La gestione ambientale nelle aziende grafiche: sistemi UNI EN ISO 14001 ed EMAS III

Slide da Clitt sulla gestione ambientale. Il Pdf esplora le problematiche ambientali nelle aziende grafiche e i sistemi di gestione ambientale come UNI EN ISO 14001 ed EMAS III, utile per la scuola superiore in educazione ambientale.

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13 pagine

Classi 5^^ GRAFICO | A.S. 2023/2024 | Prof.ssa Maria Cristina Ciani | Tecnolgie dei processi di produzione
Modulo3 IL PACKAGING: STORIA E PROGETTUALITÀ DELL'IMBALLAGGIO
LA GESTIONE AMBIENTALE
| Minimizzare l'impronta ecologica del lavoro |
Dispesa III
| Le problematiche delle aziende grache |
Fonte principale: CLITT: Tecnologie dei processi di produzione B: Cap3 - L'impronta ecologica del lavoro
le arti grache
Le aziende grache sono varie; le loro problematiche
speciche derivano dal tipo specico di lavorazione. Tuttavia,
tutte utilizzano: inchiostri, solventi, vernici, diluenti, e hanno
punti critici comuni:
• le materie prime sulle quali avviene la stampa
• i solventi e dilunenti necessari le stampe
• le emissioni di varia natura (aria, acqua, calore)
• i sottoprodotti e materie prime secondarie
• i riuti veri e propri: pericolosi o non pericolosi
Schemi e riassunti del capitolo 3 del libro di testo. NB: studiare il libro e usare questi schemi come aggiunta.
e le loro problematiche
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Qui di anco, foto Arti Grache Reggiane & LAI S.p.A., Cavriago

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Anteprima

La gestione ambientale nelle arti grafiche

Classi 5^^ GRAFICO | A.S. 2023/2024 | Prof.ssa Maria Cristina Ciani | Tecnolgie dei processi di produzione Modulo3 IL PACKAGING: STORIA E PROGETTUALITÀ DELL'IMBALLAGGIO LA GESTIONE AMBIENTALE I Minimizzare l'impronta ecologica del lavoro Dispesa III | Le problematiche delle aziende grafiche | Fonte principale: CLITT: Tecnologie dei processi di produzione B: Cap3 - L'impronta ecologica del lavoroMAXIBON

Problematiche delle arti grafiche

le arti grafiche e le loro problematiche stampa offset tampografia roto offset tipografia serigrafia fotografia

Le aziende grafiche sono varie; le loro problematiche specifiche derivano dal tipo specifico di lavorazione. Tuttavia, tutte utilizzano: inchiostri, solventi, vernici, diluenti, e hanno punti critici comuni:

  • le materie prime sulle quali avviene la stampa
  • i solventi e dilunenti necessari le stampe
  • le emissioni di varia natura (aria, acqua, calore)
  • i sottoprodotti e materie prime secondarie
  • i rifiuti veri e propri: pericolosi o non pericolosi

Qui di fianco, foto Arti Grafiche Reggiane & LAI S.p.A., Cavriago Schemi e riassunti del capitolo 3 del libro di testo. NB: studiare il libro e usare questi schemi come aggiunta.

Fasi di lavoro delle arti grafiche

fasi di lavoro delle arti grafiche

Nelle aziende grafiche anche le fasi di lavorazione sono trasversali alle varie tipologia di azienda:

  • preparazione dei supporti e degli eventuali impianti
  • preparazione degli inchiostri o delle vernici, o comunque dei pigmenti
  • stampa con diverse tecniche e tecnologie, e l'essicazione
  • post stampa: lavorazioni secondarie/confezione
  • lavaggio delle apparecchiature
  • utilizzo di adesivi e di colle applicate con varie tecniche

OGNI AZIONE COMPORTA:

  • spesa energetica >> impatto CO2 o altri inquinanti
  • emissioni >> gas, solventi dispersi nell'aria, calore, acque bianche o nere
  • scarti >> sfridi di carta, lastre offset o altre matrici dismesse.

Qui di fianco, foto Arti Grafiche Boccia, Salerno Schemi e riassunti del capitolo 3 del libro di testo. NB: studiare il libro e usare questi schemi come aggiunta.

Materie prime delle arti grafiche

le materie prime delle arti grafiche

Sono:

  • inchiostri, colori e prodotti vernicianti
    • a base acquosa (più sostenibili)
    • a base solvente (più inquinanti, ma di migliore resa)
  • solventi
  • diluenti
  • detergenti
  • colle e mastici
    • a base solvente
    • termofusibili o termoindurenti
  • supporti per stampa, matrici, lastre
  • carta e altri supporti per stampa di diversa natura

Emissioni delle arti grafiche

le emissioni delle arti grafiche

Le emissioni di gas o effluvi in base alle fasi di lavorazione dovranno essere monitorate a tutela della salute dei lavoratori, e necessitano di filtri per la salvaguardia dell'ambiente esterno:

  • macchine da stampa e prodotti stessi (in fase di essicazione dei pigmenti)
    • producono residui di pigmenti, solventi, colle, ecc.
    • occorrono sistemi di aspirazione, depurazione entro i limiti di legge e infine espulsione all'esterno degli impianti
    • bocche di aspirazione quanto più possibile vicine all'emissione
  • fasi di allestimento
    • producono emissione di polveri e altri residui
    • captazione e abbattimento delle polveri, prima della reimmissione in atmosfera
  • operazioni di lavaggio macchinari / pulizia telai serigrafici
    • raccolta/smaltimento/recupero dei solventi utilizzati, tenendo presente prima di tutto di farne un uso occulato e ottimizzato

Schemi e riassunti del capitolo 3 del libro di testo. NB: studiare il libro e usare questi schemi come aggiunta.

Acque di scarto delle arti grafiche

acque di scarto delle arti grafiche

Nel ciclo di lavorazione degli stampati si utilizza acqua in molti passaggi. A seconda del grado di inquinanti presenti nelle acque residuali, esse vengono catalogate in bianche (usate per il raffreddamento degli impianti e prive di inquinanti) e nere (che necessitano di essere trattate, in quanto potenzialmente pericolose):

  • bianche
    • vanno convogliate negli impianti di raffreddamento
    • finiscono poi nello scarico diretto nei corsi d'acqua
  • nere
    • contengono inquinanti organici (deiezioni) o chimici (scarichi indutriali)
    • occorre una depurazione prima dell'immissione nel sistema fognario
    • le acque nere vanno raccolte in contenitori a tenuta e affidate a ditte specializzate nel loro recupero e smaltimento

Per ogni processo di pulizia (telai, apparecchiature, ecc) che necessiti di solventi e diluenti vale il principio di limitare i quantitativi e facilitare la raccolta o il riuso dei residui. Il processo di depurazione 3' e 54" https://www.youtube.com/watch?v=Aq6DcSoq1-4

Gestione degli scarti nelle arti grafiche

gli scarti delle arti grafiche

Nel ciclo di lavorazione alcuni materiali di scarto possono diventare un sottoprodotto, oppure essere inviati al processo di trasformazione in materie prime secondarie:

  • carta, plastica, alluminio/rame/tessile, imballaggi >> riutilizzo, riciclo o commercializzazione sottoprodotto

Altri rappresentano un rifiuto da smaltire a norma di legge:

  • rifiuti speciali >> sono catalogati in base alla loro pericolosità
  • prodotti inquinanti >> conferiti all'impianto di trattamento/ smaltimento, accompagnati da un documento di trasporto: il Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR).

Schemi e riassunti del capitolo 3 del libro di testo. NB: studiare il libro e usare questi schemi come aggiunta.

Codice Europeo Rifiuti (CER)

CER il Codice Europeo Rifiuti

Un rifiuto è classificabile come pericoloso quando contiene sostanze classificate pericolose a qualunque concentrazione, o sostanze classificate come pericolose oltre una determinata concentrazione.

Il CER è una sorta di catalogo, valido a livello europeo, che codifica i rifiuti in base alla tipologia e alla pericolosità o meno:

  • i rifiuti sono elencati in 20 capitoli e catalogati tramite codice univoco;
  • il codice è una sequenza numerica composta da 3 coppie di cifre:
    • le prime due individuano il "capitolo"
    • le seconde due il "sottocapitolo"
    • le ultime due lo specifico rifiuto.
  • ogni capitolo, sottocapitolo e singolo rifiuto sono definiti da una descrizione
  • se il codice è seguito da un asterisco: il rifiuto considerato pericoloso

Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR)

FIR Formulario di Identificazione dei Rifiuti

Quando un rifiuto lascia l'attività che lo ha prodotto per essere conferito all'impianto di trattamento/smaltimento, deve essere accompagnato da un documento di trasporto: il Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR):

  • compilato, datato e firmato dal produttore dei rifiuti;
  • redatto in quattro esemplari:
    • 1 resta al produttore,
    • 3 viaggiano col rifiuto;
    • di queste, 1 resta al destinatario, 1 al trasportatore, l'ultima torna al produttore entro 3 mesi dal conferimento del rifiuto;

Il FIR inoltre deve contenere i seguenti dati:

  • dati identificativi di: produttore, detentore, trasportatore, destinatario;
  • origine, tipologia (tramite condice CER) e quantità del rifiuto;
  • modalità di trasporto;
  • data;
  • percorso;
  • tipologia di impianto di destinazione.

Schemi e riassunti del capitolo 3 del libro di testo. NB: studiare il libro e usare questi schemi come aggiunta.

Controllo dei rifiuti: strumenti

IVE Non flammable gas 2 Oxidizer FL 5.1 DANGEROUS WHEN WET 4 SPONTANEO COMBUSTI 4 controllo rifiuti riassunto strumenti visti

  • FIR, Formulario di Identificazione dei Rifiuti, il documento di accompagnamento per il trasporto dei rifiuti, contenente tutte le informazioni relative alla tipologia del rifiuto, al produttore, al trasportatore ed al destinatario.
  • MUD, Modello Unico di Dichiarazione ambientale, una comunicazione che enti e imprese (discariche, trasportatori e produttori di rifiuti) devono presentare annualmente, indicando la quantità e la tipologia di rifiuti che hanno prodotto e/o gestito nel corso dell'anno precedente.
  • Registro di Carico e Scarico dei Rifiuti, un documento su cui annotare le informazioni sulle caratteristiche quali/ quantitative dei rifiuti e la data di produzione o di gestione.

Schemi e riassunti del capitolo 3 del libro di testo. NB: studiare il libro e usare questi schemi come aggiunta.

Ciclo di vita degli inchiostri per la stampa

gli inchiostri prodotti per la stampa

Il ciclo di vita degli inchiostri per la stampa passa da:

  • scelta materie prime >> le fonti rinnovabili utilizzabili negli inchiostri (es: oli vegetali) sono limitate dalle normative;
  • fase di fabbricazione >> determinano alcune criticità:
    • emissioni atmosferiche (es: polveri di pigmenti)
    • acque reflue (raccolte per trattamento e smaltimento)
    • rifiuti (pochi: hanno in genere un'ottima resa);
  • fase di applicazione >> determina varie emissioni e produzione di scarti:
    • emissioni di composti organici volatili (solventi e i diluenti organici): recuperati o distrutti tramite cappe aspiranti con filtri o sistemi catalitici;
    • produzione di scarti: limitati grazie ai sistemi elettronci di gestione inchiostri;
    • solventi organici derivanti dai liquidi di lavaggio: recupero e riutilizzo;
    • contenitori di inchiostro vuoti: resi e riusati o smaltiti come rifiuti speciali non pericolosi
  • fase di utilizzo/smaltimento >> la disinchiostrazione della carta da riciclare: equilibrio fra biodegradabilità e mantenimento della qualità di stampa (inchiostri a base acqua VS solventi)

Schemi e riassunti del capitolo 3 del libro di testo. NB: studiare il libro e usare questi schemi come aggiunta.

La sostenibilità

Responsabilità sociale Sviluppo sostenibile Responsabilità ambientale Responsabilità economica la sostenibilità

«la soddisfazione dei bisogni delle attuali generazioni tale da non compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri»

Sono tre le principali sostenibilità su cui lavorare:

  • sociale
  • economica
  • ecologica/ambientale

In realtà questi 3 aspetti sono interconnessi. Per giungere alla sostenibilità è necessario che il ritmo di sfruttamento delle risorse sia regolato sulla possibilità di un loro rinnovo, mentre l'emissione di inquinanti e rifiuti non superi la capacità dell'ambiente di assimilarli.

Schemi e riassunti del capitolo 3 del libro di testo. NB: studiare il libro e usare questi schemi come aggiunta.

Norma internazionale ISO 14001:2015

ISO 14001:2015 una norma internazionale

La Norma ISO 14001:2015 "Sistemi di gestione ambientale. Requisiti e guida per l'uso" rappresenta uno standard a cui sempre più aziende aderiscono volontariamente. Il rispetto dei requisiti richiesti determina:

  • una riduzione del proprio impatto ambientale (materie prime e rifiuti)
  • una riduzione dei propri consumi (energia)

Di contro, un sistema di gestione ambientale rappresenta un costo non irrilevante:

  • lavoro degli enti terzi,
  • formazione dipendenti,
  • personale dedicato

Gruppo Remark 5' circa' https://www.youtube.com/watch?v=RQrkz9didN0

Origine della definizione UNI EN ISO

UNI EN ISO origine della definizione

  • UNI è la sigla dell'Ente nazionale italiano di unificazione, un'associazione privata che elabora e pubblica norme tecniche per tutti i settori industriali, commerciali e del terziario. Rappresenta l'Italia presso le organizzazioni di normazione europea (CEN) e mondiale (ISO). Caratterizza tutte le norme nazionali italiane.
  • EN è la sigla che identifica le norme elaborate dal CEN (Comité Européen de Normalisation), Organismo di Normazione Europea. Servono ad uniformare la normativa tecnica in tutta Europa, quindi non è consentita l'esistenza a livello nazionale di norme che non siano in armonia con il loro contenuto.
  • ISO è la sigla che identifica le norme elaborate dall'ISO, l'Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione. Queste norme sono quindi applicabili in tutto il mondo. Ogni Paese può decidere se adottarle come norme nazionali.

Sull'UNI EN ISO https://www.projectgroup.it/blog/qual-e-il-significato-degli-acronimi- uni-en-iso/# :~: text=giusto%20per%20fare%20un%20po,)%20e%20 mondiale%20(ISO) Schemi e riassunti del capitolo 3 del libro di testo. NB: studiare il libro e usare questi schemi come aggiunta.

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