L'arte dei Longobardi: invasioni, conversioni e opere figurative

Slide sull'arte dei Longobardi. La presentazione esplora l'arte dei Longobardi, analizzando opere chiave come l'Altare del duca Ratchis e il Trionfo di Re Agilulfo, evidenziando influenze barbariche, latine e bizantine. Questo Pdf di Arte per la Scuola superiore è stato prodotto nel 2024.

Mostra di più

11 pagine

L’arte dei Longobardi
I LONGOBARDI IN ITALIA
Nel 568 i Longobardi (provenienti dalla
Pannonia, attuale Ungheria) invadono
l’Italia e stabiliscono la loro capitale a
Pavia.
In questo periodo di grande
frammentazione politica, il
Cristianesimo riesce a garantire una
forte unità culturale: anche i popoli
barbarici, come i Longobardi, si
convertono alla religione cristiana.
I Longobardi, esperti nell’arte
dell’oreficeria, sviluppano un linguaggio
artistico autonomo che fonde elementi
della tradizione barbarica con aspetti di
derivazione latina e bizantina.
2
>> Chioccia con sette pulcini, VI-VII sec. Sbalzo e fusione, lamina
d’argento dorato su anima di legno, granati, vetri blu, h. 27 cm,
diam. 46 cm. Monza, Tesoro del Duomo.

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

I Longobardi in Italia

L'arte dei Longobarditlas I LONGOBARDI IN ITALIA

  • Nel 568 i Longobardi (provenienti dalla Pannonia, attuale Ungheria) invadono l'Italia e stabiliscono la loro capitale a Pavia.
  • In questo periodo di grande frammentazione politica, il Cristianesimo riesce a garantire una forte unità culturale: anche i popoli barbarici, come i Longobardi, si convertono alla religione cristiana.
  • I Longobardi, esperti nell'arte dell'oreficeria, sviluppano un linguaggio artistico autonomo che fonde elementi della tradizione barbarica con aspetti di derivazione latina e bizantina.

>> Chioccia con sette pulcini, VI-VII sec. Sbalzo e fusione, lamina d'argento dorato su anima di legno, granati, vetri blu, h. 27 cm, diam. 46 cm. Monza, Tesoro del Duomo. 2tlas

Le Arti Figurative Longobarde

  • Fino al VII secolo la produzione artistica longobarda può essere confusa genericamente con l'artigianato barbarico; in seguito, si definisce un linguaggio autonomo, raffinata sintesi di elementi della tradizione barbarica, latina e bizantina.
  • Dall'arte germanica, caratterizzata da una severa decorazione, derivano il repertorio di animali (leoni, serpenti, draghi) e i tipici ornamenti a intrecci lineari e nodi.
  • Dalla tradizione classica viene l'uso di raffigurare l'uomo sia pure posto in un contesto ornamentale, caratterizzato da motivi geometrici e vegetali.

>> Altare del duca Ratchis, 734-744. Pietra carsica, h. 80 cm. Cividale del Friuli (Udine), Museo Cristiano del Duomo. Veduta del paliotto. 3tlas

L'Altare del Duca Ratchis a Cividale

Cividale, in Friuli, è uno dei maggiori centri longobardi e raggiunge il massimo del suo splendore durante il governo del duca Ratchis (734-774). L'altare in pietra viene commissionato dal duca per il Duomo di Cividale presenta motivi geometrici a intrecci incorniciano le scene scolpite a bassorilievo.

  • Sul paliotto, ovvero la lastra frontale dell'altare: Cristo dentro una mandorla sorretto da quattro angeli in volo.
  • Sul fianco sinistro: la Visitazione, ovvero la Vergine con la cugina Elisabetta.
  • Sul fianco destro: l'Adorazione dei Magi, ovvero la visita dei Magi a Gesù Bambino.

Caratteristiche dei Rilievi dell'Altare

Le caratteristiche principali dei rilievi sono:

  • la mancanza di profondità e l'irrealistica collocazione delle figure nello spazio;
  • la sproporzione e la deformazione dei corpi;
  • le dimensioni gerarchiche delle figure: Cristo e Maria sono più grandi degli altri;
  • le scene sono contornate da motivi geometrici a intrecci e da motivi vegetali.

>> Altare del duca Ratchis, 734-744. Pietra carsica, h. 80 cm. Cividale del Friuli (Udine), Museo Cristiano del Duomo. Veduta del pannello con la Visitazione. 4tlas

Il Trionfo di Re Agilulfo

  • La lastra in rame dorato che propone il Trionfo di Re Agilulfo proviene probabilmente dall'elmo del re longobardo Agilulfo (591-615), secondo marito di Teodolinda.
  • La lamina di metallo è decorata a sbalzo: la superficie è lavorata sul retro in modo da incavarla e far risaltare le figure a rilievo sul fronte.
  • La composizione della scena è simmetrica.
  • A partire dal centro troviamo:
    • il re seduto in trono
    • due guerrieri con elmo e lancia affiancati al re
    • due vittorie alate, figure tipiche del mondo classico, simbolo delle vittorie del re
    • quattro funzionari della corte longobarda con in mano due corone con una croce
    • due torri che chiudono la composizione

>> Trionfo di re Agilulfo, 591-615. Lastra di rame dorato, lungh. 30 cm ca. Firenze, Museo Nazionale del Bargello. 5tlas

L'Oratorio di Santa Maria in Valle

Questo oratorio, un piccolo ambiente riservato alla preghiera, è detto anche Tempietto Longobardo perché è stato realizzato all'interno del palazzo del duca longobardo di Cividale. È composto da:

  • una sala quadrata, coperta da volta a crociera, riservata ai fedeli
  • un presbiterio a tre campate coperte da volte a botte parallele e sostenute da colonne binate

Sull'antica parete d'ingresso sono rimaste alcune decorazioni a stucco, un composto a base di gesso e calce che si può modellare e si indurisce a contatto con l'aria. Alcune decorazioni vegetali e a intreccio si affiancano a sei figure femminili, forse di sante, anche queste in stucco. L'impostazione classica delle figure, si abbina a motivi longobardi, come le decorazioni geometriche delle vesti. Gli stucchi un tempo erano dipinti con colori vivaci e decorati con gemme. 100 Oratorio di Santa Maria in Valle, metà dell'VIII sec. Cividale del Friuli (Udine). Veduta dell'interno. 6tlas

L'Oreficeria Longobarda

  • Come tutte le popolazioni germaniche, i Longobardi erano esperti nelle arti dell'oreficeria e della metallurgia ed eccelsero nella produzione e decorazione di armi.
  • Centri importanti di produzione artistica furono Cividale del Friuli e Pavia, capitale del regno longobardo dal 625 al 774, soprattutto sotto il regno di Liutprando (712-744).

La Copertura dell'Evangeliario di Teodolinda

  • l'opera è una copertura per libri realizzata in legno rivestito da una lamina d'oro
  • conteneva un Evangeliario, cioè un libro che raccoglie i brani del Vangelo da leggere durante la messa
  • apparteneva a Teodolinda, regina dei Longobardi che ha promosso la conversione al Cristianesimo del suo popolo
  • al centro della copertura c'è una croce gemmata, ovvero tempestata di pietre preziose colorate che contrastano con il giallo dell'oro
  • è una sintesi stilistica dell'oreficeria bizantina - per la suddivisione simmetrica dello spazio in quattro riquadri - e longobarda per i motivi decorativi astratti della cornice perimetrale EDEDONISDIDOFFERILIS THEODE OLEHDAREC SCLORIDOSIS SEM DSCOTCHA ONIBAPT

>> Copertura dell'Evangeliario di Teodolinda, 603. Lastra d'oro, gemme, cammei incisi, perle, h. 30 cm. Monza, Tesoro del Duomo. 7tlas

La Langobardia Maior

  • Dal V al VII secolo si assiste in Italia a un diffuso fenomeno di deurbanizzazione, con la conseguente diminuzione della superficie abitata all'interno delle mura delle città.
  • Le opere principali furono realizzate nelle capitali del Regno, come Pavia, Cividale, Monza, ma anche a Brescia. La maggior parte degli edifici realizzati, tuttavia, è andata perduta o ha subito modifiche tali da renderne quasi impossibile la lettura originaria.

Cripta di Sant'Eusebio a Pavia

  • a Pavia resta la Cripta della Chiesa di Sant'Eusebio, voluta dal re Rotari (636-652), divisa in cinque navate
  • le colonne che sostengono le volte a crociera sono sormontate da singolari capitelli, variamente decorati, che provengono probabilmente da materiale di riuso
  • in essi è stata riconosciuta un'analogia formale con i prodotti dell'oreficeria longobarda: un legame tanto più marcato se, come si pensa, i capitelli erano in origine ricoperti da materiali dall'accesa cromia

>> Cripta di Sant'Eusebio, VII sec. Pavia. Veduta dell'interno con i capitelli in arenaria. 8tlas

La Langobardia Minor

Nel Ducato di Spoleto si trovano due edifici esemplari:

  • la Basilica di San Salvatore, una costruzione a tre navate del V secolo, rinnovata nell'VIII secolo nella stessa Spoleto
  • il cosiddetto Tempietto del Clitunno a Campello

Nel Ducato di Benevento, l'architettura dei Longobardi testimonia come questo popolo abbia acquisito modelli tardoantichi e bizantini. Lo dimostra la Chiesa di Santa Sofia.

Tempietto del Clitunno

  • è una chiesa di dimensioni contenute, simile, all'esterno, a un piccolo tempio in antis
  • si suddivide in due parti: quella inferiore è una camera di una precedente costruzione pagana; quella superiore potrebbe essere stata eretta tra il V e il VII secolo, anche con materiali di reimpiego
  • all'interno si trova una cella coperta da una volta a botte, con abside sul fondo
  • l'edificio conserva affreschi del VII secolo

>> Tempietto del Clitunno, tra il V e il VII sec. Campello presso Spoleto (Perugia), tra il V e il VII sec. 9Atlas

L'Arte a Roma dal VI Secolo

  • Nonostante la caduta dell'Impero Romano d'Occidente e l'affiancarsi di altre capitali (Milano e Ravenna), Roma rimase nei secoli dell'Alto Medioevo la principale città della penisola e, in quanto sede papale, il centro della Cristianità.
  • La città ebbe un ruolo di irradiazione della tradizione antica, di attrazione di quanto veniva elaborato a Costantinopoli o nelle province bizantine e, infine, di stabilizzazione dei linguaggi della tradizione nordeuropea.
  • Tra il VI e l'VIII secolo, se si escludono gli anni della Guerra gotica tra Bizantini e Ostrogoti (535-553), a Roma vennero realizzati grandi cicli musivi.

Il Mosaico di Sant'Agnese fuori le Mura

  • nel catino absidale è collocato un suggestivo mosaico con Sant'Agnese affiancata dai papi Onorio e Simmaco
  • il committente del mosaico, Onorio I, offre alla santa il modellino della chiesa, mentre Simmaco tiene in mano un libro
  • la composizione, seppur schematica, è semplice e raffinata, oltre che ispirata al linguaggio astratto bizantino dei due secoli precedenti SCHAGNES

>> Sant'Agnese affiancata dai papi Onorio e Simmaco, 625- 638. Mosaico absidale. Roma, Basilica di Sant'Agnese fuori le mura. 10tlas

Informazioni sull'Edizione

@ Istituto Italiano Edizioni Atlas 2024 Coordinamento: Silvia Gadda Redazione: Martina Degl'Innocenti, Giulia Baccanelli Licenza d'uso: Il materiale è di proprietà dell'Istituto Italiano Edizioni Atlas, che ne concede l'uso unicamente per fini didattici e senza finalità commerciali. Il materiale può essere condiviso e rielaborato nel rispetto delle seguenti condizioni: attribuzione, cioè esplicita citazione dell'editore e dell'autore; link alla fonte, con inserimento del link al punto di download del materiale originale; share-alike, cioè concessione e condivisione dei materiali derivati solo con la medesima licenza del materiale di partenza. Fonti iconografiche: Alamy Photo Stock via IPA Agency: Bildarchiv Monheim GmbH, Ivan Vdovin, Chronicle of World History; Foto Scala, Firenze; DeAgostini Picture Library/Scala, Firenze; White Images/Scala, Firenze.

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.