Documento di Università sulla fisica delle radiazioni ionizzanti. Il Pdf esplora concetti come l'atomo, gli isotopi, il decadimento radioattivo e la dosimetria, con un focus sui rischi professionali e le procedure di sorveglianza medica in Fisica.
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PROF. Di Giampaolo DATA 06/05/2024
Alcune professioni mediche espongono ai rischi fisici da radiazioni ionizzanti (RI): radiologia, ortopedia, emodinamica, chirurgia vascolare, chirurgia generale, anestesia. Le radiazioni ionizzanti rappresentano uno dei quattro agenti fisici (radiazioni, rumori, vibrazioni e temperature) e dispongono di un'energia tale da ionizzare la materia con cui entrano in contatto.
450-2200 MHz Corrente diretta Onde radio 100 MHZ-300GHz Frequenza Frequenza molto bassa Luce visibile estremamente (Very bassa low frequency VLF) Microonde 300 MHZ-300GHz Radiazione ultravioletta Raggi X Raggi gamma (Extremely low frequency ELF) Radiazione infrarossa Radiazione ionizzante
L'energia trasportata dalle radiazioni viene misurata in elettronvolt(eV). Le radiazioni differiscono per frequenza e lunghezza d'onda e si presentano come onde elettromagnetiche o radiazioni corpuscolate. L'atomo è la parte più piccola della materia, presenta un nucleo al centro di un numero variabile di orbite. Il numero atomico (Z) indica il numero di protoni contenuti in un atomo. In un atomo neutro il numero atomico indica anche il numero di elettroni. Il numero di massa (A) esprime il numero totale di protoni e neutroni. Il numero atomico ed il numero di massa dell'atomo sono utili nella definizione degli isotopi, ossia particelle con stesso numero atomico ma diverso numero di massa. Gli elementi presenti in natura sono, di solito, un misto di vari isotopi. Esempi di isotopi dell'idrogeno sono il prozio, il deuterio e il trizio. Gli isotopi possono o meno emettere radiazioni. I primi sono definiti radioisotopi e la loro caratteristica emissione dipende da un decadimento radioattivo. Il nucleo di un atomo, quindi, decade in una situazione successiva irreversibile.
Nell'ambito del decadimento si classificano:
La radioattività si misura attraverso il numero di disintegrazioni nucleari al secondo, oggi l'unita internazionale di misura considerata è il Becquerel (Bq), in passato il Curie (Ci).
1 Radiazione non-ionizzanteIn medicina il carattere emissivo dei radioisotopi promuove gli stessi come tracciati in indagini diagnostiche.
Le sorgenti radioisotopiche possono essere:
Il radon, nel terreno, rappresenta un'importante fonte d'esposizione a materiale radioattivo per operai del settore edilizio o comuni individui che trascorrono gran parte della loro permanenza domestica in piani seminterrati. Il radon può anche risalire nelle abitazioni dagli scarichi fognari rendendo necessaria un'adeguata aerazione degli ambienti chiusi.
Le radiazioni perdono di intensità attraverso la materia e questo avvenimento viene indicato come LET (trasferimento lineare di energia o potere frenante). La dose assorbita per unità di massa(J/Kg) varia in base al tessuto; infatti, considerando un'analoga dose di differenti radiazioni, gli effetti biologici che ne derivano saranno differenti. Con dose equivalente si identifica la dose media assorbita in organi o tessuti, pesata in funzione del fattore peso di radiazione (SV). La dose efficace rappresenta la dose equivalente media pesata per fattore di ponderazione del singolo tessuto (SV). In radiologia si utilizzano radiazioni nell'ordine dei mSV (milli Sievert).
Dosimetri passivi X, gamma e beta emulsione fotografica termoluminescenza (riusabili, non mantengono lettura) Figura 10. Dosimetri persongi a termoluminescenza
Per valutare la dose di radiazioni assorbita da un lavoratore si procede con la dosimetria ambientale e personale. La prima misura:
(n.d.r. il prof ritiene queste informazioni altamente dettagliate e non necessarie ai fini dell'esame) La dosimetria personale consiste nella misurazione delle radiazioni assorbite dallo specifico lavoratore attraverso dosimetri passivi, emulsione fotografica e termoluminescenza. 2I dosimetri vengono agganciati sul camice dei medici o indossati sul polso, soprattutto nei lavoratori esposti continuamente a fasci radiogeni nella regione delle mani (radiologi interventisti, emodinamisti, medici nucleari) o ancora possono essere installati sugli occhiali da lavoro per misurare la quantità di radiazioni a cui è esposto l'occhio ed in particolare il cristallino.
Nelle lezioni precedenti è stato affrontato il decreto legislativo del 2008 per la tutela dei lavoratori dai rischi generici (radiazioni non ionizzanti, rischio biologico, rischio chimico). La tutela dei lavoratori dai rischi associati all'esposizione verso radiazioni ionizzanti viene oggi garantita dal decreto legislativo del 2020 ,in precedenza dalla normativa 230 del '95.
Il DLgs 101 del 2020 nei suoi vari articoli stabilisce la sorveglianza sanitaria, la periodicità delle visite di controllo, l'allontanamento dal lavoro di alcuni soggetti radioesposti e l'elenco dei medici autorizzati. L'articolo 146 di tale decreto tratta il limite di dose da utilizzare in una determinata procedura sanitaria che prevede l'utilizzo di radiazioni ionizzanti.
DLgs 101/2020
La sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti a radiazioni ionizzanti non può essere svolta dal medico competente (specialista in medicina del lavoro) ma dal medico autorizzato ossia un medico di medicina del lavoro specializzato nel settore dei rischi fisici da radiazioni ionizzanti attraverso il conseguimento di un master ed il superamento di un esame presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali a Roma. Si definisce lavoratore qualsiasi individuo che indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione. Secondo tale definizione, in ambito medico, chiunque sia esposto a radiazioni è sottoposto alle misure di tutale di tale decreto: medico strutturato, medico specializzando, dottorando, tesista, borsista, tirocinante.
Il meccanismo alla base della tutela dei lavoratori radio-esposti prende il nome di Radioprotezione e si basa su tre principi: giustificazione, ottimizzazione e limitazione:
La cartella sanitaria dei lavoratori esposti a radiazioni ionizzanti prende il nome di DOSP e differisce dalle cartelle degli altri operatori sanitari che esplicano la propria attività in reparti non esposti a RI. 3
I valori limite di esposizione verso le radiazioni ionizzanti consentono di evitare gli effetti deterministici, piuttosto acuti come ad esempio l'ustione, l'anemia o la linfocitosi da radiazioni e accettare gli effetti stocastici che manifestano un lungo periodo di latenza. Considerando il rischio "zero" inesistente, il rischio accettabile di esposizione a radiazioni ionizzanti per ragioni diagnostiche è stimato ad 1 decesso/1000 lavoratori/anno o 1 decesso/10. 000 individui/anno. Alla luce di questi dati si comprende come tali limiti siano accettabili ma non sicuri!
Essa rappresenta la dose equivalente media, pesata in funzione di organi e tessuti irradiati. È l'unico valore che fornisce la valutazione del rischio per specifica esposizione del lavoratore. Essa dipende dalla dose fisica, dalla dose efficace a produrre un danno da ionizzazione, dalla probabilità di un evento dannoso e dalla gravità dell'evento!
In tabella si riporta la dose efficace di esposizione totale o dei singoli tessuti per gli operatori sanitari o per la popolazione generale.
| Grandezza | Limiti per lavoratori | Limiti per popolazione |
|---|---|---|
| Dose efficace | 20 mSv/anno | 1 mSv/anno |
| D.E. cristallino | 20 mSv/anno | 15mSv/anno |
| D.E. pelle | 500 m5v/anno | 50 mSv/anno |
| D.E. estremità | 500 mSv/anno | 50 mSv/anno |
Riguardo il cristallino la dose efficace di esposizione per i lavoratori, in passato 150 mSV/anno, è stata oggi abbassata a 20 mSV/anno sulla base dell'evidenza del rischio di cataratta.
Chi viene sottoposto a sorveglianza sanitaria? Vi sono varie categorie di individui esposti a sorveglianza da radioprotezione. Tra queste distinguiamo:
➢ non esposti: individui non suscettibili di superare uno dei limiti fissati per la popolazione; ➢ esposti: soggetti suscettibili di superare in un anno solare uno o più dei valori limite; ➢ Lavoratori di categoria A: individui suscettibili di un'esposizione superiore, in un anno solare, ad uno dei seguenti valori:
➢ Lavoratori di categoria B: coloro che non rientrano nell'ambito della categoria A. Generalmente i lavoratori di categoria A presentano un'esposizione annua tra 6 e 20 mSV a differenza dei lavoratori di categoria B che presentano un'esposizione annua tra 1 e 6 mSV. Per la popolazione generale consideriamo un'esposizione inferiore ad 1 mSV/anno.
In radioprotezione si considera il comportamento delle radiazioni ionizzanti attraverso l'ipotesi lineare senza soglia secondo la quale esiste una proporzionalità lineare tra gli effetti osservati a dosi medio-alte e gli effetti ipotizzati a dosi basse. 4