Pedagogia Speciale e Gestione Integrata del Gruppo Classe

Slide di Università sulla Pedagogia Speciale della Gestione Integrata del Gruppo Classe. Il Pdf, utile per lo studio della Psicologia, delinea le conoscenze e abilità necessarie, affrontando problematiche pedagogiche e didattiche e i cambiamenti terminologici legati alla disabilità.

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58 Pages

PEDAGOGIA SPECIALE
DELLA GESTIONE
INTEGRATA DEL
GRUPPO CLASSE
30 ore
4 CFU
Conoscenze e abilità da conseguire
Conoscenza delle basi teorico-metodologiche dei
principali temi della pedagogia speciale: assunti teorici e
ambiti di interesse e di indagine.
Conoscenza delle problematiche pedagogiche e
didattiche che caratterizzano la gestione della classe dal
punto di vista del docente e dei bisogni degli allievi.
Conoscenza di metodi e tecniche finalizzati alla creazione
di un clima positivo attraverso la gestione delle relazioni,
delle regole e della disciplina.
Acquisizione di metodi, strategie e attività della
differenziazione didattica per un’inclusione efficace.

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Conoscenze e abilità da conseguire

  • Conoscenza delle basi teorico-metodologiche dei principali temi della pedagogia speciale: assunti teorici e ambiti di interesse e di indagine.
  • Conoscenza delle problematiche pedagogiche e didattiche che caratterizzano la gestione della classe dal punto di vista del docente e dei bisogni degli allievi.
  • Conoscenza di metodi e tecniche finalizzati alla creazione di un clima positivo attraverso la gestione delle relazioni, delle regole e della disciplina.
  • Acquisizione di metodi, strategie e attività della differenziazione didattica per un'inclusione efficace.

Programma/contenuti

  • Il valore dell'esperienza educativa scolastica,
  • La presenza della persona con disabilità
  • La gestione della classe (modelli teorici di riferimento e applicazioni metodologiche),
  • Il ruolo dell'insegnante nella gestione della classe (impostazione didattica e importanza del setting)
  • La gestione della classe per l'inclusione
  • Bisogni educativi speciali e gestione della classe: la differenziazione didattica.

Testi/bibliografia

  • D'Alonzo L., (2020). La gestione della classe per l'inclusione. Scholè.
  • D'Alonzo L., (2017). La differenziazione didattica per l'inclusione. Metodi, strategie, attività, Erickson, Trento.
  • Slides e appunti

pedagogia Luigi d'Alonzo La gestione della classe per l'inclusione Scholé Luigi d'Alonzo La differenziazione didattica per l'inclusione Metodi, strategie, attività GUIDE Erickson

LA PEDAGOGIA SPECIALE

Qual è il target di riferimento?

  • Il focus è sulla centralità della relazione, per un superamento dell'approccio "terapeutico-riabilitativo" che contraddistingue, anzi ha contraddistinto, il rapporto tra operatore/docente e soggetto in difficoltà.

Nel tempo

  • L'interesse per i diversi era soprattutto di medici e psicologi.
  • Il linguaggio insisteva sui deficit o sulle menomazioni dei soggetti da educare:
  • Le categorie di distinzione fra i soggetti con disabilità erano fondate sui risultati ottenuti mediante i test Q.I. (Quoziente d'Intelligenza, ossia il rapporto fra età mentale ed età cronologica).
  • Rigidità e non modificabilità condizionavano l'approccio.
  • All'educazione erano lasciati spazi residui.
  • Dalla metà degli anni Venti con la riforma Gentile (R.D.3dicembre 1923,n.3126) per la prima volta si estende l'obbligo scolastico ai ciechi e ai sordomuti «che non presentino altra anormalità».
  • I soggetti con comportamenti «anormali» continuavano ad essere esclusi.

Nel tempo ...

Nel testo della Costituzione del '48 (art. 38) si riconosce come soggetto giuridicamente titolare di diritti (tra cui il diritto all'educazione) anche l'inabile e il minorato. Handicap viene da Hand In Cap (Mano Nel Cappello) che definiva attraverso il sorteggio (da cui la mano nel cappello in cui venivano messe diverse misure), con cui si stabiliva il numero di metri con cui sarebbe dovuto partire di svantaggio, rispetto agli altri, il cavallo ultra favorito, Handicap e' la misura di uno svantaggio che si assegna ad un favorito ..... Niente a che vedere con il significato che gli e' stato dato nel tempo. Il concetto di Handicap entra nelle circolari e nelle ordinanze negli anni Settanta, fino ad essere normato giuridicamente con la legge del 5 febbraio 1992, n. 104, (art. 3 comma I): "È persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa tale da determinare un processo di svantaggio o di emarginazione".

ATTENZIONE AI TERMINI

  • i termini invalido, inabile, disabile, non-autosufficiente che isolano in modo netto la persona dal suo ambiente e pongono l'enfasi del problema sulla patologia/deficit della persona stessa.
  • espressioni del tipo "disabile fisico", "disabile psichico", "disabile sensoriale" creano un cortocircuito diretto tra menomazione e disabilità, tra malattia e disabilità, come se "le opportunità" della persona siano tutte comprese nella "etichetta" diagnostica o nella lista di menomazioni.

Cambiamenti terminologici

X PERSONA CON DISABILITA L

Pedagogia Speciale e Pedagogia Generale

comune ai due saperi sono i concetti di EDUCABILITA' e APPRENDIBILITA' intese come apertura alla possibilità di orientarsi verso una propria meta, indipendentemente dalle condizioni personali ed esistenziali, all'interno della comunità la mission comune è favorire la realizzazione del progetto umano personale, nel contesto comunitario

Pedagogia Speciale

  • si colloca all'interno della Pedagogia Generale, divenendone il nucleo più sensibile e attento, orientato alla ricerca nell'ambito della diversità
  • è disciplina di confine nell'ambito della Pedagogia Generale, in quanto ricerca e osserva i problemi connessi alle diversità personali e sociali, e progetta i migliori interventi possibili, anche in relazione con altre discipline (neuropsichiatria, medicina, psicologia, ecc.)

Pedagogia Speciale

  • ha per oggetto le teorie, i metodi e le prassi relativi all'educazione di tutti coloro che, in età evolutiva e oltre, necessitano di strategie e tecniche educative particolari per sviluppare pienamente le proprie potenzialità
  • In Italia si sviluppa come disciplina autonoma e di studio universitario a partire dal 1964

Pedagogia Speciale

forma arricchita di educazione generale, che tende a migliorare la vita delle persone con disabilità o in situazione di grave disagio arricchita perché: fa appello a metodi pedagogici moderni e a materiale tecnico per porre rimedio a certi tipi di deficienze. In mancanza di un intervento di questo genere, molti soggetti rischiano di restare, in qualche misura, disadattati e handicappati sul piano sociale e di non pervenire mai al pieno sviluppo delle loro capacità. UNESCO 1968

Pedagogia speciale

  • Scienza preposta allo studio delle modalità più idonee a vincere le resistenze alla riduzione di asimmetria tra l'essere e il poter-dover essere delle singole personalità in situazione di disagio, sia esso derivante da un deficit fisico, sensoriale o psichico, sia da deprivazione socio-culturale (Larocca, 1999)

Chi si occupa dal punto di vista educativo di disabilità soggiace a due tipi di tentazioni tra loro opposte (Larocca, 2001):

  1. la tentazione dell'onnipotenza, quasi che il deficit non costituisca in ogni caso un limite proprio alla realtà ... Costoro si accaniscono contro il deficit per debellarlo in ogni modo, non accettandolo. L'illusione offerta da alcuni casi di riuscito intervento educativo li predispone ad impegni talora titanici, cui seguono immancabili delusioni;
  2. la tentazione depressiva sorprende invece coloro che faticano a vedere il deficit come indicatore di ulteriori possibilità e potenzialità latenti.

I fini della pedagogia speciale

  • Lo scopo fondamentale della pedagogia e della pedagogia speciale è quello di elaborare teorie e predisporre, mettere a punto strumenti per educare l'uomo, ogni uomo, normodotato o in situazione di handicap, disagio, malattia, marginalità in modo che egli possa sviluppare pienamente se stesso e possa partecipare in modo attivo consapevole e responsabile alla vita della propria comunità.

Ambiti di ricerca

  • Molti campi o ambiti di ricerca
  • Ospedalizzazione
  • Marginalità (povertà, tossicodipendenza, devianza, ecc.)
  • Detenzione
  • Disabilità . ... «Anche il disadattamento ambientale - inteso come sviluppo di una difficile situazione familiare e sociale - le violenze urbane e lo sfruttamento minorile, il nomadismo, la criminalità giovanile, il ricovero in ospedale, la reclusione in carcere, l'immigrazione possono portare la persona in crescita a sviluppare in modo insufficiente i mezzi intellettivo-attitudinali, e perciò a incontrare ostacoli nell'apprendimento» (Pertica, 1997)

Pedagogia speciale e BES

Pedagogia bisogni educativi Pedagogia speciale bisogni educativi speciali Ogni persona presenta dei bisogni educativi, ma nel caso di persone in situazione di disabilità, disagio, disadattamento la soddisfazione di questi bisogni può incontrare delle difficoltà più o meno ampie. I bisogni educativi (identità, autonomia, competenza, ecc.) si arricchiscono di qualcosa di "speciale" ... Compito della pedagogia speciale è individuare gli ostacoli (interni ed esterni) e trovare soluzioni

L'autonomia della pedagogia speciale si fonda:

  • sulla specificità del suo statuto epistemologico;
  • sulla possibilità di costruire interconnessioni con le altre scienze e con i molteplici settori operativi, per rafforzare il proprio ruolo e non per essere collocata in logiche di dipendenza o di subordinazione

DALL'OGGETTO AL SOGGETTO

" La mia mamma quando cominciai a crescere mi lasciò uscire a giocare finché si accorse che mi prendevano in giro. Un giorno un bambino mi colpì sulla schiena con un bastone. Dopo quella storia la mamma mi ordinò di non giocare più con i maschi. La mamma pensava che per me fosse meglio andare alla scuola pubblica, ma dopo un po' andarono a dirle che non potevo stare con gli altri. L'anno dopo mi misero in un altro tipo di scuola ... un posto davvero strano. Era come se W. Groom, Forrest Gump, Sonzogno, Milano, 1994 . Quando si trattava di fare delle scelte i miei genitori non decidevamo mai per me. Questo io lo chiamo rispetto, rispetto assoluto, per la mia personalità! Fin dall'inizio la mamma ha cercato di stimolare in me indipendenza: ero io l'unico responsabile delle mie azioni. È importante che i genitori, tutti i genitori, non prendano il posto dei figli affinché questi possano maturare responsabilmente. Finita la scuola dell'obbligo ho deciso di proseguire gli studi al liceo scientifico . . . C. Imprudente, Vita!, Thema, Bologna, 1990

VERSO LA SOGGETTIVITÀ

  • Ho voglia di realizzarmi concretamente ... ho voglia di battermi per riuscirci ...
  • Fare l'amore, vivere sola, lavorare, fare delle passeggiate, andare in vacanza con gli amici e senza il traino della famiglia, ecco per che cosa mi devo battere.
  • La macchina ha fatto parte per molto tempo di questo grande sogno. A diciott'anni posso guidare. La mia chinesi-terapista, che non detesto malgrado il suo atteggiamento caritatevole - lei almeno mi considera come una donna - mi indica delle autoscuole
  • Il sogno tanto atteso è arrivato. Sto per diventare indipendente. Quando mia madre mi viene a prendere le dico tutta contenta: "Imparerò a guidare. Ho gli indirizzi!". Rifiuto categorico della famiglia ... Non è una questione finanziaria: mia madre ha una "Due cavalli" che si potrebbe adattare facilmente e le mie lezioni non sarebbero più care di quelle di mia sorella. Ma ecco, il bambino di diciotto anni rischia di diventare un po' indipendente ed è una cosa impensabile. I genitori che non rifiutano i loro figli handicappati subiscono anche loro l'esclusione e la loro affettività diventa una vera prigione. Bebe siamo, bebè dobbiamo rimanere E. Auerbacher, Babette, Handicappata cattiva, Dehoniane, Bologna, 1991

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