritti dei cittadini. In seguito, l'attenzione si spostò sui problemi causati dalla rivoluzione industriale, in particolare sulla questione sociale: la miseria e l'ignoranza in cui vivevano le masse dei lavoratori.

  1. I conservatori erano molto preoccupati per gli scioperi ( degli operai e contadini) perché temevano che avrebbero portato disordine nella società. Chiedevano allo Stato di reprimere tutte le agitazioni popolari e consideravano la diffusione della scolarizzazione tra le masse un rischio per i privilegi delle classi superiori.
  2. I liberali sostenevano il valore della libertà e dell'iniziativa economica individuale, chiedendo allo Stato di non intromettersi nell'economia. (Infatti le uniche leggi che potevano regolare il mercato erano quelle della libera concorrenza).
  3. I socialisti, invece, credevano che una società più giusta poteva nascere solo dalle lotte delle classi oppresse: agricoltori e operai. Karl Marx, nel suo libro "Il Capitale", aveva dimostrato come i padroni dei mezzi di produzione sfruttassero le masse impadronendosi dei frutti del loro lavoro.
  4. La Chiesa condannava sia il socialismo che il libero mercato, invitando imprenditori e lavoratori a collaborare pacificamente.

IL SOCIALISMO IN EUROPA:

Nel corso dell'Ottocento, all'interno del movimento socialista la tendenza marxista divenne prevalente. In tutti i Paesi europei nacquero i partiti socialisti.

  1. GERMANIA: Tra cui il Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD) nel 1875, che divenne il modello per gli altri partiti socialisti europei grazie all'efficienza organizzativa e all'adozione del marxismo come dottrina ufficiale .---- (sotto guida August bebel).
  2. FRANCIA: un partito di ispirazione marxista si formò nel 1882, che però furono riuniti nel 1905, grazie a Jean Jaurès.
  3. ITALIA:
    • Il Partito Socialista Italiano nacque nel 1892 a Genova che si chiamava Partito dei Lavoratori Italiani.
    • Il Partito dei Lavoratori italiani solo nel 1895 si chiamò Partito Socialista Italiano con Filippo Turati come principale esponente.
  4. IN GRAN BRETAGNA: il marxismo non riuscì a imporsi nei sindacati, nelle Trade unions.
    • la Società Fabiana composta da intellettuali come George Bernard Shaw ed Herbert Wells ebbe influenza sul movimento operaio inglese.
    • I dirigenti delle Trade Unions crearono il Partito Laburista nel 1906 come espressione politica del movimento operaio.

Nonostante le diverse caratteristiche nazionali, i partiti socialisti europei erano uniti da obiettivi comuni, come il superamento del sistema capitalistico, la gestione sociale dell'economia, l'internazionalismo, e il pacifismo. Tutti facevano capo all'organizzazione erede della Prima Internazionale socialista, che si era dissolta all'inizio degli anni Settanta del XIX secolo.

LA SECONDA INTERNAZIONALE:

La Seconda Internazionale socialista nacque nel 1889, quando i principali partiti socialisti europei si riunirono a Parigi per approvare importanti decisioni, come la limitazione della giornata lavorativa a otto ore e la proclamazione di una giornata mondiale di lotta per il primo maggio di ogni anno. Se la Prima Internazionale del 1864 aveva l'ambizione di costituire una classe dirigente unitaria, la Seconda Internazionale fu una federazione di partiti nazionali autonomi e sovrani. I congressi della Seconda Internazionale costituirono un importante luogo di incontro sui problemi legati all'evoluzione dei movimenti operai europei, come lo sciopero generale, la lotta contro la guerra e la questione coloniale. L'ideologia dominante all'interno della Seconda Internazionale fu il marxismo. All'interno dei partiti socialisti però, si crearono due tendenze:

  • QUELLO ORTODOSSO O RIVOLUZIONARIO: che non rinunciava all'obiettivo di una società senza classi da raggiungere attraverso una rivoluzione violenta. - rimaneva fedele alle idee marxiste. Con principale esponente della tendenza rivoluzionaria fu Karl Kautsky.
  • QUELLA REVISIONISTA: che rifiutava la rivoluzione e sosteneva l'azione democratica e riformista da parte della classe operaia. - rivedeva Marx. Il principale esponente della tendenza revisionista fu il tedesco Eduard Bernstein.

SOREL E IL SINDACALISMO RIVOLUZIONARIO:

In Francia, si sviluppo un'altra tendenza all'interno del movimento operaio nota come sindacalismo rivoluzionario che seguivano un approccio diverso da quello dei sindacati di altri paesi europei, orientato verso un'azione più anarchico e rivoluzionaria, mirante alla conquista del potere politico, piuttosto che solo alla miglioria dell'economia e dei diritti dei lavoratori. Lo sciopero veniva visto come il momento culminante della lotta operaia, una "ginnastica rivoluzionaria" in preparazione per un grande sciopero generale rivoluzionario che avrebbe segnato la fine della società borghese. Georges Sorel (1847-1922) fu il principale esponente di questa tendenza, esaltando la violenza proletaria in alcuni scritti raccolti nel volume "Considerazioni sulla violenza". Il sindacalismo rivoluzionario, nonostante non si sia concretizzato in un piano politico solido, ebbe un forte impatto su molti intellettuali e su una significativa parte dei lavoratori. Contribuì a rendere più duro il conflitto sociale in tutta Europa.

LA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA CATTOLICA:

La dottrina sociale della Chiesa cattolica, durante il pontificato di Leone XIII, cerco di affrontare i cambiamenti sociali e economici della società industriale con una proposta coerente con il messaggio evangelico. Nel 1891, la Chiesa Cattolica, tramite l'enciclica "Rerum Novarum"(Sulle cose nuove), fornì le seguenti indicazioni:

  1. Denuncia degli eccessi del capitalismo: la Chiesa non è d'accordo con il liberalismo dal momento che sostiene che la società non dovrebbe basarsi solo sulla libertà individuale, ma anche sui principi di solidarietà e di giustizia sociale. E sottolinea che la legge domanda e offerta, non può essere applicata senza considerare i valori etici e il bene comune.
  2. Condanna delle teorie socialiste e collettivistiche: Le teorie socialiste e collettiviste sostengono l'abolizione della proprietà privata, mentre l'enciclica sostiene che è un diritto naturale e quindi non può essere negato.
  3. Invito allo Stato a intervenire per rimuovere le cause che possono accrescere il conflitto tra operai e padroni.
  4. Condanna della lotta di classe( lotta tra padroni e operai) ed esorta alla collaborazione tra padroni e operai in associazioni di tipo corporativo. L'enciclica riconosce la legittimità( cioè accettate dalla Chiesa) delle organizzazioni sindacali di soli operai.

DEMOCRAZIA CRISTIANA E MODERNISMO:

Nel mondo cattolico emerse una nuova tendenza politica nota come democrazia cristiana, che aveva in Romolo Murri, sacerdote marchigiano, il suo principale interprete. La democrazia cristiana sosteneva la necessità di superare il "non expedit", un divieto imposto ai cattolici di partecipare alla vita politica italiana. Il loro obiettivo era creare un partito democratico ispirato ai valori del cristianesimo. Papa Leone XIII, pur approvando la "democrazia cristiana", mantenne comunque il divieto del "non expedit". Il successore di Leone XIII, Pio X, lo attenuò ma non eliminò completamente la proibizione, consentendo ai cattolici di essere eletti ma non di formare un partito politico. Solo nel 1919 il "non expedit" fu abolito del tutto, permettendo ai cattolici, guidati dal sacerdote siciliano Luigi Sturzo, di fondare il Partito Popolare Italiano. Uno degli eventi più significativi del pontificato di Pio X fu la condanna del modernismo, un movimento eterogeneo che cercava di reinterpretare la dottrina cattolica in chiave moderna, alla luce delle nuove metodologie per lo studio della Sacra Scrittura basate sulla critica storica e filologica.

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