Documento da Università su La Chiesa nell'età dell'assolutismo. Il Pdf esplora il periodo dell'assolutismo, analizzando le sue radici storiche e le conseguenze della Pace di Westfalia, con un focus sulle caratteristiche economiche, sociali, politiche e culturali dell'Antico Regime e il mercantilismo, per la materia Storia.
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La pace di Westfalia segna la fine delle lotte derivate da riforma e controriforma, assicurando alcuni duraturi risultati . Mettendo fine alla guerra dei trent'anni, la pace ottenuta consacrò un certo equilibrio tra le forze politiche e religiose europee; equilibrio che comportò un Periodo di calma nelle lotte interconfessionali.
Le forze più attive del cattolicesimo si trovano ad essere libere per nuovi compiti, uno dei quali sarà l'espansione del Vangelo nei paesi non cristiani.
L'unità religiosa si era infranta con la sopravvivenza e la diffusione del protestantesimo; la diversità politica era inevitabile, dato il numero di unità politiche autonome che avevano combattuto senza che nessuna prevalesse.
Fu così che in Europa si produssero condizioni simili a quelle del mondo contemporaneo: una molteplicità di unità politiche, nessuna delle quali dotata di potenza sufficiente a sconfiggere tutte le altre.
1648 NORVEGIA SVEZIA Stati vassalli SCOZIA Asburgo di Spagna Asburgo d'Austria PAESI INGHILTERRA Sacro Romano Impero (confini) 1 PAESI BASSI VARSAVIA KYEY SPAGNOLI 2 FRANÇA CONTEA POLONIA - LITUANIA 3 BAVIERA 4 SASSONIA 3 5 BRANDEBURGO FRANCIA AUSTRIA BVAA UNGHERIA GEORGIA PORFT. MADRID IMPERO MONT. ANKARA SPAGNA ROMA R. D ROMAN ALCERI IAP. RANTELUCCO CIPRO O IMP. PERSIANO VALACCHIA 50 BOSNIA TREGIES NDA COSTAR - TINGtou KM. DI CRIACA PARIGI MOLDAVIA RUSSO IS. IMPERO Impero Bizantino SVĚT, KARAMANIDELe condizioni politico- sociali- economiche dell'Europa continentale nei secoli XVII e XVIII, pur variando in qualche misura da stato a stato presentano un complesso di caratteri comuni tanto da poter tracciare un quadro d'insieme dell'epoca definendola senz'altro come l'età dell'assolutismo.
"Gli storici della società europea impiegano abitualmente la categoria storiografica di "antico regime" (=ancien régime) per distinguere il modello sociale prevalente in Europa nell'epoca compresa tra XVI e XVIII secolo. Di fatto, la categoria di "antico regime" equivale per noi a quella di "età moderna".
Quattro fattori da tenere presenti:
L'assolutismo è il punto di arrivo di un lungo processo che si era iniziato nel medioevo, In cui confluirono vari fattori, soprattutto la lotta intrapresa dalla monarchia contro la nobiltà e la rottura della distinzione medievale tra il potere civile e quello religioso.
Specialmente in Francia, il processo storico venne ad assumere una singolare chiarezza: i re lottarono per secoli , dal '300 in poi, e usano tutti i mezzi, dalla violenza all'astuzia, per abbattere la potenza dei feudatari per recuperare il potere passato nelle loro mani.
In questa lotta vari fattori finirono per assicurare la vittoria della monarchia: la forte personalità di ministri e sovrani, la stanchezza dopo le drammatiche vicende delle guerre politico- religiose del 500 , l'appoggio interessato della borghesia, che vedeva nel rafforzamento della monarchia una garanzia di pace e sicurezza nel commercio, un freno agli arbitri dei nobili, un possibile campo di investimento di capitali.
In Spagna e Inghilterra furono decisive per le fortune della dinastia le ricchezze accumulate con le scoperte, e i fortissimi dissensi interni della nobiltà.
In Germania si ebbe invece il processo opposto, EI principi riuscirono a svincolarsi dall' autorità imperiale trasformando praticamente gli antichi feudi in stati sovrani a seguito della pace diWestfalia.
Il risultato finale di questo processo fu identico: tolti di mezzo gli avversari più pericolosi , i nobili, il sovrano poté eliminare gli altri elementi che limitavano il suo potere, i parlamenti, gli Stati generali e le assemblee similari, riuscendo a concentrare nelle sue mani tutta l'autorità.
L'accentramento venne favorito anche dalle vicende religiose.
Nei paesi protestanti, la necessità di una organizzazione e di una autorità che desse stabilità le nuove correnti religiose, portò ad attribuire al sovrano la supremazia sulle nuove chiese, mentre la pace di Augusta gli attribuiva il diritto di determinare per tutti i sudditi la religione da seguire.
Nei paesi rimasti cattolici l' ingerenza nelle questioni ecclesiastiche sembrava giustificata dalla necessità di combattere l'eresia, errore religioso ma anche pericolo sociale , ed era stimolata dall' esempio dei paesi protestanti, oltre che dalla dialettica intrinseca ad ogni regime assoluto.
Scarso influsso ebbero nella formazione dell' assolutismo le correnti filosofiche. Le dottrine politiche che dettero una base teorica ad esso sono contemporanee o posteriori all' affermarsi del regime assolutista, non anteriore, e semmai ne favorirono lo sviluppo e non la vera e propria genesi.
Politicamente il sovrano si dichiara sciolto (absolutus!) verso l'esterno da ogni altra autorità, Mentre verso l'interno concentra nelle sue mani ogni potere.
In pratica:
In concreto:
In pratica situazioni del genere finiranno per facilitare le più aspre contese fra i diversi pretendenti all' eredità come avverrà all' inizio del '700 fra gli aspiranti alle corone di Spagna, Polonia, Austria.
L' assolutismo poggia su una disuguaglianza fra le diverse classi, o, In altre parole, sul privilegio concesso ad alcuni, negato ad altri.
I nobili godono di privilegi sociali, giuridici, economici.
Accesso esclusivo ad alcune cariche soprattutto nell'esercito, collegi appositi per i figli, esenzione da pubblici incarichi, distinzione speciale nelle vesti, in teatro e in chiesa.
Il lato più appariscente è dato dalla fastosa etichetta di corte, col suo lusso, le sue feste. Le distinzioni onorifiche concesse ai nobili, ridotti ad una funzione puramente decorativa, sono una manovra politica per abbagliare la nobiltà con privilegi e renderla al tempo stesso impotente, tenendola vicina per controllarla meglio, staccandola dalla terra, fonte della sua ricchezza e costringerla a far debiti per fronteggiare le spese della vita di corte.
Il nobile non può contare su altri redditi al di fuori di quelli delle sue campagne.
La mentalità comune ritiene incompatibile con la condizione di nobile non solo ogni lavoro manuale, ma ogni attività commerciale, cioè in pratica ogni attività utile alla società, al di fuori della cura dei propri latifondi e del servizio militare.
I nobili godono del privilegio del fedecommesso, Un particolare istituto giuridico per cui il testatore dispone che l'eredità dopo la morte dell'erede passi ad altre persone da lui determinate.
Dal fedecommesso nasce il fedecommesso di famiglia: il maggiorascato, con cui il testatore dispone che il patrimonio che egli lascia al suo primogenito maschio non possa mai essere diviso e passi intatto di generazione in generazione da un primogenito all'altro.
In tal modo si conservava per sempre in alcune famiglie un patrimonio anche ingente, reso inalienabile e sottratto da speciali privilegi alle rivendicazioni di eventuali creditori.
Diversità di foro: i nobili erano giudicati da un tribunale speciale, dai loro pari.
Vi erano anche diversità di pene: la galera per i villani, la relegazione per i nobili Questo regime di privilegio finisce per mantenere sperequazioni sociali che col tempo diverranno del tutto anacronistiche, grava la monarchia di ingenti spese per la vita di corte, sottraendo al bilancio mezzi per investimenti necessari e finisce per alienarsi il ceto popolare.
In economia si afferma il mercantilismo corrispondente alla prassi dell'epoca in cui si formarono i grandi Stati nazionali (16°-18° sec.): è il sistema di politica economica delle grandi monarchie