La Chiesa nell'età dell'assolutismo, Università

Documento da Università su La Chiesa nell'età dell'assolutismo. Il Pdf esplora il periodo dell'assolutismo, analizzando le sue radici storiche e le conseguenze della Pace di Westfalia, con un focus sulle caratteristiche economiche, sociali, politiche e culturali dell'Antico Regime e il mercantilismo, per la materia Storia.

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15 pagine

La Chiesa nell’età dell’assolutismo
Storia della Chiesa III
Prof. Paolo Cabano
Lezione 1
L’Europa dopo la pace di Westfalia
La pace di Westfalia segna la fine delle lotte derivate da riforma e controriforma, assicurando alcuni
duraturi risultati . Mettendo fine alla guerra dei trent'anni, la pace ottenuta consacrò un certo
equilibrio tra le forze politiche e religiose europee; equilibrio che comportò un Periodo di calma
nelle lotte interconfessionali.
Le forze più attive del cattolicesimo si trovano ad essere libere per nuovi compiti, uno dei quali sarà
l'espansione del Vangelo nei paesi non cristiani.
L’unità religiosa si era infranta con la sopravvivenza e la diffusione del protestantesimo; la diversità
politica era inevitabile, dato il numero di unità politiche autonome che avevano combattuto senza
che nessuna prevalesse.
Fu così che in Europa si produssero condizioni simili a quelle del mondo contemporaneo: una
molteplicità di unità politiche, nessuna delle quali dotata di potenza sufficiente a sconfiggere tutte le
altre.
Le condizioni politico- sociali- economiche dell’Europa continentale nei secoli XVII e XVIII, pur
variando in qualche misura da stato a stato presentano un complesso di caratteri comuni tanto da
poter tracciare un quadro d'insieme dell'epoca definendola senz'altro come l'età dell'assolutismo.
Età moderna” o “Antico regime”?
“Gli storici della società europea impiegano abitualmente la categoria storiografica di “antico
regime” (=ancien régime) per distinguere il modello sociale prevalente in Europa nell’epoca
compresa tra XVI e XVIII secolo. Di fatto, la categoria di “antico regime” equivale per noi a quella
di “età moderna”.
Questo modello sociale presenta elementi di crisi e di conflitto che ne segnano tutta la
storia, ma che si fanno dirompenti solo con il XVIII secolo (rivoluzione industriale,
sviluppo del mercato, crescita dei ceti borghesi; accentuazione della mobilità sociale; crisi
dell’assolutismo; laicizzazione della cultura; illuminismo) culminando con la Rivoluzione
francese (1789-1799).
Paradossalmente la nascita della categoria storiografica di “antico regime” rappresenta l’atto
di morte di quella società. Infatti le due parole assieme vengono impiegate per la prima volta
nel 1789 dai costituenti francesi per definire la società che essi intendevano spazzare via.
Che cosa caratterizza una società di antico regime?
Quattro fattori da tenere presenti:
1) ECONOMICO:
1. Quali sono le basi economiche della società?
Il regime economico è a prevalente base agricola; economia preindustriale;
2. Quali sono i rapporti di proprietà prevalenti?
È prevalente la grande proprietà feudale o ecclesiastica a bassa redditività, con
presenza di manifatture paleo-capitalistiche;
3. Quali sono le forme ed i modi di produzione?
Economia di scambio limitata da vincoli di natura giuridica;
4. Quali sono le dinamiche in atto?
I legami di tipo signorile prevalgono su quelli di tipo economico.
2) SOCIALE:
1. Su cosa si fonda la gerarchia sociale?
La società si riconosce per corpi, non per individui
La società è ordinata in ceti, ordini, corpi (es. clero, nobiltà, terzo stato, ignori, cittadini,
contadini, ecc)
2. Esistono e se esistono quali sono le forme della mobilità sociale?
Ogni corpo/ceto si distingue per i privilegi di cui gode; i privilegi hanno natura
giuridica
Il dominio dei ceti privilegiati è garantito dalle leggi e dalle consuetudini
La mobilità sociale verticale è limitata e regolata da norme precise
3. Quali sono le dinamiche ed i conflitti in atto?

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Anteprima

La Chiesa nell'età dell'assolutismo

L'Europa dopo la pace di Westfalia

La pace di Westfalia segna la fine delle lotte derivate da riforma e controriforma, assicurando alcuni duraturi risultati . Mettendo fine alla guerra dei trent'anni, la pace ottenuta consacrò un certo equilibrio tra le forze politiche e religiose europee; equilibrio che comportò un Periodo di calma nelle lotte interconfessionali.

Le forze più attive del cattolicesimo si trovano ad essere libere per nuovi compiti, uno dei quali sarà l'espansione del Vangelo nei paesi non cristiani.

L'unità religiosa si era infranta con la sopravvivenza e la diffusione del protestantesimo; la diversità politica era inevitabile, dato il numero di unità politiche autonome che avevano combattuto senza che nessuna prevalesse.

Fu così che in Europa si produssero condizioni simili a quelle del mondo contemporaneo: una molteplicità di unità politiche, nessuna delle quali dotata di potenza sufficiente a sconfiggere tutte le altre.

1648 NORVEGIA SVEZIA Stati vassalli SCOZIA Asburgo di Spagna Asburgo d'Austria PAESI INGHILTERRA Sacro Romano Impero (confini) 1 PAESI BASSI VARSAVIA KYEY SPAGNOLI 2 FRANÇA CONTEA POLONIA - LITUANIA 3 BAVIERA 4 SASSONIA 3 5 BRANDEBURGO FRANCIA AUSTRIA BVAA UNGHERIA GEORGIA PORFT. MADRID IMPERO MONT. ANKARA SPAGNA ROMA R. D ROMAN ALCERI IAP. RANTELUCCO CIPRO O IMP. PERSIANO VALACCHIA 50 BOSNIA TREGIES NDA COSTAR - TINGtou KM. DI CRIACA PARIGI MOLDAVIA RUSSO IS. IMPERO Impero Bizantino SVĚT, KARAMANIDELe condizioni politico- sociali- economiche dell'Europa continentale nei secoli XVII e XVIII, pur variando in qualche misura da stato a stato presentano un complesso di caratteri comuni tanto da poter tracciare un quadro d'insieme dell'epoca definendola senz'altro come l'età dell'assolutismo.

Età moderna" o "Antico regime"?

"Gli storici della società europea impiegano abitualmente la categoria storiografica di "antico regime" (=ancien régime) per distinguere il modello sociale prevalente in Europa nell'epoca compresa tra XVI e XVIII secolo. Di fatto, la categoria di "antico regime" equivale per noi a quella di "età moderna".

  • Questo modello sociale presenta elementi di crisi e di conflitto che ne segnano tutta la storia, ma che si fanno dirompenti solo con il XVIII secolo (rivoluzione industriale, sviluppo del mercato, crescita dei ceti borghesi; accentuazione della mobilità sociale; crisi dell'assolutismo; laicizzazione della cultura; illuminismo) culminando con la Rivoluzione francese (1789-1799).
  • Paradossalmente la nascita della categoria storiografica di "antico regime" rappresenta l'atto di morte di quella società. Infatti le due parole assieme vengono impiegate per la prima volta nel 1789 dai costituenti francesi per definire la società che essi intendevano spazzare via.

Che cosa caratterizza una società di antico regime?

Quattro fattori da tenere presenti:

1) ECONOMICO:

  1. Quali sono le basi economiche della società? Il regime economico è a prevalente base agricola; economia preindustriale;
  2. Quali sono i rapporti di proprietà prevalenti? È prevalente la grande proprietà feudale o ecclesiastica a bassa redditività, con presenza di manifatture paleo-capitalistiche;
  3. Quali sono le forme ed i modi di produzione? Economia di scambio limitata da vincoli di natura giuridica;
  4. Quali sono le dinamiche in atto? I legami di tipo signorile prevalgono su quelli di tipo economico.

2) SOCIALE:

  1. Su cosa si fonda la gerarchia sociale? La società si riconosce per corpi, non per individui La società è ordinata in ceti, ordini, corpi (es. clero, nobiltà, terzo stato, ignori, cittadini, contadini, ecc)
  2. Esistono e se esistono quali sono le forme della mobilità sociale? Ogni corpo/ceto si distingue per i privilegi di cui gode; i privilegi hanno natura giuridica Il dominio dei ceti privilegiati è garantito dalle leggi e dalle consuetudini La mobilità sociale verticale è limitata e regolata da norme precise
  3. Quali sono le dinamiche ed i conflitti in atto?Sono presenti conflitti tra ceti e conflitti sociali

3) POLITICO:

  1. Quali sono i modelli prevalenti del potere politico? Il modello prevalente è l'assolutismo monarchico (es. Francia, Spagna).
  2. Quali le forme di governo? Esistono o sopravvivono governi repubblicani a carattere oligarchico (es. Venezia, Genova, Ginevra); fa eccezione la monarchia parlamentare inglese.
  3. Quali i fondamenti teorici e giuridici del potere ? Le forme della rappresentanza sono riservate ai ceti (es. Stati Generali, Cortes, Diete); il potere si fonda sul diritto divino o sul diritto naturale

4) CULTURALE:

  1. Quali sono i modelli culturali prevalenti? Cultura è prima di tutto rispetto della tradizione (a livello religioso, filosofico, politico, scientifico, ecc.);
  2. Quali sono i luoghi e le forme di elaborazione della cultura? Gli Antichi dominano sui Moderni; la cultura è elaborata e fruita dalle élites;
  3. Quali sono le figure intellettuali di riferimento? Gli intellettuali dipendono dal potere politico o ecclesiastico (sono cortigiani o chierici);
  4. Qual è il livello di diffusione dei saperi? La cultura e le arti non hanno un mercato; la cultura scritta è patrimonio di pochissimi uomini.

Assolutismo: le cause

L'assolutismo è il punto di arrivo di un lungo processo che si era iniziato nel medioevo, In cui confluirono vari fattori, soprattutto la lotta intrapresa dalla monarchia contro la nobiltà e la rottura della distinzione medievale tra il potere civile e quello religioso.

Specialmente in Francia, il processo storico venne ad assumere una singolare chiarezza: i re lottarono per secoli , dal '300 in poi, e usano tutti i mezzi, dalla violenza all'astuzia, per abbattere la potenza dei feudatari per recuperare il potere passato nelle loro mani.

In questa lotta vari fattori finirono per assicurare la vittoria della monarchia: la forte personalità di ministri e sovrani, la stanchezza dopo le drammatiche vicende delle guerre politico- religiose del 500 , l'appoggio interessato della borghesia, che vedeva nel rafforzamento della monarchia una garanzia di pace e sicurezza nel commercio, un freno agli arbitri dei nobili, un possibile campo di investimento di capitali.

In Spagna e Inghilterra furono decisive per le fortune della dinastia le ricchezze accumulate con le scoperte, e i fortissimi dissensi interni della nobiltà.

In Germania si ebbe invece il processo opposto, EI principi riuscirono a svincolarsi dall' autorità imperiale trasformando praticamente gli antichi feudi in stati sovrani a seguito della pace diWestfalia.

Il risultato finale di questo processo fu identico: tolti di mezzo gli avversari più pericolosi , i nobili, il sovrano poté eliminare gli altri elementi che limitavano il suo potere, i parlamenti, gli Stati generali e le assemblee similari, riuscendo a concentrare nelle sue mani tutta l'autorità.

L'accentramento venne favorito anche dalle vicende religiose.

Nei paesi protestanti, la necessità di una organizzazione e di una autorità che desse stabilità le nuove correnti religiose, portò ad attribuire al sovrano la supremazia sulle nuove chiese, mentre la pace di Augusta gli attribuiva il diritto di determinare per tutti i sudditi la religione da seguire.

Nei paesi rimasti cattolici l' ingerenza nelle questioni ecclesiastiche sembrava giustificata dalla necessità di combattere l'eresia, errore religioso ma anche pericolo sociale , ed era stimolata dall' esempio dei paesi protestanti, oltre che dalla dialettica intrinseca ad ogni regime assoluto.

Scarso influsso ebbero nella formazione dell' assolutismo le correnti filosofiche. Le dottrine politiche che dettero una base teorica ad esso sono contemporanee o posteriori all' affermarsi del regime assolutista, non anteriore, e semmai ne favorirono lo sviluppo e non la vera e propria genesi.

Assolutismo politico

Politicamente il sovrano si dichiara sciolto (absolutus!) verso l'esterno da ogni altra autorità, Mentre verso l'interno concentra nelle sue mani ogni potere.

In pratica:

  • Verso l'esterno non riconosce più l'autorità imperiale né ammette in alcun modo nel Papa il diritto di sanzionare la legittimità della sua autorità.
  • Verso l'interno l' assolutismo si caratterizza per l'accentramento dei poteri e per un progresso nell' uniformità amministrativa anche se ancora incompleta.

In concreto:

  • Nelle mani del re si raccolgono tutti i poteri politici in modo esclusivo, totale , indivisibile, irrevocabile, tanto che il principe non è soggetto alla legge .
  • Il sistema fiscale è nelle mani del sovrano, che con un semplice editto può stabilire altre imposte senza chiedere il consenso di nessuno.
  • I sudditi sono esclusi da ogni partecipazione e da ogni controllo nella vita politica e messi nella impossibilità di esprimere qualsiasi critica virgola non hanno neppure una qualsiasi garanzia che i loro diritti essenziali non siano lesi.
  • Per essere messi in carcere è sufficiente che il sovrano sottoscriva uno dei formulari già pronti che ordinano l'arresto con questa semplice motivazione: «perché tale è il mio piacere».
  • Il sovrano può intromettersi nell'amministrazione arrestando ad esempio il corso regolare di una pratica, di una istanza volta arivendicare un diritto qualsiasi la stessa amministrazione è regolata su indicazioni di servizio e non su precetti giuridici.
  • Le autonomie locali sono soppresse o limitate mentre gli organi periferici sono controllati da intendenti provenienti dalla borghesia che, pur avendo poteri vasti sull'amministrazione locale, restano puri strumenti nelle mani del re, non diversamente del resto dai ministri che sono puri esecutori di direttive sovrane e non collaboratori del re.
  • L'esercito, prima dipendente dai feudatari o da singoli capitani autorizzati a reclutare truppe è ora al servizio immediato del re ed è dotato di una identica uniforme,regolarmente arruolato e stipendiato.
  • Il regno,anche per l'assenza di una chiara distinzione fra diritto privato e diritto pubblico, è considerato proprietà privata del sovrano, che egli, morendo senza diretti eredi , almeno in teoria, può lasciare ad un successore scelto a piacere.

In pratica situazioni del genere finiranno per facilitare le più aspre contese fra i diversi pretendenti all' eredità come avverrà all' inizio del '700 fra gli aspiranti alle corone di Spagna, Polonia, Austria.

Assolutismo: la società

L' assolutismo poggia su una disuguaglianza fra le diverse classi, o, In altre parole, sul privilegio concesso ad alcuni, negato ad altri.

I nobili godono di privilegi sociali, giuridici, economici.

Privilegi sociali:

Accesso esclusivo ad alcune cariche soprattutto nell'esercito, collegi appositi per i figli, esenzione da pubblici incarichi, distinzione speciale nelle vesti, in teatro e in chiesa.

Il lato più appariscente è dato dalla fastosa etichetta di corte, col suo lusso, le sue feste. Le distinzioni onorifiche concesse ai nobili, ridotti ad una funzione puramente decorativa, sono una manovra politica per abbagliare la nobiltà con privilegi e renderla al tempo stesso impotente, tenendola vicina per controllarla meglio, staccandola dalla terra, fonte della sua ricchezza e costringerla a far debiti per fronteggiare le spese della vita di corte.

Il nobile non può contare su altri redditi al di fuori di quelli delle sue campagne.

La mentalità comune ritiene incompatibile con la condizione di nobile non solo ogni lavoro manuale, ma ogni attività commerciale, cioè in pratica ogni attività utile alla società, al di fuori della cura dei propri latifondi e del servizio militare.

Privilegi giuridici:

I nobili godono del privilegio del fedecommesso, Un particolare istituto giuridico per cui il testatore dispone che l'eredità dopo la morte dell'erede passi ad altre persone da lui determinate.

Dal fedecommesso nasce il fedecommesso di famiglia: il maggiorascato, con cui il testatore dispone che il patrimonio che egli lascia al suo primogenito maschio non possa mai essere diviso e passi intatto di generazione in generazione da un primogenito all'altro.

In tal modo si conservava per sempre in alcune famiglie un patrimonio anche ingente, reso inalienabile e sottratto da speciali privilegi alle rivendicazioni di eventuali creditori.

Diversità di foro: i nobili erano giudicati da un tribunale speciale, dai loro pari.

Vi erano anche diversità di pene: la galera per i villani, la relegazione per i nobili Questo regime di privilegio finisce per mantenere sperequazioni sociali che col tempo diverranno del tutto anacronistiche, grava la monarchia di ingenti spese per la vita di corte, sottraendo al bilancio mezzi per investimenti necessari e finisce per alienarsi il ceto popolare.

L'economia: il mercantilismo

In economia si afferma il mercantilismo corrispondente alla prassi dell'epoca in cui si formarono i grandi Stati nazionali (16°-18° sec.): è il sistema di politica economica delle grandi monarchie

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