Sinizzazione e regolazione statale della religione in Cina, Kuei-Min Chang

Documento dall'Università sulla sinizzazione e regolazione statale della religione in Cina, Kuei-Min Chang (2018). Il Pdf esamina le politiche di Xi Jinping, i concetti di "fronte unito" ed "ecologia religiosa" e le sfide incontrate dalle comunità religiose, utile per lo studio universitario di Religione.

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New wine in old bottles Sinisation and State Regulation of Religion in China, Kuei-Min Chang
(2018)
L’articolo discute delle politiche di Xi Jinping riguardo la sinizzazione della religione e la revisione
dei Regolamenti degli affari religiosi. Xi teme le influenze straniere, aumentando il controllo
religioso.
A maggio 2015 è stato creato lo United front work”, di cui la religione è parte integrante. Alla
conferenza del 2015 è stato cambiato il nome da United front work Conference a Central United
front work conference. Xi ha posto così nuova enfasi sul fronte unito, che negli ultimi anni si era
allentata, riproponendo uno dei principi chiave elencati da Mao insieme alla lotta armata e la
costruzione del partito. Questo dimostra quanto Xi si sia reso conto dei profondi cambiamenti della
società cinese e le difficoltà del “pluralismo” della Nuova Era.
Nel 2016 Xi Jinping è stato il primo segretario di partito (dal 2001) a prendere parte al Congresso
nazionale della Religione, durante l’incontro Xi sottolineò la sua idea di unire il fronte unito con le
comunità religiose e organizzare i credenti nel sostegno del Sogno Cinese, appoggiando una grande
strategia di sinizzazione religiosa, cercando di evitare un’eccessiva infiltrazione straniera,
estremismo religioso, problemi derivanti da internet. Nel 2017 il Consiglio di Stato ha approvato il
nuovo regolamento. Tra le sfide che Xi riteneva più pericolose troviamo:
1. Commercializzazione del buddismo e del taoismo;
2. Estremismo e spirito anti-cinese tra le comunità musulmane e Tibetane;
3. Una resistenze credenza nell’ordine santo tra i cattolici cinesi;
4. Proliferazione delle chiese protestanti;
Soprattutto i musulmani e i cattolici rappresentano un problema di integrazione con la cultura cinese
e fanno assorbire in questo modo valori occidentali e non linizzati.
Il termine sinizzazione (中国化) fu introdotto ufficialmente nel 2015 ed ha lo scopo di mettere
sotto pressione la Cina per incorporare le caratteristiche cinesi nelle credenze e pratiche. Tuttavia
ciò che veniva richiesto non era immediatamente comprensibile, anzi dal punto di vista politico ha
creato un forte contrasto tra le comunità religiose. Questa sinizzazione fa perdere le peculiarità delle
varie minoranze, allo stesso tempo i cristiani temono che queste politiche riducano ulteriormente il
loro raggio di azione.
L’uso politico della religione e della selettività della tolleranza religiosa in Cina
La religione è stata da sempre uno strumento indispensabile per il regime, questo perché il partito
ha dovuto accettare l’ottima abilità delle religioni di fornire alle masse sostegno psicologico e
sociale. La religione ha anche funzioni strategiche —> usata come ideologia per mantenere unito
il fronte. Dalla sua fondazione la RPC ha almeno dal punto di vista formale accettato la libertà
religiosa, permettendo così alle persone di focalizzarsi sull’obiettivo comune di costruire uno stato
socialista moderno.
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Il PCC gestisce le religioni attraverso tre istituzioni funzionalmente diverse, ciascuna dispiegata ad
ogni livello amministrativo del partito-stato
1) Dipartimento di Lavoro del Fronte Unito, incaricato di svolgere le ricerche sulla questione
religiosa, di assistere al comitato di partito nella definizione della politica e coordinare gli organi
statali e le loro associazioni religiose patriottiche
2) SARA, Amministrazione Statale per gli Affari religiosi, di cui il capo il BRA, ad ogni livello
di governo è nominato tra i membri dal dipartimento locale del dipartimento del lavoro del fronte
unito, il personale è incaricato di assicurare il controllo del partito sull'attuazione della politica
religiosa, i leader religiosi che vengono nominati possono far parte del congresso locale e delle
sezioni della conferenza politico-consultiva delle varie sezioni
3) Associazioni Religiose Patriottiche fungono come ponte tra le comunità religiose e il governo
stesso, il loro compito è quello di mobilitare le masse a sostenere le direttive che vengono dall’alto.
Queste permettono di comunicare con i leader religiosi e coordinare le loro azioni con quelle statali.
I leader religiosi vengono eletti dai membri del dipartimento del lavoro del fronte unito locale.
Politica religiosa dal 1989 al 2013
Soprattutto dopo il 1989 con le violenze di Tian’anmen e la caduta del blocco sovietico la tolleranza
religiosa si è ridotta. Il sospetto di possibili sovvertimenti religiosi ha portato alla politica espressa
nel Documento 6.
Documento 6 —> è stato emanato nel 1991 da Jiang Zemin. Ha tolto l'approccio più permissivo
alla religione che era stato stabilito dal Documento 19 emanato nel 1982, aggiungendo un requisito
per l'approvazione preventiva del governo sulle pratiche religiose. È il primo regolamento a livello
centrale a dichiarare esplicitamente il potere del governo nell'amministrare gli affari religiosi.
Regolamenti sull’Amministrazione dei Luoghi di Culto (1994) emanato sotto Jiang Zemin, è il
primo decreto burocratico a imporre la supervisione del governo dopo l'emissione del Documento
6 del 1991. Composto da 20 articoli, si rivolgeva solo ai luoghi di culto e prescriveva principi
generali. Principi enunciati:
1. Assenza dei governi locali nella costruzione di luoghi religiosi;
2. Permessi per donazioni estere;
3. Convenzione per visite straniere;
4. Autorizzazione del Consiglio di Stato per qualunque attività religiosa legata agli affari esteri;
Il Documento 6 in questo modo preannuncia un prevalere amministrativo di stato sulla religione.
Dagli anni ’90 si è visto un crescente controllo burocratico con due decreti:
1. Regolamento sull’amministrazione dei luoghi religiosi nel 1994 (Jiang Zemin);
2. Regolamento sugli affari religiosi nel 2005 (Hu Jintao);
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Anteprima

Politiche di Xi Jinping sulla sinizzazione religiosa

L'articolo discute delle politiche di Xi Jinping riguardo la sinizzazione della religione e la revisione dei Regolamenti degli affari religiosi. Xi teme le influenze straniere, aumentando il controllo religioso,

A maggio 2015 è stato creato lo "United front work", di cui la religione è parte integrante. Alla conferenza del 2015 è stato cambiato il nome da United front work Conference a Central United front work conference. Xi ha posto così nuova enfasi sul fronte unito, che negli ultimi anni si era allentata, riproponendo uno dei principi chiave elencati da Mao insieme alla lotta armata e la costruzione del partito. Questo dimostra quanto Xi si sia reso conto dei profondi cambiamenti della società cinese e le difficoltà del "pluralismo" della Nuova Era.

Nel 2016 Xi Jinping è stato il primo segretario di partito (dal 2001) a prendere parte al Congresso nazionale della Religione, durante l'incontro Xi sottolineò la sua idea di unire il fronte unito con le comunità religiose e organizzare i credenti nel sostegno del Sogno Cinese, appoggiando una grande strategia di sinizzazione religiosa, cercando di evitare un'eccessiva infiltrazione straniera, estremismo religioso, problemi derivanti da internet. Nel 2017 il Consiglio di Stato ha approvato il nuovo regolamento. Tra le sfide che Xi riteneva più pericolose troviamo:

  1. Commercializzazione del buddismo e del taoismo;
  2. Estremismo e spirito anti-cinese tra le comunità musulmane e Tibetane;
  3. Una resistenze credenza nell'ordine santo tra i cattolici cinesi;
  4. Proliferazione delle chiese protestanti;

Soprattutto i musulmani e i cattolici rappresentano un problema di integrazione con la cultura cinese e fanno assorbire in questo modo valori occidentali e non linizzati.

Il termine sinizzazione (HE][{) fu introdotto ufficialmente nel 2015 ed ha lo scopo di mettere sotto pressione la Cina per incorporare le caratteristiche cinesi nelle credenze e pratiche. Tuttavia ciò che veniva richiesto non era immediatamente comprensibile, anzi dal punto di vista politico ha creato un forte contrasto tra le comunità religiose. Questa sinizzazione fa perdere le peculiarità delle varie minoranze, allo stesso tempo i cristiani temono che queste politiche riducano ulteriormente il loro raggio di azione.

Uso politico della religione e tolleranza religiosa in Cina

La religione è stata da sempre uno strumento indispensabile per il regime, questo perché il partito ha dovuto accettare l'ottima abilità delle religioni di fornire alle masse sostegno psicologico e sociale. La religione ha anche funzioni strategiche -> usata come ideologia per mantenere unito il fronte. Dalla sua fondazione la RPC ha almeno dal punto di vista formale accettato la libertà religiosa, permettendo così alle persone di focalizzarsi sull'obiettivo comune di costruire uno stato socialista moderno.

1Il PCC gestisce le religioni attraverso tre istituzioni funzionalmente diverse, ciascuna dispiegata ad ogni livello amministrativo del partito-stato

  1. Dipartimento di Lavoro del Fronte Unito, incaricato di svolgere le ricerche sulla questione religiosa, di assistere al comitato di partito nella definizione della politica e coordinare gli organi statali e le loro associazioni religiose patriottiche
  2. SARA, Amministrazione Statale per gli Affari religiosi, di cui il capo il BRA, ad ogni livello di governo è nominato tra i membri dal dipartimento locale del dipartimento del lavoro del fronte unito, il personale è incaricato di assicurare il controllo del partito sull'attuazione della politica religiosa, i leader religiosi che vengono nominati possono far parte del congresso locale e delle sezioni della conferenza politico-consultiva delle varie sezioni
  3. Associazioni Religiose Patriottiche fungono come ponte tra le comunità religiose e il governo stesso, il loro compito è quello di mobilitare le masse a sostenere le direttive che vengono dall'alto,

Queste permettono di comunicare con i leader religiosi e coordinare le loro azioni con quelle statali. I leader religiosi vengono eletti dai membri del dipartimento del lavoro del fronte unito locale.

Politica religiosa dal 1989 al 2013

Soprattutto dopo il 1989 con le violenze di Tian'anmen e la caduta del blocco sovietico la tolleranza religiosa si è ridotta. Il sospetto di possibili sovvertimenti religiosi ha portato alla politica espressa nel Documento 6.

Documento 6 e Regolamenti sui Luoghi di Culto

Documento 6 -> è stato emanato nel 1991 da Jiang Zemin. Ha tolto l'approccio più permissivo alla religione che era stato stabilito dal Documento 19 emanato nel 1982, aggiungendo un requisito per l'approvazione preventiva del governo sulle pratiche religiose. È il primo regolamento a livello centrale a dichiarare esplicitamente il potere del governo nell'amministrare gli affari religiosi.

Regolamenti sull'Amministrazione dei Luoghi di Culto (1994) emanato sotto Jiang Zemin, è il primo decreto burocratico a imporre la supervisione del governo dopo l'emissione del Documento 6 del 1991. Composto da 20 articoli, si rivolgeva solo ai luoghi di culto e prescriveva principi generali. Principi enunciati:

  1. Assenza dei governi locali nella costruzione di luoghi religiosi;
  2. Permessi per donazioni estere;
  3. Convenzione per visite straniere;
  4. Autorizzazione del Consiglio di Stato per qualunque attività religiosa legata agli affari esteri;

Il Documento 6 in questo modo preannuncia un prevalere amministrativo di stato sulla religione. Dagli anni '90 si è visto un crescente controllo burocratico con due decreti:

  1. Regolamento sull'amministrazione dei luoghi religiosi nel 1994 (Jiang Zemin);
  2. Regolamento sugli affari religiosi nel 2005 (Hu Jintao);

2Regolamenti sugli Affari Religiosi nel 2005 -> emanati sotto Hu Jintao, composto da 48 articoli, copriva l'amministrazione delle organizzazioni religiose, delle accademie, del personale, della leadership, delle pubblicazioni e delle proprietà. Vanno a sostituire i regolamenti dell'amministrazione sui luoghi di culto emanati nel 1994, si riferivano ai luoghi di culto e a differenza dei primi hanno il doppio degli articoli, riguardano l'amministrazione personale della leadership delle organizzazioni religiosi e delle proprietà. Estendono enormemente la discrezionalità burocratica sugli affari religiosi, rendendo le organizzazioni religiose sussidiarie dello Stato,

Primo mandato di Xi Jinping 2013-2018

Xi ha seguito la linea dei suoi predecessori inasprendo il controllo e incentrando il potere nelle proprie mani (tanto che al XIX congresso ha fatto approvare il "pensiero di Xi Jinping"). Ha posto in evidenza il concetto di "cultura del socialismo con caratteristiche cinesi", una forte idea di cultura cinese sarebbe stata indispensabile per l'ascesa della Cina (permettendole di creare un modello alternativo a quello occidentale), avrebbe permesso una maggiore stabilità del regime.

Egli stesso dichiara: «Attueremo pienamente la politica di base del partito sugli affari religiosi, sosterremo il principio che le religioni in Cina devono essere di orientamento cinese [ ... ]».

Obiettivi della politica di Xi Jinping

Gli obiettivi della sua politica sono:

  • Rafforzamento del controllo ideologico e repressione della società civile;
  • Concentrazione dei poteri nelle mani di Xi; 19esimo congresso del partito nel quale il presidente ha piazzato più alleati piuttosto che collaboratori e non hanno nominato un presidente del comitato permanente del Poliburo;
  • Introduzione del «Pensiero di Xi Jinping» nel Preambolo della Costituzione, (non avveniva da Mao); socialismo con caratteristiche cinesi;
  • La Cina come alternativa al modello occidentale;
  • Politica religiosa selettiva perché va ad attecchire meno alle religioni autoctone e indigene della Cina, quindi del buddismo e del taoismo, cristianesimo, islam e buddismo tibetano che non vengono ancora visti con un certo buon occhio;

Revisione dei Regolamenti del 2005 nel 2017

La Revisione dei Regolamenti (del 2005) nel 2017 viene approvata il 1 febbraio del 2018. Stabilisce che:

  1. Un'organizzazione religiosa deve avere un reddito stabile ed essere guidata da chierici autorizzati;
  2. Avere l'approvazione del BRA locale, poi dell'Ufficio degli Affari Civili che può respingere la domanda se esiste già un'organizzazione simile nella stessa area o se si ritiene che l'organizzazione rappresenti una minaccia alla sicurezza o all'unità nazionale.

3Questo colpisce le piccole congregazioni che non hanno risorse necessarie per poter superare i provvedimenti. In alcuni casi come per chiese evangeliche/chiese underground è impossibile ottenere la certificazione, perché non si associano alla situazione patriottica cattolica riconosciuta dallo stato. La certificazione e la nomina di tutto il personale religioso deve essere "riportata a verbale" all'Ufficio degli Affari Religiosi della contea; può accettare o meno lo status ecclesiastico, il sistema permette allo stato di rimuovere coloro che non sono conformi.

  • Art. 3 La gestione degli affari religiosi deve sostenere i principi di protezione di ciò che è legale, proibire ciò che è illegale, sopprimere l'estremismo, resistere alle infiltrazioni e combattere il crimine; tutto ciò che è illegale è ad esempio la costruzione eccessiva di templi o di statue del Buddha all'aperto, proselitismo online, fingersi monaci, attività non organizzate dallo stato.

Con illegale si intendono i punti come commercializzazione della religione, costruzione sconsiderata di templi e statue, espandere attività religiose non autorizzate. Estremismo e criminalità sono violenze che fanno presagire l'indipendenza e l'autonomia dello Xinjiang e del Tibet. Infiltrazioni si intende il lavoro missionario all'estero con l'idea di dividere e occidentalizzare la Cina, mediante la costruzione di ospedali, enti di beneficienza ecc.

Si vieta anche la diffusione di contenuti religiosi online e di fornire cultura religiosa nelle istituzioni pubbliche.

Il regolamento del 2017 ancora oggi rimane però uno slogan senza un'uniforme applicazione, visto come un rafforzamento politico. Infatti buddismo, taoismo e l'islam (dalla dinastia Ming con l'incorporazione del confucianesimo) sono in realtà già sinizzati. Mentre il cristianesimo si è sinizzato mediante l'auto-elezione e l'auto-ordinazione dei vescovi e del Movimento patriottico delle tre autonomie fin dagli anni '50.

  • Art. 4 Divieto di creare conflitti, supportare o finanziare l'estremismo religioso e di utilizzare le religioni per minare l'unità etnica, distruggere la nazione e intraprendere attività terroristiche;
  • Art. 41 Censura dei contenuti religiosi online, divieto per organizzazioni, scuole e luoghi di ritrovo non religiosi di fornire un'educazione religiosa e di organizzare i cittadini a partecipare ad attività religiose all'estero;
  • Art. 68 Lo Stato ha il potere di proibire e punire le attività religiose ritenute illegali, e quasi non ha alcuna limitazione nel fare ciò;

Problema con i diritti di proprietà

Problema con i diritti di proprietà è la mancanza di personalità giuridica come nel caso di comunità religiose buddhiste e taoiste. Con personalità giuridica si intende l'attitudine di un ente ad essere titolare di tutte le situazioni giuridiche attive e passive e di godere di un'autonomia patrimoniale per le obbligazioni contratte. In mancanza di questa autonomia le comunità religiose si affidano alle organizzazioni patriottiche locali per stipulare contratti, chiedere prestiti o comparire in tribunale; generando così una grande dipendenza dalle autorità.

Il regolamento del 2017 ancora oggi rimane però uno slogan senza un'uniforme applicazione, visto come un rafforzamento politico. Infatti buddismo, taoismo e l'islam (dalla dinastia Ming con 4

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