Arte Preistorica e Protostorica: un'analisi didattica

Slide sull'Arte Preistorica e Protostorica. Il Pdf esplora l'arte preistorica e protostorica, con un focus specifico sulla Sardegna, adatto per la scuola superiore. Tratta argomenti come la periodizzazione della Preistoria, le "Dee madri", le "domus de janas" e la civiltà nuragica, per la materia Arte.

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15 pagine

ARTE PREISTORICA E PROTOSTORICA
PROF. CIRO PARODO
PERIODIZZAZIONE
La Preistoria, termine che significa “prima della storia, va dalla comparsa
del genere Homo sulla Terra, 2.5 milioni di anni fa, all’invenzione della
scrittura, circa 3000 anni fa, momento in cui si comincia a parlare di
storia”. Si divide in:
E DELLA PIETRA: 2.500.000-4000 A.C.
E DEI METALLI: 4000-700 A.C.

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Anteprima

Periodizzazione dell'Evoluzione Umana

ARTE PREISTORICA E PROTOSTORICA S ROF PROF. CIRO PARODOPERIODIZZAZIONE L'EVOLUZIONE DELL'UOMO 15 milioni di anni fa 3 milioni e 500 mia anni fa 2 milioni di anni fa SCIMMIE ANTROPOMORFE AUSTRALOPITECO HOMO HABILIS FU IL PRIMO CHE RIUSCI A COSTRUIRE UTENSILI 1 milione e 600 mila anni fa 100/35 mila anni fa 40/35 mila anni fa HOMO SAPIENS NEANDERTHALENSIS HOMO ERECTUS COSTRUISCE ATTREZZI GESTISCE IL FUOCO HOMO SAPIENS SAPIENS COSTRUISCE ATTREZZI LEVIGATI REALIZZA PITTURE RUPESTRI COSTRUISCE I VILLAGGI, ALLEVA BESTIAME, COLTIVA LA TERRA

  • La Preistoria, termine che significa "prima della storia", va dalla comparsa del genere Homo sulla Terra, 2.5 milioni di anni fa, all'invenzione della scrittura, circa 3000 anni fa, momento in cui si comincia a parlare di "storia". Si divide in:

· ETÀ DELLA PIETRA: 2.500.000-4000 A.C. · ETÀ DEI METALLI: 4000-700 A.C.PERIODIZZAZIONE L' Età della Pietra si divide in:

  • PALEOLITICO (= ETÀ DELLA PIETRA ANTICA): 2.500.000-10.000 A.C. Gli uomini vivono nelle caverne e sono cacciatori-raccoglitori. Realizzano strumenti scheggiando le pietre
  • MESOLITICO (= ETÀ DELLA PIETRA DI MEZZO): 10.000-6.000 A.C.
  • NEOLITICO (= ETÀ DELLA PIETRA NUOVA): 6.000-4.000 A.C. Nel Neolitico gli uomini vivono in capanne e vengono inventate l'agricoltura e la ceramica. L'uomo realizza a mano oggetti in argilla, decorati con motivi geometrici e li cuoce in forni scavati nel terreno

Arte Rupestre nel Paleolitico

PALEOLITICO Verso il 25.000 a.C. si sviluppa l'arte rupestre, con le prime figurazioni dipinte sulle pareti delle caverne. Sono immagini di animali e uomini che servivano, probabilmente, come rito propiziatorio per la caccia. Le rappresentazioni sono realistiche, anche se stilizzate. I colori erano ottenuti macinando minerali e terre, come il ferro e l'ocra. Esistono numerose testimonianze, in particolare quelle di: Lascaux (Francia): 18.000 a.C. / Altamira (Spagna): 14.000 a.C.

Tecniche di Pittura Rupestre

I contorni erano disegnati con il carbone I colori venivano soffiati o applicati con un tampone I colori erano ottenuti macinando terre Le pareti erano rischiarate dal fuocoLASCAUX - FRANCIA (18.000 A.C.) TECNICHE DELLA PITTURA RUPESTRE CON LE MANI: spalmavano il colore sulla parete con le dita dopo averlo mischiato con sostanze fluide come grasso o sangue animale, saliva O acqua, oppure usavano direttamente un pezzo di minerale strisciandolo sulla roccia. CON PENNELLI: distribuiva- no il colore sulla roccia usando ciuffi di pelliccia animale o rametti con la punta sfilacciata. CON LA BOCCA: tecnica usata soprattutto per dipingere le mani in negativo consisteva nel mischiare in bocca il colore con la saliva e spruzzarlo direttamente sulla pietra. ALTAMIRA - SPAGNA (14.000 A.C. )

Le Veneri del Paleolitico

PALEOLITICO Nel Paleolitico le figure umane sono molto rare: l'unica eccezione è costituita dalle cd. Veneri, nome scelto in quanto antica dea greca della fertilità. Si tratta di piccole sculture non realistiche, che rappresentavano figure femminili anatomicamente non proporzionali, probailmente usate per propiziare la fertilità. Sono alte 10-25 cm e sono realizzate in pietra, osso, avorio. Una delle più note è la Venere di Willendorf (Austria) (20.000 a.C.), nella quale gli attributi femminili sono accentuati in modo esagerato in quanto deve simboleggiare la fecondità

Periodizzazione dell'Età dei Metalli

PERIODIZZAZIONE L'Età dei metalli si divide in:

  • ENEOLITICO O CALCOLITICO (= ETÀ DEL RAME): 4000-2000 A.C. E' il periodo in cui si realizzano le costruzioni megalitiche
  • ETÀ DEL BRONZO: 2.000-1000 A.C. (il bronzo è una lega metallica composta da rame e stagno)
  • ETÀ DEL FERRO: 1.000-700 A.C. Es. di lingotto di rame

Costruzioni Megalitiche nell'Età del Rame

ETA' DEI METALLI Con l'Età del Rame (4.000-2000 a.C.) sorgono le prime costruzioni megalitiche destinate al culto, alla sepoltura oppure all'osservazione astronomica. Si trovano in Gran Bretagna, Francia, Sardegna, Puglia e Sicilia. I Megaliti sono formati da grandi pietre (MEGA= GRANDE / LITHOS = PIETRA) Per la collocazione di un menhir si ipotizza che il masso venisse fatto rotolare fino al posto desiderato dove veniva fatto scivolare in una profonda buca. Con l'aiuto di corde lo si portava in posizione verticale e si colmava la buca in modo che non potesse cadere.I megaliti più semplici sono i MENHIR (= pietra lunga), blocchi di pietra conficcati nel terreno I DOLMEN (= tavola di pietra): due grandi blocchi di pietra conficcati nel terreno su cui si posava una lastra orizzontale come copertura. Questo sistema è detto TRILITICO perchè composto da tre pietre. Gran parte dei dolmen si trova nel nord Europa Menhir di Champ-Dolent prima del V millennio, granito rosa, h 10 m, peso 150 ton Dol-de-Bretagne (Francia) Dolmen di Poulnabrone nel Burren V-III millennio a.C., lastre di pietra, quella orizzontale lunga 3,6 m e pesante 3,3 tonnellate Contea di Clare, IrlandaI CROMLECH sono circoli di blocchi di pietra conficcati nel terreno. Il sito più famoso è quello di Stonehenge. Situato nella pianura di Salisbury (Gran Bretagna), risale al 2.600 a.C. ed è composto da due cerchi concentrici di monoliti. Il complesso era probabilmente un'area sacra dedicata all'osservazione dei movimenti astronomici Stonehenge (pietra sospesa) struttura circolare di megaliti (molti messi in verticale a fine XIX secolo) IV-II millennio a.C., peso 40/50 ton per pietra Amesbury, Wiltshire (Inghilterra)

La Preistoria in Sardegna

Le Dee Madri Sarde

LA PREISTORIA IN SARDEGNA In Sardegna sono state trovate numerose Veneri, conosciute come «Dee madri» perché considerate un simbolo di fecondità. Per questo motivo, anche in questo caso i tratti femminili come il seno e il ventre sono particolarmente accentuati e le figure stilizzate -Dea madre di Cuccuru is Arrius a Cabras (OR) (4000 a.C.) - Dea madre di Senorbi' (SU) (3000 a.C.)

Domus de Janas

LA PREISTORIA IN SARDEGNA Le domus de janas (case delle fate, perché si riteneva fossero abitate da spiriti fantastici) sono le grotte artificiali al cui interno venivano deposti i defunti. Uno degli esempi più interessanti è la domus di Oniferi (NU) (3.200- 2800), decorata con corna taurine stilizzate, simboli di fecondità e quindi di vita dopo la morte, e i cd. «capovolti», immagini stilizzate di defunti

La Protostoria in Sardegna: Civiltà Nuragica

LA PROTOSTORIA IN SARDEGNA LA CIVILTÀ NURAGICA In Sardegna si sviluppa la civiltà nuragica, così chiamata dal "nuraghe" (da nur = mucchio cavo di pietre). Il nuraghe in genere ha una forma tronco-conica ed è costruito con blocchi di pietra sovrapposti a secco, senza cioè malta per unire tra loro le pietre. Per lo più il nuraghe veniva eretto su alture, vicino ai villaggi, e aveva funzione militare e difensiva. Alcuni nuraghi, come quello di Barumini (XVI-IX sec. a.C.) (patrimonio dell'umanità UNESCO) raggiungevano i 20 metri di altezza, e potevano articolarsi in più torri comunicanti. In quest'ultimo caso erano vere e proprie fortezze a pianta poligonale con più torri che si articolavano intorno al nuraghe centrale (detto MASTIO) che presentavano un'ampia camera circolare dotata di una cupola. Dentro quelle mura Ricentrazione ideale della fortezza managica. La paixale delle torri evidencia il rilascio realizzato par contrebattere l'ingiegn dell'ariete da parte del semice. Per difendersi dagli assalti i nuragict usavano tionde e archi con trosce dalle punte bogozee, spade,

Architettura Funeraria e Sacra Sarda

Tombe dei Giganti e Pozzi Sacri

ARCHITETTURA FUNERARIA E SACRA IN SARDEGNA TOMBE DEI GIGANTI E POZZI SACRI Sono tombe collettive, come quella di Arzachena (SS) (1800-1600 a.C.), così chiamate perché si riteneva vi fossero sepolti giganti, la cui forma alluderebbe alla testa di un toro, simbolo di fertilità e quindi di rinascita dei defunti Pozzo sacro di Paulitatino (OR) (1000 a.C.) dove veniva praticato il cd. «culto delle acque», in quanto l'acqua che si trovava in fondo al pozzo era usata per guarire dalle malattieI NURAGICI SCOLPIVANO PICCOLE STATUETTE IN BRONZO, COSIDDETTI BRONZETTI (IX-VIII SEC.A.C.), RAFFIGURANTI SACERDOTI, GUERRIERI, PASTORI E CONTADINI. HANNO GENERALMENTE UNA FUNZIONE VOTIVA LE FORME SONO STILIZZATE E SCHEMATICHE. NE SONO STATI RINVENUTI CIRCA 400, SPESSO NEI POZZI SACRI, ED ARRIVANO A MISURARE 40 CM.

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