Documento di Immunologia 25/05/2023, sbobinato da Paola Ricciardi e revisionato da Dario Timineri, sul processamento e la presentazione dell'antigene ai linfociti T. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Biologia, illustra le vie citosolica ed endocitica, il ruolo delle molecole MHC e i meccanismi di attivazione delle cellule T.
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IMMUNOLOGIA 25/05/2023
Sbobinatore: Paola Ricciardi
Revisore: Dario Timineri
Ieri abbiamo fatto un volo pindarico sui linfociti B e T, come si organizzano i geni, come la maturazione è
molto legata al riarrangiamento genico e poi abbiamo visto le caratteristiche peculiari delle molecole
MHC. Oggi continuiamo questa linea di pensiero perché le molecole MHC sono le protagoniste del
processamento dell'antigene, che consiste appunto nella sua presentazione.
La protezione dipendente dai linfociti T dipende dalla loro capacità di riconoscere le cellule che
trasportano patogeni o che hanno internalizzato i patogeni o i loro prodotti. Per fare questo
riconoscimento devono essere prodotti dei peptidi, la cui generazione implica modificazioni della proteina
originaria che prende il nome di processamento dell'antigene. Questo processamento consta di due vie:
La differenziazione delle due vie dipende da come agiscono questi patogeni:
La macropinocitosi è un meccanismo specifico delle cellule dendritiche che ingloba al suo interno,
mediante la formazione di uno pseudopodo, tutto ciò che è il microambiente circostante. Questo
serve a captare quegli antigeni che non vengono riconosciuti dai recettori, come quando un virus
muta cambiando il suo envelope e quindi non può più essere riconosciuto, o come quando sono
presenti capsule batteriche le quali rappresentano un problema per i fagociti.
Dopo che questi antigeni vengono degradati nelle loro componenti principali (proteine, lipidi, nucleotidi ... )
e poi ulteriormente sezionati (soprattutto le proteine e i peptidi) ecco che avviene la presentazione del
peptide alla cellula T tramite le molecole MHC 1 e 2.
Quando si tratta della via citosolica le cellule interessate sono le CD8, quando si tratta della via
endolisosomiale saranno le CD4.
Microrganismi
citoplasmatici
Presentazione creciala
di antigeni esogeni
Microrganismi
intracellulari
Microrganismi e tossine
oxtracellulari
O
quelsinci celia
macrolago
colkılı B
Degradai nel
Cloplasma
Citoplasma
(por retrotraslocazione)
Vescicole acidilcalo
Vescicole acidificato
| peptidi legano
MHC classe |
MHC classe
MHC dasse Il
MHC classe Il
Presentati ale
Celulo T CD8 offettrici
Dellde T CD8 naive
Cellule T CD4 effetrici
Cellule T CD4 effetrici
Etletto sulle celule che
presentano l'antigona
Morte cellulere
La cellula che presenta, di
solito una cellula dendritica.
ativa la cellula T CDB
Altivazione del macrofagi
che uccidono i
microrganismi
Attivazione delle cellule B
che secemono lg dirette verso
i microrganismi extracelulari
Fondamentalmente le due vie sono separate perché la via citosolica permette il caricamento del peptide
sull'MHC 1, mentre la via endolisosomiale/vescicolare sull'MHC 2.
MHC 11 # 21 e P1
FORMATO DA
21 e 22 TASCA DI ATTACCO
23 CHE SI LEGA A P1
Vi sono delle particolarità:
le cellule dendriTiche
inglobano il patogeno
CDR
Vediamo in prima battuta la via citosolica. Questa parte
dal fatto che i virus in particolare si trovano nel citosol, sia
nella fase di infezione che nella fase di uscita dalla cellula.
Allora ci si è chiesti come una proteina citosolica potesse
essere riconosciuta come "non self" e caricata sull'MHC 1.
Poi si è compreso che il proteasoma gioca un ruolo
fondamentale nel taglio delle proteine in peptidi.
Il proteosoma è formato da 4 subunità, impilate nel centro
(dove c'è la proteina che viene poi clivata) ed è coperta ai
due lati da dei LID (sorta di coperchi) che sono i 19S.
Proteasoma
Immunoproteasoma
PA28c PA280
Complesso
regolatorio
115
19S
a5
3
Q6
26
u2
a2
a7
06
06
INFO
81
20S
12
IFNy
LMPZLMP7
az
27
La7
a6
195
Quando
il processamento dell'antigene avviene in
presenza di virus vengono prodotti degli interferoni, in
particolare l'interferone y, il quale insieme al TNFa, fanno cambiare la specificità di riconoscimento della
proteina. Per cui alcune subinità vengono sostituite per creare l'immunoproteasoma, in cui ci sono le due
proteine LMP2 e LMP7 nell'ambito del sito di clivaggio delle proteine e poi il complesso regolatorio
costituito da PA28a, PA28ß e MECL1. Insomma, cambia la specificità e la proprietà di clivaggio. In pratica
vengono prodotti dei peptidi lunghi tanto quanto devono essere utili per il caricamento sulle molecole
MHC 1. Fondamentalmente i peptidi lunghi devono essere tra i 7 e i 9 amminoacidi.
Diagramma schematico di TAP
Lume del RE
TAP1
TAP2
membrana del RE
dominio idrofobico
di transmembrana
Citoplasma
dominio delle
cassette leganti
l'ATP (ABC)
Quando vengono prodotti questi peptidi, che fine fanno? Vengono
trasportati nel lume del RER, perché lì ci sono le molecole MHC 1 nascenti
che appena prodotte vengono traslocate all'interno del lume.
Come fanno i peptidi ad accedere al lume del reticolo endoplasmatico? Lo
fanno tramite dei trasportatori che sono inseriti nella membrana del
reticolo endoplasmico. Queste due proteine prendono il nome di TAP1 e
TAP2 (Transporter associated With Antigen Processing) e sono parte di
una super famiglia di proteine che si chiamano ABC (ATP-binding cassette);
MECLI-
8quindi sono energicamente favorite dall'idrolisi dell'ATP che quindi serve ad aprire il canale che permette
il passaggio del peptide dal citosol (dove è stato prodotto dall'immunoproteasoma) nel lume del reticolo
endoplasmico. Queste due proteine presentano:
Inoltre, i geni TAP1 e TAP2 sono presenti all'interno del gene MHC e la loro espressione è indotta dagli
interferoni, in particolare l'interferon y.
Nel lume ci sono delle molecole MHC 1 nascenti che non hanno ancora la conformazione definitiva per
far scivolare il peptide nella loro tasca, quindi, hanno bisogno di aiutanti, tra cui:
presentato
CD8
RER
Calreticulina
TAP
MHCI
ERPS7-
Calnexina -
-B2M
Nucleo
Citoplasma
Proteasoma
a
b
C Proteina
Antigene
d
PEPTIDE SULLA TASCA
ETAPASINA
3
Abbiamo chiuso il processamento dei peptidi di classe I e possiamo trattare quelli di classe II.
Qui tutto nasce dalla via endocitica, quindi macrofagi, cellule dendritiche ed anche cellule B (quando
inglobano microbi extracellulari e proteine che vengono internalizzate nelle vescicole endocitiche, per poi
essere presentate ai linfociti CD4).
Qui i batteri intracellulari tipici sono i micobatteri (tubercolosis e leprae), ma anche la Leishmania
(protozoo) che si replica all'interno dei fagosomi dei macrofagi.
Per capire come funziona questa via dobbiamo ricordare che quando c'è un'endocitosi o una fagocitosi,
le vescicole passano attraverso vari compartimenti: