Documento dall'Università degli Studi di Torino su Storia Della Pedagogia - Vita scolastica e pratiche pedagogiche nell'Europa moderna. Il Pdf, utile per studenti universitari di Storia, esplora l'educazione delle élite nell'Età Moderna, l'Umanesimo, il Rinascimento e la pedagogia come scienza autonoma, con focus sull'educazione del popolo.
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studocu Storia Della Pedagogia - Vita scolastica e pratiche pedagogiche nell'Europa moderna - Maria Cristina Morandini Storia della pedagogia (Università degli Studi di Torino) Scan to open on Studocu Studocu is not sponsored or endorsed by any college or university Downloaded by alessia chialina (alessiachialina10@gmail.com)STORIA DELLA PEDAGOGIA Vita scolastica e pratiche pedagogiche nell'Europa moderna - Maria Cristina Morandini
L'Umanesimo nasce in Italia nel XIV secolo; successivamente si diffuse in tutta Europa. Il pensiero principale era la credenza nel quale il massimo elevamento spirituale dell'uomo si poteva raggiungere con le letterature classiche. Inoltre si diffuse un atteggiamento negativo nei confronti del Medioevo. In particolare veniva criticato il ritorno del pensiero aristotelico e il formalismo nelle scuole. Oltre a ciò, c'era ancora l'ampio interesse della chiesa riguardo le scuole e l'utilizzo ampio del latino dovuto a questo. Un elemento che favorì l'Umanesimo fu la scoperta della lingua greca che permise l'accesso a nuove opere e a una lettura più corretta dei testi che erano stati tradotti dal latino al greco. Ad ispirare l'Umanesimo fu anche la spiritualità, che non si concentrava molto sulle componenti teologiche, ma su quelle mistiche. Da questo pensiero, Alessandro Magno venne definito il creatore della "terza via", che si concentra sulla valorizzazione della vita interiore del fedele e ritorno alle fonti originali del discorso evangelico. Abbiamo anche una critica alla visione scientifica; la scienza non poteva essere solo qualcosa di astratto alla quale si poteva creare delle conclusioni, ma era necessario anche fare esperienza e poter dimostrare concretamente le cose. Questo portò una crisi profonda sia per quanto riguarda la concezione di Dio e la gerarchia delle discipline scolastiche, che vedeva in cima la teologia. L'Umanesimo si concentrava sull'importanza singola delle discipline dando particolare attenzione al trivio: grammatica, retorica e dialettica. Da qui nasce il termine discipline umanistiche. Nasce anche il quadrivio: aritmetica, geometria, astronomia e musica.
L'Umanesimo ha un modo nuovo di intendere l'uomo ed il mondo: una nuova idea di natura, valorizzano il metodo empirico e praticano le arti occulte. Solo la ricerca permette all'uomo di progredire. Quindi questo periodo è caratterizzato dalla rinuncia alle certezze passate per il progresso della conoscenza; si valorizza l'autonomia di pensiero e l'attività creativa dell'uomo. Entra in vigore il realismo politico che toglie di fatto l'autorità dalle mani di Dio per consegnarla nelle mani del principe. Dal XV secolo mutò il modo di concepire l'educazione dei giovani, la funzione dell'istruzione e l'organizzazione didattica della scuola. Nacque così la moderna concezione della pedagogia, prima denominata come "agire educativo". Già prima del Quattrocento ci furono grandi cambiamenti: sorsero le prime Università a Parigi e Bologna, aumentarono le scuole ed iniziarono a trasferire il controllo di quest'ultime dal clero ai laici. Ma dal XV al XVII secolo avveni una vera e propria rivoluzione educativa; avvenne grazie a 4 motivi:
Una volta l'educazione era vista come sinonimo di istruzione, dunque un adeguamento ad un sistema di norme e di regole di vita ben precise. Educare significava inserire il prima possibile il bambino nel mondo degli adulti. Aveva anche la funzione di garantire la riproduzione del patrimonio economico e culturale della famiglia. Il documento più significativo che tratta questo argomento è "i tre libri dell'educazione cristiana dei figlioli" di Silvio Antoniano; parla dei compiti sia dei padri che delle madri che devono occuparsi loro dell'educazione dei figli e non i domestici. Si parla anche dell'amorevolezza, quindi la maggior sensibilità educativa e più premura; deve comunque prevalere l'autorità sulla libertà. Si da importanza alla realizzazione personale; è un concetto che però verrà accettato solo alla fine dell"800 in quanto l'educazione doveva servire solo a scopi immediatamente funzionali in cui prevaleva l'istruzione formale. Inoltre per molto tempo comunque rimase un miraggio poter frequentare una scuola, anche se esistevano altri luoghi di istruzione. Tra '400 e '500 ci furono grandi trasformazioni, in particolare a livello politico grazie alla nascita di nuove e potenti monarchie nazionali che soppressero le potenze tradizionali. Questo processo politico influenzò anche le pratiche educative. La politica europea cominciò ad ispirarsi al principio dell'equilibrio che sanciva che nessun contendente potesse diventare così forte da schiacciare gli altri. Inoltre la nascita degli Stati Nazionali determinò lo sviluppo dell'amministrazione e della burocrazia per far funzionare la macchina. Allo stesso tempo nacque anche il bisogno di formare adeguatamente soggetti; quindi, ci fu un importante contributo per la formazione. Ma all'inizio la politica si disinteressò alla scuola, perché l'istruzione era sempre stata affidata a uomini di chiesa, gli unici con una preparazione idonea. Nonostante la diffusione delle scuole laiche, infatti, la chiesa continuava ad avere il diritto di sovrintendere al loro funzionamento. Con la Controriforma di Martin Lutero, ci fu un nuovo modo di concepire l'iter formativo ecclesiastico e fu proprio in quell'ambito che venne elaborato il nuovo modello di scuola. Riteneva importante l'istruzione perché permetteva la lettura e la comprensione della parola di Dio. Anche nel mondo cattolico venne messo in atto un processo di revisione delle pratiche e delle istituzioni formative, che permetteva la formazione dei preti destinati all'istruzione. Anche l'Umanesimo intervenne nell'ambito della scuola, volendo un'educazione laica con lo studio dei testi greci e latini.
Il modello educativo degli umanisti venne diffuso dai collegi. Miravano a formare un uomo di fede in quanto poteva raggiungere la sua vera realizzazione. La preoccupazione principale era quella di offrire ai figli una formazione che permettesse loro di stabilire un rapporto corretto con il proprio contesto sociale. L'istruzione collegiale venne plasmata su due modelli:
Furono anche importanti i seminari, che non furono un'invenzione dei collegi, ma era un'istruzione svolta presso le chiese e volta ad istruire i futuri preti. I seminari cominciarono a diffondersi in tutta Europa ed ogni parrocchia ne aveva uno con a capo il vescovo. I collegi invece erano frequentati da ragazzi con il solo desiderio di istruirsi (e non avevano accesso ai seminari). Sia i seminari che i collegi imponevano la residenza degli allievi all'interno. Avevano una disciplina inflessibile e una gerarchia rigida. Anche i collegi però venivano affidati al campo cattolico, infatti grazie alla "Compagnia di Gesù" i collegi ebbero larga diffusione. Il regolamento dei gesuiti divenne per l'appunto un modello a cui si ispirarono le altre congregazioni religiose. Il loro modello era incentrato sull'apprendimento delle lingue classiche, sulla filosofia e sulla religione. Inoltre, le scuole gesuitiche non erano aperte solo alla nobiltà, ma a tutti i ceti sociali. L'istruzione offerta dai gesuiti era quasi completamente gratuita. Gli studenti che dovevano lavorare per aiutare la famiglia avevano la possibilità di frequentare le aule con cadenze stagionali. Il mondo protestante elaborò un modello educativo simile a quello cattolico. Melantone elaborò una proposta di riforma dove anche lui vuole mettere il latino come lingua d'obbligo. Sturm mise in pratica questa idea fondando un gymnasium a Strasburgo (scuola privata) e ne diventò il modello di riferimento. In questo modo aumentarono le possibilità di istruzione; tuttavia, il processo non fu lineare e i ceti sociali più bassi ebbero molte difficoltà ad accedere. Ci fu anche una specializzazione nei testi scolastici; vennero creati libri appositi per la scuola che però non eliminarono l'utilizzo delle opere usate tradizionalmente. Videro la luce edizioni integrali delle opere latine e greche e ai manuali degli umanisti si affiancarono quelli redatti da insegnati degli Ordini religiosi. 2 Downloaded by alessia chialina (alessiachialina10@gmail.com)