Conoscenze e abilità da conseguire
- Conoscenza delle basi teorico-metodologiche dei
principali temi della pedagogia speciale: assunti teorici e
ambiti di interesse e di indagine.
- Conoscenza delle problematiche pedagogiche e
didattiche che caratterizzano la gestione della classe dal
punto di vista del docente e dei bisogni degli allievi.
- Conoscenza di metodi e tecniche finalizzati alla creazione
di un clima positivo attraverso la gestione delle relazioni,
delle regole e della disciplina.
- Acquisizione di metodi, strategie e attività della
differenziazione didattica per un'inclusione efficace.
Programma/contenuti
- Il valore dell'esperienza educativa scolastica,
- La presenza della persona con disabilità
- La gestione della classe (modelli teorici di riferimento e
applicazioni metodologiche),
- Il ruolo dell'insegnante nella gestione della classe
(impostazione didattica e importanza del setting)
- La gestione della classe per l'inclusione
- Bisogni educativi speciali e gestione della classe: la
differenziazione didattica.
Testi/bibliografia
- D'Alonzo L., (2020). La gestione della classe
per l'inclusione. Scholè.
- D'Alonzo L., (2017). La differenziazione
didattica per l'inclusione. Metodi, strategie,
attività, Erickson, Trento.
- Slides e appunti
pedagogia
Luigi d'Alonzo
La gestione della
classe per l'inclusione
Scholé
Luigi d'Alonzo
La differenziazione
didattica per
l'inclusione
Metodi, strategie, attività
GUIDE
Erickson
LA PEDAGOGIA
SPECIALE
Qual è il target di riferimento?
- Il focus è sulla centralità della relazione, per un
superamento dell'approccio "terapeutico-riabilitativo" che
contraddistingue, anzi ha contraddistinto, il rapporto tra
operatore/docente e soggetto in difficoltà.
Nel tempo
- L'interesse per i diversi era soprattutto di medici e psicologi.
- Il linguaggio insisteva sui deficit o sulle menomazioni dei soggetti da
educare:
- Le categorie di distinzione fra i soggetti con disabilità erano fondate
sui risultati ottenuti mediante i test Q.I. (Quoziente d'Intelligenza, ossia
il rapporto fra età mentale ed età cronologica).
- Rigidità e non modificabilità condizionavano l'approccio.
- All'educazione erano lasciati spazi residui.
- Dalla metà degli anni Venti con la riforma Gentile
(R.D.3dicembre 1923,n.3126) per la prima volta si estende l'obbligo
scolastico ai ciechi e ai sordomuti «che non presentino altra anormalità».
- I soggetti con comportamenti «anormali» continuavano ad essere
esclusi.
Nel tempo ...
Nel testo della Costituzione del '48 (art. 38) si riconosce come soggetto
giuridicamente titolare di diritti (tra cui il diritto all'educazione) anche l'inabile e il
minorato.
Handicap viene da Hand In Cap (Mano Nel Cappello) che definiva attraverso il
sorteggio (da cui la mano nel cappello in cui venivano messe diverse misure), con cui
si stabiliva il numero di metri con cui sarebbe dovuto partire di svantaggio, rispetto
agli altri, il cavallo ultra favorito,
Handicap e' la misura di uno svantaggio che si assegna ad un favorito .....
Niente a che vedere con il significato che gli e' stato dato nel tempo.
Il concetto di Handicap entra nelle circolari e nelle ordinanze negli anni Settanta,
fino ad essere normato giuridicamente con la legge del 5 febbraio 1992, n. 104, (art.
3 comma I): "È persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica,
psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di
apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa tale da determinare un
processo di svantaggio o di emarginazione".
ATTENZIONE AI TERMINI
- i termini invalido, inabile, disabile, non-autosufficiente
che isolano in modo netto la persona dal suo ambiente e
pongono l'enfasi del problema sulla patologia/deficit della
persona stessa.
- espressioni del tipo "disabile fisico", "disabile
psichico", "disabile sensoriale" creano un cortocircuito
diretto tra menomazione e disabilità, tra malattia e
disabilità, come se "le opportunità" della persona siano
tutte comprese nella "etichetta" diagnostica o nella lista
di menomazioni.
Cambiamenti terminologici
X
PERSONA
CON
DISABILITA
L
Pedagogia Speciale e Pedagogia
Generale
comune ai due saperi sono i concetti di
EDUCABILITA' e APPRENDIBILITA'
intese come apertura alla possibilità di orientarsi verso una
propria meta, indipendentemente dalle condizioni personali ed
esistenziali, all'interno della comunità
la mission comune è favorire la
realizzazione del progetto umano
personale, nel contesto comunitario
Pedagogia Speciale
- si colloca all'interno della Pedagogia Generale,
divenendone il nucleo più sensibile e attento, orientato
alla ricerca nell'ambito della diversità
- è disciplina di confine nell'ambito della Pedagogia
Generale, in quanto
ricerca e osserva i problemi connessi alle diversità
personali e sociali, e progetta i migliori interventi possibili,
anche in relazione con altre discipline (neuropsichiatria,
medicina, psicologia, ecc.)
Pedagogia Speciale
- ha per oggetto le teorie, i metodi e le prassi relativi
all'educazione di tutti coloro che, in età evolutiva e oltre,
necessitano di strategie e tecniche educative particolari
per sviluppare pienamente le proprie potenzialità
- In Italia si sviluppa come disciplina autonoma e di
studio universitario a partire dal 1964
Pedagogia Speciale
forma arricchita di educazione generale, che tende a
migliorare la vita delle persone con disabilità o in
situazione di grave disagio
arricchita perché:
fa appello a metodi pedagogici moderni e a materiale tecnico per
porre rimedio a certi tipi di deficienze.
In mancanza di un intervento di questo genere, molti soggetti
rischiano
di restare,
in
qualche misura, disadattati e
handicappati sul piano sociale e di non pervenire mai al pieno
sviluppo delle loro capacità.
UNESCO 1968
Pedagogia speciale
- Scienza preposta allo studio delle modalità più idonee a
vincere le resistenze alla riduzione di asimmetria tra
l'essere e il poter-dover essere delle singole personalità
in situazione di disagio, sia esso derivante da un deficit
fisico, sensoriale o psichico, sia da deprivazione
socio-culturale (Larocca, 1999)
Chi si occupa dal punto di vista educativo di disabilità
soggiace a due tipi di tentazioni tra loro opposte (Larocca,
2001):
- la tentazione dell'onnipotenza, quasi che il deficit non
costituisca in ogni caso un limite proprio alla realtà ...
Costoro si accaniscono contro il deficit per debellarlo in
ogni modo, non accettandolo. L'illusione offerta da
alcuni casi di riuscito intervento educativo li predispone
ad impegni talora titanici, cui seguono immancabili
delusioni;
- la tentazione depressiva sorprende invece coloro che
faticano a vedere il deficit come indicatore di ulteriori
possibilità e potenzialità latenti.
I fini della pedagogia speciale
- Lo scopo fondamentale della pedagogia e della
pedagogia speciale è quello di elaborare teorie e
predisporre, mettere a punto strumenti per educare
l'uomo, ogni uomo, normodotato o in situazione di
handicap, disagio, malattia, marginalità in modo che egli
possa sviluppare pienamente se stesso e possa
partecipare in modo attivo consapevole e responsabile
alla vita della propria comunità.
Ambiti di ricerca
- Molti campi o ambiti di ricerca
- Ospedalizzazione
- Marginalità (povertà, tossicodipendenza, devianza, ecc.)
- Detenzione
- Disabilità
. ...
«Anche il disadattamento ambientale - inteso come sviluppo di
una difficile situazione familiare e sociale - le violenze urbane e
lo sfruttamento minorile, il nomadismo, la criminalità giovanile, il
ricovero in ospedale, la reclusione in carcere, l'immigrazione
possono portare la persona in crescita a sviluppare in modo
insufficiente i mezzi intellettivo-attitudinali, e perciò a incontrare
ostacoli nell'apprendimento» (Pertica, 1997)
Pedagogia speciale e BES
Pedagogia
bisogni educativi
Pedagogia speciale
bisogni educativi speciali
Ogni persona presenta dei bisogni educativi, ma nel caso di
persone in situazione di disabilità, disagio, disadattamento la
soddisfazione di questi bisogni può incontrare delle difficoltà più
o meno ampie.
I bisogni educativi (identità, autonomia, competenza, ecc.) si
arricchiscono di qualcosa di "speciale" ...
Compito della pedagogia speciale è individuare gli ostacoli
(interni ed esterni) e trovare soluzioni
L'autonomia della pedagogia speciale si fonda:
- sulla specificità del suo statuto epistemologico;
- sulla possibilità di costruire interconnessioni con le altre
scienze e con i molteplici settori operativi, per rafforzare il
proprio ruolo e non per essere collocata in logiche di
dipendenza o di subordinazione
DALL'OGGETTO AL SOGGETTO
" La mia mamma quando cominciai
a crescere mi lasciò uscire a
giocare finché si accorse che mi
prendevano in giro.
Un giorno un bambino mi colpì
sulla schiena con un bastone.
Dopo quella storia la mamma mi
ordinò di non giocare più con i
maschi.
La mamma pensava che per me
fosse meglio andare alla scuola
pubblica, ma dopo un po'
andarono a dirle che non potevo
stare con gli altri.
L'anno dopo mi misero in un altro
tipo di scuola ... un posto davvero
strano. Era come se
W. Groom, Forrest Gump, Sonzogno,
Milano, 1994
.
Quando si trattava di fare delle
scelte i miei genitori non
decidevamo mai per me. Questo
io lo chiamo rispetto, rispetto
assoluto, per la mia personalità!
Fin dall'inizio la mamma ha
cercato di stimolare in me
indipendenza: ero io l'unico
responsabile delle mie azioni.
È importante che i genitori, tutti i
genitori, non prendano il posto
dei figli affinché questi possano
maturare responsabilmente.
Finita la scuola dell'obbligo ho
deciso di proseguire gli studi al
liceo scientifico
. .
.
C. Imprudente, Vita!, Thema, Bologna,
1990
VERSO LA SOGGETTIVITÀ
- Ho voglia di realizzarmi concretamente ... ho voglia di battermi per riuscirci ...
- Fare l'amore, vivere sola, lavorare, fare delle passeggiate, andare in vacanza
con gli amici e senza il traino della famiglia, ecco per che cosa mi devo battere.
- La macchina ha fatto parte per molto tempo di questo grande sogno. A
diciott'anni posso guidare. La mia chinesi-terapista, che non detesto malgrado il
suo atteggiamento caritatevole - lei almeno mi considera come una donna - mi
indica delle autoscuole
- Il sogno tanto atteso è arrivato. Sto per diventare indipendente. Quando mia
madre mi viene a prendere le dico tutta contenta: "Imparerò a guidare. Ho gli
indirizzi!".
Rifiuto categorico della famiglia ... Non è una questione finanziaria: mia madre
ha una "Due cavalli" che si potrebbe adattare facilmente e le mie lezioni non
sarebbero più care di quelle di mia sorella. Ma ecco, il bambino di diciotto anni
rischia di diventare un po' indipendente ed è una cosa impensabile.
I genitori che non rifiutano i loro figli handicappati subiscono anche loro
l'esclusione e la loro affettività diventa una vera prigione. Bebe siamo, bebè
dobbiamo rimanere
E. Auerbacher, Babette, Handicappata cattiva, Dehoniane, Bologna, 1991