Documento dall'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa su Storia antica: Vicino Oriente, Grecia, Roma. Il Pdf, di Storia a livello universitario, esplora la definizione di storia, le sue coordinate temporali e spaziali, e la periodizzazione, con un focus sulla nascita della repubblica romana e il conflitto patrizio-plebeo.
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Cosa vuol dire storia? Il termine deriva dal latino historia e significa "indagine, ricerca". Il primo a scrivere un'opera storica è stato Erodoto nel V. secolo a.C., non a caso, infatti, è considerato da Cicerone come pater historiae, << padre della storia>>. Le sue opere avevano come oggetto di analisi le guerre persiane. L'obiettivo di Erodoto era quello di far luce sulle cause che avevano scatenato tale guerra e spiegare gli eventi secondo nessi di tipo causale. La storia, dunque, è la disciplina che si occupa della ricostruzione del passato, secondo un rigoroso metodo scientifico e critico. L'oggetto di studio è il passato degli uomini. È necessario, però, fare una distinzione tra storia, considerata come "passato", e storiografia, che è, invece, la disciplina che se ne occupa, ovvero la scienza che studia il passato.
Le coordinate della storia sono 2: tempo e spazio. Il tempo è una convenzione umana, è misurato in frazioni del giorno (ore, minuti, secondi) o del mese (settimane, giorni). Ci si deve interrogare su 3 questioni principali: unità di misura, punti di riferimento e linearità. Le unità di misura del tempo storico sono: i giorni, mesi, anni, lustri (5 anni), decenni (10 anni), secoli (100 anni), millenni (1000 anni). Quindi, le unità di grandezza principali sono: anno (indicati con numeri arabi), secolo e millennio (indicati con numeri romani). Queste unità sono tra loro commutabili, ad esempio, l'anno 476 può essere commutato in V secolo, in quanto è composto da 400 anni (4 secoli) e 76 anni, cioè un secolo avviato. L'anno 1453 appartiene al XV secolo, perché composto da 1400 anni (14 secoli) e 53 anni (un secolo avviato), ma anche al II millennio, perché è composto da 1000 e 453 anni (un millennio compiuto e uno avviato). La conversione è reversibile. Come punto di riferimento è in utilizzo la nascita di Cristo, coincidente con l'anno 0, dividendo dunque gli anni in "avanti Cristo" e "dopo Cristo". La concezione della linearità del tempo è stata introdotta dal cristianesimo. Connessa con il tempo storico e la sua misurazione è la periodizzazione, ossia la suddivisione del tempo in periodi. La più comune è quella che vede la divisione del tempo storico in: Preistoria e Storia, che inizia con l'invenzione della scrittura alla fine del IV millennio a.C. La Storia è divisa in:
La storia antica, a sua volta, è divisa in:
La storia greca è divisa in 4 periodi:
La storia romana, invece, in 3 periodi:
La protostoria (dal greco protos- "primo") è il periodo iniziale della storia greca. Essa racchiude l'Età del Bronzo e parte dell'Età del Ferro. Si data, invece, tra l'VIII secolo a.C. e l'inizio del V l'età arcaica. Il periodo successivo, noto come età classica, comprende il V secolo a.C. fino al 323, anno della morte di Alessandro Magno. Prende avvio, così, l'ultimo periodo della storia greca, l'età ellenistica, il cui momento decisivo è la battaglia di Azio nel 31 a.C. La storia romana, invece, si divide in 3 periodi. Il primo è il periodo monarchico che comprende il 753 a.C. (nascita di Roma) e il 509, anno in cui fu cacciato dalla città l'ultimo re di Roma, Tarquinio il Superbio e iniziò il periodo repubblicano, che terminò il 27 a.C. con l'avvio del periodo imperiale, quest'ultimo concluso nel 476 con la caduta dell'impero romano d'occidente.
La seconda coordinata è lo spazio, più esattamente lo spazio geografico. Gli strumenti di misura sono le carte geografiche, diverse però sono le carte storiche, quelle che evidenziano nel corso degli anni i confini tra gli Stati. È necessario la conoscenza dell'ambiente e delle sue caratteristiche. Tempo e spazio trovano una loro sintesi nei concetti di diacronia e sincronia. Per storia diacronica si intende lo studio, nel corso del tempo, di un sistema definito; per storia sincronica, invece, si intende lo studio di diversi sistemi tra loro collegati in un determinato periodo storico.
Scaricato da Marta Calabrese (j5cbjqmt92@privaterelay.appleid.com)La ricostruzione storica avviene mediante l'uso di documenti (dal latino documentum, << ciò che è di insegnamento, che fa conoscere qualcosa>). I documenti sono detti anche fonti, che si suddividono in primarie (testimonianze dirette) e fonti secondarie (studi compiuti). Possono essere di varia natura:
Lo storico può avere informazioni del passato anche dalle monete, dalle rappresentazioni figurate. La documentazione disponibile per lo storico è disomogenea, in quanto la mano dell'uomo e le condizioni climatiche hanno potuto favorire la conservazione di alcune fonti e la distruzione di altre, quindi deve avvalersi di fonti superstiti attraverso un processo di selezione. Ogni tipo di fonte richiede una specifica metodologia di indagine.
Il termine Mesopotamia deriva dal greco e significa << terra in mezzo ai fiumi>>, il Tigri e l'Eufrate, ad oggi corrisponde all'Iraq. Il Tigri e l'Eufrate hanno un percorso d'acqua tortuoso e un regime irregolare, che nelle stagioni di piena porta a delle periodiche alluvioni, questo portò gli abitanti a ideare un sistema di bacini di raccolta e di canali che permettesse di regolarizzare il percorso dei due fiumi. Proprio per questo prendono il nome di "civiltà idrauliche". La canalizzazione favorì la rigogliosità dell'agricoltura mesopotamica, causando il processo di eccedenze alimentari: si produceva di più di quanto si consumava e questo spiega la rivoluzione urbana avvenuta a metà del IV millennio a.C. Le eccedenze alimentari consentirono la distinzione tra 'produttori di cibo' e 'lavoratori specializzati' o 'specialisti', ovvero coloro che si occupavano di realizzare manufatti (artigiani), offerta di servizi necessari alla comunità. Tra questi due si instaurò un rapporto solidaristico. Ma per la sopravvivenza della comunità si necessitava di un'autorità politica, che trova il suo simbolo nel palazzo, la residenza del capo con il suo seguito. La nascita della città è This document is available on studocu Scaricato da Marta Calabrese (j5cbjqmt92@privaterelay.appleid.com)l'esito di un processo di lunga durata. I popoli abitanti della Mesopotamia furono: Sumeri, Accadi, Babilonesi e Assiri.
I Sumeri sono il più antico dei popoli, stanziati nella parte meridionale della Mesopotamia, diedero vita a una fiorente civiltà urbana. Egli non si organizzarono in uno Stato unitario, bensì il loro era un mondo fatto di tante città. Il potere era nelle mani di un sovrano, il quale ricopriva funzioni anche di sacerdote, unendo la sfera politica a quella religiosa. L'economica sumerica si basava su una fiorente agricoltura, in particolare di frumento, orzo e miglio; diverse forme di commercio di metalli, pietre preziose e legname da costruzione. Al popolo sumerico si deve, intorno alla metà del IV millennio a.C., l'invenzione della scrittura, nata per esigenze politiche e amministrative. Ella si evolse dal punto di vista grafico, con il passaggio da un sistema di tipo pittografico (segni), ad un sistema che i moderni hanno definito cuneiforme, in cui si mescolano ideogrammi (segni che rappresentano un concetto) e fonogrammi (segni che rappresentano il suono di una o più lettere).
Gli Accadi, stanziati nella parte centro-settentrionale della Mesopotamia, erano una popolazione semitica. Parlavano l'accadico, una lingua che apparteneva alla stessa famiglia di altre lingue. Il nome è presente in un passo del libro della Genesi, che fa discendere da Sam, figlio di Noè, le popolazioni parlanti tali lingue. Gli Accadi furono anche loro artefici di una florida civiltà urbana, ed è a loro che si deve la prima unificazione della regione sotto un unico potere, con capitale la città di Akkad. Fondatore di questo impero fu Sargon, nella seconda metà del III millennio a.C. Alla sua morte lo successe il nipote Naram-Sin, che riuscì ad ampliare i confini del suo dominio, affermando l'idea di un impero universale. Con la fine del regno di Naram- Sin prese avvio un lungo periodo di declino per l'impero accadico, che crollò sotto le armi dei Gutei, una popolazione nomade proveniente dal mar Caspio. Le città sumeriche si organizzarono come entità autonome, rette da sovrani locali. Fu uno di questi, il re di Uruk ad avviare un'iniziativa contro i Gutei, sconfiggendoli. Tale politica espansionistica fu intrapresa anche dalla città di Ur, la cui fine fu determinata dalle frequenti ribellioni di molti centri della città che volevano l'indipendenza e l'arrivo in Mesopotamia degli Amorrei. L'arrivo di quest'ultimi diede vita ad una situazione di frammentazione politica, che terminò con l'ascesa al trono nel 1792 a.C. di Hammurabi, sovrano amorreo di Babilonia. La nascita dell'impero di Hammurabi segna l'inizio dell'epoca paleo-babilonese. Il regno di Hammurabi era caratterizzato da una prosperità economica, vivacità culturale e progressi in ambito tecnico- scientifico, anche grazie all'affermazione del "codice di Hammurabi". Questo testo consiste nella raccolta di disposizioni di natura giuridica e di leggi da rispettare. La sua natura è molto discussa: per alcuni è una raccolta di leggi da rispettare, per Scaricato da Marta Calabrese (j5cbjqmt92@privaterelay.appleid.com)