Documento dall'Università sulle origini barbariche. Il Pdf esplora le dinamiche tra l'Impero Romano e i popoli germanici, l'arrivo dei Longobardi in Italia e l'ascesa dei Franchi, culminata con la creazione del Sacro Romano Impero, per la materia Storia a livello universitario.
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Senza la presenza del cristianesimo, il medioevo non sarebbe tale e non avrebbe influenzato determinate dinamiche.
L'epoca delle grandi invasioni è proprio il V sec; l'apporto che i barbari hanno dato alle strutture romane dopo la caduta è tale che nel corso dei secoli ha portato delle considerazioni rilevanti sulla cultura di questi popoli. Quando la chiave nazionalistica è diventata prevalente, l'identità germanica si è concretizzata in percorsi di ricostruzione storiografica molto interessanti e con una fortissima prevalenza in ambito germanistico -> da questo punto di vista nell'800 e nel '900 si sono contrapposte due scuole di pensiero principali:
La peculiarità di queste due sta nell'impero romano, una delle maggiori creazioni di potenza, ma l'attacco esterno dei barbari conferma che l'impero romano non implose come si descrive, ma cadde sostanzialmente perché l'impero perse la propria spinta vitale. In particolare l'impero che nei secoli precedenti aveva mostrato di essere solida realtà politico, militare ed economica, aveva con il tempo mostrato stanchezza nel mantenere le istituzioni e accaddero situazioni come ad esempio il forte fiscalismo, la crisi economica e militare, pagando anche forze esterne per la protezione, come i barbari. La scuola germanistica afferma, quindi, che l'introduzione di energie fresche, come i giovani (barbari in questo caso), non fu un elemento che ruppe con la tradizione romana ma consentì loro di vivere più a lungo; al contrario la tesi romanistica afferma che l'arrivo dei barbari fu il completo decadimento della tradizione romana oltre che dello stesso impero. La tesi germanistica che afferma la costruzione delle istituzioni romane, si instaurò nell'ambito del cattolicesimo, in particolare nei manuali della storia della chiesa, come ad esempio in "storia della chiesa nello sviluppo delle sue idee" di Joseph Lords (1966) -> un manuale utilizzato da molti, dove si sostiene che se il cristianesimo non avesse avuto un apporto con il mondo germanico, non sarebbe riuscito a diventare così forte ed affermato, in quanto sostenuto principalmente da giovani.
Il termine Barbaro con l'accezione greca indica "coloro che si esprimevano in una lingua diversa", poi diventato come termine "straniero", in seguito il termine divenne "coloro che sono nemici della realtà romana". Lords inserisce, anche, il fenomeno delle invasioni inteso come fenomeno migratorio dei popoli che si registrano poco prima del 1000 a.c, durante la creazione del popolo greco, infatti è un processo graduale che dura più di 2000 anni. Nel corso del tempo lo spostamento dei popoli portò diversi risultati significativi:
I barbari continuano a spostarsi, seguendo le mandrie e sfruttando periodicamente terreni; cercano provviste da mangiare o vivono di razzia; continuano a perdere, per questo necessitano di lasciare le loro terre. Possiamo descrivere il popolo dei germani (raccogliendo notizie dal mondo antico come da cesare e tacito) sotto un punto di vista prettamente romano, ma i dati archeologici determinano altre realtà: inizialmente erano visti prettamente in modo omogeneo ed uguale, inoltre nel '900 vennero definiti come "puri", quando in realtà continuano a mescolarsi e cambiare. La prima caratteristica germanica potrebbe definirsi in "un popolo che vive libero e combatte", l'identità di queste persone è determinata dal fatto che sanno combattere, oltre che cacciare, rubare e fare guerra. Di conseguenza nel mondo romano questi guerrieri sono ben apprezzati perché combattono abitualmente: nelle fonti vengono chiamati Arimanni e ancora oggi vengono categorizzati come eserciti fatti da uomini modellati per fare guerra.
All'interno della società germanica esistono un miscuglio di tribù che continuavano a mischiarsi con ulteriori gruppi:
Uno dei fattori portanti tra il mondo dei barbari e il mondo romano, si inserisce la conoscenza del vangelo tramite la traduzione dello stesso, dettata da Wulfila, in lingua gota, così da permettere ai barbari di conoscere le sacre scritture ma secondo la tradizione ariana. Per la prima volta con questo scrittore, viene messa in atto la scrittura e la lettura della lingua gota, e quindi, del linguaggio barbarico. I barbari così conoscono la tradizione Cristiana (da II sec).
Tra le posizioni storiografiche abbiamo quella di Giovanni Tabacco che insieme ad un'altro scrittore, hanno pubblicato un manuale chiamato "il medioevo" che spiega la storia dal V al XV sec. In questo volume si sostiene che, il passaggio del reno da parte dei Barbari (quando rompono i confini dell'impero) i quali sono stati spinti dagli Unni verso occidente, è motivo di inizio del medioevo, per Tabacco, in quanto la tendenza di questi gruppi (Alani, Vandali, Svevo, Goti ... ) era proprio quella di cercare delle collocazioni più stabili. L'esempio più significativo per l'Italia è proprio quello dell'arrivo dei Longobardi. -> prima di questo momento erano semi-nomadi, ma con l'arrivo del V e VI secolo questi gruppi ci permettono di capire i diversi inserimenti che si sono avuti all'interno dell'impero romano.
Entrano in contatto con il mondo romano, perché esso necessitava di manodopera, imparano le loro abitudini, riescono, inoltre, ad avvicinarsi con dei patti con lo stesso impero, difendendo l'impero e in cambio ricevendo terre dove potersi stanziare. I barbari potevano essere assoldati come truppe ausiliare sotto l'autorità imperiali -> essendo molto forti, riuscivano facilmente a scalare gerarchicamente le truppe militari fino a diventare valorosi generali. Stilicone ne è un esempio, un barbaro romanizzato che si trova a combattere con i Visigoti.
Esistono dei diversi gruppi di truppe:
I Visigoti, comandati da Alarico, entrano in Italia nel 401 e indisturbati, continuano a muoversi dento il nostro territorio fino al 410. Guadagnano posizioni sempre più robuste, tanto che nel 410 espugnano le mura di Roma (il sacco di Roma) -> ebbe una ripercussione fortissima in tutte le autorità letterarie del tempo, nonché visione palese di debolezza dell'impero in quanto lo scenario era stato completamente modificato. La leggenda della città eterna viene completamente distrutta, tanto che Ludovico Antonio Muratori a metà del '700 scrive un'opera chiamata "annali d'Italia", dove racconta le vicende che sono accadute durante il corso degli anni in Italia (è il fondatore di una prima storia del popolo italiano) -> per Muratori la storia italiana e l'identità nazionale molto più sentita inizia quando cessa il mito di Roma, nella prima conquista: DAL 410 IN POI.
Il secondo scenario è costituito dal fatto che vi sono determinate invasioni barbariche che non danno origine a degli stanziamenti stabili, ma ci sono altre realtà che creano politica grazie a dei colpi di stato. Questo capita nel V sec, quando l'impero era completamente degenerato da un punto di vista socio-politico, infatti la presenza di generali barbari riuscivano ad imporre e orientare la politica romana. In un certo momento la classe dirigente romana sembra riuscire ad avere il sopravvento su questo potere militare del gruppo barbarico e un membro dell'aristocrazia romana, Oreste, riesce ad imporre sul trono suo figlio Romolo Augustolo e a fare approvare degli interessi contrastanti alle attese dei generali barbari e più vicine al volere romano. I mercenari germanici misero immediatamente in difficoltà il nuovo imperatore, chiedendogli la distribuzione di 1/3 delle terre dell'impero da donare ai soldati delle legioni romane. -> l'imperatore ovviamente negò la richiesta e il generale a capo di queste truppe, Odoacre, prese il potere a Roma proclamato dai suoi soldati come Re, gestendo le insegne imperiali, cioè i simboli del potere imperiale, non attribuendoli a se stesso ma donandoli all'imperatore di Costantinopoli. L'imperatore bizantino riconosce questo gesto e lo elegge "prefetto di Roma", ovvero che è il comandante del territorio italico.
Questo avvenimento molto importante avviene nel 476, ricordato da tutti i manuali come fine dell'impero romano D'occidente: l'importanza è dovuto dal fatto che le istituzioni più importanti vengono a mancare, come in questo caso l'impero.
Da qui inizia una nuova età, l'età medievale, dove persistono l'arrivo di popolazioni barbare che si stabiliscono nel territorio e creano stabilimenti politici solidi. -> lo stanziamento su un territorio avveniva sfruttando un istituto giuridico che erano caratteristico del mondo romano, le modalità di insediamento quindi avvenivano cioè mediante un regolamento politico chiamato hospitalitas: quando un reparto romano giungeva in una regione dell'impero per motivi di difesa, per diritto riceveva almeno 1/3 delle terre di quel territorio, che avevano funzione logistica, in modo temporaneo: l'esercito usava quelle terre per necessità belliche, ovvero attinenti alla guerra. I barbari erano soprattutto alleati (federati) e dato che difendevano i territori romani venivano pagati per il loro lavoro <- arrivate le invasioni, però, la dimensione della federatio tende a diventare hospitalitas. Con l'arrivo di Odoacre, che comincia a mostrare l'interesse nell'espansione oltre i confini italici, quindi fino ad arrivare ai Balcani, Costantinopoli ( con a capo l'imperatore Zenone) si difende in quanto il Re stava cominciando ad invadere spazi di interesse per l'impero romano d'oriente: Zenone decide così di utilizzare un altro popolo barbaro degli ostrogoti, con a capo Teodorico, per contro attaccare Odoacre e fargli prendere il suo posto (480). Teodorico, dopo il 480 oltre che essere Re d'Italia, porta tutto il suo popolo in Italia, sia munito di tutti i beni che possedeva, sia trasferendo tutto il popolo comprendendo bambini e donne. Con questo Re, la presenza barbarica da origine a una istituzione politica stabile sul territorio, perché questi governeranno fino all'arrivo di Giustiniano.
Teodorico è un re molto importante che si trova a governare un popolo che non è il suo, con consuetudini, regole e modi di fare molto diversi. Si avvale di collaboratori importanti, come Boezio, un pensatore molto importante, e Cassiodoro, che creerà il Vivarium. L'idea di Teodorico è quella di introdurre la doppia cittadinanza, ovvero che i due popoli presenti nel territorio (Goti e Romani) possano convivere nello stesso territorio come uguali cittadini ma separati per gruppi di appartenenza -> giunto in Italia, il re, pone la capitale a Ravenna, costruendo il suo Mausoleo: immagina che hai Goti debba essere ceduto il governo e l'esercito, ai Romani l'amministrazione pubblica. Inoltre stabilisce che è vietato avere un matrimonio misto tra questi due popoli che convivevano nel medesimo territorio, così da avere costantemente gruppi separati. Nel contesto italico cominciano a convivere diversi sistemi normativi differenziati: questa pluralità viene chiamata personalità del diritto, ovvero che nel momento in cui c'è da dirimere una questione, i sudditi che fanno riferimento al giudice dichiarano, in ragione della loro appartenenza normativa, a quale diritto sottostanno (Es: quando qualcuno va sotto il giudice, devono specificare che appartenenza sono). Nel corso del XII secolo, questa pluralità di diritti differenziati per etnie, viene superata riprendendo la tradizione del diritto giustinianeo, quando, cioè, ci sono diritti che sono conflittuali si deve fare assolutamente riferimento alla tradizione del diritto romano.
Allo stesso modo i chierici erano giudicati in base al loro diritto religioso e mote volte potevano essere aiutati molto.
I due popoli sono separati anche per quanto riguarda la religione, nonostante entrambi i popoli siano di matrice cristiana: Teodorico rispetta la funzione delle chiese cattoliche. Ad un certo momento i romani tendono a mescolarsi con i goti e viceversa, d'altra parte l'impossibilità di matrimoni misti tende a dividere questi due popoli sempre di più.