I Longobardi in Italia
L'arte dei Longobarditlas
I LONGOBARDI IN ITALIA
- Nel 568 i Longobardi (provenienti dalla
Pannonia, attuale Ungheria) invadono
l'Italia e stabiliscono la loro capitale a
Pavia.
- In questo periodo di grande
frammentazione politica, il
Cristianesimo riesce a garantire una
forte unità culturale: anche i popoli
barbarici, come i Longobardi, si
convertono alla religione cristiana.
- I Longobardi, esperti nell'arte
dell'oreficeria, sviluppano un linguaggio
artistico autonomo che fonde elementi
della tradizione barbarica con aspetti di
derivazione latina e bizantina.
>> Chioccia con sette pulcini, VI-VII sec. Sbalzo e fusione, lamina
d'argento dorato su anima di legno, granati, vetri blu, h. 27 cm,
diam. 46 cm. Monza, Tesoro del Duomo.
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Le Arti Figurative Longobarde
- Fino al VII secolo la produzione artistica
longobarda può essere confusa
genericamente con l'artigianato barbarico; in
seguito, si definisce un linguaggio
autonomo, raffinata sintesi di elementi
della tradizione barbarica, latina e
bizantina.
- Dall'arte germanica, caratterizzata da una
severa decorazione, derivano il repertorio di
animali (leoni, serpenti, draghi) e i tipici
ornamenti a intrecci lineari e nodi.
- Dalla tradizione classica viene l'uso di
raffigurare l'uomo sia pure posto in un
contesto ornamentale, caratterizzato da
motivi geometrici e vegetali.
>> Altare del duca Ratchis, 734-744. Pietra carsica, h. 80 cm.
Cividale del Friuli (Udine), Museo Cristiano del Duomo. Veduta
del paliotto.
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L'Altare del Duca Ratchis a Cividale
Cividale, in Friuli, è uno dei maggiori centri longobardi e raggiunge il massimo
del suo splendore durante il governo del duca Ratchis (734-774).
L'altare in pietra viene commissionato dal duca per il Duomo di Cividale
presenta motivi geometrici a intrecci incorniciano le scene scolpite a
bassorilievo.
- Sul paliotto, ovvero la lastra frontale dell'altare: Cristo dentro una
mandorla sorretto da quattro angeli in volo.
- Sul fianco sinistro: la Visitazione, ovvero la Vergine con la cugina
Elisabetta.
- Sul fianco destro: l'Adorazione dei Magi, ovvero la visita dei Magi a Gesù
Bambino.
Caratteristiche dei Rilievi dell'Altare
Le caratteristiche principali dei rilievi sono:
- la mancanza di profondità e l'irrealistica collocazione delle figure nello
spazio;
- la sproporzione e la deformazione dei corpi;
- le dimensioni gerarchiche delle figure: Cristo e Maria sono più grandi
degli altri;
- le scene sono contornate da motivi geometrici a intrecci e da motivi
vegetali.
>> Altare del duca Ratchis, 734-744. Pietra
carsica, h. 80 cm. Cividale del Friuli
(Udine), Museo Cristiano del Duomo.
Veduta del pannello con la Visitazione.
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Il Trionfo di Re Agilulfo
- La lastra in rame dorato che propone il
Trionfo di Re Agilulfo proviene
probabilmente dall'elmo del re longobardo
Agilulfo (591-615), secondo marito di
Teodolinda.
- La lamina di metallo è decorata a sbalzo: la
superficie è lavorata sul retro in modo da
incavarla e far risaltare le figure a rilievo sul
fronte.
- La composizione della scena è simmetrica.
- A partire dal centro troviamo:
- il re seduto in trono
- due guerrieri con elmo e lancia affiancati
al re
- due vittorie alate, figure tipiche del mondo
classico, simbolo delle vittorie del re
- quattro funzionari della corte longobarda
con in mano due corone con una croce
- due torri che chiudono la composizione
>> Trionfo di re Agilulfo, 591-615. Lastra di rame
dorato, lungh. 30 cm ca. Firenze, Museo Nazionale
del Bargello.
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L'Oratorio di Santa Maria in Valle
Questo oratorio, un piccolo ambiente riservato alla preghiera, è detto
anche Tempietto Longobardo perché è stato realizzato all'interno del
palazzo del duca longobardo di Cividale. È composto da:
- una sala quadrata, coperta da volta a crociera, riservata ai fedeli
- un presbiterio a tre campate coperte da volte a botte parallele e
sostenute da colonne binate
Sull'antica parete d'ingresso sono rimaste alcune decorazioni a
stucco, un composto a base di gesso e calce che si può modellare e si
indurisce a contatto con l'aria.
Alcune decorazioni vegetali e a intreccio si affiancano a sei figure
femminili, forse di sante, anche queste in stucco. L'impostazione
classica delle figure, si abbina a motivi longobardi, come le
decorazioni geometriche delle vesti. Gli stucchi un tempo erano
dipinti con colori vivaci e decorati con gemme.
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Oratorio di Santa Maria in Valle, metà dell'VIII sec.
Cividale del Friuli (Udine). Veduta dell'interno.
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L'Oreficeria Longobarda
- Come tutte le popolazioni germaniche, i Longobardi erano esperti
nelle arti dell'oreficeria e della metallurgia ed eccelsero nella
produzione e decorazione di armi.
- Centri importanti di produzione artistica furono Cividale del Friuli e
Pavia, capitale del regno longobardo dal 625 al 774, soprattutto
sotto il regno di Liutprando (712-744).
La Copertura dell'Evangeliario di Teodolinda
- l'opera è una copertura per libri realizzata in legno rivestito da una
lamina d'oro
- conteneva un Evangeliario, cioè un libro che raccoglie i brani del Vangelo
da leggere durante la messa
- apparteneva a Teodolinda, regina dei Longobardi che ha promosso la
conversione al Cristianesimo del suo popolo
- al centro della copertura c'è una croce gemmata, ovvero tempestata di
pietre preziose colorate che contrastano con il giallo dell'oro
- è una sintesi stilistica dell'oreficeria bizantina - per la suddivisione
simmetrica dello spazio in quattro riquadri - e longobarda per i motivi
decorativi astratti della cornice perimetrale
EDEDONISDIDOFFERILIS
THEODE OLEHDAREC
SCLORIDOSIS SEM
DSCOTCHA ONIBAPT
>> Copertura dell'Evangeliario di Teodolinda, 603.
Lastra d'oro, gemme, cammei incisi, perle, h. 30
cm. Monza, Tesoro del Duomo.
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La Langobardia Maior
- Dal V al VII secolo si assiste in Italia a un diffuso
fenomeno di deurbanizzazione, con la
conseguente diminuzione della superficie abitata
all'interno delle mura delle città.
- Le opere principali furono realizzate nelle capitali
del Regno, come Pavia, Cividale, Monza, ma anche
a Brescia. La maggior parte degli edifici realizzati,
tuttavia, è andata perduta o ha subito modifiche
tali da renderne quasi impossibile la lettura
originaria.
Cripta di Sant'Eusebio a Pavia
- a Pavia resta la Cripta della Chiesa di Sant'Eusebio, voluta dal
re Rotari (636-652), divisa in cinque navate
- le colonne che sostengono le volte a crociera sono sormontate
da singolari capitelli, variamente decorati, che provengono
probabilmente da materiale di riuso
- in essi è stata riconosciuta un'analogia formale con i prodotti
dell'oreficeria longobarda: un legame tanto più marcato se,
come si pensa, i capitelli erano in origine ricoperti da materiali
dall'accesa cromia
>> Cripta di Sant'Eusebio, VII sec. Pavia. Veduta dell'interno
con i capitelli in arenaria.
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La Langobardia Minor
Nel Ducato di Spoleto si trovano due edifici esemplari:
- la Basilica di San Salvatore, una costruzione a tre
navate del V secolo, rinnovata nell'VIII secolo nella
stessa Spoleto
- il cosiddetto Tempietto del Clitunno a Campello
Nel Ducato di Benevento, l'architettura dei Longobardi
testimonia come questo popolo abbia acquisito modelli
tardoantichi e bizantini. Lo dimostra la Chiesa di Santa
Sofia.
Tempietto del Clitunno
- è una chiesa di dimensioni contenute, simile, all'esterno, a un
piccolo tempio in antis
- si suddivide in due parti: quella inferiore è una camera di una
precedente costruzione pagana; quella superiore potrebbe
essere stata eretta tra il V e il VII secolo, anche con materiali
di reimpiego
- all'interno si trova una cella coperta da una volta a botte, con
abside sul fondo
- l'edificio conserva affreschi del VII secolo
>> Tempietto del Clitunno, tra il V e il VII sec.
Campello presso Spoleto (Perugia), tra il V e il VII
sec.
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L'Arte a Roma dal VI Secolo
- Nonostante la caduta dell'Impero Romano d'Occidente e
l'affiancarsi di altre capitali (Milano e Ravenna), Roma rimase
nei secoli dell'Alto Medioevo la principale città della penisola
e, in quanto sede papale, il centro della Cristianità.
- La città ebbe un ruolo di irradiazione della tradizione antica,
di attrazione di quanto veniva elaborato a Costantinopoli o
nelle province bizantine e, infine, di stabilizzazione dei
linguaggi della tradizione nordeuropea.
- Tra il VI e l'VIII secolo, se si escludono gli anni della Guerra
gotica tra Bizantini e Ostrogoti (535-553), a Roma vennero
realizzati grandi cicli musivi.
Il Mosaico di Sant'Agnese fuori le Mura
- nel catino absidale è collocato un suggestivo mosaico con
Sant'Agnese affiancata dai papi Onorio e Simmaco
- il committente del mosaico, Onorio I, offre alla santa il
modellino della chiesa, mentre Simmaco tiene in mano un libro
- la composizione, seppur schematica, è semplice e raffinata,
oltre che ispirata al linguaggio astratto bizantino dei due secoli
precedenti
SCHAGNES
>> Sant'Agnese affiancata dai papi Onorio e Simmaco, 625-
638. Mosaico absidale. Roma, Basilica di Sant'Agnese fuori le
mura.
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Informazioni sull'Edizione
@ Istituto Italiano Edizioni Atlas 2024
Coordinamento: Silvia Gadda
Redazione: Martina Degl'Innocenti, Giulia Baccanelli
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World History; Foto Scala, Firenze; DeAgostini Picture Library/Scala, Firenze; White Images/Scala, Firenze.