Documento dall'Università degli Studi di Milano-Bicocca su Re-inventare la famiglia. Il Pdf esplora la consulenza familiare con un approccio sistemico, analizzando circuiti riflessivi e il contesto sociale, utile per studenti universitari di Psicologia.
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Re-inventare vuole dire re-inventarsi come osservatori delle famiglie, rivedere le prospettive e le pratiche che mettiamo in campo: spostare il focus dal sapere accademico o professionale, al sistema per quello che è, per come si presenta e come funziona.
La prospettiva usata è sistemica. La sistemica non richiede una semplice adesione a dei concetti, ma obbliga a un altro modo di guardare e concepire le relazioni > un modo di com-porsi nella relazione con le famiglie che richiede di essere praticato, diventando uno stile di pensiero.
Come si può insegnare uno stile di vita attraverso un libro? Non si può! L'esperienza però ci ha mostrato che un lettore attivo, così come uno studente attivo, può imparare partendo dalla propria esperienza: tutti abbiamo esperienze di famiglia. Ma per comprendere la famiglia bisogna mettersi nella prospettiva della ricerca, del non sapere > una ricerca che mira non alla scoperta, ma all'invenzione o alla creazione, perché assumiamo una prospettiva secondo la quale il mondo non si dà come oggettivo, ma come il prodotto delle nostre pratiche. Il professionista dell'educazione è dunque portatore di uno sguardo, ha un'idea di famiglia ma non ne è consapevole fino a quando non si confronta con altri. il libro vuole offrire l'occasione per riflettere su questo e chiedersi: qual è la mia idea di famiglia? Come sono arrivata ad avere questa visione?
Se il professionista entra in situazione armato dei suoi pregiudizi, delle sue convinzioni, cercherà in buona fede di portare cambiamenti, ma incontrerà prima o poi qualche difficoltà (le resistenze): un sistema di relazioni che non appare desideroso di cambiare nella direzione che noi vorremmo prendesse > più che di resistenza si tratta di coerenza: lealtà a se stesso. Ogni famiglia tende ad essere coerente con sé stessa, magari diventando più incoerente con le aspettative della società. Non si tratta allora di cambiare le famiglie in direzioni già stabilite, ma l'obiettivo è comprendere che cosa può fare stare tutti un po' meglio o essere tutti un po' più felici.
This document is available free of charge on studocu Scaricato da Claudia Cossi (soloclaudia_cossi@icloud.com)Parte prima
La definizione che ognuno di noi arriva a dare di famiglia, dice molto su ciascuno di noi e sulla cultura di ognuno. Lavorare con la famiglia richiede quindi una consapevolezza epistemologica, cioè un atteggiamento interrogante nei confronti dei nostri presupposti. Scegliamo un punto di vista, un paradigma, delle premesse generali.
Viene proposta la metafora musicale per introdurre il concetto di sistema. Siamo abituati a considerare gli individui sempre e solo come solisti, a prestare attenzione alla singola nota isolata dal suo contesto. Bisogna invece allenare l'orecchio (come tutti gli altri sensi) alla ricerca dell'ecologia, delle connessioni e delle armonie che caratterizzano ogni sistema famigliare.
Sistema: dal greco syn (con, insieme) e stena (stare, collocare) = aggregato di parti interagenti, ciascuna delle quali può esistere in sé, ma è interdipendente dalle altre. Proprietà dei sistemi:
Così come la formazione di una band è coerente con il tipo di musica che vuole creare, analogamente c'è una connessione tra il modo in cui una famiglia è composta (le sue strutture e le sue relazioni) e quello che crea: miti, modelli educativi, storie, benessere o malessere. Per comprendere una specifica famiglia sarà necessario ascoltarla attentamente, farsi l'orecchio, provare a suonarci insieme. Ognuno cerca di trovare la sua voce, ma l'insieme avrà un sound Scaricato da Claudia Cossi (soloclaudia_cossi@icloud.com)inconfondibile: "il senso del noi". Gli strumenti hanno partiture diverse, timbri unici. Ma non è la loro somma che dà il tutto: è il modo peculiare in cui si amalgamano e armonizzano.
Chi è/cosa fa un educatore quando inizia a suonare in una famiglia, che magari non lo ha voluto?
Come si impara il senso del noi?
Ogni famiglia si presenta come unità, come una totalità di relazioni portatrice di un'identità, una cultura, una sua logica. Il senso del noi appare più complesso della somma di tante prese di posizioni individuali. Inoltre sembra andare al di là di ciò che è conscio ed esprimibile a parole. Per comprendere il senso del noi bisogna allora tornare a osservare con occhi curiosi che cosa accade in quella famiglia, e in particolare quale rapporto sussiste tra la famiglia praticata e la famiglia rappresentata. Ciò richiede uno sforzo, un addestramento dello sguardo che va oltre le parole e oltre l'atteggiamento quotidiano. Il senso del noi si nutre di momenti dove tutti stanno bene, e cioè partecipano al gioco, rispettando i turni, sono emotivamente sintonizzati, ma anche quando le danze non sono così felici, un senso del noi appare. Determinante però sarà il ruolo del linguaggio e la punteggiatura che noi daremo nel comunicare e meta-comunicare sulla famiglia, nel dare senso al nostro stare insieme, ogni volta che rispondiamo alla domanda "Chi siamo noi?".
Se vogliamo comprendere il senso del noi, il primo quesito da sciogliere è: chi è l'osservatore di questa famiglia e quale idea di famiglia ha? Inoltre l'osservatore non deve esprimere giudizi, deve descrivere azioni concrete (verbali e non), deve mettere a fuoco tutte le persone coinvolte nell'interazione. L'obiettivo primario dell'osservazione non è l'oggettività, ma la rappresentazione estetica, cioè il mettere in parole (possiamo avvalerci anche di altri linguaggi) quello che si presenta ai sensi.
This document is available free of charge on studocu Scaricato da Claudia Cossi (soloclaudia_cossi@icloud.com)Il senso del noi, dell'essere una famiglia, nasce dalla con-posizione, dalla danza interattiva e non dai singoli comportamenti. Ognuno dei componenti della famiglia si muove e si trasforma in relazione agli altri. Non c'è apprendimento che non coinvolga tutto il sistema. Se osserviamo abbastanza a lungo e con attenzione, siamo in grado di rilevare ripetizioni e ridondanze: sono queste che suscitano la sensazione di essere in presenza di un tutto, di un organismo sovra- individuale > c'è un con-porsi degli individui in una danza interattiva. Qualsiasi cosa io faccia, o creda di fare con mio figlio, il senso comunicativo del mio gesto verrà costruito dalla sua reazione, poi da quella di suo padre e sua sorella, dalle mie successive repliche, e così via, senza fine. È nella continua interazione che si sviluppa il senso. La con-posizione, l'interdipendenza, creano vincoli: se uno dei danzatori si sposta o cambia il suo ritmo, anche gli altri dovranno farlo. Anche stare fermi, stare in silenzio, uscire dal campo, sono modi per influenzare il sistema. Non è possibile sottrarsi, una volta che si è nel noi > questa lettura sposta l'attenzione dal livello dell'individuo alle relazioni. La famiglia è ridondanza, copioni, memoria incarnata.
Ridondanza= processi di codificazione, organizzati secondo regole, vincoli e modelli ripetuti. La ridondanza a un primo livello permette a chi riceve il messaggio di comprenderlo anche quando dovesse perdersi qualche elemento. Il secondo livello della ridondanza consente a un membro della famiglia, che percepisce solo certe parti di sequenza, di risalire alle parti che non ha potuto direttamente percepire. Il terzo livello infine permette di mettere insieme i fenomeni e i messaggi.
Il noi nasce dalla famiglia in azione: relazioni reali, regole interattive, abitudini e ripetizioni che la vita famigliare impone ai corpi, educando a una certa postura, a un modo di respirare, di camminare, di svegliarsi, di mangiare > questa è la famiglia reale, praticante, visibile, sensibile. Accanto alla famiglia reale c'è la famiglia simbolica, che riguarda le immagini, le storie, i simboli che usiamo per rappresentare la famiglia. A tal proposito ci sono molte attività da fare con le famiglie con una forte valenza simbolica: la rappresentazione simbolica materializza le relazioni e convoca la capacità ricettiva dei soggetti.
Un equivoco comune fa ritenere che il senso del noi debba essere monolitico e compatto, quando invece è nella continua trasformazione, nella con-posizione dialogica e nel riconoscimento delle differenze che nasce davvero il senso della famiglia. Ci vuole davvero tanto orecchio per lavorare in senso educativo con le famiglie: la vita famigliare comprende molteplici livelli: