Splancnologia: sistema endocrino e gonadi, appunti di Biologia

Documento di Università sulla splancnologia, il sistema endocrino e le gonadi. Il Pdf, utile per lo studio della Biologia a livello universitario, descrive le ghiandole esocrine ed endocrine, i meccanismi di controllo dell'attività ghiandolare e la struttura microscopica delle gonadi, con focus su testicolo e ovaio.

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SPLANCNOLOGIA
È la disciplina anatomica che si occupa dello studio dei visceri.
SISTEMA ENDOCRINO
Le ghiandole sono distinte in esocrine ed endocrine.
Esocrina: ha un condotto escretore e tramite esso riversa il suo secreto all’esterno
(superficie dell’epitelio) oppure all’interno di cavità del nostro corpo.
Endocrino: deriva dal greco e significa secernere all’interno; gli organi ghiandolari
che caratterizzano il sistema endocrino liberano il loro secreto, le loro molecole
rappresentate dall’ormone all’interno del sangue. E tramite il circolo sanguigno gli
ormoni raggiungono organi bersaglio che sono situati anche molto lontani dalla
ghiandola.
Lattività endocrina può risiedere in varie tipologie di organi:
- Organi pieni: ghiandole endocrine, che non presentano cavità interne.
- Cellule interstiziali: gruppetti di cellule che si trovano nel connettivo interstiziale; per
esempio, le cellule interstiziali del testicolo (producono testosterone come ormone),
che si trovano tra i gruppi seminiferi.
- Sistema neuroendocrino diffuso: si trova a livello di singole cellule endocrine che
producono ormoni, situate nell’epitelio di alcune mucose, ad esempio mucosa
gastrica, mucosa intestinale, mucosa respiratoria. Nell’insieme queste cellule
appartengono al sistema neuroendocrino diffuso; diffuso perché si trova in vari
distretti, in varie mucose.
Principali organi endocrini:
Ipofisi
Tiroide
Paratiroide
Ghiandole surrenali (surreni)
Pancreas: è una ghiandola esocrina per l’ 80%, perché tramite i dotti escretori il
succo pancreatico raggiunge il duodeno. Per il 20% ha anche una componente
endocrina rappresentata dalle isole pancreatiche.
Gonadi: ovaie nella femmina e testicoli nei maschi. Hanno una doppia produzione:
esocrina, perché producono i gameti (oociti nella femmina e spermatociti nell’uomo),
ma anche endocrina, perché producono degli ormoni, testosterone a livello del
testicolo, ed estrogeni e progesterone a livello delle ovaie.
Classificazione ghiandole endocrine:
In base all’origine ontogenetica (embriologica):
l’adenoipofisi ha origine ectodermica
la neuroipofisi, l’ epifisi, la midollare del surrene, le cellule C della tiroide
hanno origine neuroectodermica
la corticale del surrene, gonadi hanno origine mesodermica
il pancreas, le tiroidi, le paratiroidi hanno origine endodermica.
In base alla loro classificazione microscopica strutturale vengono distinte in:
ghiandole endocrine cordonali: a cordoni, in cui le cellule epiteliali che le
caratterizzano sono organizzate a formare cordoni; un esempio sono le isole
pancreatiche, ipofisi, surrene, paratiroide
ghiandole follicolari: a follicoli; la tiroide è l’unica ghiandola endocrina che ha
un’organizzazione in strutture più o meno rotondeggianti che sono i
cosiddetti follicoli.
ghiandole interstiziali: a livello dell’interstizio; le ghiandole interstiziali, come
le gonadi, sono rappresentate da gruppetti di cellule situate nel connettivo
interstiziale.
Meccanismi di controllo dell’attività di una ghiandola endocrina:
1. Regolazione nervosa:
La maggior parte degli organi è controllata da nervi; per esempio, la midollare del
surrene è stimolata da fibre nervose che appartengono al sistema simpatico
(adrenalina).
Esiste un sistema nervoso detto viscerale, autonomo, costituito da sistema simpatico
(o ortosimpatico) e parasimpatico (antagonista).
2. Regolazione ad opera di una sostanza chimica non ormonale:
Per esempio, il glucosio; se c’è un eccesso di glucosio nel sangue viene prodotta
insulina a livello del pancreas endocrino.
Il tasso di glucosio ematico, nel sangue, regola la secrezione da parte del pancreas
endocrino di insulina e glucagone, due ormoni antagonisti.
Linsulina è un ormone ipoglicemizzante, che abbassa il tasso di glucosio nel
sangue.
Il glucagone ha un’azione iperglicemizzante perché aumenta il livello di
glucosio nel sangue.
Questi due ormoni vengono liberati in base alla glicemia, cioè il tasso di glucosio nel
sangue, mantenendola il glucosio nel nostro corpo a livelli normali.
Un altro esempio è la regolazione del calcio, attraverso calcitonina e paratormone.
3. Regolazione ormonale:

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SPLANCNOLOGIA

È la disciplina anatomica che si occupa dello studio dei visceri.

SISTEMA ENDOCRINO

Le ghiandole sono distinte in esocrine ed endocrine.

Esocrina: ha un condotto escretore e tramite esso riversa il suo secreto all'esterno (superficie dell'epitelio) oppure all'interno di cavità del nostro corpo.

Endocrino: deriva dal greco e significa secernere all'interno; gli organi ghiandolari che caratterizzano il sistema endocrino liberano il loro secreto, le loro molecole rappresentate dall'ormone all'interno del sangue. E tramite il circolo sanguigno gli ormoni raggiungono organi bersaglio che sono situati anche molto lontani dalla ghiandola.

Attività endocrina

L'attività endocrina può risiedere in varie tipologie di organi:

  • Organi pieni: ghiandole endocrine, che non presentano cavità interne.
  • Cellule interstiziali: gruppetti di cellule che si trovano nel connettivo interstiziale; per esempio, le cellule interstiziali del testicolo (producono testosterone come ormone), che si trovano tra i gruppi seminiferi.
  • Sistema neuroendocrino diffuso: si trova a livello di singole cellule endocrine che producono ormoni, situate nell'epitelio di alcune mucose, ad esempio mucosa gastrica, mucosa intestinale, mucosa respiratoria. Nell'insieme queste cellule appartengono al sistema neuroendocrino diffuso; diffuso perché si trova in vari distretti, in varie mucose.

Principali organi endocrini

  • Ipofisi
  • Tiroide
  • Paratiroide
  • Ghiandole surrenali (surreni)
  • Pancreas: è una ghiandola esocrina per l' 80%, perché tramite i dotti escretori il succo pancreatico raggiunge il duodeno. Per il 20% ha anche una componente endocrina rappresentata dalle isole pancreatiche.
  • Gonadi: ovaie nella femmina e testicoli nei maschi. Hanno una doppia produzione: esocrina, perché producono i gameti (oociti nella femmina e spermatociti nell'uomo), ma anche endocrina, perché producono degli ormoni, testosterone a livello del testicolo, ed estrogeni e progesterone a livello delle ovaie.

Classificazione ghiandole endocrine

  • In base all'origine ontogenetica (embriologica):
    • l'adenoipofisi ha origine ectodermica
    • la neuroipofisi, l' epifisi, la midollare del surrene, le cellule C della tiroide hanno origine neuroectodermica
    • la corticale del surrene, gonadi hanno origine mesodermica
    • il pancreas, le tiroidi, le paratiroidi hanno origine endodermica.
  • In base alla loro classificazione microscopica strutturale vengono distinte in:
    • ghiandole endocrine cordonali: a cordoni, in cui le cellule epiteliali che le caratterizzano sono organizzate a formare cordoni; un esempio sono le isole pancreatiche, ipofisi, surrene, paratiroide
    • ghiandole follicolari: a follicoli; la tiroide è l'unica ghiandola endocrina che ha un'organizzazione in strutture più o meno rotondeggianti che sono i cosiddetti follicoli.
    • ghiandole interstiziali: a livello dell'interstizio; le ghiandole interstiziali, come le gonadi, sono rappresentate da gruppetti di cellule situate nel connettivo interstiziale.

Meccanismi di controllo dell'attività di una ghiandola endocrina

  1. Regolazione nervosa:

    La maggior parte degli organi è controllata da nervi; per esempio, la midollare del surrene è stimolata da fibre nervose che appartengono al sistema simpatico (adrenalina).

    Esiste un sistema nervoso detto viscerale, autonomo, costituito da sistema simpatico (o ortosimpatico) e parasimpatico (antagonista).

  2. Regolazione ad opera di una sostanza chimica non ormonale:

    Per esempio, il glucosio; se c'è un eccesso di glucosio nel sangue viene prodotta insulina a livello del pancreas endocrino.

    Il tasso di glucosio ematico, nel sangue, regola la secrezione da parte del pancreas endocrino di insulina e glucagone, due ormoni antagonisti.

    • L'insulina è un ormone ipoglicemiazante, che abbassa il tasso di glucosio nel sangue.
    • Il glucagone ha un'azione iperglicemiazzante perché aumenta il livello di glucosio nel sangue.

    Questi due ormoni vengono liberati in base alla glicemia, cioè il tasso di glucosio nel sangue, mantenendola il glucosio nel nostro corpo a livelli normali.

    Un altro esempio è la regolazione del calcio, attraverso calcitonina e paratormone.

  3. Regolazione ormonale:

    L'ipofisi è la principale ghiandola endocrina del nostro corpo. Essa è legata all'ipotalamo dal punto di vista funzionale.

    Sotto l'influenza dell'ipotalamo produce le sue tropine, ormoni, che tramite il circolo ematico raggiungono le ghiandole bersaglio, che sono altre ghiandole endocrine che a loro volta produrranno i loro ormoni.

    Per mantenere costante il livello di questi ormoni nel sangue è presente un sistema di controllo definito "controllo a feedback negativo".

    Se è presente un eccesso di ormone esso esercita un controllo a retroazione, cioè va a influenzare l'ipotalamo, che a sua volta influenzerà in senso negativo l'ipofisi, cioè la blocca e di conseguenza il testicolo verrà inibito e produrrà meno testosterone, che rimane a un livello fisiologico, costante, nel sangue.

L' IPOFISI

L'ipofisi è la principale ghiandola endocrina del nostro corpo, perché produce numerosi ormoni, tropine e tramite questi regola molte funzioni del nostro corpo (accrescimento del corpo, produzione del latte nella donna dopo il parto ecc.) e l'attività secernente di altre ghiandole endocrine (tiroide, componente endocrina delle gonadi, surrene, in particolare la corticale del surrene).

Situazione dell'ipofisi

Ipofisi dal greco significa che sta sotto (ipo), ovvero sotto tutto l'encefalo e all'interno del corpo dello sfenoide. L'ipofisi ha una posizione molto protetta, perché è una ghiandola molto importante.

Positiva come situazione, negativa dal punto di vista chirurgico perché è situata al centro della base cranica.

INTERVENTRICULAR FORAMEN- THALAMUS HYPOTHALAMIC SULCUS PARAVENTRICULAR NUCLEUS HYPOTHALAMIC AREA SUPRA - OPTIC NUCLEUS HYPOTHALAMO-HYPOPHYSIAL TRACT TUBERO- HYPOPHYSIA TRACT TRACT SUPRA- OPTICO- HYPOPHYSIAL TRACT MAMILLARY BODY OPTIC CHIASM -HYPOPHYSIAL STALK MEDIAN EMINENCE NEURAL PARS TUBERALIS NEUROHYPOPHYSIS INFUNDIBULAR STEM (infundibolo) PARS INTERMEDIA INFUNDIBULAR PROCESS PARS DISTALIS CLEFT CONNECTIVE CON TISSUE [TRABECULA) 7. Netto POSTERIOR LOBE ANTERIOR LOBE OCI

È collegata tramite il peduncolo ipofisario alla parte inferiore del diencefalo (parte dell' encefalo) detta ipotalamo.

È accolta nella fossa ipofisario all'interno di uno sdoppiamento della dura madre encefalica (meninge più esterna dell'encefalo), la quale si divide in un foglietto profondo che riveste la fossa ipofisario e un foglietto superficiale che passa a ponte e chiude superiormente la fossa ipofisario, prende il nome di diaframma della sella (chiamato così per la sella turgica dello sfenoide).

Questo diaframma presenta un orifizio per il passaggio del peduncolo ipofisario. È contornata da molti vasi e nervi.

L'ipofisi è formata da due parti che hanno diversa origine ontogenetica, struttura e produzione ormonale. Queste 2 parti sono:

  • Neuroipofisi:

    È di origine nervosa come l'ipotalamo, e quindi ha origine neuroectodermica. L'ipotalamo e la neuroipofisi sono particolarmente collegate da un punto di vista funzionale, il che implica una connessione diretta con il sistema nervoso.

    È costituita da tre parti:

    • processo infundibolare o lobo posteriore.
    • peduncolo infundibolare (o infundibolo), costituisce parte del peduncolo ipofisario.
    • eminenza mediana, il peduncolo infundibolare in alto si apre, si continua nel pavimento dell'ipotalamo andando a firmare questa terza parte.
  • Adenoipofisi: ("adeno" significa ghiandola)

    È la parte dell'ipofisi che ha maggiore produzione ormonale (8/9 di tutti gli ormoni prodotti). L'adenoipofisi è costituita da una:

    • parte distale, quella più rappresentata, detta anche lobo anteriore.
    • parte intermedia, una sottile striscia, che si trova fra il lobo anteriore della adenoipofisi e il lobo posteriore della neuroipofisi.
    • parte tuberale, che va a completare la adenoipofisi e costituisce parte del peduncolo ipofisario.

SVILUPPO

L'adenoipofisi ha origine ectodermica e deriva da un diverticolo dell'ectoderma situato nella volta della cavità orale primitiva, ovvero nello stomodeo. Questo diverticolo prende il nome di tasca di Rathke.

  • Il diverticolo ectodermico cresce verso l'alto, circondato dal mesoderma, che darà origine al corpo dello sfenoide, accogliendo così l'ipofisi.
  • Successivamente, la tasca di Rathke perde la connessione con la sua sede originale, la volta della cavità orale, e si sviluppa all'interno del corpo dello sfenoide che si sta formando, abbracciando a sviluppo completo la neuroipofisi in via di formazione.

La neuroipofisi, invece, è di origine neuroectodermica (nervosa) e deriva da un'evaginazione discendente del pavimento del diencefalo. Questa struttura cresce e, infine, viene avvolta dall'adenoipofisi che si sta formando.

INFUNDIBULAR PROCESS BRAIN ORAL ECTODERM RATHKE'S POUCH MOUTH CAVITY 1. BEGINNING FORMATION OF RATHKE'S POUCH AND INFUNDIBULAR PROCESS INFUNDIBULAR PROCESS MESODERM RATHKE'S POUCH 2. NECK OF RATHKE'S POUCH CONSTRICTED BY GROWTH OF MESODERM SPHENOID SINUS 3. RATHKE'S POUCH "PINCHED OFF" 4. "PINCHED OFF" SEGMENT CONFORMS TO NEURAL PROCESS, FORMING PARS DISTALIS, PARS INTERMEDIA AND PARS TUBERALIS MEDIAN EMINENCE F.Vetter - M.D . @CIBA PARS TUBERALIS CLEFT PARS NERVOSA PARS INTERMEDIA PARS DISTALIS (PARS GLANDULARIS) 5. PARS TUBERALIS ENCIRCLES INFUNDIBULAR STALK (LATERAL SURFACE VIEW) 6. MATURE FORM

VASCOLARIZZAZIONE

Vasi ipotalamici Molto particolare è la vascolarizzazione dell'ipofisi. È vascolarizzata da due arterie ipofisario inferiori che interessano la neuroipofisi e quattro arterie ipofisario superiori che vanno a vascolarizzare l'adenoipofisi.

  • Vascolarizzazione della neuroipofisi:

    Le due arterie ipofisario inferiori, che sono rami dell'arteria carotide interna, raggiungono il lobo posteriore della neuroipofisi e formano una estesa capillarizzazione, ovvero una normale rete capillare arterovenosa.

    Da questa rete capillare si originano delle vene efferenti, cioè che abbandonano la neuroipofisi per portarsi ai seni della dura madre (seni venosi intracranici).

    I capillari sono sinusoidali fenestrati come in tutte le ghiandole.

    Sinusoidali significa che questi capillari hanno un andamento sinuoso, perché hanno un calibro abbastanza ampio e quindi quando trovano spazio tra i cordoni cellulari si dilatano e formano dei seni, slargamenti.

    I capillari si distinguono in tre tipi in base alle caratteristiche dell' endotelio:

    • fenestrato, cioè presenta tante fenestrature
    • capillari con endotelio continuo, cioè non presenta fenestrature a livello dell'endotelio (alveolo polmonare)
    • capillari con endotelio discontinuo, significa che tra cellule e cellule endoteliali c'è un piccolo spazio (a livello del fegato, cioè scambio di nutrienti tra sangue ed epatocita a livello del lobulo epatico).
  • Vascolarizzazione dell'adenoipofisi

    Quattro arterie ipofisario superiori, che sono rami dell'arteria carotide interna, raggiungono l'eminenza mediana e formano una prima rete capillare, un primo plesso capillare, che è una normale rete capillare (arterovenosa).

    Da questa rete si formano delle lunghe venule che attraversano tutto il peduncolo per raggiungere la parte distale della adenoipofisi (lobo anteriore) formando una seconda rete capillare che non è arterovenosa ma veno-venosa (tutta venosa).

    Essa si divide ancora in venule efferenti che abbandonano la ipofisi e si portano ai seni venosi della dura madre.

    Il secondo plesso capillare a livello della parte distale, del lobo anteriore, è detta rete "mirabile" venosa (ammirabile, particolare), perché è una rete di capillari interposta tra due sistemi venosi, quelle che discendono verso il peduncolo e le vene efferenti che abbandonano l'ipofisi.

    Questa rete mirabile venosa ricorda un'altra rete mirabile venosa, più importante, che troviamo nel fegato che deriva dalla vena porta del fegato. È detto sistema portale, perché ricorda la vena porta.

Approfondimento: la vena porta

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