Francesca Alfano Miglietti: percorsi di arte contemporanea, Università di Bologna

Documento dall'Università di Bologna su Francesca Alfano Miglietti. Il Pdf riassume il libro "Per-corsi di Arte Contemporanea", esplorando l'evoluzione dell'arte dal Novecento ad oggi. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Arte, analizza temi come la globalizzazione dell'arte, il ruolo del corpo e le nuove rivoluzioni artistiche, includendo l'impatto delle biennali e l'emergere di nuove scene artistiche.

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Francesca Alfano Miglietti
Storia dell'Arte Contemporanea (Università di Bologna)
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Francesca Alfano Miglietti
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FRANCESCA ALFANO MIGLIETTI (FAM): PER-CORSI DI ARTE CONTEMPORANEA DALL’IMPRESSIONISMO A
OGGI Ed. Skira, p. 357 (Riassunto di A.Cardinali)
Introduzione
Progresso scientifico, forti instabilità derivanti da fasi economiche alterne, ideologie (le più assetate di
sangue, secondo Hobsbawm): per queste ed altre ragioni, Il Novecento venne attraversato da un’intensa
proliferazione di correnti e tecniche artistiche. Si assistette ad una generale accelerazione degli eventi (dalla
Rivoluzione Russa allo Stalinismo, dal Vietnam alla Guerra del Golfo, dalla Crisi del ’29 al boom degli anni
Cinquanta, dalla Guerra fredda alla caduta del muro di Berlino nell’89). Alla luce di tali trasformazioni
storiche, FAM descrive le molteplici e diversissime correnti artistiche del Novecento.
La frattura con la tradizione avviene agli inizi del secolo ed è il segno della fine di un’epoca. L’arte era fino
ad allora determinata da una serie di valori ottocenteschi come la fiducia nell’oggettività reale – che,
improvvisamente, vengono a mancare. Van Gogh è uno dei primi a risentirne. Tale frattura coinvolge tutto
il mondo occidentale > non si può più parlare di contesto territoriale o locale (come quello nazionale)
parlando di arte contemporanea. I media, la nuova e più veloce circolazione delle idee e delle informazioni,
consentivano inoltre una maggiore “fluidità”: ai grandi artisti era consentito di migrare da un movimento
all’altro. Di conseguenza, il miscuglio di linguaggi espressivi, che prima venivano rigorosamente tenuti
separati, poté finalmente verificarsi.
Secondo alcuni, l’arte contemporanea (AC) inizierebbe con Duchamp, quando, nel 1917, espone l’orinatoio
che chiama “Fontaine”: è un gesto di rottura fortissimo. L’effetto è spiazzante: ha scardinato un sistema e
ne ha creato un altro, secondo il quale prendere un oggetto d’uso quotidiano e chiamarlo “opera d’arte” è
possibile (ready-made). Da quel momento, l’idea prevarrà sulla creazione. E l’opera acquisterà un ben più
esplicito valore commerciale. Il superamento della tradizione avviene quando gli artisti trovano inadeguati
i mezzi espressivi che hanno a disposizione. Servono, dunque, nuovi mezzi per esprimere il mutamento
accelerato dei tempi.
Alcuni problemi del contemporaneo
Il corpo
Il corpo diventa luogo della negoziazione tra dimensione pubblica e privata. Superficie su cui sono visibili gli
effetti del controllo sociale. Si assiste ad una oggettivazione del soggetto, secondo Foucault: la società
struttura l’individuo e questi è diviso a metà. Il corpo è “culturizzato”: è l’elemento che meglio trasmette i
modelli imposti, che vengono quindi in-corporati. Dunque è oggetto e bersaglio del potere.
L’identità individuale è sottoposta a difficili prove, contro fenomeni quali lo sradicamento provocato da
flussi migratori, o sviluppo dei grandi insediamenti urbani (le provincie diventano le periferie delle grandi
città).
Una nuova umanità, la cui durata della vita si estende sempre di più grazie al progresso scientifico, che però
si spinge verso pratiche prima impensabili (la clonazione, la fecondazione in vitro parliamo in questo caso
della seconda metà del Novecento) che mettono in discussione limiti come la vita e la morte, riuscendo a
volte a superarli.
Negli anni ‘60 e 90 il corpo diventa protagonista indiscusso nell’arte: le arti performative trattano il corpo
come una tela, come un pennello vivente o come strumento artistico capace di creare non solo oggetti ma
anche eventi happenings, performances - che implicano la presenza partecipativa del pubblico e che
restituiscono sensazioni pure sia allo spettatore che all’artista, entrambi alienati dai tempi.
Negli anni ’80 Internet inizia a trasformare le relazioni: fa da medium interposto. Il corpo è luogo di scontro
tra il naturale e l’artificiale: i temi principali sono infatti il rapporto uomo- macchina. L’identità diventa
parte di una massa indistinguibile con la globalizzazione: l’immagine del corpo sconfina in quella di un altro,
affiorano paure ancestrali, (es: in “The morgue” di A.Serrano, 1992, i cadaveri non identificati vengono
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Anteprima

Introduzione all'Arte Contemporanea

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Francesca Alfano Miglietti
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Scaricato da Silvia Tornari (sitornari04@gmail.com)FRANCESCA ALFANO MIGLIETTI (FAM): PER-CORSI DI ARTE CONTEMPORANEA - DALL'IMPRESSIONISMO A
OGGI Ed. Skira, p. 357 (Riassunto di A.Cardinali)

Progresso scientifico, forti instabilità derivanti da fasi economiche alterne, ideologie (le più assetate di
sangue, secondo Hobsbawm): per queste ed altre ragioni, Il Novecento venne attraversato da un'intensa
proliferazione di correnti e tecniche artistiche. Si assistette ad una generale accelerazione degli eventi (dalla
Rivoluzione Russa allo Stalinismo, dal Vietnam alla Guerra del Golfo, dalla Crisi del '29 al boom degli anni
Cinquanta, dalla Guerra fredda alla caduta del muro di Berlino nell'89). Alla luce di tali trasformazioni
storiche, FAM descrive le molteplici e diversissime correnti artistiche del Novecento.

La frattura con la tradizione avviene agli inizi del secolo ed è il segno della fine di un'epoca. L'arte era fino
ad allora determinata da una serie di valori ottocenteschi - come la fiducia nell'oggettività reale - che,
improvvisamente, vengono a mancare. Van Gogh è uno dei primi a risentirne. Tale frattura coinvolge tutto
il mondo occidentale > non si può più parlare di contesto territoriale o locale (come quello nazionale)
parlando di arte contemporanea. I media, la nuova e più veloce circolazione delle idee e delle informazioni,
consentivano inoltre una maggiore "fluidità": ai grandi artisti era consentito di migrare da un movimento
all'altro. Di conseguenza, il miscuglio di linguaggi espressivi, che prima venivano rigorosamente tenuti
separati, poté finalmente verificarsi.

Secondo alcuni, l'arte contemporanea (AC) inizierebbe con Duchamp, quando, nel 1917, espone l'orinatoio
che chiama "Fontaine": è un gesto di rottura fortissimo. L'effetto è spiazzante: ha scardinato un sistema e
ne ha creato un altro, secondo il quale prendere un oggetto d'uso quotidiano e chiamarlo "opera d'arte" è
possibile (ready-made). Da quel momento, l'idea prevarrà sulla creazione. E l'opera acquisterà un ben più
esplicito valore commerciale. Il superamento della tradizione avviene quando gli artisti trovano inadeguati
i mezzi espressivi che hanno a disposizione. Servono, dunque, nuovi mezzi per esprimere il mutamento
accelerato dei tempi.

Problemi del Contemporaneo

Il Corpo nell'Arte

Il corpo diventa luogo della negoziazione tra dimensione pubblica e privata. Superficie su cui sono visibili gli
effetti del controllo sociale. Si assiste ad una oggettivazione del soggetto, secondo Foucault: la società
struttura l'individuo e questi è diviso a metà. Il corpo è "culturizzato": è l'elemento che meglio trasmette i
modelli imposti, che vengono quindi in-corporati. Dunque è oggetto e bersaglio del potere.

L'identità individuale è sottoposta a difficili prove, contro fenomeni quali lo sradicamento provocato da
flussi migratori, o sviluppo dei grandi insediamenti urbani (le provincie diventano le periferie delle grandi
città).

Una nuova umanità, la cui durata della vita si estende sempre di più grazie al progresso scientifico, che però
si spinge verso pratiche prima impensabili (la clonazione, la fecondazione in vitro - parliamo in questo caso
della seconda metà del Novecento) che mettono in discussione limiti come la vita e la morte, riuscendo a
volte a superarli.

Negli anni '60 e 90 il corpo diventa protagonista indiscusso nell'arte: le arti performative trattano il corpo
come una tela, come un pennello vivente o come strumento artistico capace di creare non solo oggetti ma
anche eventi - happenings, performances - che implicano la presenza partecipativa del pubblico e che
restituiscono sensazioni pure sia allo spettatore che all'artista, entrambi alienati dai tempi.

Negli anni '80 Internet inizia a trasformare le relazioni: fa da medium interposto. Il corpo è luogo di scontro
tra il naturale e l'artificiale: i temi principali sono infatti il rapporto uomo- macchina. L'identità diventa
parte di una massa indistinguibile con la globalizzazione: l'immagine del corpo sconfina in quella di un altro,
affiorano paure ancestrali, (es: in "The morgue" di A.Serrano, 1992, i cadaveri non identificati vengono
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Scaricato da Silvia Tornari (sitornari04@gmail.com)catalogati in base al motivo del decesso) . Il senso della morte è alterato e alcuni artisti tentano, a modo
loro, di ritrovarlo (es: G.Torres, morto di AIDS, prova a rappresentare la morte con opere in cui lo
spettatore è chiamato intervenire, portando via gli oggetti che desidera: quel che resta è metafora della
morte).

Infine, l'arte della fine del Novecento esprime le preoccupazioni e gli entusiasmi per le trasformazioni del
corpo e della sua identità (chirurgia estetica, fecondazione in vitro, ricerca sulle staminali, clonazione,
ibridazione, piercing e tatuaggi semplicemente).

Il Privato nell'Arte

Una sorta di incapacità di vivere (vd. Svevo), una nevrotica solitudine, un senso di estraneità alla vita: molte
opere scelgono l'introspezione, la soggettività o esprimono frammentarietà. È una poetica dello
spaesamento, riscontrabile nei cumuli di caramelle e nei letti sfatti di Torres (citato qui sopra), nelle
immagini porno-gay di Mapplethorpe, nei corpi alterati, violati e feriti della Body Art o dell'Azionismo
Viennese. Con queste opere, l'artista vuole intervenire sull'inconscio, provocare una sorta di solidarietà
affettiva. Crea in modo che il pubblico possa intervenire. Un lavoro privato ma politico al tempo stesso,
senza però essere ideologico. La sfera sentimentale è ciò che le persone hanno in comune, quindi si
interviene su di essa.

Globalizzazione e Cultura

È un processo che coinvolge tutti gli aspetti del quotidiano, arte compresa. Termine coniato da Theodore
Levitt, sociologo americano, indica l'omogeneizzazione dei bisogni sotto la pressione delle nuove
tecnologie. Si può sostenere che la globalizzazione dell'economia, dei saperi, della cultura sia stata
concausa della caduta del muro di Berlino.

È una visione critica del fenomeno: la "mcdonaldizzazione" non riguarda solo i fast food ma tutti i settori
della cultura delle società. Dà il via ad un processo di omologazione e spersonalizzazione proprio della
cultura di massa. Il sistema di impresa transnazionale (reso possibile dallo sviluppo dei calcolatori a
distanza, i computer, e dall'avvento del satellite) ha comportato una mercificazione del pianeta: tutto è
controllato centralmente e privo di contenuti. Non-luoghi, vissuti da nonpersone che vendono delle non-
cose (es: i supermercati).

Nel '68 Levitt usa l'espressione "villaggio globale" per definire un pianeta che diventa sempre più piccolo
(con i nuovi trasporti, i mass media e i nuovi mezzi di comunicazione le distanze si accorciano) e sempre più
caratterizzato da un'unica cultura dominante che appiattisce le differenze: i comportamenti sono tipici,
come quelli di una realtà locale.

Il crollo del muro da la spinta finale all'"americanization" ossia la diffusione di un capitalismo di matrice
statunitense in cui il motore del profitto è il consumo. Le strategie di marketing producono simboli e
immagini irresistibili per chiunque. Si assiste man mano ad un indebolimento del senso di appartenenza alla
comunità locale e al conseguente rafforzamento dell'identità globale costruita dai media. Identità che è
soprattutto professionale, essendo il lavoro sorgente di ricchezza che soddisfa la sete di consumo. Posto
marginale occupano l'identità etnica e religiosa. La cultura è ridotta a merce, così come il pensiero e ciò che
esso produce. Il look è ideologia. L'immagine è tutto: immagine da condividere, replicare, riprodurre.

Nonostante il terrorismo, le guerre e la violenza prodotta da estremismi politici e fanatismi religiosi,
l'omologazione "Mc-world" porterà ad una macro-pace propizia al commercio dei beni di consumo.

Il Sistema dell'Arte

Per la prima volta, nel 1972, si parla di sistema dell'arte. Lo fa Alloway: si riferisce ad una rete di interessi
internazionale che mette in collegamento musei, collezionisti, gallerie, case d'asta, critici e, per quelli che
Scaricato da Silvia Tornari (sitornari04@gmail.com)hanno la fortuna di farne parte, artisti. È una delle massime espressioni della globalizzazione. I grandi musei
di AC, come la Tate Gallery o il MoMa, sono come grandi holding finanziarie ai vertici del sistema-mercato.
Oliva chiama i più grandi musei del mondo "le 7 sorelle": Moma, Guggenheim, Metropolitan in America,
Beaubourg, Tate Gallery, Ludwig e Soros in Europa. Come le sorelle dell'OPEC ma non fanno male a
nessuno. Il sistema dell'arte ha creato un opificio del bello, teso a globalizzare le forme artistiche e ad
omogeneizzare il gusto sociale. Prima, il pluralismo del gusto era garantito da costellazioni di piccole
gallerie. Oggi, queste ci sono, ma non contano granché. Conclude dicendo che molto dipenderà dalla
moralità degli artisti, da quella dei critici e dei direttori dei musei, affinché l'arte consideri il pubblico non un
soggetto passivo (quest'ultimo, infatti, non conta niente nel processo di produzione dell'opera. Al contrario,
gli agenti del sistema sopraelencati fungono da coautori) ma come referente capace di assicurare un futuro
all'arte.

Un segno evidente della globalizzazione dell'arte è il fenomeno della continua nascita di musei. Avviene un
po' ovunque, anche nei paesi emergenti come gli Emirati, il Messico, l'Azerbaijan e la Siberia.

"Oggi l'arte è diventata uno strumento di promozione turistica nonché di esplorazione coloniale" (Celant).

Con i nuovi musei, navi spaziali accanto a favelas, l'arte è diventata sempre più esplicitamente ostentazione
di uno status - quello dei nuovi ricchi: per questi l'oggetto non ha un valore estetico ma industriale. Quanto
agli artisti, pur rimanendo su posizioni critiche, sono tenuti a costruire dei poli di attrazione con prodotti
seducenti dal punto di vista commerciale.

Altri Lati del Mondo nell'Arte

Con la globalizzazione inizia il fenomeno delle biennali (mostre di carattere internazionale a scadenza
periodica) che sanciscono la superiorità di alcuni centri, capitali del sistema dell'arte. Negli anni 90, poi,
emerge il problema della relazione con l'arte "degli altri", cioè di quelli da sempre esclusi dall'iconografia
dominante. Nell'89 la mostra al Centre Pompidou di Parigi ha avuto il merito di allargare i confini dell'arte
oltre le gabbie del sistema euro-americano.

Ma identificare un prodotto artistico in base alla provenienza etnico-territoriale è riduttivo? Esiste un certo
attrito tra quello che l'Occidente chiama "arte" e la complessa e variegata produzione di arte
contemporanea. Esistono poi diversi cliché e falsi miti.

Es. La produzione d'arte contemporanea in Africa viene considerata un unicum omogeneo quale non è. Non
è neanche frutto delle culture africane ma frutto del pensiero dell'artista. Inoltre l'arte africana è anche
frutto di ibridazioni, dal momento che moltissimi artisti sono emigrati all'estero e quindi hanno assimilato i
caratteri artistici fuori dal continente >quindi è impossibile pensare all'arte africana come un mondo a
parte.

Uno dei paesi emergenti in cui l'arte sta assumendo un' importanza sempre maggiore dal punto di vista del
mercato è la Cina che, negli ultimi anni, ha esportato mostre di artisti cinesi in tutti il mondo, ospitandone
alcune molto importanti. È negli anni 2000 che in Cina comincia a farsi strada il mercato dell'arte
contemporanea, incentivato soprattutto dai mass media. È il risultato di un lungo processo di
cambiamento, iniziato negli anni '70 e arrestatosi più volte a causa della dittatura. È in realtà da poco che
l'arte contemporanea cinese viene tollerata in Cina. Dopo la violenta repressione che seguì la protesta di
piazza Tienanmen nell'89 molti artisti cinesi decisero di lasciare il paese: inizia l'ibridazione. Fu anche l'inizio
della diffusione dell'arte cinese nel resto del mondo. Oggi esistono diversi siti internet dedicati all'arte
contemporanea cinese ma si rivolgono prevalentemente ad un pubblico occidentale, dal momento che
l'accesso alla rete in Cina è ancora filtrato.

Anche l'arte ispanica o latinoamericana contemporanea si fa spazio all'estero negli anni 2000: nel 2003, a
New York, viene inaugurata una mostra in cui gli artisti spagnoli e latinoamericani condividono una visione
del mondo che mira a rendere simbolico l'incontro fra le culture e l'idea del viaggio. Anche qui l'opinione
comune si riferisce all'America Latina come ad un panorama omogeneo dal punto di vista culturale. Si
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